Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Storia

Stiamo tornando al Medioevo

Stiamo tornando al Medioevo

Giuseppe Sergi

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2026

pagine: 176

Ogni volta che qualcosa non va, sentiamo ripetere la frase: «Stiamo tornando al Medioevo!». Può essere un sistema scolastico traballante o una crisi economica e sociale, sempre ritorniamo a quei ‘secoli bui’, a quel periodo di transizione e di tabula rasa che tanto ci spaventa e, paradossalmente, tanto ci affascina. Ma il Medioevo che pensiamo di conoscere non è mai esistito. I ‘secoli bui’ popolati da servi della gleba o quello luccicante di cavalieri, corti e tornei, nascondono una verità storica ben più complessa e affascinante. Giuseppe Sergi, uno dei più autorevoli storici italiani del Medioevo, in questo libro demolisce con rigore scientifico i luoghi comuni che da troppo tempo offuscano la comprensione di un millennio cruciale della storia europea: la presunta ‘piramide feudale’, l’economia del baratto, il papa-monarca assoluto, i vescovi-conti, lo ius primae noctis. Di fronte a chi si sforza di trovare nel Medioevo inventate radici di identità nazionali o esalta i vincoli solidaristici delle comunità rurali, è necessario compiere una operazione di verità storica. Il Medioevo reale, liberato dalle incrostazioni leggendarie, rivela sorprese culturalmente più ricche e autentiche di qualsiasi immaginario convenzionale.
16,00

La trama del mondo. I tessuti che hanno fatto la storia

La trama del mondo. I tessuti che hanno fatto la storia

Kassia St Clair

Libro: Libro in brossura

editore: UTET

anno edizione: 2026

Dietro ogni filo c’è una storia: dalle tracce preistoriche di fibre colorate rinvenute in una grotta del Caucaso alle bende di lino che avvolgevano il corpo di Tutankhamon; dalle vele di lana con cui i Vichinghi anticiparono Colombo sulla rotta per le Americhe al dedalo di leggendarie Vie della Seta su cui sciamavano le delicate stoffe cinesi e i preziosissimi bachi trafugati e poi diffusi in Occidente; dai calicò e chintz indiani traghettati sulle navi di Sua Maestà britannica, pronti a dare avvio alla Rivoluzione industriale, alle piantagioni di cotone americane nutrite di schiavi che furono la scintilla della Guerra civile; dalle tute spaziali cucite a mano per raggiungere la Luna ai tessuti tecnologici in grado di spingere l’essere umano oltre i suoi limiti fisici, per farci conquistare di volta in volta l’Everest o il Polo Nord, un nuovo record olimpico o nientemeno che il futuro. Dopo l’Atlante sentimentale dei colori, Kassia St Clair delinea una nuova storia e geografia culturale, rintracciando nei tessuti e nelle loro peregrinazioni quella che pian piano diventa La trama del mondo: una struttura nascosta, data spesso per scontata ma non per questo meno fondamentale, che accompagna e sorregge tutti i grandi rivolgimenti sociali e le conquiste dell’ingegno. Brillante e scorrevole, ricco di aneddoti e spunti di riflessione, "La trama del mondo" segue il filo della Storia fino a scoprirla intrecciata alla realtà che ci circonda, intessuta negli abiti che indossiamo ogni giorno.
17,50

