Storia
Arcipelago Sud. Voci e luoghi della cultura italiana
Goffredo Fofi
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 352
“Seppi di Danilo Dolci da una rivista, ‘Cinema nuovo’, che pubblicava dei fotodocumentari ‘neorealisti’, e tra quelli ve n’era uno su Partinico. Ne era autore Enzo Sellerio. Queste foto mi impressionarono molto e io, che mi ero appena diplomato maestro elementare, scrissi a Danilo ed egli mi invitò a seguirlo nel suo lavoro e la mia vita prese una strada nuova anche perché grazie a lui e al lavoro suo e delle persone che erano scese ad aiutarlo ho potuto conoscere intellettuali e politici di grande valore insieme a contadini e disoccupati analfabeti. Da Vittorini a Calamandrei, da Jemolo a Silone, da Chiaromonte a Lucio Lombardo-Radice, da Angela Zucconi a Maria Sacchetti Fermi, da Bobbio a Carlo Levi, da Bilenchi a Lanza del Vasto… Sono entrato nel mondo adulto grazie a questa rete di cui sono debitore a Danilo.” Gran parte di questa storia è narrata in questo libro che sviluppa a pieno una tesi cara all’autore: la cultura italiana ha nei suoi momenti più alti, e in una miriade di espressioni meno note ma ugualmente di grande valore, una forte matrice meridionalista e di forte ancoramento nel Sud. È questo l’assunto che innerva e tiene insieme l’ampio percorso che attraversa libri e canzoni, spettacoli e luoghi, pratiche sociali e azioni politiche che costruiscono e delineano l’Arcipelago Sud di Goffredo Fofi. La storia italiana non può fare a meno del Sud. E di chi, come Goffredo Fofi, ha saputo raccontarlo con verità, passione e coraggio.
Che cos’è questo golpe? Pasolini nell'Italia delle stragi e del ricatto politico
Andrea Speranzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Castelvecchi
anno edizione: 2025
pagine: 252
Nel novembre del 1974 Pier Paolo Pasolini pubblicava sul «Corriere della Sera» il celebre articolo “Che cos’è questo golpe?”, un coraggioso atto d’accusa contro i poteri occulti che agivano nell’ombra, dentro e fuori le istituzioni della Repubblica. Un anno dopo, nella notte tra il 1 e il 2 novembre 1975, Pier Paolo Pasolini viene assassinato all’Idroscalo di Ostia: un delitto rimasto a lungo confinato nella cronaca nera ma che è maturato nello stesso clima di violenze e sabotaggi che il poeta aveva osato denunciare. Andrea Speranzoni parte dall’”Io so” del poeta per ricostruire, attraverso atti processuali e fonti giudiziarie inedite, la fitta rete di depistaggi, ricatti e connivenze che hanno attraversato la storia repubblicana. Dal tentato golpe Borghese del 1970 alle stragi di Milano del 1969 e di Brescia e Bologna del 1974, dai legami tra eversione nera, logge massoniche e apparati dello Stato fino alle sentenze del 2025 dei processi che hanno svelato i mandanti della strage del 2 agosto 1980. Il libro conferma le intuizioni di Pasolini e restituisce al suo “Io so” il valore di un atto politico e morale. E svela anche come il disegno di destabilizzazione dell’ordine pubblico della P2 finì con lo stabilizzare un ordine politico funzionale alla violenta trasformazione socio-economica della società italiana di cui ancora oggi subiamo gli effetti. Così quella domanda – “Che cos’è questo golpe?” – torna a risuonare nel nostro presente come un monito: la verità non è solo una conquista giudiziaria ma una necessità civile senza la quale nessuna democrazia può durare. Prefazione di Paolo Mondani.
Too much to dream. Giovani, musica e controculture nella California degli anni Sessanta
Alberto Mario Banti
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 280
A metà degli anni Sessanta San Francisco e Los Angeles diventano il centro di una inattesa rinascita culturale. Protagonisti ne sono gruppi di giovani che danno vita a una scena sociale e musicale straordinariamente vivace, di cui fanno parte i Jefferson Airplane, i Grateful Dead, i Quicksilver Messenger Service, Janis Joplin, i Doors, i Byrds, i Buffalo Springfield, Frank Zappa e molti altri ancora. I concerti si trasformano in happening in cui si costruisce una nuova comunità, stimolata dall'uso della marijuana e dell'LSD, dai light show e dalle nuove sonorità rock. Il Monterey Pop Festival del giugno 1967 segna il momento di massimo successo di questa vicenda. Ma poi le repressioni poliziesche, le morti per overdose, la Manson Family e le fratture politiche interne al mondo giovanile incrinano l'utopia. Tuttavia resta il rock, un grande dono culturale che questa esperienza ci lascia in eredità. Un dono che, ancora oggi, a distanza di tanti anni, deve farci ricordare con grande rispetto i sogni e i valori delle controculture californiane.
