Saggistica
Le grandi opere politiche. Volume Vol. 2
Niccolò Machiavelli
Libro
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 1993
pagine: 608
Questo secondo volume chiude il piano delle Grandi opere politiche, la riproposta delle opere di Machiavelli con un nuovo commento critico. I tre testi finora proposti sono quelli che hanno "fondato" la modernità e che parlano ancora, in modo inquietante al lettore contemporaneo. I testi sono frutto di una tensione utopica ed etica che intendeva proporre una rivoluzione copernicana del pensiero politico: il rifiuto di relegare l'uomo entro i confini del fatalismo, del provvidenzialismo e del meccanicismo.
Le senili. Libro 1º
Francesco Petrarca
Libro
editore: Archivio Izzi
anno edizione: 1993
pagine: XL-118
Il profeta-Il giardino del profeta. Testo inglese a fronte
Kahlil Gibran
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1993
pagine: 196
Il rapporto dell'uomo con la natura, coi propri simili, con Dio.
Esegesi dei luoghi comuni
Léon Bloy
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 1993
pagine: 392
La natura di Bloy è quella dello scrittore "disperato" e tuttavia fermo nella speranza, sfiduciato e però illuminato dalla fede, e che odia il prossimo suo come se stesso, ma mantiene intatta la sua fondamentale carità. E' contro il borghese, che incarna tutti i difetti, tutto l'orrore possibile, che Bloy si scatena. Il borghese rappresenta la mortificazione stessa della parola e del pensiero, ristretto com'è nei suoi interessi materiali, nella sua meschinità, nelle sue formulette di presunta saggezza.
Il testimone
Indro Montanelli
Libro
editore: TEA
anno edizione: 1993
pagine: 419
Si tratta di una raccolta di 146 articoli pubblicati sul Giornale Nuovo, scritti fra il 1974 e il 1992, dedicati ai fatti più importanti della cronaca nazionale e mondiale del trentennio.
Le storie. Libro 4°. La Scizia e la Libia
Erodoto
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 1993
pagine: LIII-418
Il quarto libro delle Storie racconta una romanzesca vicenda che ci proietta nel cuore dell'antica civiltà iranica. Sotto la guida di Dario I, una grande armata persiana avanzò nelle gelide distese della Scizia (odierna Russia meridionale). Ma i cavalieri sciti si ritirarono come fantasmi. Alla fine Dario dovette rinunciare al suo progetto di conquista. Gli arcieri a cavallo e gli sciamani avevano beffato il "re dei re". L'ultima parte del libro è dedicata alla Libia: Erodoto si inoltra nel deserto africano e ci descrive un paesaggio allucinante, tra montagne e case di sale, dove non cade una sola goccia di pioggia.
Dialogo sull'oratoria
Publio Cornelio Tacito
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 1993
pagine: 208
Perché i secoli passati erano fertili di grandi talenti oratori, mentre il presente ne è quasi del tutto privo? Questa domanda è lo spunto del "Dialogo sull'oratoria", in cui i più brillanti oratori della fine del I secolo d.C. si interrogano sullo stato dell'eloquenza e sui motivi del suo declino nella Roma del loro tempo. Nell'analisi lucida e disincantata di Tacito la risposta è desolatamente chiara: solo in una libera competizione politica l'eloquenza trova materia che la alimenti. Il regime imperiale, che pure ha dato ordine e tranquillità al mondo, soffoca il libero dibattito e spegne, inevitabilmente, l'arte oratoria. Il prezzo della pace è il silenzio. Luciano Lenaz analizza nell'introduzione le tematiche del dialogo e la sua travagliata storia testuale e dà conto delle ricerche su quest'opera tanto affascinante quanto ricca di problemi.
L'amico lontano
Emil M. Cioran, Constantin Noica
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 1993
pagine: 88
Il libro è costituito da due lettere che Cioran e Noica si scambiano nel 1957. Due amici lontani, che negli anni Trenta hanno condiviso le passioni intellettuali della giovinezza, si scrivono a distanza di un ventennio. Uno dei due, Cioran, è emigrato in Francia insieme ad altri noti scrittori rumeni, tra cui Ionesco e Eliade; l'altro, Noica, ha rifiutato la fuga ed è rimasto stoicamente fedele alle proprie radici nazionali, nonostante la persecuzione del regime di Ceausescu che gli costerà 25 anni di confino e di carcere. La radicalità di tale separazione si consuma in un dialogo al centro del quale troviamo una tradizione culturale che, nata nella Bucarest degli anni tra le due guerre, è ancora in gran parte da scoprire.

