Saggistica
Storia di Roma dalla fondazione. Testo latino a fronte. Volume 1
Tito Livio
Libro
editore: Newton Compton Editori
pagine: 704
Storia di Roma dalla fondazione. Testo latino a fronte. Volume 2
Tito Livio
Libro
editore: Newton Compton Editori
pagine: 656
Storia di Roma dalla fondazione. Testo latino a fronte. Volume 4
Tito Livio
Libro
editore: Newton Compton Editori
pagine: 544
Storia di Roma dalla fondazione. Testo latino a fronte
Tito Livio
Libro
editore: Newton Compton Editori
pagine: 3696
Actionis secundae in Verrem. Liber 2º
Marco Tullio Cicerone
Libro
editore: Mondadori
pagine: 137
Un'inchiesta giudiziaria su un caso di concussione. Niente di nuovo sotto il sole: la Sicilia del 70 a.C. non era molto diversa dalla Sicilia e dalla Tangentopoli del 1992. L'ex governatore Verre aveva spremuto la provincia, arricchendosi, corrompendo funzionari, finanziando la sua carriera politica. Si apre un processo, l'accusatore, Cicerone, inchiodò l'imputato con prove schiaccianti. In seguito completò la sua arringa pubblicando l'Actio secunda in 5 libri. Ed è al secondo di essi, uno dei più interessanti, che Gennaro Lopez dedica in questo volume le cure filologiche.
Cronica di Giovanni, Filippo e Matteo Villani
Giovanni Villani
Libro
editore: Bonsignori
pagine: 4444
Generazione Z e cinema
Alberto Bourlot, Mariagrazia Fanchi
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
pagine: 168
De oratore. Testo latino a fronte
Marco Tullio Cicerone
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
pagine: 740
Il de oratore simula il resoconto di una discussione sulla figura dell’oratore tenutasi nella villa di Crasso a Tusculum tra il padrone di casa e i suoi ospiti durante i Ludi Romani del 91 a.C. alla vigilia della guerra sociale: vi partecipano Marco Antonio, Scevola l’Augure e i due giovani Sulpicio e Cotta, ai quali si aggiungeranno Lutazio Catulo e Cesare Strabone in apertura del II libro. Distinto in due momenti, il dibattito mette a fuoco nel I libro il profilo dell’oratore e la natura dell’eloquenza rispetto al sistema dei saperi e alla funzione sociale. Si oppongono due visioni incarnate dai due protagonisti: l’una più idealistica, incline ad assegnare all’oratore una conoscenza universale e a intendere l’eloquenza come la scienza del parlare bene di ogni argomento (Crasso), l’altra più pragmatica, sensibile agli aspetti tecnici e a considerare l’oratoria come una mera arte della persuasione (Antonio). Sotto l’incalzare delle domande dei più giovani, Crasso e Antonio illustrano la dottrina retorica dopo essersi ripartiti i ruoli in base alle proprie attitudini e ai compiti dell’oratore.

