Storia
Malati di libertà. Storia delle evasioni dei prigionieri antifascisti dall'ospedale milanese di Niguarda (1943-1945)
D. Pascucci, R. Degregorio, A. Schiavoni, C. Celentano
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2024
pagine: 350
Fra il 1943 e il 1945, in una Milano in guerra e ripetutamente bombardata, l’ospedale di Niguarda diventa un luogo fondamentale per la città. Ogni giorno, nelle corsie, i medici, le infermiere, le suore e tutto il personale lottano disperatamente contro la morte per salvare il maggior numero di feriti. A seguito di un raid aereo che ha distrutto l’infermeria del carcere di San Vittore, il nosocomio diventa anche prigione per i detenuti politici feriti o ammalati. È in quella fase che una rete clandestina si attiva per far fuggire alcuni prigionieri. Ebrei, dissidenti politici, partigiani, militari ribelli: molti detenuti ottengono diagnosi false e, al momento buono, vengono condotti in nascondigli da cui poi saranno aiutati a scappare. C’è chi fugge vestito da donna, chi nascosto nel retro di un’auto, chi si cala da una finestra con le gambe ingessate e chi sparisce travestito da medico. Dalle infermiere Maria Peron e Lelia Minghini a suor Giovanna Mosna, medaglia d’oro della Resistenza, ai medici, passando per il parroco di Niguarda e le coraggiose esponenti dei Gruppi di Difesa della Donna, sono molti i protagonisti di quella rete che salvò la vita a oltre quaranta persone. Episodi che videro fra i protagonisti anche personaggi di spicco come Ferruccio Parri, Aldo Tortorella e Fermo Solari. Attraverso testimonianze dirette e documenti, questo libro ripercorre una piccola, grande, avvincente storia di ribellione e di solidarietà.
Scelte fatali. Le decisioni che hanno cambiato il mondo. 1940-1941
Ian Kershaw
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2024
pagine: 848
La serie di eventi che segnò l'inizio della seconda guerra mondiale lasciò il mondo intero frastornato: in questo clima di incertezza un ristretto gruppo di persone si trovò a fronteggiare scelte decisive, da cui sarebbero dipesi successo o sconfitta. Ian Kershaw ripercorre la serie di decisioni fatali prese tra il maggio del 1940 – quando il Regno Unito decise di continuare a combattere invece di arrendersi – e l'autunno del 1941 – quando Hitler appoggiò la Soluzione finale alla “questione ebraica”. A Londra, Tokyo, Roma, Mosca, Berlino e Washington politici e generali dovettero affrontare la crisi che stava per precipitare contando solo su poche informazioni e gravi problemi logistici, economici e militari. Questo libro, entrando nelle stanze del potere, racconta i retroscena di quelle scelte che avrebbero segnato la vita di milioni di persone e cambiato irrimediabilmente il mondo.
DK La seconda guerra mondiale. Dalla guerra lampo a Hiroshima. L'opera illustrata definitiva
Libro: Libro rilegato
editore: Gribaudo
anno edizione: 2024
pagine: 372
«Stiamo combattendo per salvare il mondo intero dalla pestilenza della tirannia nazista e per difendere tutto ciò che è più sa
La guerra degli U-Boot 1939-1945
Lawrence Paterson
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 432
La narrativa storica comunemente accreditata sulla Seconda guerra mondiale associa gli U-Boot alla battaglia dell’Atlantico, come se la lotta per i convogli tra il nuovo e il vecchio mondo fosse isolata da eventi simultanei a terra e nell’aria. Si tratta però di un errore ormai quasi acquisito, poiché la guerra degli U-Boot non è esistita solo tra il 1940 e il 1943. Al contrario, la storia della seconda guerra degli U-Boot iniziò dal primo giorno di ostilità fra Germania, Gran Bretagna e Francia, e si concluse con l’affondamento dell’ultimo siluro il 7 maggio 1945. Gli U-Boot erano attivi in quasi tutti i teatri in cui prestò servizio la Wehrmacht e in tutti gli scenari marittimi, a esclusione dell’oceano Australe. Inoltre, i dispiegamenti furono spesso interconnessi, in virtù di quella che col tempo divenne una strategia navale sempre più inefficiente. Questo nuovo libro illustra il rapporto spesso diretto fra sottomarini e campagne terrestri, marittime e aeree delle potenze alleate e dell’Asse, sfatando alcune mitologie accettate e rivelando come il fallimento finale degli U-Boot derivò tanto dalla cattiva gestione militare e industriale tedesca quanto dai progressi degli Alleati nella decrittazione e negli armamenti.