L'altro Garibaldi

L'altro Garibaldi

Virman Cusenza

Libro

editore: Mondadori

anno edizione: 2026

20,00

Paternità. Una storia di amore e potere

Paternità. Una storia di amore e potere

Augustine Sedgewick

Libro: Libro in brossura

editore: Il Saggiatore

anno edizione: 2026

pagine: 320

Paternità è una storia globale e culturale dell’essere padri: un racconto che attraversa i millenni e le nazioni per mostrarci come nel nostro passato l’amore per i figli sia stato costantemente legato alla fondazione di un’autorità; e come, a partire dal modo in cui ridefiniremo questo rapporto, dipenderà il futuro delle nostre società. Mettere al mondo un figlio non ha significato sempre essere «padre», almeno nel senso che attribuiamo noi, ai giorni nostri e in Occidente, a questo concetto. Il concetto di «paternità», secondo Augustine Sedgewick, è dunque qualcosa che si è evoluto nel tempo e come tale è possibile seguirne passo dopo passo la traiettoria: dalla rigida scansione dei ruoli di genere nelle civiltà dell’Età del bronzo ad Aristotele, che ha contribuito a definire la paternità come principio che giustifica e stabilizza le gerarchie; dal pater familias dell’antica Roma, con il suo potere assoluto sulla vita (e sulla morte) dei membri della casa, al «padre padrone», cardine della famiglia patriarcale moderna. Attraverso i ritratti di padri celebri, quali Enrico viii, Charles Darwin, Sigmund Freud e Bob Dylan, in queste pagine Sedgewick esplora i vari modi in cui si è declinata questa figura: strumento per legittimare un potere politico, funzione biologica carica di responsabilità, simbolo da detronizzare. Che cos’è, dunque, la paternità oggi? Questo libro è il tentativo di un padre e di uno studioso di rispondere a questa domanda, invitandoci a ripensarla alla luce di una mascolinità ridimensionata, incerta e in trasformazione: perché solo comprendendo che cosa ha significato essere padri nel passato possiamo provare a costruire modelli migliori per i nostri figli.
24,00

La guerra mondiale dei servizi segreti
20,00

Gerusalemme

Gerusalemme

Antonio Dell'Acqua

Libro: Libro in brossura

editore: Carocci

anno edizione: 2026

pagine: 120

Dall'età ellenistica alla conquista araba, Gerusalemme ha cambiato volto innumerevoli volte, trasformandosi sotto la spinta di imperi, religioni e culture. Questo volume ne ricostruisce il complesso sviluppo urbano e architettonico unendo i dati archeologici alle fonti scritte. Offre così, a chiunque sia interessato alla storia del Medio Oriente, un profilo chiaro e documentato di una città unica al mondo, la cui transizione dall'età classica alla tarda antichità è ancora visibile nelle sue strade e nei suoi quartieri.
13,00

Tiranni. I 100 despoti più efferati della storia

Tiranni. I 100 despoti più efferati della storia

Nigel Cawthorne

Libro: Libro in brossura

editore: Giunti Editore

anno edizione: 2026

pagine: 276

Da sempre uomini e donne hanno conquistato il potere con mezzi a dir poco estremi. Questo libro, una rassegna degli autocrati più assetati di sangue che abbiano mai dominato il mondo dall'antichità a oggi, illustra con vividi dettagli la storia delle vite che hanno condotto, la loro spietata scalata verso l'alto, la ferocia unita all'intelligenza strategica, la distruzione che hanno lasciato dietro di sé. In questa cronaca agghiacciante dei despoti e dei loro crimini contro l'umanità attraverseremo ogni epoca e continente incontrando le figure più diverse, da Attila, che uccise il proprio fratello per governare l'impero degli Unni, fino ai dittatori africani del XX secolo passando per Hitler e Mussolini. Fanno loro buona compagnia, in questa bolgia dantesca, Fidone di Argo, Erode il Grande, Riccardo III, Ivan il Terribile, ma anche Napoleone e Caterina II di Russia, Porfirio Díaz e Stalin, Pinochet e Bokassa... Vedremo che la dinamica è sempre la stessa: ambizioni vertiginose, fino al delirio di credersi divini, che provocano forme di opposizione da sopprimere con ogni mezzo, arrogandosi il potere di vita o di morte sui propri sudditi. Con la consueta maestria, Nigel Cawthorne dipana il racconto, che siano fatti acclarati o meticolose ricostruzioni, combinando il dato storico a descrizioni efficaci: tinte forti in cui niente, però, è inventato.
16,90

