Libri di Aristofane
Le commedie delle donne: Lisistrata-La festa delle donne-Le donne a parlamento
Aristofane
Libro
editore: Newton Compton Editori
anno edizione: 2026
pagine: 160
Sono state raccolte in questo volume le tre commedie che Aristofane ha dedicato specificamenle al sesso femminile, nei confron
Le vespe-Gli uccelli. Testo greco a fronte
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2003
pagine: LIV-400
Come in gran parte delle commedie di Aristofane, anche nelle "Vespe" la denuncia del decadimento sociale e politico contemporaneo è celata dietro un intreccio quasi "casalingo", anche se l'obiettivo della satira è uno degli ingranaggi più preziosi del potere dei demagoghi: il sistema giudiziario. Ritenuta una delle sue opere migliori, "Gli Uccelli" è la commedia della totale evasione, del sogno, della favola di un mondo alternativo; meno incalzante e cruda, la satira si risolve nel sorriso di compatimento di chi comprende l'irrimediabilità della stoltezza umana.
Lisistrata. Testo greco a fronte
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2016
pagine: 176
L'azione prende avvio all'alba: Lisistrata convoca le ateniesi, ma anche spartane, corinzie e beote, per comunicare il suo piano di portata panellenica, quello di non concedersi più ai mariti fino alla cessazione delle ostilità che durano ormai da troppo tempo. Le donne piangono e tremano al pensiero, ma infine giurano di astenersi dal sesso con i mariti. Nel frattempo le più anziane hanno preso l'Acropoli e si sono rinchiuse dentro. Qui, dopo un primo tentativo fallimentare di reduci e veterani ateniesi di riprendere il cuore della vita politica, arriva un Probulo, rappresentante del potere oligarchico, circondato da scherani, che ingaggia un corpo a corpo prima simbolico e poi fisico con Lisistrata stessa e le sue compagne che lo vedrà miseramente soccombere. Ma l'astinenza fa breccia negli uomini. C'è un patto fra tutte le donne greche sul fatto di mettere fine alla guerra e di chiamare da Sparta e da Atene i massimi ambasciatori con pieni poteri. Una volta convenuti ad Atene, questi ascolteranno le parole della protagonista, che rivendicherà il primato della saggezza femminile su quella maschile nel condurre le cose del mondo, ricorderà l'antica amicizia antipersiana fra ateniesi e spartani e farà scoppiare la pace che coinciderà con la riconciliazione tra uomini e donne in una grande festa finale.
Le nuvole. Testo greco a fronte
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2024
pagine: 272
Ambientata nell’Atene del V secolo a.C. la commedia di Aristofane è incentrata su Strepsìade, un vecchio contadino oberato dai debiti procurati dal figlio, Fidippide, che sperpera denaro alle corse dei cavalli. Disperato per la sua situazione finanziaria, Strepsìade decide di iscrivere il figlio alla Scuola del Pensiero, una bizzarra istituzione fondata da Socrate, il famoso filosofo. In questo modo spera che Fidippide apprenda l’arte della retorica e dell’arguzia, così da eludere i creditori e vincere qualsiasi causa che gli intenteranno. Tuttavia, dal momento che il figlio non ha nessuna intenzione di recarsi al Pensatoio (phrontistérion), Strepsìade decide di andare lui stesso alla Scuola. Qui si imbatte subito in una serie di strampalati personaggi, tra cui Socrate stesso, dipinto come un vecchio eccentrico pensatore che medita su una cesta volante, così da essere più vicino alle “questioni del cielo”. Mentre Strepsìade cerca di padroneggiare i nuovi insegnamenti, il suo obiettivo di evitare i debiti si scontra con Fidippide (il quale nel mentre si è convinto a seguire le lezioni del pensatore sofista) che utilizza la retorica sofistica per giustificare comportamenti dalla dubbia morale, persino contro lo stesso padre .Attraverso una serie di situazioni comiche e surreali, Aristofane mette in ridicolo la filosofia sofistica e il pensiero intellettuale dell’epoca, evidenziando le contraddizioni e le assurdità della società ateniese del tempo.
