Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Libri di Bruno Maida

Non si è mai ex deportati. Una biografia di Lidia Beccaria Rolfi

Non si è mai ex deportati. Una biografia di Lidia Beccaria Rolfi

Bruno Maida

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2025

pagine: 280

«Voglio vivere per tornare, per ricordare, per mangiare, per vestirmi, per darmi il rossetto e per raccontare forte, per gridare a tutti che sulla terra esiste l'inferno» (Lidia Beccaria Rolfi). Maestra elementare, staffetta partigiana, deportata a Ravensbrück, autrice di due importanti volumi sulla deportazione, Lidia Beccaria Rolfi è stata una figura fondamentale sia per la sua caparbia volontà di costruire una testimonianza femminile dell’esperienza concentrazionaria sia per la sua ribellione rispetto ai ruoli, alle convenzioni e al conformismo, all’esclusione. E questa biografia di Bruno Maida, che ne ripercorre l’intera esistenza, senza limitarsi alla vicenda concentrazionaria, dimostra l’eccezionalità di una delle grandi voci dell’orrore del Lager. Una «grande disturbatrice» che, al suo ritorno, ha rotto il muro di silenzio crea to attorno ai deportati dall’indifferenza di chi avrebbe dovuto ascoltare. Un saggio appassionato e appassionante che ci restituisce l’immagine di una donna forte e fragile al tempo stesso, che ha saputo elaborare senza pietismo e vittimismo la propria terribile esperienza e ha reso quel dolore una chiave per leggere il mondo.
14,00 €

Se mi prendi per mano

Se mi prendi per mano

Bruno Maida

Libro: Libro in brossura

editore: EDT-Giralangolo

anno edizione: 2025

pagine: 240

È il 1943 e Alberto ha dieci anni. È cresciuto negli anni del fascismo e per lui Mussolini è il punto di riferimento: il duce non può sbagliare e fa solo il bene degli italiani. Perciò, se dal 1938 il regime ha discriminato lui e la sua famiglia, in quanto ebrei, deve esserci una ragione. Alberto vive una vita tutto sommato serena nella grande casa dei nonni, che per lui sono la sua famiglia. La madre è morta in circostanze misteriose; il padre, Vittorio, si è chiuso in se stesso e non riesce a dedicare tempo e pensieri al figlio. Quando però il regime fascista decide che gli ebrei devono essere arrestati e mandati in campo di concentramento, Vittorio capisce che è venuto il momento di scappare dalla città dove abitano. I nonni, invece, decidono di restare. Iniziano così, per padre e figlio, lunghi mesi in cui fuggono, si nascondono, temono in ogni momento di essere catturati. Incontrano anche molte persone generose che li aiutano. Prima di tutto una famiglia di contadini che li accoglie, poi i partigiani di una banda, che li proteggono e li portano fino al confine con la Svizzera. La lunga fuga, gli incontri e le esperienze fanno lentamente comprendere ad Alberto tutto il male del fascismo. Ma sono soprattutto mesi in cui padre e figlio imparano a conoscersi, a sostenersi e a capire che, per salvarsi, devono prendersi per mano. Un romanzo di formazione che attraversa un tempo durante il quale Alberto sarà costretto a crescere velocemente, mettendo in discussione i valori trasmessi dal regime. Un tempo in cui però vivrà una grande avventura. Età di lettura: da 9 anni.
13,00 €

La shoah. Smart history

La shoah. Smart history

Bruno Maida

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni del Capricorno

anno edizione: 2024

pagine: 160

Tutta la storia della Shoah in 11 capitoli, 20.000 parole e 80 immagini. Un libro rigoroso, ma agile e originale, per ripercorrere i fatti salienti di uno dei periodi più tragici della storia del Novecento. Attraverso le parole di uno dei maggiori esperti contemporanei di storia della persecuzione razziale e un apparato illustrativo inedito, che s'ispira alle testimonianze fotografiche dell'epoca, questo libro analizza i presupposti della Shoah, i fatti, i personaggi e i luoghi che l'hanno caratterizzata, compresi un ampio capitolo dedicato alla persecuzione degli ebrei italiani e un epilogo sulla responsabilità, etica e storiografica, di tramandare la memoria dei fatti. Perché, come ha scritto Primo Levi, «l'Olocausto è una pagina del libro dell'Umanità da cui non dovremo mai togliere il segnalibro della memoria».
15,00 €