Sentieri partigiani

Sentieri partigiani

Paolo Malaguti

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2026

pagine: 160

Il ricordo della Resistenza non è un monumento immobile, è una salita, impegnativa e tenace, verso ciò che siamo diventati. Non è un capitolo polveroso dei manuali, ma un’esperienza da attraversare, vivere e trasmettere. Un saggio che ripercorre la memoria delle lotte partigiane come un sentiero, sulle orme dei grandi maestri della letteratura, da Meneghello a Pavese e Fenoglio. Per imparare ogni giorno, come cittadini, a non perdere la libertà e il pensiero critico. Cosa significa ricordare la Resistenza? Paolo Malaguti prende le mosse da una salita in bicicletta sul Monte Grappa per avviare un viaggio intimo e lucido nei luoghi, nelle tracce, nei silenzi della memoria resistenziale italiana. Ma ben presto il racconto si allarga, intrecciando la riflessione sulla storia con quella, attualissima, sulla memoria e sulla scuola: perché la Resistenza non è (solo) un capitolo da manuale, ma un laboratorio civile e pedagogico in cui misurare il valore della democrazia, della parola, del dissenso. Con l’ironia di chi conosce bene i corridoi di un liceo e la voce solida di chi ha letto i grandi testimoni del Novecento, Malaguti esplora una geografia della memoria che include i monumenti partigiani del Grappa, i cippi dimenticati della Pedemontana veneta, i viali delle impiccagioni a Bassano del Grappa, compiendo un tragitto che dalla montagna scende in pianura, fino a Milano e Piazzale Loreto. E mentre racconta i monumenti invisibili, le lapidi dimenticate, le contraddizioni dei simboli e dei linguaggi pubblici legati alla Resistenza, si interroga, senza sconti, sulla difficoltà di formare oggi cittadini critici e consapevoli. Un libro che è insieme cammino, diario civile e domanda aperta: «Cosa avremmo fatto noi?»
15,00

Piazze d'Italia. Dal Foro alla città contemporanea

Piazze d'Italia. Dal Foro alla città contemporanea

Gilberto Dal Cengio

Libro

editore: Editoriale Programma

anno edizione: 2026

pagine: 176

Questo volume accompagna il viaggiatore verso luoghi di sosta, di riposo, di contemplazione
9,90

Storia della Repubblica. L'Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026)

Storia della Repubblica. L'Italia dalla Liberazione ad oggi (1945-2026)

Guido Crainz

Libro: Libro in brossura

editore: Donzelli

anno edizione: 2026

pagine: 448

Ottant'anni di storia: un percorso intenso, intriso di speranze e di delusioni, di traumi e di mutamenti inavvertiti. Quanto siamo cambiati nel corso di essi? E quanta parte di questa storia è presente nella memoria del paese? Nel nostro orizzonte collettivo sono sempre meno «costitutivi» gli anni duri, conflittuali ma al tempo stesso solidali, della Ricostruzione, le speranze e talora le illusioni del «miracolo economico», la ventata riformatrice degli anni sessanta e settanta (pur segnati, questi ultimi, dalle tragedie della «strategia della tensione» e degli «anni di piombo») o l'ottimismo rampante degli anni ottanta (sia pur minato da germi che sarebbero dilagati). Ed è sempre più presente, invece, la memoria della dissoluzione successiva: di qui l'importanza di uno sguardo d'insieme, come il libro propone. Non è solo italiana la crisi e la scomparsa dei grandi partiti di massa, così come l'affermarsi di populismi aggressivi: colpisce però la rapidità che il processo ha assunto in un paese in cui la «democrazia dei partiti» era stata molto radicata e profonda. Da questo punto di vista il capitolo che analizza gli ultimi dieci anni segnala un salto di qualità che ha trovato espressione nel governo guidato da Giorgia Meloni. Nel suo operare infatti vi è sia la negazione o la deformazione di tratti fondanti della storia nazionale sia una progressiva trasformazione delle istituzioni cui dovrebbero contribuire al tempo stesso progetti generali esplicitamente perseguiti e modifiche parziali via via introdotte. Vi è cioè il tentativo di delineare una diversa fisionomia culturale e istituzionale del paese, e anche su questo il libro invita a riflettere.
28,00

