Poesia
Nulla di preciso. Poesie scollegate e racconti brevi
Mauro Veneziani
Libro: Libro in brossura
editore: Francesco Tozzuolo Editore
anno edizione: 2025
pagine: 156
La poesia non è altro che un racconto ridotto all’osso. Nel libro troverete dei racconti che ce l’hanno fatta a diventare poesia e altri che sono rimasti tali. L’operazione non sempre riesce. Alle volte occorre descrivere, altre nascondere. Lasciare intuire. Disvelare quel tanto che basta. Alle volte, improvvisamente e in maniera inaspettata, una parola, una sola parola, ti massacra dentro. Le poesie si ricordano spesso per una semplice frase. Una sola riga. Una parola. Come le canzoni. Si, persino i lettori tolgono. Quella parola ricordata non è altro che la chiave che ci serve per aprire una porta segreta per far uscire o meglio semplicemente vedere in maniera ravvicinata quello che normalmente è difficile da vedere. Sapere chi siamo non è facile. Spesso siamo semplicemente la nostra identità. Quella che ci danno gli altri. La poesia ci aiuta a capirci. Il racconto non è una porta. Forse è più una finestra che ci permette solo di intravedere all’interno. Una persona che legge. Quelli siamo proprio noi, alla scoperta del mondo prima di eliminare il superfluo e trasformarlo in poesia.
25 poesie per il 25 aprile. I testi più belli
Libro: Libro in brossura
editore: Interlinea
anno edizione: 2025
pagine: 68
Non solo diari e romanzi: servono anche poesie per esprimere l'immediatezza e la profondità di sentimenti per la fine della guerra e la liberazione. Cominciare con Saba e chiudere con Erri De Luca, come fa il curatore Giovanni Tesio in questa antologia che mancava, non è semplicemente una questione cronologica ma anche una significativa scelta poetica. E come premessa valga la «primavera hitleriana» descritta da Montale, senza tralasciare la testimonianza di Pasolini che confessa: «giunsi alla resistenza / senza saperne nulla se non lo stile: / fu stile tutta luce… / la speranza ebbe nuova luce». Letture per illuminare la storia e trovare nuova speranza per l'oggi.
Ciò che abbiamo detto ci perseguiterà. Testo originale a fronte
Nikola Madzirov
Libro: Libro in brossura
editore: Crocetti
anno edizione: 2025
pagine: 136
In versi di grande originalità e profondità lirica Nikola Madzirov, poeta “vero che chiunque ami la poesia dovrebbe conoscere” (C. Simic), affronta temi come la storia recente dei Balcani, il nomadismo, l’esilio e la necessità di trovare un luogo sicuro in cui rifugiarsi. Da nomade letterario, che ha lasciato la propria casa per costruirne una nuova nella memoria poetica, racconta in modo chiaro e pacato le ferite di un passato recente divenuto troppo presto remoto. La guerra nella ex Jugoslavia sembra lontana nel tempo, risolta, e pochi di noi la ricordano, travolti come siamo da sempre nuovi conflitti. Leggendo queste poesie, però, ci si rende conto di quante macerie ci siano ancora da rimuovere. Non si tratta di poesia di guerra: Madzirov, voce tra le più nitide e potenti della poesia europea contemporanea, parla piuttosto di memoria, di esilio interiore ed esteriore, di diversità rispetto al mondo storico e al linguaggio comune. Con le nostre case in rovina si spostava il mondo, la memoria, la memoria.