L'esile filo della memoria. Ravensbrück, 1945: un drammatico ritorno alla libertà

L'esile filo della memoria. Ravensbrück, 1945: un drammatico ritorno alla libertà

Lidia Beccaria Rolfi

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2021

pagine: 230

«Nel terribile Lager femminile di Ravensbrück dal 1939 al 1945 passarono circa 110.000 donne. 92.000 di loro non fecero ritorno. Invece Lidia ritornò, e raccontò questo ritorno, come Primo Levi raccontò il suo in "La tregua", in un libro bellissimo, "L'esile filo della memoria"» (Anna Foa Ravensbrück). 1945: Lidia Beccaria Rolfi, deportata politica, liberata dagli Alleati, inizia la lunga marcia verso l'Italia. Russi, americani, donne e bambini, prigionieri nazisti, malati e moribondi: tutti insieme incontro a una pace ancora da inventare. I primi anni di libertà. L'Italia del postfascismo: anni di speranze e delusioni, ingiustizie e discriminazioni, persino tra i familiari, gli amici, gli ex compagni. Il Lager è una colpa che non si deve cancellare. Un romanzo. Una testimonianza. Una storia privata. Una voce da salvare: la guerra e la pace raccontate da una donna. Questa edizione contiene anche i "Taccuini del Lager", vergati dall'autrice durante i mesi di prigionia, che testimoniano lo sforzo quotidiano per restare vivi e l'uso della memoria come forma di resistenza.
12,50 €

Sciuscià. Bambini e ragazzi di strada nell’Italia del dopoguerra (1943-1948)

Sciuscià. Bambini e ragazzi di strada nell’Italia del dopoguerra (1943-1948)

Bruno Maida

Libro: Libro rilegato

editore: Einaudi

anno edizione: 2024

pagine: 344

Un’infanzia povera, orfana ed emarginata. Questa è la storia degli sciuscià, i bambini che nel dopoguerra hanno riempito le strade d’Italia. «Sciuscià» è una delle parole italiane più conosciute al mondo. Resa celebre dall’omonimo film di Vittorio De Sica è arrivata a incarnare e rappresentare la condizione dell’infanzia povera e abbandonata nell’Italia nel dopoguerra, forse più di ogni altro aspetto sociale ed economico. Dalla liberazione di Napoli nel 1943 fino alla fine del decennio, i bambini e i ragazzi di strada sono il simbolo del contrasto tra un’infanzia come immagine positiva del futuro e un’infanzia “pericolosa” che vive ai margini della società e spesso è costretta a delinquere. Nascono moltissime iniziative assistenziali, religiose e laiche, per nutrirli, vestirli, educarli. Gli sciuscià diventano così protagonisti di un progetto di salvezza dell’infanzia e le loro storie sono raccontate dal cinema, dalla letteratura, dalla fotografia, dai diari e dalle memorie. Le pagine che si leggono in questo libro raccontano le vicende di quei bambini e ragazzi di strada chiamati «sciuscià». Non è quindi in senso stretto la storia dei lustrascarpe che nei primi anni del dopoguerra popolano le grandi città italiane, in particolare Roma e Napoli, invase dai militari alleati a cui di fatto si deve il nome. Non è neanche la storia del film di Vittorio De Sica, vincitore del premio Oscar come migliore pellicola straniera nel 1948, che ha reso la parola «sciuscià» famosa in tutto il mondo. Eppure questo libro è anche la storia dei lustrascarpe e del film di De Sica, per tre motivi. Il primo è politico e culturale. L’intreccio di creatività e avversità di cui parla la motivazione dell’Oscar al film sembra dipingere il tradizionale stereotipo dell’italiano che se la cava in qualche modo, si arrangia e alla fine o sparisce nel gorgo luciferino della miseria o, baciato dalla fortuna, conquista il successo. Il secondo motivo è che «sciuscià» è una sineddoche. I lustrascarpe sono la parte visibile di una massa di bambini e ragazzi orfani, poveri e profughi che vivono e sopravvivono nelle strade delle città italiane del dopoguerra. Il terzo motivo è il valore per così dire universale, nel tempo e nello spazio, dello sciuscià. La sua figura di bambino è quella che aggruma l’idea di tutte le infanzie vissute ai margini della società nel corso del Novecento: vittime dei cambiamenti che investono le comunità dopo guerre e catastrofi oppure espressioni icastiche dell’umanità dimenticata e offesa a ogni latitudine.
27,00 €

