Rusconi Libri: Classici greci e latini
Casina. Testo latino a fronte
T. Maccio Plauto
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 336
La Casina racconta una storia per molti aspetti "scandalosa": due uomini ateniesi di condizione libera, un padre, il senex Lisidàmo, e suo figlio, il giovane Eutinìco, hanno assoldato i loro più fedeli schiavi, rispettivamente il vilĭcus Olimpione e l'armĭger Calìno, affinché sposino Càsina, una bella e giovane schiava sedicenne esposta quando era ancora in fasce; in realtà, sono proprio Lisidàmo ed Eutinìco a essere follemente innamorati della ragazza, ma, non potendola sposare per via dell'insanabile differenza sociale, desiderano averla comodamente tutta per loro, "prestata" dal loro schiavo compiacente, secondo le loro voglie. I tanti colpi di scena e le divertenti trappole tese per farla pagare al vecchio marito si susseguono con un ritmo vertiginoso, fino all'imprevedibile, comicissimo finale.
La pentola d'oro. Testo latino a fronte
T. Maccio Plauto
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 320
La pentola d'oro è una commedia a sviluppo lineare: tutto ruota intorno ad Euclione, un poveraccio rimasto sconvolto dal ritrovamento di una pentola piena d'oro. Quel tesoro gli provoca un mucchio di pensieri che lo rendono ladro, tirchio, sospettoso, duro con gli altri e con sé stesso. La paura di perdere quell'oro lo porta ad una chiusura mentale e lo condiziona in ogni suo rapporto con il mondo circostante. Ogni volta che si allontana dalla pentola diventa insofferente e il suo sguardo vagola sempre in cerca del luogo in cui è nascosto il suo tesoro. Di qui il suo rigetto verso ogni forma di contatto con i vari interlocutori, preso dal timore che possano carpirgli il proprio segreto. La comicità vivace tracima nelle diverse situazioni sceniche che l'abilità registica del grande Plauto monta e smonta tra leggerezza fantastica e ossessione maniacale, mentre il pubblico ride compiaciuto per la gretta chiusura mentale e la nevrosi invadente del vecchio stravagante. L'Aulularia è, col Miles gloriosus, la più nota commedia di carattere del teatro classico.
Uccelli. Testi greco a fronte
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 336
All’apertura del sipario si trovano sulla scena due personaggi che si autopresentano grazie ad una rapida serie di scherzose battute. Sono Pistetero ed Evelpide, i protagonisti, due Ateniesi stanchi di vivere nella propria città: hanno deciso così di insediarsi nel mondo degli uccelli, l’unico lontano da noie e dispiaceri. I volatili, però, rifiutano gli umani, che riescono a farsi accettare grazie alla mediazione dell’Upupa. Questo mondo ideale inizia a diventare stretto ai due personaggi, che hanno in mente di costruire una città degli uccelli nel cielo, per non far arrivare agli dei i fumi derivanti dai sacrifici. Pistetero però, assunta la direzione dei lavori, si esenta da ogni fatica, preferendo cedere il compito all’amico Evelpide. Gli dei adirati mandano una delegazione alla nuova città per far desistere gli uccelli dai loro propositi. Essi non cedono ed offrono anzi ai nuovi venuti un piatto ricolmo di loro fratelli arrostiti: si tratta degli oppositori del regime, puniti secondo le ferree regole di una dittatura.
Opere e giorni. Testo greco a fronte
Esiodo
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 192
Le troiane. Testo latino a fronte
Lucio Anneo Seneca
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2022
pagine: 272
Una donna entra in scena, schiacciata dagli innumerevoli lutti e dal crollo di un regno, che il suo corpo piegato s’incarica di rappresentare. È Ecuba, ultima sovrana del grande impero troiano. La lunga notte di Troia si è appena conclusa; l’alba di un nuovo giorno, offuscato dal fumo degli incendi, segna l’avvio del dramma. La guerra è finita, i Greci hanno vinto, ma i pesanti rovesci di fortuna imposti ai Troiani non cessano di imporre ulteriori sofferenze. La principessa Polissena e il piccolo Astianatte, il figlio prediletto di Ettore, dovranno morire; le prigioniere troiane, protagoniste indiscusse di canti dolenti, partiranno presto alla volta della Grecia, schiave di odiosi padroni. Intorno a questi fili narrativi, sottilmente tramati, si svolge un dramma potente, che riflette sull’orrore della guerra, su esili speranze destinate ad essere sopraffatte, sul carico di mali che incombe sui vinti, nuovi migranti della Storia.