Tutte le poesie. Testo inglese a fronte
Mark Strand
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 696
Nella complessità articolata dei suoi percorsi, l'opera di Mark Strand si impone come un capitolo originale nel panorama poetico degli ultimi decenni. Il suo intero corpus, qui offerto nella traduzione di Damiano Abeni con Moira Egan e arricchito dalle prose L'alfabeto di un poeta e Note sul mestiere della poesia, ci dà modo di riassaporare la raffinata scrittura e l'alto livello intellettuale di una meditazione poetica condotta nella viva concretezza di un'attenta osservazione del reale, visto ora nei suoi dettagli ora attraverso il valore simbolico attribuito al paesaggio, e dei moti a volte misteriosi della realtà. Variando in modo sapiente musica interna e toni, Strand lavora spesso su libere narrazioni frante, non prive talvolta di un sapore onirico. Nel corso dei decenni, il poeta americano ha sempre dato conferma di un'inconfondibile elegante scioltezza di pronuncia, tra ariosi movimenti del pensiero e coinvolgimento di situazioni vissute, e lo ha fatto giostrando con una predilezione per il paradosso capace di mettere in risalto anche gli strati in apparenza bassi di quanto si manifesta ai sensi. E, sul piano delle scelte stilistiche, la sua geniale versatilità lo ha condotto, nel corso del tempo, dalla brevità del verso a un vistoso ampliarsi, fino a farsi prosastico o a pervenire al prosimetro. Non mancano passaggi autoironici o di humour nero che rendono sempre più coinvolgente questa poesia nelle sue varie fasi, dagli esordi di Dormire con un occhio aperto fino a Tormenta al singolare, che valse al suo autore il premio Pulitzer nel 1999, o ai sorprendenti successivi Uomo e cammello e Quasi invisibile. A volte magmatico, a volte più apertamente arioso, tra controllata astrazione e concretezza Strand fa agire la parola poetica nel corpo molteplice dell'umana esperienza esprimendo così «il desiderio furente e insaziabile di essere tutto il resto senza cessare mai di essere noi stessi».
Sonetti
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Marcos y Marcos
anno edizione: 2025
pagine: 176
Perché una nuova traduzione di questo capolavoro? Molti nomi nobili si sono cimentati in questa sfida difficile e meravigliosa: basti ricordare Giuseppe Ungaretti ed Eugenio Montale sul versante delle traduzioni d’autore, Lucia Folena, Nemi d’Agostino, Sergio Perosa sul versante accademico. Shakespeare era un genio popolare, e da genio popolare si rivolgeva a tutti. La sfida di Massimiliano Palmese è proprio questa: offrire una traduzione ‘pop’; musicale, immediata, ‘da strada’; una traduzione ‘di oggi’, fresca, agilmente comprensibile: poetica, certo, ma anche estremamente naturale. Introduzione di Edoardo Zuccato.
Faldone
Vincenzo Ostuni
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 800
Un faldone è una grossa cartella nella quale raccogliere scritti o documenti. Possiamo immaginarcelo chiuso da legacci di canapa, ma nessun faldone è chiuso per sempre: nuovi fogli possono esservi facilmente infilati, altri possono esserne sottratti e sparire, l’ordine si può perdere, modificare, ristabilire. A una simile idea di disposizione sempre provvisoria del materiale verbale – e, in metafora, della storia collettiva e dell’esistenza individuale – è ispirata la costruzione del Faldone, l’opera che si vuole unica di Vincenzo Ostuni, «apertissima» e indecidibile (né raccolta poetica né poema), in continuo e indefinito mutamento che qui compare per la prima volta in forma completa, per quanto completa possa dirsi un’opera per principio interminabile. Chi vi prende la parola sembra riversare in questo corpo mutante la sua intera esperienza vitale, le contraddizioni e i rovesci del nostro tempo. Nel Faldone si discute di linguaggio e paternità, di politica ed erotismo, di letteratura e di infanzia, e ogni tesi, ogni posizione sentimentale, ogni possibilità storica risuona al contempo della propria sgrammaticata aspirazione alla permanenza e del suo corrompersi prima ancora di essere formulata. Attingendo alla lezione di grandi maestri novecenteschi – Montale, Sanguineti, Pagliarani su tutti – ma anche a fonti, registri, lessici narrativi, drammaturgici, saggistici, Ostuni presenta al lettore un’opera-mondo che, battendo le mille strade della lirica occidentale – dalle più tradizionali alle più sperimentali – sembra volerle trasmutare e conservare assieme, e affidare questo antichissimo «macrogenere» alle incertezze e agli slanci del futuro.