L'infanzia nelle guerre del Novecento

L'infanzia nelle guerre del Novecento

Bruno Maida

Libro: Libro in brossura

editore: Einaudi

anno edizione: 2023

pagine: 440

«I bambini sono diventati sempre piú vittime, attori e spettatori dei processi sociali, in tempo di pace e di guerra. Non considerare il loro punto di vista, la loro esperienza, la loro memoria significa negarsi la comprensione di una parte importante della storia vissuta dalle generazioni che ci hanno preceduto ma anche del presente». Nei disegni di guerra fatti dai bambini le strade sono molto rare e non collegano mai due luoghi. Tutto si riduce a un punto dove c'è il corpo senza vita di qualcuno, oppure un veicolo che brucia. Metafora di una vita sospesa, l'assenza di strade rinvia alla responsabilità degli adulti che devono costruirle e aiutare i bambini a ritrovarle. La guerra è una frattura profonda nella vita di chi ne fa esperienza, condiziona i comportamenti successivi, sedimenta le memorie che si radicano nell'identità. Lo è ancora di più per l'infanzia, età che coincide con il tempo della formazione, della costruzione del proprio sguardo sul mondo. Che siano stati mobilitati, resi protagonisti passivi o attivi della violenza, colpiti da traumi e perdite, i bambini sono sempre più protagonisti dei conflitti armati del Novecento. E ciò è accaduto all'interno di un paradosso: all'affermarsi di un sistema di protezioni nazionali e internazionali per i civili nei contesti di guerra, con un'attenzione specifica nei confronti dei bambini, è corrisposto un progressivo e crescente coinvolgimento diretto e indiretto dell'infanzia.
14,50 €

I treni dell'accoglienza. Infanzia, povertà e solidarietà nell'Italia del dopoguerra 1945-1948

I treni dell'accoglienza. Infanzia, povertà e solidarietà nell'Italia del dopoguerra 1945-1948

Bruno Maida

Libro: Copertina rigida

editore: Einaudi

anno edizione: 2020

pagine: 361

Tra il 1945 e il 1948 l'Unione donne italiane e il Partito comunista organizzano un trasferimento di massa di decine di migliaia di bambini provenienti da famiglie povere di diverse parti d'Italia, prima da Milano e Torino, poi in gran parte dal Mezzogiorno, portandoli in zone dove le condizioni di vita sono relativamente migliori. L'Emilia-Romagna è l'area che ne accoglie il maggior numero, ma è coinvolta buona parte delle regioni italiane. L'operazione è pensata per consentire all'infanzia povera di affrontare i mesi invernali, i più difficili per le condizioni alimentari e climatiche. Spesso però i bambini si fermano per periodi più lunghi, a volte tornano negli anni successivi e alcuni decidono di restare con le famiglie che li hanno accolti. Questi treni, chiamati «treni della felicità», sono il simbolo di una complessa operazione di assistenza all'infanzia nella quale, nei primi anni del dopoguerra, è impegnato un gran numero di organizzazioni nazionali e internazionali, partiti, sindacati, enti pubblici e privati, laici e confessionali. È un crocevia nella storia di solidarismo dell'Italia novecentesca ma è al contempo il luogo in cui si intrecciano quattro significative questioni che segnano il secondo dopoguerra: la povertà come categoria economico-sociale; le politiche di assistenza per l'infanzia; il protagonismo femminile in una difficile lotta tra passato e presente; e le modalità con cui il Partito comunista traduce nella società il suo progetto di partito nuovo e nazionale.
32,00 €