Quando eravamo i padroni del mondo. Roma: l'impero infinito
Aldo Cazzullo
Libro: Libro in brossura
editore: HarperCollins Italia
anno edizione: 2025
pagine: 288
L'Impero romano non è mai caduto. Tutti gli imperi della storia si sono presentati come eredi degli antichi romani: l'Impero romano d'Oriente; il Sacro Romano Impero di Carlo Magno; Mosca, la terza Roma. E poi l'Impero napoleonico e quello britannico. I regimi fascista e nazista. L'impero americano e quello virtuale di Mark Zuckerberg, grande ammiratore di Augusto: il primo uomo a guidare una comunità multietnica di persone che non si conoscevano tra loro ma condividevano lingua, immagini, divinità, cultura. Roma vive. In tutto il mondo le parole della politica vengono dal latino: popolo, re, Senato, Repubblica, pace, legge, giustizia. Kaiser e Zar derivano da Cesare. I romani hanno dato i nomi ai giorni e ai mesi. Hanno ispirato poeti e artisti in ogni tempo, da Dante a Hollywood. Hanno dettato le regole della guerra, dell'architettura, del diritto che vigono ancora oggi. Hanno affrontato questioni che sono le stesse della nostra quotidianità, il razzismo e l'integrazione, la schiavitù e la cittadinanza: si poteva diventare romani senza badare al colore della pelle, al dio che si pregava, al posto da cui si veniva. A noi italiani in particolare i romani hanno dato le strade, la lingua, lo stile, l'orgoglio, e il primo embrione di nazione. E se l'Occidente è cristiano, è perché Roma diventò cristiana. Attraverso un racconto pieno di dettagli e curiosità, alla portata del lettore colto ma anche di quello semplicemente curioso, Aldo Cazzullo ricostruisce il mito di Roma, partendo dai personaggi e dalle storie e arrivando alle idee e ai segni. A cominciare da quello che è stato il simbolo di tutti gli imperi del mondo, da Roma all'America: l'aquila.
La religione dei romani
Federico Santangelo
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2025
pagine: 208
La parola latina religio è solitamente tradotta in italiano con ‘religione’: ma si può davvero parlare di ‘religione’ nell’antica Roma? Che origine avevano gli dèi? Per quali ragioni, con quali intenti e in che modi ci si rivolgeva loro? Ha senso parlare di ‘fede’ nel contesto di una religione politeistica? Ancora: che impatto ebbe la conquista romana del Mediterraneo sui culti delle comunità sconfitte? Perché Roma non tentò di imporre sistematicamente i propri riti attraverso il suo enorme impero? E davvero l’avanzata del cristianesimo si deve spiegare con l’eclissi di una moribonda religione ‘pagana’? Un’ampia esplorazione ci condurrà da Roma fino agli angoli più remoti dell’impero, dall’Eufrate al Vallo di Adriano, dalle splendide città del Nord Africa ai grandi santuari della Gallia transalpina, in un percorso alla scoperta di uno degli aspetti meno conosciuti del mondo romano.
Ai confini dell'impero. La resistenza dei salassi
Giovanni Andrea Zucca
Libro: Libro in brossura
editore: Il Punto PiemonteinBancarella
anno edizione: 2025
pagine: 384
Gallia Cisalpina, 26 a.C. Mentre l'Impero romano si espande sotto il comando di Cesare Augusto, una tribù fiera e indomita resiste tra le vette alpine: i Salassi. Da oltre un secolo sfuggono alla conquista, intrecciando la loro storia con quella di Appio Claudio, Annibale e Giulio Cesare. Al centro della narrazione, un rix guida il suo popolo diviso nelle diverse tribù verso l'unità, la guerra e la speranza, contro la potenza delle legioni romane. Ma il vero nemico si cela nell'ombra, pronto a colpire a tradimento proprio quando la resistenza appare possibile. Tra alleanze segrete, assalti audaci e strategie militari, "Ai confini dell'impero" racconta la nascita di Augusta Praetoria Salassorum - l'odierna Aosta - e la fine di un'epoca. Un affresco epico e coinvolgente, dove la Storia si fa racconto e la memoria si trasforma in leggenda.
