Filosofia
Incontro con i saggi dell'Oriente. La vita e gli insegnamenti di ventotto grandi maestri della nostra epoca
Eric Edelmann
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Punto d'Incontro
anno edizione: 2023
pagine: 224
Un panorama sintetico ma vibrante di vita e profondità di alcune delle grandi figure della saggezza contemporanea. Ventotto saggi si raccontano attraverso storie coinvolgenti e aneddoti sorprendenti. Chandra Swami, Gurdjieff, Hakuin, Swami Prajnanpad, il Dalai Lama, il Karmapa, Ma Anandamayi, Mataji Krishnabai e Ramana Maharshi sono alcuni dei maestri presentati. Éric Edelmann condivide non solo la saggezza, ma anche la compassione, la libertà e l'umorismo di quelli che potrebbero a ragione essere chiamati "esseri di luce". Il modo in cui incarnano la loro realizzazione spirituale nel mondo è una fonte inesauribile di ispirazione e le storie narrate su di loro diventano un alimento in grado di toccare il nostro essere più profondo. Gli aneddoti di vita reale racchiusi in queste pagine si affiancano a storie che i maestri a volte usavano per trasmettere un insegnamento e dare una lezione di vita.
Vivere la ragione. Saggi sul pensiero filosofico di Luigi Giussani
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2023
pagine: 560
“La ragione è come un occhio spalancato sulla realtà, che beve avidamente la realtà, ne registra i nessi, le implicazioni, ne discorre, corre dentro il reale, da una cosa all’altra, conservandole tutte nella memoria e tende ad abbracciare tutto. L’uomo affronta la realtà con la ragione. La ragione è ciò che ci definisce come uomini. Perciò dobbiamo avere la passione della ragionevolezza.” Luigi Giussani (1922-2005) aveva una personalità dirompente, la sua testimonianza di fede è stata ed è tuttora straordinariamente contagiosa e ricca di frutti, ma non si renderebbe adeguatamente conto di essa e della sua peculiare fecondità di risultati se ci si dimenticasse che nella sua proposta generativa di affinità e di popolo si esprime una genialità di pensiero. Gli esiti di molte sue riflessioni in ambito teologico, filosofico e pedagogico hanno infatti un marcato carattere di originalità e hanno profondamente, seppure a volte sotterraneamente, influenzato la cultura contemporanea. Alla natura del suo genio filosofico e teologico appartiene l’inclinazione “fenomenologica” a tornare alle “cose stesse”: lontano da un’impostazione intellettualistica del sapere, egli è mosso dall’urgenza di partire dall’esperienza come campo di rivelazione del reale e di rinviare all’esperienza. Di qui il suo caratteristico modo di «vivere la ragione»: la continua ricerca dei “certificati di validità” delle affermazioni proprie e altrui, l’attenzione a come le cose originariamente si danno, la passione per la verifica. Il Centenario della nascita è stata una circostanza propizia per illuminare ulteriormente il pensiero di Luigi Giussani, la sua originalità e le sue ancora largamente inesplorate virtualità. Il presente volume, "Vivere la ragione", curato da Carmine Di Martino, è il secondo dei tre progettati in occasione del Centenario – rispettivamente dedicati al suo pensiero teologico, filosofico e pedagogico-sociale – e raccoglie contributi di filosofi e studiosi del panorama contemporaneo. Saggi di: F. Acciaro, M. Azurmendi, F. Bertoldi, F. Botturi, E. Buzzi, A. Campodonico, G. Corbella, C. Di Martino, C. Esposito, G. Fornasieri, A. Gerolin, O. Grassi, A. Llano Torres, V. Lomuscio, G. Maddalena, R. Martínez Rivas, T. Mauri, E. Mazzarella, P. Musso, J. Navarro Linares, M. Negro, G. Pezzini, P. Ponzio, G. Ruiz López, T. Sperotto, L.F. Tuninetti.Testo a cura di Carmine di Martino.