La nascita del fascismo a Torino. Dalla fine della grande guerra alla strage del XVIII dicembre 1922

La nascita del fascismo a Torino. Dalla fine della grande guerra alla strage del XVIII dicembre 1922

Nicola Adduci, Barbara Berruti, Bruno Maida

Libro: Libro in brossura

editore: Edizioni del Capricorno

anno edizione: 2020

pagine: 159

18-20 dicembre 1922: Torino è sconvolta dalla più tragica strage politica che la città ricordi. Un'inaudita esplosione di violenza, una vera e propria caccia all'uomo, soprattutto nelle barriere operaie, che le squadre fasciste guidate da Piero Brandimarte conducono con un'efferatezza senza eguali nella storia torinese (e non solo) come rappresaglia per l'omicidio di due militanti avvenuto il 17 dicembre. Alla fine le vittime sono 11. La città è attonita, gravata da una cappa di terrore che annuncia con drammatica concretezza l'avvento del regime. Ma come si arriva al 18 dicembre, una data rimasta impressa nella memoria dei torinesi al punto da attraversare tutte le generazioni del Novecento? Il volume ricostruisce il clima e le vicende della città dalla conclusione della Grande Guerra alla marcia su Roma. La grande crisi innescata dalla fine dell'economia di guerra, il «biennio rosso» e l'occupazione delle fabbriche, il faticoso sviluppo del movimento fascista, lo stillicidio di violenze che punteggiano un triennio drammatico. Una narrazione serrata, che ripercorre mese per mese la storia di quegli anni. E poi la cronaca della strage, ora per ora, strada per strada. Con un ricco apparato iconografico e cartografico, capace di ricreare il clima della Torino dell'epoca e di rintracciare i luoghi chiave della nascita del fascismo in città e quelli della strage del 18 dicembre.
13,00 €

La Shoah dei bambini. La persecuzione dell'infanzia ebraica in Italia (1938-1945)

La Shoah dei bambini. La persecuzione dell'infanzia ebraica in Italia (1938-1945)

Bruno Maida

Libro: Copertina morbida

editore: Einaudi

anno edizione: 2019

pagine: 344

La storia della persecuzione degli ebrei attuata dal fascismo tra il 1938 e il 1945 ci è ormai ben nota, ma raramente ci si è soffermati a riflettere su cosa abbiano significato quei tragici sette anni per i bambini italiani. Per i bambini «ariani», cresciuti nell'educazione al razzismo e alla guerra, e, soprattutto, per i bambini ebrei, allontanati da scuola, testimoni impotenti della progressiva emarginazione sociale e lavorativa dei genitori, e in moltissimi casi della distruzione e dell'eliminazione fisica della propria famiglia. Da questa prospettiva la storia che abbiamo alle spalle assume nuovi significati e stratificazioni. Il regime fascista iniziò ad attuare la discriminazione proprio dal mondo della scuola, e i bambini ebrei - prima espulsi, poi separati, esclusi e infine internati - furono vittime tra le vittime. Una parte di essi fu poi deportata, gli altri dovettero fuggire e nascondersi per molti mesi. Bruno Maida ne ripercorre la storia attraverso i progressivi stadi della persecuzione, attento a cogliere non solo lo sguardo che l'infanzia ebbe di fronte al turbinio dei fatti, ma la portata politica di una ferita impossibile da sanare.
13,00 €

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.