Sociologia e antropologia
Ceto medio. Perché e come occuparsene. Una ricerca del Consiglio italiano per le Scienze Sociali
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2008
pagine: 376
Nella discussione pubblica e nelle prese di posizione politiche è ormai diventata di uso comune l'espressione "malessere del ceto medio". Una parte corposa della nostra società, immaginata in passato come ben assestata, si direbbe entrata in una condizione di disagio e di crisi. Tramontata la vecchia dicotomia borghesia-classe operaia, questa condizione critica è diventata cruciale per le dinamiche della stratificazione e del cambiamento sociale. Ormai numericamente preponderante, il ceto medio non è un insieme informe e passivo, che in qualche modo si accoda ad altri. Proprio qui, anzi, possono nascere pesanti ostacoli, oppure risorse importanti, per la costruzione di una società capace di sviluppo ed equità. E qui si gioca la possibilità di una democrazia sana, o possono maturare minacciose derive reazionarie, come già altre volte in passato. In questo volume, che mette un punto fermo al dibattito e nel contempo inaugura un filone di ricerche, il ceto medio italiano è considerato sotto diversi aspetti: stili di vita, modelli di consumo, abitudini alimentari, condizioni abitative.
Incontri con il pensiero sociologico
Gianfranco Poggi, Giuseppe Sciortino
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2008
pagine: 183
Scritto senza preoccupazioni accademiche e con linguaggio piano, questo libro si propone di avvicinare il lettore alle idee di un ristretto numero di pensatori che hanno offerto contributi profondi e originali alla riflessione sulla società moderna. A ciascuno di essi è dedicato un "medaglione interpretativo", espressione con cui si suggerisce una discussione selettiva: non la ricostruzione puntuale delle rispettive teorie, né una rassegna pedante delle critiche di altri studiosi, bensì la risposta più significativa che ogni autore ha dato a una questione centrale: i caratteri distintivi dell'essere umano e dei suoi rapporti sociali, le potenzialità e le vulnerabilità che l'assistono o l'ostacolano nelle relazioni con gli altri.
Il primo libro di antropologia
Marco Aime
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2008
pagine: XIII-286
Che cos'è l'antropologia culturale? Marco Aime prova a spiegare chi è e cosa fa un antropologo oggi, rovesciando gli approcci teorici tradizionali. In effetti la natura dell'antropologia non è più così definita: di popoli sconosciuti da studiare ce ne sono sempre meno, i confini tra l'Occidente e il cosiddetto Sud del mondo sono sempre più labili, i paradigmi del secolo scorso sono crollati e l'antropologo si trova ad affrontare problematiche sempre nuove, i terreni di ricerca sono mutati e in molti casi gli studiosi sono tornati a casa, occupandosi di eventi culturali vicini, contaminandosi con altri saperi. La purezza, così come l'oggettività, non è più una virtù. Ai quattro angoli del mondo come sotto casa propria, l'antropologo osserva, guarda, ascolta, assaggia, tocca, annusa. Il suo sapere si costruisce su basi sensoriali, prima di arrivare a tradursi in teorie e modelli. Sul terreno, egli non vede strutture, società, politica, economia, ma gente che si incontra, parla, combatte, si scambia oggetti, produce, costruisce, mangia, si organizza, prega, vive. Perciò questo libro ha una scansione percettiva: parte dall'osservazione concreta di quanto è sotto gli occhi di tutti, per arrivare solo alla fine ai costrutti teorici più ampi di un mondo intricato e affascinante.
Trattato di storia delle religioni
Mircea Eliade
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2008
pagine: XLIX-544
"Il fine che ci siamo proposti - scrive Eliade - è quello di mostrare che cosa sono i fatti religiosi e che cosa rivelano". Nel complesso labirinto che essi costituiscono il lettore penetra a poco a poco, acquista familiarità con le diversità culturali da cui essi dipendono, prende contatto con le manifestazioni del sacro che si palesano a vari livelli cosmici (il Cielo, le Acque, la Terra, le Pietre), nei fenomeni biologici (i cicli vegetativi, i ritmi lunari, la sessualità), nei miti e nei simboli (il famoso mito dell'eterno ritorno). Il "Trattato", che a distanza di sessant'anni dalla pubblicazione conferma il suo valore e la sua permanente attualità, può leggersi da un duplice punto di vista: come interpretazione fenomenologico-religiosa spesso suggestiva e stimolante, e come documento del travaglio della cultura moderna, impegnata nella ricerca di un più ampio e sensibile umanesimo.