I sonetti a Orfeo
Rainer Maria Rilke
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 152
Il vivo elevarsi di un delicatissimo canto assorbe in sé ed esprime, in questi versi, spunti innumerevoli di meditazione. Ultima raccolta organica di Rilke, i 55 Sonetti a Orfeo furono scritti nel 1922 per la morte della giovane figlia di una sua cara amica. Inestricabilmente legati alle Elegie duinesi, sia per la data di composizione sia per la loro affinità/opposizione tematica, usciranno come queste ultime nel 1923. Essi si offrono alla lettura con singolare orientamento, vale a dire secondo le aperture di un pensiero sempre attivo di fronte all'emergere del dolore e alla presenza della morte. Ma tutto questo nel costante movimento in una realtà molteplice e complessa in cui «l'essere ancora ci incanta. In cento sorgenti / è ancora l'inizio». La presenza di Orfeo è tutt'uno col canto e il poeta lo segue «nel suo continuo / mutarsi in altro». Rilke opera, nella sua impeccabile lievità di pronuncia, con magistrale flessibilità nell'adeguare la sua musica ai diversissimi toni del migrare di Orfeo, e si muove all'interno di una classica forma letteraria, appunto il sonetto, nella quale introduce, con sapienza, elementi metrici innovativi. Restituire quella flessibilità è l'impegno della traduzione di un poeta d'oggi, Riccardo Held, che permette al lettore di connettersi con efficacia ai percorsi espressivi di Rilke nella nostra lingua. La sequenza dei testi ci fa anche attraversare una dimensione dell'umana esistenza, che si presenta con ricordi, figure, immagini spesso colte nella loro concretezza. Eccoci proiettati, con naturalezza, dal registro basso al sublime, tra senso dell'umana provvisorietà e presenza del mito e del divino, dall'«ordine opaco della natura» a ciò che la oltrepassa verso l'idea di nuove sorgenti.
Primavera
Francesca Pachetti
Libro: Libro in brossura
editore: AnimaMundi Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 120
Il volume Primavera porta con sé la domanda: che giardino sarai? Questa nuova stagione, guardata, sentita e ascoltata da Francesca Pachetti segue la via dell’uscita, della schiusa, della rivenuta al mondo. Ci ritroviamo in mano i semi che abbiamo custodito durante il passaggio dell’Inverno: cosa sarà di loro? Sono domande quelle che accompagnano la scrittura di Primavera, si tratta delle incertezze e dei tremolii che caratterizzano le novità mentre si fanno spazio sopra, sotto e intorno a noi.
Non si tocca la frutta nei supermercati però i culi nelle metropolitane
Alessandra Carnaroli
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 152
Ogni giorno siamo colpiti da un’infinità di fatti di cronaca, a volte gravissimi, ma che si estinguono veloci, bruciati da sempre nuove violenze e tragedie. Nei versi di Alessandra Carnaroli li ritroviamo tutti, resi nella loro cruda e scarnificata essenza. Le atrocità delle guerre, le violenze domestiche, le volgarità della vita di tutti i giorni vengono descritte senza mai distogliere lo sguardo, con un’oggettività che sorge dall’impietosa messa a fuoco delle parole, e che trova l’unico sfogo in una fredda ironia o in clausole di feroce sarcasmo. Può cambiare l’ordine di grandezza, ma ciò che accomuna le guerre in Ucraina e a Gaza, i femminicidi e le alluvioni, le storture dei rapporti familiari o una sciagurata giornata al mare va sempre cercato nella vulnerabilità degli esseri umani e nella loro parallela e incessante capacità di produrre disastri. L’orrore insostenibile è l’altra faccia della banalità del quotidiano, aspetti che si sovrappongono (e rimano) in modo inquietante. Tra madri poco materne, paesi allagati e vittime innocenti scorgiamo molti volti a noi simili, una folla di cui non possiamo illuderci di non far parte.