La banalità del male. Eichmann a Gerusalemme
Hannah Arendt
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2023
pagine: 368
Otto Adolf Eichmann, uno dei comandanti delle SS responsabili dell’organizzazione della cosiddetta “soluzione finale”, fu processato nel 1961 a Gerusalemme, avendo commesso crimini contro il popolo ebraico, crimini contro l’umanità e crimini di guerra sotto il regime nazista. Hannah Arendt assistette al processo come inviata del “New Yorker” e ne nacque un libro scomodo, che pone le domande che non avremmo mai voluto porci e dà risposte che non hanno la rassicurante certezza di un facile manicheismo. Il suo resoconto, spiega Ezio Mauro nella sua prefazione, è “il tentativo di recuperare una misura umana di razionalità che consenta di mandare avanti il mondo dopo Auschwitz”: è un’esplorazione attenta e appassionata del contesto storico e politico, un’analisi del tempo nazista, indispensabile per capire come quella quotidianità ordinaria e mediocre abbia potuto farsi strumento dell’orrore. Questo tipo di indagine diventa necessaria poiché “quel che si vede e quel che si sente non riescono a restituire la portata dell’accaduto che resiste al diritto, alla giustizia, alla pietà, dunque alla comprensione”. Sprovvisto di qualsiasi tipo di eccezionalità, concentrato sulla corretta esecuzione del compito assegnatogli, Eichmann è l’incarnazione “banale” del Male, che per questo risulta tanto più terribile, perché i suoi servitori più o meno consapevoli non sono che piccoli, grigi burocrati. I macellai del nostro tempo non hanno la “grandezza” dei demoni: sono dei tecnici, si somigliano e ci somigliano. Prefazione di Ezio Mauro.
La filosofia antica. Storia della filosofia. Volume Vol. 1
Nicola Abbagnano
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2023
pagine: XXII-286
Riscoprire e far rivivere la ricerca che «gli uomini dell'Occidente conducono intorno al proprio essere e al proprio destino». Con queste parole Nicola Abbagnano indicava il proposito di un'opera destinata a diventare un classico della storiografia filosofica. Eppure, questo non è solo uno dei testi più riconosciuti e apprezzati in ambito accademico, ma anche e soprattutto una lettura che, come la filosofia stessa, parla di tutti e a tutti grazie allo stile espositivo accessibile e chiaro di Abbagnano, capace di catturare l'interesse anche di chi la filosofia l'ha conosciuta solo sui banchi di scuola o di chi forse sta ancora aspettando questo primo incontro. Nicola Abbagnano racconta La filosofia antica a partire dalla sua nascita nel vi secolo a.C. nella regione della Ionia, culla del pensiero occidentale: i primi filosofi della scuola ionica alla ricerca di un archè, la scuola di Pitagora con la metafisica del numero e le dottrine cosmologiche; poi ovviamente Socrate, Platone e Aristotele, che hanno saputo guardare al mondo e alla realtà in modo nuovissimo, plasmando a distanza di secoli il modo in cui noi stessi lo facciamo; e ancora la sofistica, lo stoicismo, l'epicureismo, lo scetticismo... Abbagnano riesce a infondere nel lavoro di sistemazione storiografica l'entusiasmo intellettuale del filosofo, mostrandoci la storia della filosofia come un motore di idee e tesi che si avvalorano e contraddicono ciclicamente le une con le altre, tracciando la strada che l'uomo percorre da secoli e continuerà a percorrere fino alla fine dei tempi, perché tale è la sua natura. L'unica certezza che abbiamo è che «nulla di ciò che è umano è estraneo alla filosofia e che anzi questa è l'uomo stesso, che si fa problema a se stesso e cerca le ragioni e il fondamento dell'essere che è suo». E questo è solo l'inizio di un lungo cammino - del nostro cammino - che Abbagnano ha avuto cura di raccontare e di ripercorrere passo dopo passo.
Heidegger e il nuovo inizio. Il pensiero al tramonto dell’Occidente
Umberto Galimberti
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2023
pagine: 320
La metafisica, inaugurata da Platone, secondo Martin Heidegger ha messo in circolazione un'unica forma di pensiero: il pensiero calcolante, che ha trovato nell'economia e nella tecnica l'espressione più alta e organizzata. "Tutto funziona", scrive Heidegger, e "questo è appunto l'inquietante". La tecnica è infatti la realizzazione compiuta dell'intenzione segreta della metafisica, la più idonea a garantire non solo la disponibilità di tutte le cose, ma anche la loro riproducibilità. Eppure, la razionalità imposta dalla tecnica, che esige di raggiungere il massimo degli scopi con l'impiego minimo dei mezzi, finisce per mettere fuori gioco la condizione umana. Ciò che fuoriesce da questa razionalità, per la tecnica è solo un elemento di disturbo e dunque deve essere eliminato. Accade però che l'uomo non sia solo razionalità, ma anche irrazionalità. Infatti irrazionale è la fantasia, l'immaginazione, l'ideazione, il desiderio, il sogno. E se questi aspetti vengono ridotti o soppressi, abbiamo ancora a che fare con l'uomo? Umberto Galimberti ci conduce nella riscoperta del pensiero di Heidegger e fa un fondamentale passo in avanti. Al tempo di Heidegger la tecnica poteva ancora essere considerata uno strumento nelle mani dell'uomo. Oggi non lo è più: è diventata l'ambiente in cui l'uomo vive, e l'uomo stesso è diventato un funzionario della tecnica. "Questo libro", scrive Galimberti, "è una guida alla lettura di Heidegger e, come ogni guida, conduce da un 'primo inizio' a un 'altro inizio', come lo chiama Heidegger, per giungere al quale occorre attraversare l'intero pensiero occidentale, che è stato governato dalla metafisica inaugurata da Platone".