Gli acarnesi-Le nuvole-Le vespe-Gli uccelli
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2015
pagine: 336
Mentre Atene, travolta dal conflitto con Sparta, precipita verso la definitiva sconfitta di Egospotami (405 a.C.), la delusione e l'amarezza per l'inarrestabile agonia producono in Aristofane una straordinaria felicità inventiva. Il suo vagheggiamento del passato sfocia nella creazione di mondi fantastici, come negli Uccelli, commedia dell'evasione totale, giocata sull'utopia comica di un immaginario ed etereo regno in cui le leggi di natura trionfano sulle nefandezze degli uomini. Ma Aristofane non rinuncia a confrontarsi con la complessa realtà politica e culturale del suo tempo. Così negli Acarnesi polemizza contro i demagoghi e i profittatori della guerra del Peloponneso; nelle Nuvole satireggia la nuova filosofia dei sofisti che, esautorando gli dei tradizionali, decreta il primato dell'immoralità; nelle Vespe , che sin dal titolo alludono alla petulanza dei giudici popolari, torna a irridere i difetti della democrazia ateniese e l'uso demagogico del sistema giudiziario, asservito agli umori di politici consumati. Introduzione, traduzione e note di Guido Paduano.
La pace. Testo greco a fronte
Aristofane
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2002
pagine: XIX-107
Rappresentata ad Atene nel 421, quando stava per concludersi la prima fase della guerra del Peloponneso, "La pace" è una delle più graffianti, poetiche e amare commedie di Aristofane. C'è il contadino attico Trigeo che ascende all'Olimpo in groppa a un gigantesco scarafaggio per trovare la pace ma lo trova vuoto, perché gli dei lo hanno abbandonato; c'è Polemos (la guerra) che tiene in schiavitù Irene (la pace) e medita di distruggere tutte le città greche. Trigeo, con l'aiuto del coro, formato di contadini, cercherà di porre fine al conflitto.
Le donne alle Tesmoforie
Aristofane
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2001
pagine: 472
E' il terzo gionro della festa femminile delle Tesmoforie ed Euripide, che nelle sue tragedie non ha mancato di parlare male delle donne, teme per la sua incolumità. Cerca dunque un "agente segreto" che si infiltri tra le donne per scoprire cosa tramano contro di lui. Questo è solo l'inizio di una serie di trovate comiche esilaranti, il cui culmine è la parodia dell'"Elena" di Euripide. Tragedia e commedia si fronteggiano, ma non ci è dato sapere cosa realmente Aristofane pensi di Euripide, e neppure se schernisca o difenda le donne.
Lisistrata
Aristofane
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2020
pagine: 456
Le donne prendono il potere nell'Atene del V secolo a.C. Occupano l'Acropoli. Per porre fine alla disgraziata guerra con Sparta, fanno lo sciopero sessuale: si rifiutano, cioè, di avere rapporti con i mariti. C'è da non crederci, eppure è proprio da questa situazione paradossale che Aristofane parte per inventare la trama esilarante della "Lisistrata". Lisistrata è la 'leader' indiscussa delle donne: mentre le anziane prendono possesso dell'Acropoli e sbarrano i Propilei, convoca un'assemblea di mogli provenienti da tutta la Grecia, proponendo loro la strategia dell'astinenza. Dopo un'iniziale resistenza, l'assemblea femminile giura su un grande calice nero, sacrificando un orcio di vino di Taso. I vecchi di Atene, saputo della presa dell'Acropoli, muovono all'assalto, con l'intenzione di stanarne le donne col fuoco. Vecchi e vecchie si scontrano, insultandosi e prendendosi ferocemente in giro. «Sono una donna libera», proclama per tutte la Corifea. Si giunge al punto che Lisistrata propone al magistrato ateniese venuto a imporre la legge una «politica della cardatura»: una sorta di parabola che paragona il trattamento della lana grezza al governo di Atene, una «metafora» in cui «filatura e attualità si alternano e si intrecciano in un'immagine grandiosa e appassionata». Naturalmente, anche Lisistrata e il suo esercito femminile hanno i loro problemi: c'è un momento in cui, accampando scuse di vario genere, parecchie vogliono «tornare a casa»: l'istinto coniugale conculcato pare prevalere. Lisistrata è costretta a fermarle. E c'è una scena fantastica nella quale una delle sue seguaci, Mirrina, finge di assecondare le richieste del marito Cinesia, protraendone poi ad arte l'attesa e infine lasciandolo con un palmo di naso. Lo stesso tipo di azione sta compiendo Lampitò a Sparta. Alla fine, gli uomini cedono: verrà firmata la pace, in nome dell'antica unione nella guerra contro i Persiani. Il finale, con i suoi accenti epici, «è maschile». Ma l'interludio è una commedia coi fiocchi: dannatamente seria, eppure spumeggiante di humour: commentata da Franca Perusino, e tradotta da Simone Beta.