Un altro tempo
Lino Angiuli
Libro: Libro in brossura
editore: Aragno
anno edizione: 2025
Dopo oltre mezzo secolo di vita poetica, Angiuli si ripresenta al lettore con la messa a punto di una visione del mondo, nella quale sono iscritti gli esiti di un'inesausta ricerca umana oltre che letteraria, poggiata sulla necessità di rispondere alle domande esistenziali poste sia dall'esterno che dall'interno di un mobile orizzonte coscienziale. E questo accade dentro la manifesta intenzione di trovare un'«uscita di insicurezza» dai novecentismi anche grazie al costante richiamo verso un'«alt(r)a visione del mondo» capace di sospingere l'ispirazione oltre i recinti dell'ego, verso inediti approdi, il che non gli impedisce di confermare i punti fondamentali di una riconoscibile poetica, come viene attestato dall'acuta e puntuale postfazione di Claudio Toscani.
Nel dopo
Marco Corsi
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 128
Toscano, quarantenne e indicato come una delle voci più interessanti della giovane poesia italiana, Marco Corsi mostra d'essere entrato nella piena maturità di autore. Illustrando il suo lavoro, aveva affermato in una intervista: «Mi interessa una prospettiva che permette il dialogo tra passato e futuro». In piena sintonia con le intenzioni, queste pagine rappresentano il punto di attrito fra un passato remoto e un avvenire in cui chi scrive non ci sarà più. L'attualità, allora, sembra visionariamente proiettata in una sorta di «dopo». E come il tempo si risquaderna e si dilata, lo stesso avviene per uno spazio fatto di luoghi, dove le città visitate diventano un ambiente unico: strano, onnicomprensivo, instabile. Con la sua scrittura Marco Corsi mostra la propria autonomia dai modelli novecenteschi e, facendo leva su un lessico dallo spettro amplissimo e sugli innumerevoli rinvii alla sua memoria di lettore appassionato, costruisce una narrazione globale, dilagante, trascinante. Dove l'autore ha il coraggio poetico di riversare la propria vita presente, forse anche un'esistenza pregressa e ormai fossile, forse il suo e il nostro futuro.
Diario di un autodidatta
Alfonso Guida
Libro: Libro in brossura
editore: Guanda
anno edizione: 2025
pagine: 112
Il ritratto che Alfonso Guida offre al lettore è quello di chi ha condotto una strana, continua e forse pericolosa dissipazione esistenziale. E che trova i propri antecedenti letterari o spirituali, al di là della costellazione dei maledetti «storici» a cui si sente inevitabilmente collegato, in autori a lui e a noi più vicini quali Rosselli e Salvia. Alfonso Guida è un inattuale, e qui sta il tratto interessante e anomalo della sua figura. Che sembra non indicare un apprendistato stilistico e lessicale chiaro e conclamato, e dunque procede per istinto, e passa dallo stilema alto e storicamente testato al vocabolo corrivo, talvolta osceno, a frammenti di narrazione prosastica o brevissime frasi nominali. Oppure, con una mossa altamente sintonizzata con il suo orecchio sensibile e anarcoide, pratica un uso ossessivo di assonanze, rime, allitterazioni sfiorando il momento pre-grammaticale della lingua. L'esito è una sorta di autobiografia in versi drammatica e sorprendente. Come può esserlo la rappresentazione di sé d'un autore che si racconta senza freni, che si sente lontano dalla modernità come solo un appartato per vocazione e collocazione geografica può essere. Perché è un uomo del sud profondo, Guida. Di un sud anch'esso paradossalmente inattuale, ancestrale e sospeso in un tempo che forse ormai non c'è più. Ma che nelle pagine ritorna, trasfigurato in una visione destinata a restare.

