Poesia
Cento poesie del Giappone antico
Teika Fujiwara
Libro: Libro rilegato
editore: Nuinui
anno edizione: 2026
pagine: 224
L’antologia più famosa della poesia giapponese: Hyakunin Isshu (“Cento poesie di cento poeti”). Questa raccolta senza tempo, compilata nel XIII secolo dal poeta Fujiwara no Teika, riunisce le opere di 100 poeti del VII e VIII secolo, ancora oggi molto lette e apprezzate in Giappone. In questo volume, perfetto per gli appassionati di poesia e cultura giapponese, ogni poesia è presentata in giapponese, con la sua trascrizione e la traduzione in italiano. L’opera include un’introduzione di Michael Freiling e illustrazioni tratte da incisioni del XIX secolo. Ideale per gli amanti della cultura giapponese, della poesia e dell’arte.
La consolazione delle stelle. Testo svedese a fronte
Karin Boye
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2026
pagine: 112
Conosciuta in tutto il mondo per le visioni distopiche di Kallocaina, Karin Boye è anche tra le poete più amate del Novecento scandinavo. Mossa da inquietudini profonde e da interessi molteplici, ha dato dignità di grande arte ai suoi turbamenti privati, politici e spirituali, unendo le energie della passione alla disciplina della riflessione. Ad attraversare i versi di questa raccolta, e a legarli a tutta la sua opera, è un «desiderio di sentirsi parte di un tutto», come scrive Fulvio Ferrari nella Postfazione, un’aspirazione a un’armonia superiore capace di ricomporre la frammentazione incoerente del vissuto. Boye l’ha cercata sia nella società e nei sistemi politici, passando dal comunismo al rifiuto dello stalinismo, sia nelle religioni, prima nel buddhismo e poi nel cristianesimo, per approdare infine a una religiosità che da una parte si espande accogliendo le oscure complessità dell’inconscio e dall’altra si chiude per estromettere i dogmi. Resta pur sempre forte e fondamentale, infatti, l’anelito alla libertà individuale, all’autonomia di giudizio: Ci hanno partorito madri di cielo e di terra / e potenze senza fine, / notturne volontà e volontà di luce / con nomi a tutti ignoti. / Che nessuna di esse / possa sopraffarci, / fosse anche di stirpe celeste / e splendesse di magnifica luce. A distanza di tanti decenni, con La consolazione delle stelle ci arriva ancora dritto al cuore il grande dinamismo interiore di Karin Boye, con la sua spinta etica, la sua tensione spirituale, la sua incessante, sofferta ricerca. E grazie a un’arte fatta di simboli potenti e di parola che si scioglie in musica, il «cucchiaio di legno» dell’umile quotidianità si trasforma in «intuizione di Dio».
Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere
Charles Bukowski
Libro: Libro in brossura
editore: Sur
anno edizione: 2026
pagine: 250
A 25 anni dalla prima edizione italiana, torna finalmente in libreria un classico senza tempo. Per tutta la vita Charles Bukowski ha voluto essere considerato un poeta prima ancora che un narratore. Questa raccolta rappresenta uno dei momenti più felici all’interno di una produzione instancabile, in cui ritroviamo, cristallizzate nella forma del verso, le ambientazioni e le messe in scena della condizione umana che hanno reso celebri i suoi libri di prosa. Quarant’anni dopo la prima uscita negli Stati Uniti (1986), Tutto il giorno alle corse dei cavalli e tutta la notte alla macchina da scrivere conserva ancora intatte la strabordante vitalità, l’ironia corrosiva, la sferzante ruvidezza di una scrittura unica. Quello che vediamo qui all’opera è un «Buk» già anziano ma mai stanco di lunghe giornate fatte di scommesse all’ippodromo, incontri improbabili, amori sconclusionati, visite inopportune; e nottate creative passate in compagnia dei classici che ha sempre amato, da Kafka a Dostoevskij, da Brahms a Beethoven, ai quali volge il pensiero mentre, tra un sorso di vino californiano e l’altro, le sue dita battono incessantemente sulla macchinada scrivere. Questa nuova edizione, tradotta da Tiziano Scarpa, include dieci poesie finora inedite in italiano.