I cavalieri della Tavola Rotonda
Emanuele Arioli
Libro: Libro in brossura
editore: L'Ippocampo
anno edizione: 2025
pagine: 256
I nomi di Lancillotto, Perceval, Ivano hanno attraversato i secoli, giungendo fino a noi. Ma decine di altri cavalieri della Tavola Rotonda – più di 150! – sono stati via via dimenticati. Uno straordinario manoscritto del XV secolo ne ha fissato per sempre i volti, gli stemmi e i destini. Tornato alla luce grazie al lavoro dell’esperto ricercatore Emanuele Arioli, si rivela oggi come un’“enciclopedia arturiana” splendidamente illustrata. Armi, amori e gesta leggendarie, princìpi cavallereschi e giuramenti solenni, regole dei tornei e genealogie… Frutto di ricerche scrupolose, quest’opera è l’invito ideale nel mondo perduto di re Artù e dei cavalieri della Tavola Rotonda. Il Bruno senza Gioia, Radouin il Persiano, Solinan del Bosco, Lupin delle Croci e tanti altri ritrovano finalmente un’identità, popolando un immaginario sconfinato.
Medioevo proibito. Peccati e penitenze di un'epoca (non troppo) buia
Daniela Tedone
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2025
pagine: 224
Quali erano i piccoli e grandi vizi della gente comune nel Medioevo? Cos'era "peccato" per la Chiesa? E quali penitenze erano suggerite dai sacerdoti ai trasgressori durante la confessione? Partendo dai libri penitenziali, dei veri e propri "tariffari di peccati" che stabilivano per ciascuna colpa una penitenza corrispondente, la divulgatrice storica Daniela Tedone ci guida alla scoperta di un Medioevo molto più vivace e malizioso di quello che viene spesso raccontato tra i banchi di scuola. Prende così vita un'appassionante illustrazione di ciò che uomini e donne dell'epoca amavano fare, e delle proibizioni e dei castighi previsti dalla Chiesa: dai peccati sessuali a quelli di stregoneria, dal furto all'omicidio e ai vizi di ebbrezza e gola. "Medioevo proibito" svela con grande ironia peccatucci e gravi colpe del tempo - non poi così differenti dai nostri - che strappano spesso un sorriso quando vengono portati in piena luce. Ma è anche un volume che libera i "secoli bui" da pregiudizi e stereotipi di ogni tipo, restituendo il ritratto di un'epoca che si rivela, nella varietà delle sue trasgressioni e nella stravaganza delle sue regole, un mosaico di fantasie e abitudini dal fascino sorprendente. E che, parlandoci di Medioevo, ci fa riflettere sulla nostra idea di morale, per certi aspetti profondamente cambiata, per altri ancora identica.
Micenei e Ittiti. Due imperi a confronto
Louis Godart, Stefano De Martino
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 368
Durante la seconda metà del II millennio a.C. due grandi realtà politicamente e geograficamente distinte segnarono la storia della Grecia, dell’Egeo e dell’Anatolia: l’Impero miceneo e l’Impero ittita. Micenei e Ittiti fanno parte della vasta gamma dei popoli indo-europei. I Micenei occuparono il Sud della penisola balcanica alla fine del III millennio a.C. Nel XVII secolo a.C., a contatto con la brillante civiltà minoica, ne impararono le arti e la scrittura prima di imporsi ai loro maestri e di conquistare l’isola di Creta nel 1450 a.C. Gli Ittiti, approdati in Anatolia a loro volta nel III millennio a.C., ebbero con le comunità hattiche locali un rapporto di forte interazione che può essere paragonato a quello riscontrabile fra la cultura minoica e quella micenea. Per la prima volta un volume propone un’analisi delle due società, quella micenea e quella ittita, dal momento della nascita dei due stati a quello che vide i due imperi confrontarsi per il controllo di alcune città anatoliche, tra cui Mileto e probabilmente Troia, per arrivare alla crisi che, alla fine del XIII secolo a.C., portò alla loro dissoluzione.