Vite dei massimi condottieri. Testo latino a fronte
Cornelio Nepote
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 568
Il "De viris illustribus" è l'opera che con ogni probabilità inaugurò il genere biografico a Roma. Essa nasce dalla fusione tra l'attitudine quasi innata dei Romani verso la celebrazione dei "maiores" e l'esigenza nuova di un'analisi introspettiva, frutto dei tempi e delle influenze provenienti dalla tradizione culturale greco-ellenistica. Cornelio Nepote, in un'epoca di profonda crisi morale e politica, si rivolge ad un pubblico disorientato e confuso, plasmando le vite secondo un intento eminentemente pedagogico. Egli reinterpreta così la struttura formale dell'elogio, fondendo efficacemente retorica e storiografia. Introduzione di Federica Introna.
Eracle. Testo greco a fronte
Euripide
Libro
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 228
L'Eracle (416 ca. a. C.) è una strabiliante tragedia di rara intensità drammaturgica, scandita da clamorosi colpi di scena. Risalito contro ogni speranza dall'Ade, il protagonista dapprima libera i propri famigliari dalla morte minacciata dal tiranno Lico, ma poi, impazzito ad opera di Lissa per volontà di Era, uccide egli stesso la moglie Megara e i tre figlioletti, finché viene tramortito dall'intervento di Atena. Rinsavito, sperimenta fortissimamente la tentazione del suicidio, ma poi l'induce a rinunciarvi il risolutivo soccorso di Teseo, pronto ad ospitarlo esule ad Atene. Contro l'indifferenza dimostratagli dal padre 'divino' Zeus e l'inesorabile persecuzione mossagli da Era, l'eroe dorico - ormai ridotto alla semplice dimensione di uomo terribilmente straziato - recupera positivi valori nell'affetto confermato del padre 'umano' Anfitrio ne e soprattutto nell'amicizia riconocente dell'ateniese Teseo, palesemente connotata di risvolti politici.
L'ira. Testo latino a fronte
Lucio Anneo Seneca
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 324
Il "De ira" è una profonda riflessione sull'uomo e le sue passioni affrontata da Seneca con particolare attenzione al legame fra le forme dell'ira e lo strapotere politico e affidata alla forte condanna di tale impulso anche nelle relazioni interpersonali. Legata tanto a un sentimento di vendetta sia per un'ingiuria reale o presunta di cui ci si sente vittima sia per l'indignazione dinanzi alla malvagità altrui quanto a forme dirompenti del potere politico, il furor di tale passione si traduce nell'assoluta mancanza di autocontrollo, nella tensione irrazionale verso uno scopo autodistruttivo e fortemente destabilizzante per l'equilibrio sociale. Quale esperienza politica e morale sia sottesa all'appassionata analisi senecana dell'ira, condannata come fattore di turbamento e di perdita temporanea della ragione che rende incapaci di distinguere il giusto e il vero, traspare da numerosi passi del trattato. Definita come (affectus) maxime ex omnibus taetrus ac rabidus può essere vanificata soltanto dall'orgogliosa vittoria della sapientia nella consapevolezza che tale male non dà all'uomo alcun diritto, neppure quello della memoria poiché ne affiderà il ricordo all'odio. E Seneca in quella sapientia che non dimentica mai sé nell'altro invita a colere humanitatem affinché nulli cadaver nostrum iaceat invisum (ira 3,43,2).