La sessualità. Corso all'Università di Clermont-Ferrand (1964) e Il discorso della sessualità, corso all'Università di Vincennes (1969)
Michel Foucault
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2023
pagine: 320
Michel Foucault ha iniziato il progetto di una storia della sessualità già negli anni sessanta con due corsi finora inediti. Il primo, tenuto a Clermont-Ferrand nel 1964, si interroga sulla formazione culturale della sessualità e indaga le condizioni storiche della divisione in atto nella nostra cultura, per cui da una parte essa viene esclusa nei suoi aspetti più trasgressivi e dall’altra è ridotta a oggetto del sapere. A emergere è dunque una vera e propria archeologia della sessualità, che attraversa la biologia, l’etologia e la psicoanalisi. Il secondo corso, tenuto a Vincennes nel 1969, estende e sposta queste domande. Foucault si concentra sulle pratiche discorsive dal punto di vista epistemologico per indagare il quadro più ampio in cui si inseriscono. In questo percorso si sofferma a esaminare come la sessualità sia diventata un elemento fondamentale di una serie di utopie nel XIX e del XX secolo: utopie trasgressive da Sade alla Storia di O, utopie integrative volte a riconciliare la società con la natura sessuale dell’uomo da Fourier a Marcuse. È l’occasione per Foucault di approfondire la sua genealogia critica del doppio tema della sessualità naturale e della liberazione sessuale, iniziata nel 1964 ma che assume un significato ancora più esteso dopo il Sessantotto. Due corsi inediti, pietre miliari essenziali per un’archeologia della sessualità come la intendiamo noi oggi.
Le non cose. Come abbiamo smesso di vivere il reale
Byung-Chul Han
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2023
pagine: 120
Abbiamo perso il contatto con il reale. È necessario tornare a rivolgere lo sguardo alle cose concrete, modeste e quotidiane. Le sole capaci di starci a cuore e stabilizzare la vita umana. Una massa di informazioni ci investe ogni giorno. Come ogni inondazione, anche questa agisce sulle nostre esistenze, spazza via confini, rimodella geografie. Ormai sono i dati e non più le cose concrete a influenzare le nostre vite. Le non-cose stanno prendendo il sopravvento sul reale, sui fatti e la biologia. E così la realtà ci appare sempre più sfuggente e confusa, piena di stimoli che non vanno oltre la superficie. Con la sua consueta lucidità e veemenza, Byung-chul Han, critico severo ma acuto della contemporaneità, ci offre una peculiare e sferzante riflessione sulla comunicazione, la Rete e il futuro che stiamo costruendo.
Iperculturalità. Cultura e globalizzazione
Byung-Chul Han
Libro: Libro in brossura
editore: Nottetempo
anno edizione: 2023
pagine: 144
Sulla scia della globalizzazione, le forme di espressione della cultura e gli stili di vita circolano in un iperdominio di saperi e pratiche dove non esiste più alcuna reale differenza tra Proprio ed Estraneo, vicino e lontano, familiare ed esotico. Contenuti culturali eterogenei vengono accostati gli uni agli altri come accade nel fusion food. La cultura, “nell’epoca della sua riproducibilità globale”, non ha più vincoli, freni, limiti: diventa ipercultura. Oggi siamo ormai tutti turisti iperculturali, anche all’interno della nostra “propria” cultura, a cui di fatto nessuno appartiene più davvero. Tuttavia, nota Han, se da un lato questo fenomeno determina un venir meno di orizzonti univoci di senso, dall’altro è possibile leggervi una tendenza verso l’emancipazione e l’ampliamento della libertà individuale. Dal momento che l’ipercultura non si impone come cultura unitaria e monocroma, ma anzi accresce il piano delle possibilità e permette a ciascuno di costruire la propria identità a partire da modelli e pratiche esistenziali eterogenei, essa può anche favorire nuove pratiche di libertà. Ma allora, si chiede il filosofo analizzando le forme della cultura nella contemporaneità, “bisognerebbe forse piangere la perdita dell’aura, del luogo, dell’origine, di questo auratico qui e ora? O mediante tale perdita si annuncia un nuovo qui e ora senz’aura dotato di un proprio splendore, di un esser qui iperculturale che collima con l’essere ovunque?”