Haiku al femminile
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 376
Nella società giapponese la figura maschile è storicamente predominante, e l’ambito letterario non fa eccezione. Nonostante le donne abbiano avuto un ruolo fondamentale nella letteratura classica, il loro contributo è rimasto per secoli nell’ombra, in modo particolare nel mondo dello “haiku”. Soltanto agli inizi del Novecento le cose iniziarono a mutare, e da allora, dapprima timidamente e poi in maniera via via più decisa e pregnante, le donne si sono riprese lo spazio che meritavano. Questa antologia presenta le principali poetesse che negli ultimi cento anni si sono cimentate con la scrittura degli “haiku”, apportando al genere un’inedita sensibilità e l’ampliamento dei temi trattati. Nella sua introduzione, Cristina Banella accompagna il lettore nel Giappone dei primi del Novecento, attraverso i cambiamenti sociali sopravvenuti sia per l’impatto con il mondo occidentale sia a causa della guerra del Pacifico; sottolinea i mutamenti della condizione femminile e individua le diverse tendenze stilistiche. Di ogni componimento vengono illustrati nessi e sottintesi culturali, permettendo così al lettore di apprezzare appieno l’elegante essenzialità e ogni «scintilla di energia balenante in questi lievi coaguli di versi» (come li definì Andrea Zanzotto).
Poesie
Fernando Pessoa
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2025
pagine: 544
Anche Fernando Pessoa, come Walt Whitman, avrebbe potuto dire di sé «Sono vasto, contengo moltitudini». Il grande poeta portoghese, com'è noto, scelse di rappresentarsi attraverso una pluralità di figure d'invenzione, scrivendo non solo a nome proprio ma anche celandosi dietro vari eteronimi, autori dotati di uno statuto meramente estetico, ma provvisti ciascuno di una voce, di uno stile, di una personalità. Tra i personaggi di questa drammaturgia, che condividono il palco col loro stesso creatore, spiccano per nitidezza il paganeggiante Alberto Caeiro, il classicista Ricardo Reis, il modernista e futurista Álvaro de Campos. Questa antologia ce li restituisce nei loro tratti identitari attingendo esclusivamente all'opera pubblicata in vita da Pessoa, distillata dall'autore in quel magma testuale incandescente che ancora ribolle nel suo laboratorio alchemico e che, dal 1942, è oggetto di organizzazione e pubblicazione. Alle liriche degli eteronimi si affiancano quelle ortonime di Pessoa – in portoghese ma anche in inglese e francese –, versi immersi in un tempo senza durata, accomunati dalla riflessione sul paradosso dell'esistenza e dal gioco di rimandi tra realtà e sogno, verità e finzione che costituisce la cifra più autentica di questo genio solitario del Novecento.
Cantico delle creature
Francesco d'Assisi (san)
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2025
pagine: 64
Prefazione di Alberto Maggi. «Quel che conosciamo di Francesco», ci ricorda Alberto Maggi nella sua prefazione, «è in parte una fabula, dove gli indiscutibili elementi storici si intrecciano con il mito, i fatti con la leggenda, gli eventi con la devozione.» Di certo, il Cantico, composto nel 1225-26, è il testo più noto dell'«uomo delle beatitudini», il suo testamento spirituale. È una suggestiva celebrazione del creatore attraverso la lode delle sue creature: il sole, la luna, le stelle, il vento, l'acqua, il fuoco, la terra. Nel creato Francesco contempla la sapienza, la potenza e la bontà di Dio, perché ogni essere vivente, ogni elemento ne porta la traccia. Dopo ottocento anni, questo inno alla bellezza del mondo e all'ordine divino che in esso si manifesta ci trasmette intatto il sentimento di una fraterna e gioiosa comunione con le altre creature, e ci esorta a considerare la natura non come un possesso esclusivo, ma come un dono prezioso da custodire e condividere.