Le catilinarie. Testo latino a fronte
Marco Tullio Cicerone
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 240
L’8 novembre del 63 a. C. il console Marco Tullio Cicerone convoca d’urgenza una riunione senatoriale in cui svela il tentativo di sovversione di Lucio Sergio Catilina. Le fasi convulse di questi eventi sono testimoniate dalle quattro orazioni Catilinariae, pubblicate, a vicenda conclusa, nel 60 a. C. In esse, la vituperatio dell’avversario politico si dispiega in un’abilissima costruzione retorica, in cui l’enfatizzazione del rischio corso si coniuga con la demonizzazione di Catilina. Nel denunciare il suo allontanamento dal sistema comportamentale tradizionale, Cicerone lo priva gradualmente delle prerogative di civis Romanus, attribuendogli i connotati di hostis e persino quelli di entità mostruosa, così da legittimarne l’eliminazione. Con questi argomenti la sua straordinaria forza dialettica consegna alla posterità la figura del nemico pubblico per antonomasia: Catilina.
Alcesti. Testo greco a fronte
Euripide
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 192
Alcesti è la più antica delle tragedie di Euripide che siano giunte a noi per intero, messa in scena nel 438 a.C. Il motivo del sacrificio d'amore con cui una moglie (Alcesti) salva la vita al marito (Admeto) scegliendo di morire al posto suo è la struttura semplice a cui Euripide ha intrecciato temi particolarmente cari alla cultura greca, quali la sacralità dell'ospite, l'attaccamento alla sopravvivenza dell'uomo ad ogni età della sua vita, lo scontro generazionale e la messa in discussione dei vincoli di sangue. Concepita come ultimo dramma della tetralogia presentata agli agoni, Alcesti inserisce nelle atmosfere luttuose con brusco effetto di contrasto il personaggio di Eracle, un eroe ricolmo di vita e di vigore, che finisce per essere decisivo per il lieto fine della vicenda messa in scena. Anche sul piano delle forme questa tragedia presenta l'intera gamma delle sonorità dello spettacolo antico, segno del grande mestiere del suo autore anche nei suoi drammi più antichi.
L'arte di ascoltare
Plutarco
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 168
Il De Audiendo è la terza operetta del corpus dei Moralia, dopo il De liberis educandis e il Quomodo adolescens poetas audire debeat (più noto come De audiendis poetis). Si tratta di un'epistola (che risulta stesura di un discorso tenuto in precedenza) indirizzata al giovane Nicandro, che si trova nel passaggio dalla fanciullezza nel suo passaggio dalla fanciullezza all'età adulta, quindi a una educazione non più guidata da maestri e pedagoghi, bensì da chi vuole semplicemente "persuadere", come l'autore stesso si esprime. Considerata da molti autorevoli studiosi come una banale esortazione alla filosofia, o come un semplice manuale di bon ton dell'ascoltatore, l'epistola appare in realtà permeata dall'ideale della philanthropia, caratteristica dell'epoca in cui Plutarco visse, e cifra della sua personalità: ascoltare correttamente è "principio del vivere correttamente", citando le ultime parole dell'autore.
Odi-Carme secolare-Epodi. Testo latino a fronte
Quinto Orazio Flacco
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 800
Gli Epodi e le Odi di Orazio portano un soffio di novità nella tradizione poetica di Roma antica. Con i primi Orazio trapianta a Roma un nuovo genere d’invettiva letteraria: la sua indignazione verso personaggi ignoti o fittizi si fa più manierata rispetto all’aggressività dei giambi di Catullo, ma le forme metriche che egli elabora si fondano, per la prima volta, sull’originale adattamento dei più complessi metri usati da Archiloco di Paro. Con le Odi il poeta si cimenta nel recupero delle forme della lirica greca arcaica (con particolare predilezione per Alceo), mai affrontato dai suoi predecessori, se si eccettuano gli eccentrici esperimenti di Levio e i pochi carmi prettamente lirici di Catullo. Un duplice rinnovamento letterario, riconosciuto, per il suo carattere epocale, dallo stesso Augusto, che ad Orazio affidò la composizione del solenne Carme Secolare, a suggello dell’ammirazione per un poeta capace di esprime in forme ‘antiche’ sentimenti moderni: dalla ricerca della vera felicità alla saggezza del modus, dalla malinconica consapevolezza della fuga del tempo alla gioia per i prudenti e pacati ‘naufragi’ d’amore.


