Studi teatrali
Il sistema Stanislavskij. La formazione professionale dell'attore
Sonia Moore
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2025
pagine: 120
Finalmente in italiano, la guida più chiara e fedele al metodo Stanislavskij. Scritto con semplicità e precisione, "Il sistema Stanislavskij" di Sonia Moore è da oltre quarant'anni il compendio di riferimento per chi vuole avvicinarsi al lavoro dell'attore secondo la visione stanislavskiana. Con rigore e semplicità, Moore rende accessibili i concetti chiave del Sistema: l'azione, il sottotesto, la verità emotiva, l'analisi del testo e altro. Lo fa con uno stile pratico e immediato, offrendo uno strumento per approfondire il lavoro sul personaggio, l'immaginazione scenica e la consapevolezza del processo creativo. Tanto fedele alla ricerca di Stanislavskij quanto funzionale al lavoro dell'attore di oggi, questo libro offre uno sguardo essenziale, pratico e profondo su uno dei pilastri della formazione attoriale moderna. Prefazione di John Gielgud. Introduzione di Joshua Logan.
Teatro Regio di Torino-The Regio Theatre in Turin
Piero Mioli
Libro: Libro rilegato
editore: Scripta Maneant
anno edizione: 2023
pagine: 384
Queste pagine vogliono celebrare la ricchezza storica e artistica del Teatro Regio di Torino attraverso le parole dell’autore Piero Mioli, le immagini dell’Archivio Storico e grazie alla nuova campagna fotografica prodotta e realizzata da Scripta Maneant, che consente un accesso al Teatro con modalità inedite e suggestive. Le nuove immagini, oltre che possedere un’utilità per fini scientifici, di conservazione e di restauro, vogliono trasferire al lettore la magia di un luogo divenuto negli anni una sorta di cassa armonica che serba e diffonde grandi melodie e profonde emozioni.
Storia della recitazione teatrale. Dal mondo antico alla scena digitale
Claudio Vicentini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2023
pagine: 712
In una prospettiva aperta sulla straordinaria civiltà della recitazione sviluppata nei paesi d’Oriente e d’Occidente il libro traccia una storia della recitazione teatrale in cui le grandi figure della recitazione drammatica, i leggendari attori del teatro greco e romano, dell’età di Shakespeare e di Molière, del teatro romantico e del teatro contemporaneo, si collocano in un contesto più ampio dove emerge l’importanza delle forme di recitazione a torto considerate minori: via via i combattimenti dei gladiatori e gli scontri dei tornei, l’arte dei trovatori, dei buffoni di corte, dei cavallerizzi, schermitori, lottatori, clown, dei cantanti e castrati delle scene dell’opera lirica, delle celebrità del circo e dei baracconi delle fiere, e poi del music hall, del cabaret e delle sperimentazioni delle avanguardie. Fino alle singolari forme di recitazione che vedono oggi l’attore impegnato a confrontarsi davanti al pubblico con le risorse del mondo digitale, gli effetti della motion capture, la presenza del cyborg sulla scena teatrale. Viene così offerta al lettore la più ampia e dettagliata storia della recitazione raccontata secondo i più aggiornati criteri della storiografia teatrale, uno strumento essenziale per gli studiosi e i cultori dell’arte dell’attore.
Tutti giù dal palco. Fare teatro a scuola dalla materna alle medie
Marina Savoia, Giorgio Scaramuzzino
Libro: Libro in brossura
editore: Salani
anno edizione: 2023
pagine: 176
In Italia, moltissimi insegnanti promuovono attività teatrali nelle loro classi, materne, elementari e medie. Ora, immaginiamo di porre loro questa semplice domanda: perché fare teatro a scuola? Le risposte ci sorprenderebbero per la varietà e la differenza di motivazioni. E inoltre ci rivelerebbero che nella scuola italiana si fa teatro con alunni di ogni tipo e con tutti i mezzi a diposizione. Nonostante l'iniziativa dei singoli docenti, ciò che emerge soprattutto è la mancanza di un criterio comune e la carenza di strumenti di lavoro, che portano a uno sfruttamento limitato del teatro e delle sue risorse didattiche ed educative. In questo volume, frutto del lavoro e dell'esperienza di due appassionati esperti, si gettano le basi di quel criterio comune: gli autori si calano nel mondo scolastico, elaborando materiali di lavoro che rispettano il progetto didattico e ne accrescono il valore formativo. Il risultato è questo prezioso laboratorio di educazione teatrale che esce oggi in una nuova edizione aggiornata e arricchita di preziosi elementi operativi.