Iliade
Omero
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2025
pagine: 1620
L'eterna grandezza dei versi di Omero nella nuova traduzione di Daniele Ventre. Premio nazionale per la traduzione Traduzione integrale con testo greco a fronte, curato da Daniele Ventre secondo le più recenti edizioni critiche. Introduzione del curatore sulle origini del poema, la sua forma, la storia delle sue traduzioni. Ampio apparato di note filologiche, linguistiche, antropologiche, storiche. Glossario mitologico ed etimologico con indice dei nomi. Bibliografia.
64 lyrics. Testo originale a fronte
Bob Dylan
Libro: Libro in brossura
editore: Crocetti
anno edizione: 2025
pagine: 368
Le canzoni di questa antologia, oltre a essere tra le più significative (non necessariamente le più famose), sono state scelte anche per ciò che offrono a una lettura in traduzione. Sono pochi i poeti in cui si può ascoltare così tanto “suono” come in Dylan. La potenza nel coniugare abilità descrittiva e acutezza, il felice uso di metafore, le rime ardite e i precisi commenti sociali ne hanno fatto il portavoce di più generazioni. Dylan non è solo gli anni sessanta. Ha attraversato i decenni, e con le canzoni più recenti ci parla del nostro mondo. Tradurre il “rombo di tuono” dei suoi versi è una sfida necessaria. Il criterio è stato quello di attenersi a più criteri, dalla rima rigorosa alla rima strategica, dalla metrica ben scandita al verso libero, senza dimenticare che nessuna traduzione sarà mai libera, per citare Dylan stesso, “dalle catene del cielo”.
Se devo morire. L'ultimo grido del poeta di Gaza
Refaat Alareer
Libro: Libro in brossura
editore: Piemme
anno edizione: 2025
pagine: 224
La poesia "Se devo morire" (If I Must Die) del poeta palestinese Refaat Alareer, pubblicata pochi giorni prima della sua uccisione in un attacco israeliano, ha fatto immediatamente il giro del mondo. La sua morte ha trasformato il testo in una storia globale: è stato tradotto in più di quaranta lingue, ripubblicato ovunque, condiviso milioni di volte sui social e interpretato da voci di tutto il pianeta, da lettori sconosciuti ad attori come Brian Cox. "Se devo morire" è il cuore di questa raccolta, che riunisce le poesie più intense di Refaat Alareer: versi sulla politica, la letteratura, la famiglia e la sopravvivenza sotto assedio nella Striscia di Gaza. Testi inediti in Italia che celebrano uno scrittore, un insegnante e un attivista straordinario, la cui voce resta un atto di resistenza e di fede nell'umanità. Un omaggio potente al potere delle parole contro la barbarie, e alla luce che continua a brillare nella terra che lo ha perduto. Prefazione di Pablo Trincia.
Il Porto Sepolto seguito da Derniers Jours
Giuseppe Ungaretti
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 304
Opera d’esordio di Giuseppe Ungaretti, pietra miliare della poesia del Novecento, «coagulo mitico che contiene in nuce i simboli e le matrici figurali del suo intero percorso poetico», Il Porto Sepolto è qui commentato da Carlo Ossola, autorevole guida nel complesso percorso di “riconoscimento” e di “quête” di un giovane autore che si definiva «frutto / d’innumerevoli contrasti d’innesti». Una ricerca che il poeta realizza grazie alla tensione della scrittura raccolta nell’essenziale, al brevissimo verso scolpito nella memoria della tradizione e nella guerra di popolo. L’edizione 1916 del suo primo libro si amplia qui, secondo un progetto dello stesso Ungaretti risalente al 1919 ma mai realizzato, con i versi in francese della plaquette La Guerre, apparsa proprio nel 1919 (e poi raccolta, nello stesso anno, in clausola ad Allegria di Naufragi), e con la sezione P L M, che organicamente appartiene alle poesie francesi di Derniers Jours. Nel progetto di un Porto Sepolto bilingue prende forma il desiderio del giovane poeta di cimentarsi con i propri amici d’oltralpe, di inscriversi nel loro stesso campo di ricerca. Con queste poesie Ungaretti entra in emulo dialogo con i compagnons de route: Apollinaire, Breton, Cendrars, Jacob, Salmon, nella cornice delle avanguardie parigine; e attinge, non meno, ai grandi classici europei, in quell’«inconstant stay» del sonetto 15 di Shakespeare che sarà l’ossimoro permanente della sua poesia, come afferma nei versi di Nostalgia: «e come portati via / si rimane».