Vita liquida
Zygmunt Bauman
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2008
pagine: XXIII-188
Stress, consumismo ossessivo, paura sociale e individuale, città alienanti, legami fragili e mutevoli: il mondo in cui viviamo sfoggia una fisionomia sempre più effimera e incerta. È liquido. Una società può essere definita liquido-moderna se le situazioni in cui agiscono gli uomini si modificano prima che i loro modi di agire riescano a consolidarsi in abitudini e procedure. La vita liquida, come la società liquida, non è in grado di conservare la propria forma o di tenersi in rotta a lungo. Sospinta dall'orrore della scadenza, la società liquida deve modernizzarsi o soccombere. E chi la abita deve correre con tutte le proprie forze per restare nella stessa posizione. La posta in gioco di questa gara contro il tempo è la salvezza (temporanea) dall'esclusione.
Il piccolo libro dei colori
Michel Pastoureau, Dominique Simonnet
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2006
pagine: 112
Non è un caso se vediamo rosso, diventiamo verdi di paura, blu di collera o bianchi come un lenzuolo... I colori veicolano tabù e pregiudizi ai quali obbediamo senza rendercene conto, e possiedono significati nascosti che influenzano il nostro ambiente, i nostri comportamenti, il nostro linguaggio e il nostro immaginario. La loro storia, ricchissima e sorprendente, racconta l'evoluzione delle mentalità, degli usi e delle società, intrecciando arte, politica, religione, psicologia, sociologia. Con una narrazione brillante e ricca di aneddoti e curiosità, Michel Pastoureau guida il lettore in un affascinante ed erudito excursus alla ricerca di significati, applicazioni, implicazioni dei colori, per riuscire a districarsi nel labirinto simbolico delle tinte.
Sociologia dell'istruzione
Antonio Schizzerotto, Carlo Barone
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2006
pagine: 228
Questo volume si caratterizza per l'assunzione di un'ottica storico-comparativa: i suoi vari capitoli, pur riguardando principalmente il sistema scolastico italiano, lo confrontano sistematicamente con quelli di altri Paesi, dal momento che la globalizzazione economica e l'integrazione sovranazionale delle istituzioni politico-amministrative, sistemi scolastici inclusi, impongono di estendere lo sguardo oltre ciascuna realtà nazionale. Un'ulteriore caratteristica del testo è data dalla sistematica integrazione di teoria e ricerca, che utilizza i dati empirici a conferma, o a falsificazione, degli studi sociologici sui sistemi scolastici.
Uomo e potere. Una introduzione all'antropologia politica
Luciano Li Causi
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2005
pagine: 168
Questo libro è un viaggio all’interno di due mondi. Il primo ruota intorno alle società ’altre’, tradizionale campo di indagine dell’antropologia; a partire dal quelle del Neolitico, come sono state immaginate dai grandi studiosi dell’Ottocento, fino alle comunità agricole preindustriali dell’Italia contemporanea, descritte e analizzate dagli antropologi di oggi, Li Causi intende ricostruire i diversi sistemi in cui esse strutturano la loro vita interna e regolano i rapporti esterni, le forme e le funzioni del potere, le modalità di esercizio dell’autorità. Ma, a ben guardare, va osservato che in queste società l’ambito politico è una realtà che continuamente si riarticola, ricombinandosi con i rapporti di parentela, l’economia, la religione. Isolare il politico come pura categoria a sé non è dunque possibile, e una simile difficoltà di classificazione investe sia le strutture formali, talvolta sottratte alle trasformazioni del colonialismo moderno, sia la visione soggettiva costruita nella continuità del tempo. Il secondo mondo che l’autore intende penetrare è quello della storia degli studi di antropologia politica; molti dei nomi che compaiono qui sono gli stessi che hanno fatto la storia delle discipline etno-antropologiche più generali, da L.H. Morgan a E.E. Evans-Pritchard e oltre. È questa un’eredità preziosa e originale da conservare con la massima cura: al di là delle teorie, il cosiddetto ’approccio olistico’ non settoriale resta ancora oggi una grande ricchezza dell’antropologia e un elemento che la caratterizza positivamente rispetto ad altre discipline sorelle.