Venezia austriaca

Venezia austriaca

Alvise Zorzi

Libro: Libro in brossura

editore: LEG Edizioni

anno edizione: 2026

Venezia è stata austriaca dal 1798 al 1866: meno di sessant'anni, Interrotti prima dal dominio napoleonico, poi dalla rivoluzione di Daniele Manin. Anni non facili per l'ex capitale di una millenaria Repubblica, il cui ricordo aleggia Incancellabile su una quotidianità segnata dalla decadenza economica e sociale ma anche dalla vitalità delle arti e della cultura, e percorsa da fermenti che proromperanno nella gloriosa tragedia del 1848-49 e nella contestazione dell'ultimo periodo. La prima parte del libro rievoca le vicende di Venezia dalla caduta della Serenissima al plebiscito del 1866. Nella seconda Zorzi traccia con la consueta verve narrativa il profilo dei protagonisti, dall'imperatore all'amministrazione, dalla polizia alla marina, dalle classi sociali al clero, agli artisti, agli scrittori, agli scolari, ai cittadini còlti nella loro realtà d'ogni giorno. Non mancano al quadro I patrioti e le spie, I personaggi del dissenso e gli "austriacanti". Ma l'èra austriaca coincide con l'età romantica: ecco dunque una folla di "foresti" straordinari, da Byron a Shelley, dagli ultimi Borboni di Francia a Richard Wagner, a George Sand e Alfred de Musset. Coincide, anche, col tempo del trionfi di Verdi, di Donizetti, di Mercadante (e della "divina" Maria Taglioni) al Gran Teatro La Fenice, e di Maria Malibran in quello che le verrà dedicato.
20,00

L'uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale

L'uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale

Antonio Carioti

Libro: Libro in brossura

editore: Laterza

anno edizione: 2026

pagine: 220

Siamo nel luglio del 1925. Giovanni Amendola è in viaggio verso Pistoia da Montecatini, che ha dovuto lasciare perché una folla di camicie nere ha posto sotto assedio il suo albergo. Per Amendola, questi attacchi non sono una novità. Ha già subito nel 1923 un pestaggio a Roma, dove ora è il leader principale dell’Aventino, la coalizione dei deputati antifascisti sorta dopo il delitto Matteotti. Improvvisamente, a una svolta, l’auto è costretta a fermarsi e Amendola viene assalito dai fascisti che, dopo avergli garantito l’incolumità, avevano preparato l’agguato. Lo picchiano brutalmente a colpi di bastone. Le ferite sono gravi e lo condurranno alla morte pochi mesi dopo, nell’aprile del 1926. A cento anni dalla scomparsa, Antonio Carioti parte da questo drammatico episodio per ricostruire la biografia del più acuto e coraggioso oppositore liberal-democratico del Duce. Autodidatta di origini modeste, Amendola si afferma ai primi del Novecento nell’ambiente delle riviste fiorentine, per poi passare al “Corriere della Sera” di Luigi Albertini. Eletto deputato nel 1919, figlio del Mezzogiorno di cui reclama il riscatto, è uno spirito religioso, animato da una fede profonda nella libertà. Ostile al fascismo e al comunismo, si batte per trasformare l’Italia in una democrazia moderna e capisce in anticipo su molti altri il pericolo costituito dal sorgere di un partito armato agli ordini di Mussolini. Denuncia per primo nel 1923 lo «spirito totalitario» del regime nascente e avanza la proposta di creare una Corte costituzionale per tutelare le regole del gioco dagli abusi del potere. Un nemico troppo pericoloso perché il fascismo potesse tollerarlo.
22,00

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.