I canti di Maldoror. Testo francese a fronte
Isidore Lautréamont Ducasse
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 720
“I Canti di Maldoror” del sedicente conte di Lautréamont – nato col nome di Isidore Ducasse a Montevideo nel 1846 da genitori francesi, e morto a soli 24 anni a Parigi in circostanze misteriose, come fu la sua vita – sono un grande poema dell’inconscio, pieno di ferocia, idee morbose e deliri, un vorticoso racconto demoniaco, smodato e ironico, in cui si susseguono sanguinose atrocità, sadiche efferatezze e crudeli trasgressioni delle norme sociali dell’epoca. Una delle imprese letterarie più radicali dell’Ottocento. Blasfemi, erotici, a tratti grotteschi, questi “Canti” allucinati catturarono l’immaginazione di diversi artisti e scrittori: Modigliani, Verlaine, Gide, Breton... E non sorprende che i primi ad apprezzare questo libro eccessivo e sconvolgente furono proprio i surrealisti. Come disse il loro capofila: «Tutti i pensieri e le azioni più audaci che si compiranno nei secoli, hanno trovato qui una formulazione preliminare nella loro legge magica». Con questa raffinata versione del poema, singolarissima e allo stesso tempo intimamente fedele, Luca Salvatore ha vinto il Premio «Città di Monselice» per la traduzione letteraria. Con la prefazione di Maurice Blanchot.
Venticinque poesie
Dylan Thomas
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 176
Nel 1936, a soli due anni di distanza dal libro d’esordio, “18 Poesie”, Dylan Thomas pubblica la sua seconda raccolta, “Venticinque Poesie”: ancora un titolo estremamente sobrio – col numero dei componimenti ora svolto in lettere anziché in cifre – quasi a rivendicare un’autonomia di ispirazione tutta interna alle poesie stesse e al loro musicalissimo linguaggio. Le due raccolte sono figlie di uno stesso arco di tempo; in molti casi, i testi che le compongono sono attinti dai quaderni che il poeta andava compilando sin dalla gioventù: quattro dall’aprile del 1930 all’aprile del 1934, più un quinto, da poco ritrovato, che arriva fino all’agosto del 1935. Basti pensare che, delle venticinque poesie di questa seconda raccolta, ben diciannove sono coeve o antecedenti all’opera d’esordio. Tra tutte, spicca però una delle più recenti, la conclusiva “Verso l’altare, sotto la luce del gufo”, autentica impresa letteraria che testimonia l’ardire dell’immaginazione poetica di Thomas in questi anni. Si tratta di una sequenza di dieci sonetti, legati tra loro da un’unica narrazione, ma dotati di piena autonomia; non a caso il poeta chiese all’editore di impaginarli separatamente, volontà che non fu accolta e che viene qui ripristinata. Al di là di tali aspetti, le “Venticinque Poesie” rappresentano un tassello fondamentale per accedere, nella sua organica interezza, al mondo poetico di Dylan Thomas: uno dei più complessi dell’intero Novecento, ma la cui oscurità non vuole mai essere programmatica. Come scrive Federico Mazzocchi nella sua prefazione, infatti, per comprendere e amare nel modo più giusto le poesie di questo grande poeta bisogna partire proprio dalla loro «forte coesione interna, dalla coincidenza assoluta tra ragioni formali e di poetica; bisogna lasciarsi alle spalle le categorie di semplicità e oscurità intese come effetti ricercati, e accettare di leggere i componimenti secondo i loro stessi principi».

