Saggistica
La resurrezione della carne. Testo latino a fronte
Quinto S. Tertulliano
Libro: Libro in brossura
editore: ESD-Edizioni Studio Domenicano
anno edizione: 2026
pagine: 416
Composta con un duplice intento: contrastare l’eresia gnostica che negava questa verità di fede e offrire ai credenti dubbiosi le ragioni teologiche che la supportano e la spiegano. Segue di poco il "De carne Christi", dove – mostrata la realtà della carne di cristo risorto – lo scrittore cartaginese poneva le basi per affermare la realtà della nostra risurrezione. Negare tali realtà significa compromettere l’annuncio centrale della rivelazione cristiana e, di conseguenza, vanificare la nostra fede e la nostra salvezza in cristo. Dopo la morte, cioè la separazione dell’anima dal corpo e la dissoluzione della carne, l’uomo ricupererà per la potenza di Dio la totalità e l’integrità del suo essere umano in vista del giudizio divino e della ricompensa (gloria o pena eterna in anima e corpo). Dio donerà alla carne corruttibile e mortale una vita incorruttibile e immortale a somiglianza della carne gloriosa di cristo. La risurrezione degli uomini, evento che si colloca alla fine dei tempi, non trasforma la natura dell’uomo bensì la sua condizione.
Fuori dalle emergenze
E. D'Angelis, M. Grassi
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2026
pagine: 240
Mar Nero. Sei paesi, le leggende la guerra
Marco Ansaldo
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2026
pagine: 208
Confine sensibile dell’Impero romano, scenario di espansione dei domini commerciali genovese e veneziano nel Medioevo, teatro di guerra nell’Ottocento e protagonista del nuovo ordine globale nel xx secolo, il Mar Nero è oggi un’area cruciale dello scacchiere politico. Non è solo, infatti, il centro del conflitto tra Russia e Ucraina, ma anche il crocevia di interessi mondiali di primaria importanza. Con gli strumenti del cronista e lo sguardo curioso del viaggiatore, Marco Ansaldo ci guida attraverso i principali paesi del «grande lago salato»: da Odessa e dalle coste martoriate dell’Ucraina a Varna, in Bulgaria; da Batumi, in Georgia, dove in estate si affollano i vacanzieri all’ombra della minaccia russa, alla Romania, cerniera sottile tra l’Europa e le sue periferie orientali. L’itinerario tocca anche l’Abkhazia, territorio rivendicato dalla Georgia ma proclamatosi indipendente, e la Crimea, obiettivo delle mire espansionistiche di Putin, per arrivare a Trebisonda, da cui la Turchia lancia le sue migliori navi da trivellazione alla ricerca di giacimenti di gas. Il risultato è un racconto sorprendente fatto di scoperte e incontri, di grande letteratura e personaggi inattesi, in cui spesso il frastuono dei combattimenti cede il passo all’eco delle leggende che tutt’oggi popolano il Mar Nero. Mitologia e geopolitica, guerra e pace si mescolano e alternano di continuo in questo bacino: se ogni nazione che vi si affaccia vive il proprio passato come un presente incandescente, è dalle sue acque scure che forse emergerà anche il nostro futuro.
