Arti: argomenti d'interesse generale
Rivendicare l'arte nell'epoca dell'artificio
J. F. Martel
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
pagine: 224
Una cosa spirituale. Non fare niente e altre forme d'arte
Vasco Brondi
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 176
"Una cosa spirituale" è un viaggio tra terreno e ultraterreno, una visione su come fare arte ai tempi del materialismo
Opinioni e indulgenze. Pagine d'arte, di luoghi e di affetti
Alvar Gonzáles-Palacios
Libro
editore: Salani
anno edizione: 2026
pagine: 496
«Non sono davvero in grado di esprimere dove iniziano e finiscano le mie scelte: ma sono scelte o innamoramenti inevitabili? D
L'arte razziata dai nazisti. Gli ultimi prigionieri di guerra
Fabio Isman
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2025
pagine: 250
Per molte opere d'arte, la guerra è durata assai più a lungo di quanto sia stata realmente combattuta. E per quelle da ritrovare, non si è ancora conclusa. Ne mancano all'appello circa centomila: sono gli ultimi prigionieri di quella guerra. «Tutti pensano ai nazisti come a degli assassini. Ma prima ancora, sono stati ladri: dal 1933 in poi, ovunque abbiano avuto potere», così Elie Wiesel. Perché si sono impadroniti di una quantità di oggetti di pregio (quadri, gioielli, libri antichi, strumenti musicali o di culto) nettamente superiore alle spoliazioni di Napoleone e di chiunque altro nei tempi più antichi. A distanza di 80 anni dal conflitto non passa quasi settimana che qualcosa non sia ritrovato. Qui si raccontano storie d'arte e di persone: le fatiche per ritrovare il maltolto, i processi in tutto il mondo, le restituzioni e il vissuto cancellato di chi possedeva quei capolavori. Vicende incredibili, autentici thriller per lo più sconosciuti ed ignorati.
La conoscenza dei colori. Volume Vol. 1
Rudolf Steiner
Libro: Libro in brossura
editore: Editrice Antroposofica
anno edizione: 2025
pagine: 236
Esposizioni scritte e orali di Rudolf Steiner e altri autori. Illustrazioni, trascrizioni e documenti negli anni 1889-1925. Pubblicazione e redazione di Hella Wiesberger e Heinrich Proskauer. La teoria goethiana dei colori, il mistero della percezione dei colori in senso fisico e spirituale, dell'arcobaleno e della meditazione sui colori. È di preludio al secondo volume dedicato alla creazione artistica e all'applicazione della scienza dei colori in ambito pedagogico, didattico e terapeutico.
Dello spirituale nell'arte
Vasilij Kandinskij
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 160
“Il colore è il tasto, l’occhio il martelletto, l’anima è il pianoforte dalle molte corde.” Vasilij Kandinskij Nel 1910, quando Kandinskij inizia a scrivere questo volume, si trova davanti a un abisso. Dopo Kant e Nietzsche, l’arte è ormai ridotta a mera imitazione di un mondo che non ha più consistenza filosofica e in cui la scoperta della divisibilità dell’atomo fa vacillare anche la certezza della realtà materiale. Che ci si debba arrendere alla pittura come gesto decorativo, alla desolante concezione dell’arte per l’arte? Per tutta risposta, Kandinskij inizia una ricerca appassionata sul significato profondo del gesto creativo e, affidandosi alla sensibilità sinestetica che lo contraddistingue, si mette di fronte alla tela per indagarne tensioni, desideri e richiami. Il risultato è un testo bifronte, in parti uguali analisi formale e scientifica delle condizioni della creazione artistica e saggio visionario di un taumaturgo dello spirito, che traccia paralleli tra suoni e colori, musica e pittura per muoversi in direzione di una sintesi di tutte le arti. Viene così a delinearsi una sorta di “metafisica” della forma, che di fronte a un mondo decaduto ritrova il suo significato nella necessità interiore dell’artista. In questo testo cardine dell’astrattismo pittorico, Kandinskij ci consegna uno degli scritti più luminosi e folgoranti del Novecento intero. Una dichiarazione d’intenti, la sua, che mescola misticismo e artigianato nel presentimento di un’arte nuova, di un nuovo modo di vivere il mondo.