Atlante storico mondiale. La storia dell'umanità in 600 mappe
Christian Grataloup
Libro: Libro rilegato
editore: L'Ippocampo
anno edizione: 2024
pagine: 792
A tre anni dalla sua prima pubblicazione, torna l’Atlante Storico Mondiale in una nuova edizione ampliata, arricchita da 100 mappe inedite per integrare la già ricca componente informativa del volume originale. La storia dell’Umanità viene qui ripercorsa dai suoi albori fino alla più stretta attualità, con focus su realtà storico-geografiche non presenti nella precedente edizione e su tematiche che solo più di recente hanno creato grande dibattito, come la questione ambientale e climatica. Il volume, scritto da Christian Grataloup in collaborazione con un autorevole team di geografi, storici e cartografi, attinge a una delle riviste di divulgazione scientifica più prestigiose al mondo, la francese Histoire, elaborando le informazioni con un approccio rivoluzionario che si emancipa dai topoi della storiografia tradizionale e dalla sua visione eurocentrica. Dalla genesi dell’impero Khmer alla popolazione comanche, dai ghetti dell’Italia medievale alla mappatura dei gulag, l’Atlante Storico Mondiale include tutte le epoche e le culture, in un’opera che si pone come testo di riferimento per studiosi, appassionati e coloro che desiderano comprendere la contemporaneità leggendo il corso del passato. Introduzione di Patrick Boucheron.
Dal Baltico al Mar Nero. Viaggio alla scoperta dell'altra Europa
Beda Romano
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2024
pagine: 272
Undici tappe di un viaggio tra i paesi dell'Europa centro-orientale dove da secoli si incontrano, e talora si scontrano, Est e Ovest Tra il 2004 e il 2013 undici paesi dell'Europa centro-orientale hanno aderito all'Unione europea. Sono paesi dalla storia sofferta e dai confini mutevoli che hanno vissuto per secoli all'ombra di un impero: a seconda del periodo, asburgico, ottomano, russo e poi sovietico, oppure tedesco e persino francese. Questo ne ha fatto un tormentato crocevia culturale con tutta la ricchezza ma anche i conflitti etnico-religiosi che ne conseguono e che oggi si trova a vivere, dopo la fine dell'Unione sovietica, un sentimento di risveglio nazionale quando non, in taluni casi, di tentazioni nazionalistiche. Sono paesi che hanno beneficiato dell'allargamento e della liberalizzazione economica, ma sono alle prese con vari problemi sociali e demografici e in alcuni di essi lo stato di diritto è dubbio. Sono paesi che hanno aderito alla Ue ma talora paiono più in sintonia con la Nato di cui tutti fanno ugualmente parte. Questa è la cornice in cui si svolge il viaggio di Beda Romano tra storie, luoghi, personaggi e monumenti dell'altra Europa.
Selvaggi criminali. Storia della deportazione penale nell’Italia liberale (1861-1900)
Olindo De Napoli
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 368
Nell’Ottocento il colonialismo europeo andò di pari passo con il ricorso alla deportazione, basti pensare al caso dell’Australia o quello della Guyana francese. Anche in Italia, all’indomani dell’Unità, si immaginò che la deportazione potesse essere lo strumento ideale per sconfiggere i briganti, tanto da essere al centro dell’attenzione del partito colonialista italiano e di molte iniziative di esploratori e avventurieri italiani che cercavano terre da conquistare in quadranti che vanno dal Marocco al Mar Rosso, dal Borneo alla Polinesia. Molti vedevano nella deportazione l’occasione per dare il via all’espansione coloniale e nei loro scritti attingevano a un immaginario utopico che si nutriva dell’idea che i criminali, deportati in lande selvagge, potessero rigenerarsi lavorando la terra e dominando i selvaggi. Fondato su una ricerca d’archivio originale e solidissima, questo libro riporta alla luce un tema dimenticato della nostra storia, di grande attualità oggi con il ritorno delle ‘classi pericolose’ e del tema del controllo sociale al centro del dibattito pubblico.