Lezioni sull'odio
Michela Murgia
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 128
Una riflessione radicale, icastica e originalissima, concepita da una delle menti più luminose e illuminanti che la cultura italiana abbia conosciuto. L’odio è uno dei pochi tabù che non si riescono a infrangere, più del sesso o della morte. Eppure tutti lo proviamo: «Io da due a sei volte alla settimana, e così spero di voi», scherza Michela Murgia in questo libro irriverente, nato da una serie di lezioni pubbliche tenute qualche anno fa. La sua tesi è che l’odio possa essere una virtù, dipende da come lo pratichiamo. Per esempio, con “Odio gli indifferenti” Antonio Gramsci ha mostrato che, se riconosciuto e disciplinato, questo sentimento non è per forza distruttivo. Passando dalle maledizioni sarde ai salmi biblici, da Grazia Deledda alle lettere di san Paolo, Murgia smonta i nostri pregiudizi e rivendica il diritto di odiare – specialmente i prevaricatori, i prepotenti, tutti coloro che non credono nella responsabilità collettiva del bene. E compie così il miracolo di parlare ancora del nostro tempo, che dall’odio distruttivo è inquinato; sembra rivolgersi proprio a noi che continuiamo ad abitarlo, con la consueta ironia e la lucidità profetica di una voce che nulla potrà mai spegnere. «Chi sa di provare l’odio vive continuamente in un contesto che gli vieta, per via della presenza del tabù, di dirlo, di manifestarlo, di dichiararlo, di praticarlo. Deve vivere come un fuorilegge. Io vivo malissimo, ve lo dico: le mie giornate sono terribili, perché due terzi del mio tempo lo devo passare (o lo dovrei passare) a inventare scuse per camuffare quello che in realtà provo – che è l’odio, appunto. Gli analfabeti relazionali che mi circondano credono di vedere odio in certe cose normali che faccio o dico, come per esempio quando addito l’ipocrisia dei vincoli censori e delle disorganizzazioni in cui il loro, di odio, si trasforma in autogiustificazione o violenza. Allo stesso tempo neanche immaginano il vero, autentico odio che coltivo, e che devo nascondergli perché altrimenti risulterei sgradevole, stridente e isterica – cioè donna».
L'esegesi
Philip K. Dick
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 864
Nei mesi di febbraio e marzo del 1974, Philip K. Dick venne premiato, o maledetto, da una visione, una rivelazione sulla vera natura dell'universo che egli chiamò "2-3-74" e alla cui decifrazione dedicò il resto della vita, rintracciandone le premonizioni, tra l'altro, nei suoi stessi libri, a partire dai grandi romanzi fantascientifici degli anni Sessanta. Frutto di questo immane sforzo di interpretazione del visibile, dell'invisibile e del proprio sé è un corpus di oltre ottomila fogli, per la maggior parte manoscritti, che lo scrittore definì la sua Esegesi. Questo volume ne presenta una scelta, trascritta e organizzata sulla base del materiale trovato nella casa di Dick alla sua morte: un tentativo di sopravvivere a quella lacerante illuminazione, pieno di sofferenza, pietà, alieni con tre occhi e robot, viaggi nel tempo e dimenticati culti cristiani, messaggi radiofonici e l'essenza della tragedia, come solo una delle menti più brillanti, immaginifiche e originali del xx secolo poteva generare.
La grande cecità. Il cambiamento climatico e l'impensabile
Amitav Ghosh
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 228
Un classico contemporaneo sul pensiero del clima che interroga direttamente il ruolo degli intellettuali nell'era del cambiamento climatico, invitandoli a immaginare una letteratura capace di accogliere l'imprevisto e il cataclisma. Perché la letteratura, le arti e le nostre narrazioni collettive non riescono a rappresentare il cambiamento climatico? Perché l'evento piú drammatico della storia recente è rimasto ai margini della cultura? Amitav Ghosh affronta una delle domande decisive del nostro tempo, intrecciando analisi storica, critica letteraria e riflessione personale. Nel cuore della modernità - racconta - si è formata un'idea di «realismo» che, con la sua fiducia nella razionalità e nel progresso, ha bandito l'eccezione e il disastro. Di conseguenza, la narrativa ha lasciato fuori dalle sue pagine il mondo naturale, la scala planetaria. Da questa esclusione è nata una cecità culturale che ancora oggi ci impedisce di immaginare davvero la crisi ecologica. Un saggio potente che ribalta la prospettiva: il cambiamento climatico non è solo un tema per scienziati o attivisti, ma una sfida per scrittori, lettori e cittadini. Perché se non riusciamo a immaginare la catastrofe, non sapremo nemmeno affrontarla. Con una nuova introduzione dell’autore.