Psicologia delle folle
Gustave Le Bon
Libro: Libro in brossura
editore: TEA
anno edizione: 2004
pagine: 256
«I veri sconvolgimenti storici non sono quelli che ci empiono di stupore per la loro vastità o violenza. I soli cambiamenti importanti ' quelli che consentono il rinnovarsi delle civiltà ' avvengono nelle opinioni, nei concetti e nelle credenze... Mentre le antiche credenze barcollano e spariscono, e le vetuste colonne della società si schiantano a una a una, la potenza delle folle è la sola che non subisca minacce e che veda crescere di continuo il suo prestigio. L'età che inizia sarà veramente l'era delle folle... La conoscenza della psicologia delle folle costituisce la grande risorsa dell'uomo di Stato che voglia non dico governarle (cosa divenuta ormai ben difficile), ma almeno non essere da esse interamente governato.» Pubblicato per la prima volta a Parigi nel 1895, Psicologia delle folle seppe cogliere i primi segnali dell'entrata in scena di un nuovo attore sociale: la folla, soggetto e oggetto di un nuovo operare politico. Degradato a manuale precettistico, fu opera di riferimento per dittatori e aspiranti dittatori degli anni Venti del secolo scorso. Ma nelle sue parti più vitali, nelle sue numerose intuizioni, in certo suo profetismo, questo libro inaugura l'epoca di una nuova consapevolezza dell'uomo.
La scienza come professione. La politica come professione
Max Weber
Libro: Copertina morbida
editore: Einaudi
anno edizione: 2004
pagine: 121
Il volume comprende il testo delle due conferenze "La scienza come professione" e "La politica come professione" che Max Weber tenne a Monaco rispettivamente nel novembre 1917 e nel gennaio 1919, nell'ambito di un ciclo di conferenze sul "lavoro intellettuale come professione" organizzate dall"'associazione dei liberi studenti", e pubblicate nello stesso 1919. Pronunciate nell'epoca che vide la crisi della potenza tedesca, le due conferenze sono il frutto più maturo della riflessione weberiana sul senso della scienza e della politica, ma soprattutto sul loro rapporto: un rapporto complesso, di rimando reciproco ma soprattutto di distinzione.
Società fuori squadra. Come cambia l'organizzazione sociale
Arnaldo Bagnasco
Libro
editore: Il Mulino
anno edizione: 2003
pagine: 168
La «società fuori squadra», che dà il titolo al volume, è la società contemporanea che, sfidata dal flusso globale di capitali, beni, persone e informazioni, fatica a mantenere le sue componenti su uno stesso asse. L'autore esamina alcuni dei tentativi di riorganizzazione sociale e spaziale che si possono osservare accanto alla crisi dei vecchi assetti capitalistici: dalle forme spontanee di cooperazione, ai sistemi locali di produzione alle nuove procedure di pianificazione strategica della città. Chiude il volume un capitolo sulla storia recente delle classi medie in Italia e del loro ruolo nel processo di modernizzazione.
Ozio creativo. Conversazione con Maria Serena Palieri
Domenico De Masi, Maria Serena Palieri
Libro
editore: Rizzoli
anno edizione: 2002
pagine: 265
Per gli antichi romani il termine otium non significava "dolce far niente", bensì un periodo libero dagli impegni politici e civili nel quale era possibile aprirsi alla dimensione creativa. Secondo Domenico De Masi, nella società postindustriale è proprio questo ozio "creativo" ad assumere il ruolo del protagonista, sia nel lavoro che nel tempo libero. Oggi che la maggior parte della fatica manuale e di routine è eseguita dalle macchine, ci è richiesto sempre più di essere creativi e fantasiosi. Superate le rigide distinzioni tra lavoro e vita personale, razionalità ed emozione, marciamo verso un futuro in cui, grazie alla tecnologia, potremo riappropriarci del nostro spazio domestico restando in contatto con il resto del mondo.