1492. Diario del primo viaggio
Antonio Musarra
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 240
Cominciamo col dire che non erano tre. Le caravelle, ovviamente. Si tratta di un mito durevole, entrato prepotentemente nell’immaginario. Tre come i Magi, come i Moschettieri, per non citare altri e più sublimi paragoni. Volendo essere precisi, due caravelle e una nao: una grossa nave commerciale. Ma poco importa: il mito si costruisce a suon di semplificazioni. L'invito è a salire a bordo e a ripercorrere, passo dopo passo, le tappe del primo viaggio di Cristoforo Colombo, proprio quello che il 12 ottobre del 1492 porterà l’Ammiraglio ad avvistare la terra (le Indie o una sconosciuta?). Come per ogni navigazione, dovremo prepararci imparando a conoscere i tipi nautici, il regime dei venti, strumenti come la bussola, le carte, le tavole di martelogio per il calcolo del punto nave. Ma soprattutto saremo introdotti alla vita di bordo e incontreremo gli uomini che stanno per compiere la traversata. A guidarci sarà il Giornale di bordo, il diario su cui Colombo annotava tutto ciò che viveva in quelle settimane.
Gli spartani
Andrew J. Bayliss
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2024
pagine: 160
Chi erano gli Spartani? Quale il loro stile di vita e i metodi pedagogici? Quale il ruolo delle donne nella città? Le regole e le pratiche spartane possono suscitare sia orrore sia fascino anche ai giorni nostri. Da una parte lo spietato sfruttamento degli Iloti, i riti di passaggio, gli addestramenti sfinenti, dall'altra un sistema educativo che includeva anche le ragazze. Questo libro ricostruisce una nuova storia avvincente e documentata degli Spartani e di Sparta, sfatando alcuni miti e rivelando gli aspetti salienti di questa antica società, le strutture civiche, le tradizioni, la vita quotidiana, i tratti arcaici brutali accanto a quelli inaspettatamente innovativi.
Il sangue dei vinti
Giampaolo Pansa
Libro: Libro rilegato
editore: Rizzoli
anno edizione: 2024
pagine: 400
«Il sangue dei vinti ha rappresentato la prima presa d’atto collettiva che esistevano una serie di episodi che non erano stati mai portati al vaglio della coscienza nazionale. Pagine di storia oscurata o rimossa.» Sono parole di Ernesto Galli della Loggia, in un colloquio con Luca Telese per la prefazione a questo volume. A vent’anni dalla prima edizione, "Il sangue dei vinti" continua a parlare a tutti gli italiani di memoria negata, della resa dei conti che seguì ai giorni della Liberazione, delle pagine più oscure della Resistenza vittoriosa sui nazifascisti. Lo scriveva lo stesso Pansa nell’avvertenza alla prima edizione: voleva «spalancare una porta rimasta sbarrata per quasi sessant’anni». Un risultato raggiunto, che ha innescato un lungo percorso autoriale, il «ciclo dei vinti» che restituisce dignità alle vittime e agli sconfitti della guerra civile. Un percorso, d’altra parte, che avrà esiti divisivi per la società italiana e che segnerà profondamente lo stesso Pansa, attaccato su più fronti, e molto tenacemente dalla «sua» sinistra, per la scelta «revisionista» di raccontare, senza tabù ma con accortezza storiografica, misfatti, vendette, eccidi, rappresaglie compiute dai partigiani. Un’avventura editoriale che, come scrive Telese, ha fatto di Giampaolo Pansa un «Achab all’inseguimento della balena bianca della guerra civile». E solo la sua morte, nel 2020, «ha schiodato dall’albero maestro il doblone d’oro che Giampaolo aveva piantato, a martellate, esattamente vent’anni prima. Usando come chiodo il libro che oggi avete tra le mani».