Circostanze incendiarie. Cronaca del mondo che viene
Amitav Ghosh
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 324
Le parole sono fiammiferi: possono illuminare o incendiare. Fra guerre, catastrofi e imperi che si disfano, vent'anni di reportage e riflessioni di uno degli scrittori piú lucidi del nostro presente. Dalle isole Andaman e Nicobar devastate dallo tsunami del 2004 al Kashmir lacerato dal conflitto, dall'Afghanistan e dal Medio Oriente della «guerra infinita» alle «tentazioni imperiali» dell'Occidente dopo l'11 settembre, Ghosh compone un mosaico dei tumulti che hanno segnato la fine del Novecento e l'inizio del nuovo secolo. Nei suoi viaggi è salito su una vetta ghiacciata al confine conteso tra India e Pakistan, ha intervistato la cognata di Pol Pot in Cambogia, ha condiviso l'euforia degli egiziani quando Nagib Mahfouz vinse il Premio Nobel e ha sostenuto i suoi vicini sikh minacciati durante i disordini seguiti all'assassinio di Indira Gandhi. In ciascuno di questi scenari, lo sguardo del narratore e quello del testimone si fondono, mentre la scrittura si interroga sul proprio potere e sulla propria responsabilità: cosa significa, oggi, scrivere in un mondo che brucia? Con la grazia del romanziere e la precisione dell'antropologo, Ghosh ci consegna una lezione urgente e radicale: anche nei tempi piú bui la cura del linguaggio resta la prima forma di resistenza.
Lettere a «La Riviera Ligure». Volume Vol. 8
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2026
pagine: 356
La corrispondenza del 1918 e 1919 coincide con gli ultimi due anni di attività della rivista. Mario Novaro in questo lasso di tempo pubblica due soli fascicoli, senza riuscire a risollevare le sorti del periodico, ormai destinato alla chiusura. L'attività editoriale si concentra soprattutto nel progetto dei volumi per ricordare e valorizzare l'opera dell'amico Boine; proprio su questo aspetto si sviluppa una fitta corrispondenza con Giovanni Papini, Giuseppe Prezzolini e Antonio Vallecchi. In calce al volume il lettore troverà una nutrita appendice di lettere ritrovate, in cui si propone tutta la corrispondenza non apparsa nei volumi precedenti. Disponibili anche i volumi VII 1917 (2025); VI 1916 (2024); V 1914-1915 (2022);IV 1913 (2015);III 1910-1912 (2003);II 1906-1909 (2003); I 1900-1905 (1980)
Lettere a «La Riviera Ligure». Indici
Libro
editore: Edizioni di Storia e Letteratura
anno edizione: 2026
pagine: 432
Gli indici de «La riviera ligure» risultano uno strumento indispensabile per la consultazione degli otto volumi che costituiscono l'intero corpus delle lettere destinate al direttore della rivista mario novaro o da lui inviate ai collaboratori, offrendo l'elenco in ordine cronologico di tutte le lettere pubblicate e l'indice generale dei nomi e delle opere. il volume si correda inoltre dell'elenco dei manoscritti e dell'elenco dei libri con dedica ancora conservati dalla fondazione mario novaro, che consentiranno al lettore di aggiungere nomi mai apparsi nei volumi precedenti, la cui esile testimonianza è sopravvissuta grazie a una dedica manoscritta o all'invio di un testo. disponibili anche i volumi: I 1900-1905 (1980); II 1906-1909; III 1910-1912 (2003); IV 1913 (2015); V 1914-1915 (2022); VI 1916 (2024); VIII 1917 (2025).
L'orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano
Pia Pera
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2026
pagine: 256
Cedendo a un desiderio che aveva da sempre, quello di vivere in campagna, l'autrice di questo libro si trasferisce in un podere. Dove si scopre analfabeta. Nel senso: non sa coltivare assolutamente niente. Ma non si scoraggia, anzi: intuisce che inizia lì l'avventura che la porterà a una terra sconosciuta, o meglio, alla terra. Occupandosi di alberi da frutta e ortaggi, impara a conoscere il mondo naturale, trova maestri che le trasmettono la loro esperienza. Soprattutto scopre una felicità che non aveva mai assaporato, prova il desiderio di raccontarla. Chissà se, avvertiti di questa felicità, ci accorgeremo di avere bisogno di infinitamente meno per sentirci appagati. Che invertire il senso di marcia, smettere di distruggere il nostro pianeta, sarebbe, dopotutto, possibile. Che produrre il cibo che mangiamo, renderci il più possibile autonomi dal mercato, non sprecare, inquinare un po' meno è un modo degno di vivere e lasciar vivere. Cronaca di un apprendistato orticolo, L'orto di un perdigiorno si conclude con la dispensa piena ma soprattutto con un invito alla riconciliazione con la natura.