Il teatro certamente. Dialogo con Giuseppe Dipasquale
Andrea Camilleri
Libro: Libro in brossura
editore: Sellerio Editore Palermo
anno edizione: 2023
pagine: 232
"Il teatro certamente" è un libro di conversazioni. Gli interlocutori sono un ex e devoto allievo dell'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica Silvio d'Amico, il regista Giuseppe Dipasquale, e il suo maestro di regia teatrale, Andrea Camilleri, con la sua sapiente e collaborativa sovranità. Discutono su quella che Camilleri chiama «dicibilità teatrale»: su come «trasformare le cose scritte in cose dette»; sulla teatralizzazione o trasposizione teatrale, in sostanza, di testi narrativi dello stesso Camilleri o di Pirandello. Nel libro, la pulizia del dettato è pari alla profondità delle analisi. Dipasquale legge le opere di Camilleri, e Camilleri legge se stesso. Le letture a volte divergono. Ma Camilleri lascia sempre libertà di giudizio. Il maestro scava nei ricordi. «Noi avevamo davvero timore delle critiche che potevano decretare il successo o l'insuccesso di uno spettacolo. Ora, purtroppo, è un mero resoconto della serata... Questo, se vogliamo, avviene anche in letteratura dove abbiamo i recensori e i critici. Ecco, una volta i critici erano davvero critici e basta»; opportuni sempre, anche quando stroncavano. Si può leggere il libro come un discreto e suggestivo scorcio biografico. Non è nata la prima, inarrivabile biografia della letteratura europea, la settecentesca Vita di Samuel Johnson scritta da James Boswell, dall'elaborazione delle conversazioni del grande critico letterario trascritte dall'inseparabile biografo?
Il teatro Luigi Pirandello di Agrigento
Fabio Zarbo
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2026
pagine: 240
Con questo libro, la Fondazione Teatro “Luigi Pirandello” – Valle dei Templi di Agrigento vuole celebrare un anno speciale per il Teatro agrigentino: il 2025. Vi ricorrono tre importanti anniversari: il 30° anno dalla sua definitiva riapertura, il 145° anniversario della sua inaugurazione e l'anno in cui la città di Agrigento è Capitale italiana della Cultura. Il volume, redatto con rigore scientifico e corredato da una vasta e dettagliata documentazione archivistica, narra la storia del Teatro, ripercorrendo le tappe salienti della sua esistenza: dal concorso per il progetto alla posa della prima pietra, dalle accese polemiche contro alcune scelte progettuali dell'ingegner Dionisio Sciascia all'intervento del celebre architetto Giovan Battista Filippo Basile, autore del progetto della decorazione della sala e di alcune significative modifiche strutturali al palcoscenico e all'arco armonico. Il racconto prosegue con la narrazione della ricca e variegata attività culturale del Teatro e dei restauri della seconda metà del Novecento, che nel 1995 hanno consentito alla struttura di tornare ad avere un ruolo fondamentale nella vita culturale della città di Agrigento. Nella parte finale del libro viene illustrata la vita del Teatro negli ultimi trent'anni, fino al 2025.
L'archivio delle «Varietà». Il Fondo Galli-Grazia di Lecce
Annalucia Cudazzo
Libro: Libro in brossura
editore: Musicaos Editore
anno edizione: 2025
pagine: 184
Il volume si propone l’obiettivo di presentare un fondo archivistico appartenente alla società bolognese Galli-Grazia, due impresari teatrali e cinematografici, che tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, gestirono diversi cine-teatri, operando nel contesto del teatro di varietà. L’archivio – composto da lettere, locandine, ritagli di stampa, disegni, manifesti e altra documentazione – che è custodito all’interno del Fondo Silvio D’Amico, acquisito nel 1971 dall’allora Università di Lecce (oggi Università del Salento), al momento della pubblicazione di questa ricerca, non è mai stato oggetto di segnalazione o studio da parte della comunità scientifica.