Storia della Cina. Le origini di una civiltà millenaria
Michael Wood
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 624
Nei suoi quattro millenni di storia la Cina ha conosciuto mutamenti di così ampia portata da non avere paragoni, e tuttavia nel popolo cinese sono sempre rimasti saldi gli sforzi per costruire società stabili rette da ordine e giustizia, per generare arte e bellezza, e per la salvaguardia degli ideali di ciò che Confucio chiamava «questa nostra cultura». Ma da dove nasce un simile senso di appartenenza, capace di resistere ai più drammatici periodi di crisi? Cosa ha contribuito a mantenere unito un territorio tanto esteso, oggi superpotenza e seconda economia al mondo? E in che misura quei principi continueranno a plasmare il futuro della Cina nei prossimi decenni? Attingendo a inedite testimonianze e alle più recenti scoperte archeologiche, nonché alla personale esperienza vissuta in quarant'anni di viaggi sul luogo, Michael Wood offre uno sguardo completo sul passato della Cina, indispensabile per comprendere il suo presente. Alla narrazione storico-politica di vasto respiro affianca il punto di vista della gente comune, attraverso documenti familiari, diari e corrispondenze ufficiali e private. Il risultato è un affresco che spazia dalle desolate steppe mongole al profilo ultramoderno di Pechino, dalla nascita delle prime dinastie al nuovo ordine del presidente Xi Jinping. "Storia della Cina" è il ritratto di una civiltà millenaria, ma soprattutto una preziosa chiave di lettura del più intrigante tra i paesi protagonisti della scena internazionale contemporanea.
Sciuscià. Bambini e ragazzi di strada nell’Italia del dopoguerra (1943-1948)
Bruno Maida
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 344
Un’infanzia povera, orfana ed emarginata. Questa è la storia degli sciuscià, i bambini che nel dopoguerra hanno riempito le strade d’Italia. «Sciuscià» è una delle parole italiane più conosciute al mondo. Resa celebre dall’omonimo film di Vittorio De Sica è arrivata a incarnare e rappresentare la condizione dell’infanzia povera e abbandonata nell’Italia nel dopoguerra, forse più di ogni altro aspetto sociale ed economico. Dalla liberazione di Napoli nel 1943 fino alla fine del decennio, i bambini e i ragazzi di strada sono il simbolo del contrasto tra un’infanzia come immagine positiva del futuro e un’infanzia “pericolosa” che vive ai margini della società e spesso è costretta a delinquere. Nascono moltissime iniziative assistenziali, religiose e laiche, per nutrirli, vestirli, educarli. Gli sciuscià diventano così protagonisti di un progetto di salvezza dell’infanzia e le loro storie sono raccontate dal cinema, dalla letteratura, dalla fotografia, dai diari e dalle memorie. Le pagine che si leggono in questo libro raccontano le vicende di quei bambini e ragazzi di strada chiamati «sciuscià». Non è quindi in senso stretto la storia dei lustrascarpe che nei primi anni del dopoguerra popolano le grandi città italiane, in particolare Roma e Napoli, invase dai militari alleati a cui di fatto si deve il nome. Non è neanche la storia del film di Vittorio De Sica, vincitore del premio Oscar come migliore pellicola straniera nel 1948, che ha reso la parola «sciuscià» famosa in tutto il mondo. Eppure questo libro è anche la storia dei lustrascarpe e del film di De Sica, per tre motivi. Il primo è politico e culturale. L’intreccio di creatività e avversità di cui parla la motivazione dell’Oscar al film sembra dipingere il tradizionale stereotipo dell’italiano che se la cava in qualche modo, si arrangia e alla fine o sparisce nel gorgo luciferino della miseria o, baciato dalla fortuna, conquista il successo. Il secondo motivo è che «sciuscià» è una sineddoche. I lustrascarpe sono la parte visibile di una massa di bambini e ragazzi orfani, poveri e profughi che vivono e sopravvivono nelle strade delle città italiane del dopoguerra. Il terzo motivo è il valore per così dire universale, nel tempo e nello spazio, dello sciuscià. La sua figura di bambino è quella che aggruma l’idea di tutte le infanzie vissute ai margini della società nel corso del Novecento: vittime dei cambiamenti che investono le comunità dopo guerre e catastrofi oppure espressioni icastiche dell’umanità dimenticata e offesa a ogni latitudine.