Verità
Luca Grecchi
Libro: Libro in brossura
editore: Unicopli
anno edizione: 2023
pagine: 309
Questo volume raccoglie oltre dieci secoli di riflessioni del pensiero antico sulla verità. Sin da Omero, la verità inizia a presentarsi, nella cultura greca, come l'esito del processo del pensiero che si conforma in maniera corretta alla realtà. Ciò emerge in maniera articolata soprattutto in Platone e Aristotele. Nell'opera dei due grandi filosofi classici, Grecchi argomenta la presenza di una concezione non solo logico-fenomenologica, ma anche onto-assiologica della verità. Quest'ultima non può in effetti essere ridotta, in larga parte del pensiero greco, al mero conformarsi logicamente coerente e fenomenologicamente adeguato del pensiero alla realtà per come essa effettualmente si manifesta. La verità delinea infatti, in questi autori, anche la realtà (sociale) per come essa idealmente deve essere, per consentire la buona vita degli esseri umani nel cosmo naturale. Questa "verità-bene" costituisce il fine primario della philosophia, la quale per questo motivo si presenta, in pressoché tutto il pensiero antico, come attività insieme teorica e pratica.
Esperienze di verità. L'esempio dei grandi per orientarsi nel mondo
Alberto Bosi
Libro
editore: Gabrielli Editori
anno edizione: 2022
pagine: 258
I Grandi delineati in questo volume possono aiutare il lettore a trovare dei punti d’orientamento in un mondo che percepiamo come sempre più complesso e confuso. Si tratta di personaggi assai diversi, talora decisamente “inattuali”, in grado di aiutarci a ricostruire dalle fondamenta un senso del vivere del quale nel nostro tempo sembriamo avere fortemente bisogno. Non propongono verità puramente teoriche, ma hanno continuamente fatto interagire le teorie con i sentimenti e le esperienze della vita. L’elemento che li accomuna non è solo quello di avere elaborato idee importanti ed originali (anche se in un certo senso “antiche come le montagne” secondo la formula di Gandhi), quanto di aver fatto delle proprie vite delle vere e proprie “esperienze di verità”, in una continua interazione tra cultura, intelligenza e vita. È convinzione dell’Autore che il confronto e la discussione di esperienze di vita, sia passate che attuali (in uno scambio di verità vitali), rappresenti il modo migliore per costruire un tessuto universalmente partecipabile di significati: un linguaggio nel quale gli esseri umani di tutte le culture possano esprimere attraverso il dialogo le ragioni e le difficoltà del vivere umanamente sull’unico pianeta disponibile ad ospitarci. Un terreno d’incontro del quale abbiamo oggi più che mai bisogno per sentirci parte di un unico mondo.
La nascita della tragedia
Friedrich Nietzsche
Libro: Libro in brossura
editore: Foschi (Santarcangelo)
anno edizione: 2022
pagine: 132
Manifesto del nuovo realismo
Maurizio Ferraris
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2022
pagine: 144
La realtà è socialmente costruita e infinitamente manipolabile e la verità è una nozione inutile: questo è stato il pensiero "postmoderno" che ha dominato negli ultimi decenni. Una visione della vita per cui non esistono fatti ma solo interpretazioni, possibilmente da non prendere troppo sul serio, e un approccio al mondo per cui basta desiderare e siamo in grado di cambiare la nostra vita. Il postmoderno ha pervaso ogni ambito della quotidianità, dalla politica, all'arte, alla letteratura, alla dipendenza dal linguaggio delle fiction e dei reality, così finto da sembrare vero. Maurizio Ferraris critica senza riserve questo modo di pensare e propone di tornare alla realtà dei fatti e delle verità appurabili, che esistono e sono evidenti, inemendabili. In questo "Manifesto del nuovo realismo", che sintetizza gli ultimi venti anni del suo lavoro, indaga su alcuni concetti chiave degli ultimi decenni: emancipazione, autorità, illuminismo, decostruzione, critica, realtà, verità. Ferraris sostiene con forza il ruolo della filosofia per argomentare e difendere il realismo filosofico. "L'umanità deve salvarsi, e occorrono il sapere, la verità e la realtà. Non accettarli, come hanno fatto il postmoderno filosofico e il populismo politico, significa seguire l'alternativa, sempre possibile, che propone il Grande Inquisitore; seguire la via del miracolo, del mistero e dell'autorità".