Amleto va alla Kalsa
Matteo Bavera
Libro: Libro in brossura
editore: Minimum Fax
anno edizione: 2025
pagine: 185
Inaugurato nel 1861 da Giuseppe Garibaldi, il teatro che ancora oggi porta il suo nome sorge al centro della Kalsa, uno dei quartieri più difficili e violenti di Palermo. Rimasto a lungo chiuso, trasformato per un periodo in cinema porno e vandalizzato dagli abitanti del quartiere, è stato riaperto negli anni Novanta grazie a una serie di progetti geniali, primo fra tutti la trilogia shakespeariana composta da Amleto, Sogno di una notte di mezza estate e Misura per misura, diretta da Carlo Cecchi, che ha saputo sfruttare le condizioni di degrado strutturale del teatro per trasformarlo in uno spazio pienamente condiviso dagli attori e dal loro pubblico, generando un’esperienza immersiva senza precedenti. Artefice della rinascita del Garibaldi e suo direttore artistico, Matteo Bavera racconta dall’interno e con dovizia di dettagli e aneddoti una delle storie più affascinanti della scorsa fine secolo, soffermandosi non solo sulle produzioni artistiche ma sul rapporto tra il teatro e gli abitanti del quartiere, sul dialogo – condito di alti e bassi – con l’amministrazione cittadina ma anche con la società civile, decisa a liberarsi, subito dopo le stragi di Capaci e di via d’Amelio, dalla cappa soffocante della mafia, sulle polemiche, le liti, i trionfi, le tournée internazionali. E ci regala una storia di grande intensità e fascino, a metà tra il reportage, il memoir più intimo e il romanzo.
Gian Antonio Cibotto. Il gusto del racconto
Libro: Cartonato
editore: Antiga Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 144
Carlo Goldoni. Ideologia borghese e popolo
Antonio Catalfamo
Libro
editore: Solfanelli
anno edizione: 2025
pagine: 164
Il circo degli anziani. Storie di un teatro senza età
Emmanuel Gallot-Lavallée
Libro: Libro in brossura
editore: Cartman
anno edizione: 2025
pagine: 128
Le cose belle succedono perché succedono e basta. Un giorno Camilla, ottant’anni più o meno, si fa coraggio, prende un ombrello e sale sul palco. All’inizio usa l’ombrello come se fosse un pennello e finge di dipingere un quadro. Poi Camilla si pettina perché l’oggetto nel frattempo si è trasformato in un pettine, poi in uno spazzolino da denti, in una saponetta e poi nell’archetto di un violino. Infine, l’ombrello torna a essere un ombrello e il pubblico scoppia a ridere. A un certo punto leggerete che Angela e Margherita, anche loro non proprio ragazzine, chiedono se possono ballare sul palcoscenico e, senza aspettare alcun sì e senza dirlo a nessuno – nemmeno al tempo – cambiano età: sono giovani per sempre. Pagina dopo pagina, la vecchiaia prende una nuova sembianza che si sveste di ogni significato di tristezza e deterioramento: lontano da ogni meccanismo che parla bene dell’anziano come risorsa per poi nei fatti rinchiuderlo, emarginarlo o scartarlo, qui l’Autore dispiega le ali alla libertà, alla creatività e alla rinascita, perché talvolta, come succede in ogni fase della vita, quando tutto sembra finito, invece è proprio lì che tutto può ricominciare. Quella che qui propone Emmanuel Gallot-Lavallée è una pedagogia rivolta alla vecchiaia, un teatro che ribalta gli schemi, un circo che questa volta scrittura quegli attori che la società, ancora, non ha capito.
La presenza e il fare. Teatro e liturgia
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2025
pagine: 224
Nell’aprile del ’79, a Pontedera e in uno sperduto eremo immerso nelle campagne del Chianti, San Pietro alle Stinche, si svolse un seminario a cui furono invitati teologi, artisti della scena e accademici da tutta Italia. Fra Silvano Maggiani, nel suo intervento inaugurale, indicò un sentiero possibile, ma l’incantesimo si ruppe subito, con le parole di Ferdinando Taviani, che tracciò un solco netto fra i due ambiti. L’auspicato scambio di consigli e pratiche si trasformò, insomma, in un confronto fra “bande”, liturgisti da una parte e teatranti dall’altra. L’evento fu però un vero e proprio laboratorio vivente, in cui alla riflessione si intrecciò l’esperienza pratica. Nacquero amicizie feconde – come quella tra Maggiani e Giuliano Scabia – e si compì una sorta di viaggio collettivo attraverso le contraddizioni e le speranze di due mondi in crisi: la liturgia in cerca di autenticità in un’epoca di smarrimento del sacro; il teatro in cerca di un “nome” per dare un’identità al proprio continuo rigenerarsi. Fu nel silenzio delle Stinche che le due “bande” entrarono finalmente in sintonia, grazie all’intervento di Giovanni Vannucci, fondatore dell’eremo ed esperto di Esicasmo. Quel tipo di preghiera praticata dai monaci del monte Athos, che coinvolge il corpo e il respiro in un esercizio di consapevolezza e auto-trascendenza, offrì il punto di contatto più ravvicinato tra religione e pratica teatrale, grazie alle consonanze con l’addestramento dell’attore, ad esempio nell’esperienza di Grotowski.