Criptopoetica. L'arte nell'era del tecnocene
Nadim Samman
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2025
pagine: 248
Cosa si nasconde dietro lo schermo? Siamo davvero osservatori o, al contrario, veniamo visti, spiati, ipnotizzati da qualcosa che sfugge alla nostra comprensione? "Criptopoetica" di Nadim Samman è una riflessione acuta e un'indagine visionaria sull'opacità delle tecnologie che modellano la nostra quotidianità. In questo scenario, arte e poesia diventano strumenti di rivelazione, capaci di far luce sulle tenebre dei data center e sulle logiche enigmatiche degli algoritmi. Secondo Samman, è proprio all'arte contemporanea che spetta il compito di interpretare il nostro tempo, il Tecnocene, l'era in cui le nuove tecnologie non solo condizionano ogni aspetto della vita, ma riscrivono i confini del sensibile, del pensabile e del visibile. Gli artisti assumono così il ruolo di esploratori del nascosto e dell'invisibile, addentrandosi nei black sites (i luoghi segreti della raccolta dati), nei black boxes (i sistemi tecnologici inaccessibili) e nei black holes (i vuoti informativi strategici), alla ricerca di simboli, narrazioni e forme che possano raccontare l'impatto sociale, politico e spirituale della tecnosfera. Con uno sguardo che intreccia filosofia, politica e creatività, Samman compone una mappa critica e poetica del nostro presente. Dal Rinascimento digitale degli NFT a Shakespeare reinterpretato nell'era dell'intelligenza artificiale, Criptopoetica attraversa il tempo e le estetiche per interrogare l'invisibile che ci circonda. Le opere analizzate rivelano emozioni sepolte, tensioni latenti e meccanismi di esclusione e potere che governano la nuova realtà digitale. Criptopoetica è, in definitiva, una guida per orientarsi nei misteri della tecnologia, un invito a guardare oltre l'interfaccia con occhi allenati all'ambiguità e alla bellezza nascosta. Un esercizio di critica e immaginazione, che cerca verità là dove sembrano esserci solo codice e silenzio, nelle pieghe della cripta dei dati.
Uno studio tutto per sé. Dove lavorano i grandi artisti
Alex Johnson
Libro: Libro rilegato
editore: L'Ippocampo
anno edizione: 2024
pagine: 192
Dopo "Una stanza tutta per sé", Alex Johnson e l’illustratore James Oses ci raccontano gli atelier di cinquanta maestri dell’arte mondiale, da Leonardo da Vinci a David Hockney. In che modo il luogo di lavoro ha ispirato ogni grande artista? Quali abitudini avevano? Preferivano la musica o il silenzio, la solitudine o la compagnia? Perlustreremo appartamenti pieni di animali di ogni specie (Rosa Bonheur), stanze ordinarie dove hanno visto la luce capolavori perturbanti (De Chirico e Magritte), “discariche” affastellate di rifiuti (Francis Bacon). E ancora spazi minuscoli come l’automobile-studio di Georgia O’Keeffe, vecchie stalle, giardini en plein air, fino ai giganteschi capannoni di Henry Moore. Nell’osservare i luoghi quotidiani di questi artisti verremo trasportati nel cuore stesso del processo creativo e ne acquisiremo una visione più profonda.
Raccontare le immagini. Dialoghi sui miei libri
Chiara Frugoni
Libro: Libro in brossura
editore: Scholé
anno edizione: 2024
pagine: 144
La voce di Chiara Frugoni torna a parlare, con la freschezza e l'entusiasmo che i suoi lettori conoscono bene, delle sue origini bresciane e del suo fare storia, che collega la ricerca delle fonti e l'analisi delle immagini e ci ha permesso di riscoprire figure (a partire da quella, da lei studiata a fondo, di san Francesco), relazioni, passioni, paure del Medioevo. Lo fa attraverso una serie di interviste, pubblicate dal 2013 al 2022, seguendo il ritmo scandito dall'uscita dei suoi libri e di quelli del padre Arsenio. Chiara Frugoni racconta se stessa e la sua professione di storica: le sue parole sono state qui raccolte con fedeltà assoluta e nel rispetto del “bell'italiano” che caratterizzava i suoi libri e le sue partecipatissime conferenze.
Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto
Gillo Dorfles
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2023
pagine: 320
Una nuova luminosa edizione per uno dei testi classici del Novecento che hanno rivoluzionato il modo di concepire l’arte e il campo più esteso e vivo dell’estetica quotidiana. Quando nel 1968 Gillo Dorfles pubblica un volume dedicato al fenomeno del kitsch, la parola stessa, attinta dalla lingua tedesca, era ignota fuori dell’area germanofona. Ma se la parola era poco diffusa, i prodotti e i comportamenti che si caratterizzavano per il loro (più o meno deliberato) cattivo gusto sciamavano dappertutto, sconfinando l'ambito artistico per insinuarsi in ogni aspetto della vita contemporanea, dal design alla comunicazione, dalla moda all’arredamento, dallo sport allo spettacolo. Secondo Dorfles il kitsch non è però un concetto atemporale, legato com’è all’idea di riproducibilità tecnica che si è venuta affermando con la seconda rivoluzione industriale. Prima non sono mancate situazioni in cui il processo di creazione artigianale raggiungeva un certo grado di serialità, ma senza dubbio la moltiplicazione e la diffusione tipiche delle tecnologie moderne hanno impresso al fenomeno una vitalità inarrestabile, e subdolamente maliziosa. È questa infatti l’essenza del kitsch, esclusi certi suoi usi in chiave umoristica: gratificare l’utente con un senso di artisticità facile, superficiale, e in definitiva artefatta, per manipolare la sua coscienza a uso delle varie propagande (politica, religiosa, consumistica). Pur acutamente critica, l’analisi di Dorfles resta sempre curiosa, eclettica e rispettosa degli altri, attenta a non inciampare nel moralismo e nel distinguere, all’interno di un fenomeno così vasto e ormai “naturale”, le sue varie sfumature e componenti. Il Kitsch. Antologia del cattivo gusto rappresenta perciò una pietra miliare della riflessione estetica contemporanea, proprio perché oggi dominata dal suo apparente contrario, il buon gusto imposto dal postmoderno che fa della contraffazione stessa un’arte.