La prima guerra civile. Rivolte e repressione nel Mezzogiorno dopo l'unità d'Italia
Gianni Oliva
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 228
Dopo l'Unità d'Italia, il Mezzogiorno precipita in una sanguinosa guerra civile. Da un lato, i ribelli si oppongono alle nuove istituzioni con violenza: teste mozzate esposte come trofei, stupri, soldati evirati. Dall'altro, lo Stato risponde con rastrellamenti, incendi di villaggi e fucilazioni sommarie. Ma etichettare tutti i ribelli come «briganti» e definire questa contrapposizione una «lotta al brigantaggio» è un errore, che produce una grave lacuna nella storiografia ufficiale. Per comprendere questo delicato momento della storia del nostro paese bisogna andare oltre le interpretazioni tradizionali e coglierne il carattere multiforme. Alla base c'è la questione della terra, che muove plebi impoverite, le quali vedono nel nuovo Stato non un'opportunità ma un ulteriore peso - a partire dalla coscrizione obbligatoria - e mettono in piedi rivolte che non hanno programma né direzione. Su questa instabilità sociale si innestano bande criminali, che talvolta si ammantano di valenze politiche ma che in realtà agiscono per il proprio tornaconto. Infine, agenti borbonici, papalini e reazionari locali non esitano a fomentare il caos per destabilizzare il neonato Stato italiano. La classe dirigente liberale, formatasi al Nord, ignora i problemi sociali del Mezzogiorno e, nell'ansia di legittimarsi agli occhi dell'Europa, risponde alle rivolte con la potenza del Regio esercito. Ne consegue un conflitto sproporzionato, in cui vengono mobilitati due terzi delle forze armate e si contano più vittime che nelle tre guerre di indipendenza messe insieme. In questa ricostruzione storica, rigorosa e appassionante, Gianni Oliva ripercorre quella che fu la prima, drammatica guerra civile italiana. E lo fa senza indulgere nella retorica neoborbonica né dar credito ai silenzi autoassolutori della storiografia ufficiale. Il risultato è un ritratto essenziale della nascita del nostro paese, fondamentale per comprendere le radici delle divisioni che lo attraversano ancora oggi.
Storia di Gaza. Terra, politica, conflitti
Arturo Marzano
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2025
pagine: 456
È questo il paradosso di Gaza: condannata a essere simbolo del dolore universale e, nello stesso momento, teatro di una quotidianità che ha cercato a lungo di resistere, fragile e indistruttibile. È tempo di restituire a Gaza la complessità che la cronaca da sola non può raccontare. Un tempo oasi fertile, Gaza oggi è percepita come un recinto di macerie e dolore. La sua storia è cruciale per comprendere il conflitto israelo-palestinese e le dinamiche degli equilibri politici in Medio Oriente. Eppure la sua storia non è soltanto tragedia: Gaza è anche il luogo in cui sono nate esperienze di non violenza, dialogo, tolleranza e sfida al patriarcato; è abitata dalla vita quotidiana, da persone che resistono e immaginano il futuro. Arturo Marzano ricostruisce la vicenda della Striscia dalla fine dell'Ottocento a oggi, andando oltre pregiudizi e semplificazioni ideologiche. Gaza non può essere identificata esclusivamente con la desolazione e la sua popolazione non può essere ridotta a Hamas. Per affrancarci da questi fraintendimenti è giunto il momento di affidarci alla storia e ricomporre una vicenda che non è solo politica e militare, ma è anche culturale, demografica, sociale ed economica.
Nella notte straniera
Alberto Cavaglion
Libro: Libro in brossura
editore: Fusta Editore
anno edizione: 2025
pagine: 240
Tra il 1939 e il 1943 il susseguirsi di tragici eventi in Europa favorì il convergere lungo l'arco alpino occidentale di una cospicua quantità di ebrei in fuga dalle persecuzioni. Le leggi razziali in Italia, lo scoppio della seconda guerra mondiale e la conseguente invasione della Francia meridionale da parte degli italiani, poi la conquista di Parigi da parte dei tedeschi formularono una sorta di fatale legge di gravità, capace di attrarre decine e decine di famiglie: donne, anziani e bambini, che ripararono prima lungo la costa che unisce la Riviera di Ponente e la Costa Azzurra (si pensi a Walter Benjamin o Arthur Koestler), poi lungo il versante francese delle montagne che salgono dalla valle della Vésubie su fino all'Alta Savoia. La maggior parte di loro erano “stranieri”, giunti in Italia dopo il 1933, o fuggiti da Parigi invasa dalle SS. Polacchi, russi, ungheresi, austriaci. Tra Nizza e St Martin vissero un periodo di relativa tranquillità, che di poco precede la fuga attraverso i valichi alpini al seguito di una armata in rotta, l'incerto domani in un'Italia occupata dai nazisti. Per una parte di loro l'arrivo in Italia volle dire prima l'internamento nel campo di Borgo S. Dalmazzo, poi la deportazione ad Auschwitz. Per i sopravvissuti le valli cuneesi furono terra d'asilo fino alla Liberazione. Una vicenda di grande intensità emotiva, ma un problema non semplice da spiegare per gli storici. Come sciogliere infatti la contraddizione di un paese come l'Italia, che s'era dato una legislazione razziale feroce, ma alla ferocia rinuncia quando si trova a convivere con le strategie di sterminio dell'alleato e un regime come quello collaborazionista di Vichy?

