Scienze umane
La banalità del male. Ediz. 70° anniversario
Hannah Arendt
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2025
pagine: 368
“Il mio miraggio è il libro che mette le mani addosso, il libro che sbatte per aria, il libro che ‘fa’ qualche cosa alle persone che lo leggono.” Queste parole di Giangiacomo Feltrinelli non possono non risuonare nella mente quando si affronta un testo come "La banalità del male", che Feltrinelli pubblica nel 1964, un anno dopo rispetto all’edizione originale. È un libro sconvolgente, che merita appieno l’aggettivo “necessario”. Perché a quindici anni dalla fine della Seconda guerra mondiale Arendt ci fa assistere insieme a lei al processo contro Adolf Eichmann, uno dei principali responsabili dell’organizzazione della “soluzione finale”. Nel resoconto e nella riflessione che ne conseguono l’autrice mostra che, contrariamente a quello che potremmo aspettarci, Eichmann non è un demone con la schiuma alla bocca e l’inconfondibile marchio del male stampato addosso. È un uomo normale. Il naso aquilino, l’occhiale di tartaruga, la corporatura minuta, la stempiatura abbondante. Quando la sua linea di difesa viene impostata su un superficiale “stavo solo eseguendo gli ordini”, si delinea la cupa presa di coscienza di questo volume: solo raramente il male è “grande”; molto più spesso ci somiglia, ha l’abito grigio della compiacenza, ha la sagoma della persona che ci precede nella fila al supermercato. E questo è terrificante. Arendt rifiuta un facile manicheismo e si chiede cosa voglia dire essere umani in un mondo in cui il male può essere tanto banale.
Quella notte all'Heysel
Emilio Targia
Libro: Libro in brossura
editore: Sperling & Kupfer
anno edizione: 2025
pagine: 224
Ci sono incubi che si travestono da sogni e quando poi ti accorgi dell'inganno è troppo tardi. E non puoi farci niente. Il 29 maggio 1985, allo stadio Heysel di Bruxelles, è un pomeriggio di luce e bandiere che sembra scandire alla perfezione il conto alla rovescia prima della finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool, la partita delle partite. Emilio ha diciotto anni e ce l'ha fatta: è lì, con il biglietto per entrare allo stadio, insieme all'amico di una vita, Giampiero. Oltre all'eccitazione e all'entusiasmo porta con sé un piccolo registratore e una cinepresa super 8, perché ha già deciso che farà il giornalista. Nello stadio, tra canti e battiti di mani, c'è una chimica speciale che assomiglia a un incantesimo. «Bastò un click sull'interruttore a far svanire il calore di quel sole. A precipitarci nel gelo. Mani che di colpo ora servivano a proteggersi. Canti tramutati in urla. E bocche spalancate, nel settore Z, come respiratori d'emergenza. La curva, un girone dell'inferno. Poi il silenzio.» Emilio Targia, sopravvissuto all'incubo di quella notte all'Heysel, racconta ciò che ha visto e sentito, con i suoi ricordi fissati anche su una pellicola e su un nastro magnetico, e prova a sciogliere nell'inchiostro memoria, rabbia, dolore e paura. Per non dimenticare. Perché senza memoria saremmo luci spente. Con i nuovi contributi di Cesare Prandelli, Andrea Lorentini, Guido Vaciago, Marino Bartoletti, Michele Plastino, Franco D'Aniello. Prefazione di Sandro Veronesi. Postfazione di Antonio Cabrini.
Il demone della nostalgia. L’invenzione della Grecia da Nietzsche a Arendt
Mauro Bonazzi
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 288
La tempesta che ha attraversato l’Europa tra Otto e Novecento è stata anche una battaglia di idee, identità, visioni del mondo: una storia di uomini e donne, filosofi e filologi, scrittori, intellettuali che in quei tempi inquieti per capire chi erano – e chi siamo – hanno guardato in una direzione precisa: la Grecia antica, la sola e vera patria, da cui tutti si sentivano esuli. Qual era allora, ed è oggi, il peso del passato nella costruzione della nostra identità, sia individuale sia collettiva, di europei e occidentali? Qual è il segreto che la Grecia custodisce così gelosamente? Mauro Bonazzi ricostruisce l’appassionante genealogia di questi dibattiti, in cui ritornare agli antichi è l’unico modo per fare i conti con una modernità che si scopre in crisi. E nel ricostruirla rievoca tutti quei personaggi che in maniera geniale, provocatoria e sorprendente hanno proposto «un’altra idea di Grecia»: da Nietzsche a Heidegger, da Adorno e Popper ad Hannah Arendt. Perché non c’è niente di meno pacifico del passato, ed è il modo in cui lo immaginiamo a dare forma al nostro futuro. Tra Ottocento e Novecento si scatena in tutta Europa, e in particolare in Germania, un acceso dibattito sull'eredità greca. Quanto e come di ciò che era stato scritto in quel tempo così remoto doveva sopravvivere nei tempi moderni? Un dibattito che riemerge in tutta la sua vivacità in queste pagine, riccamente documentate, che compongono un grande racconto che non ha mai smesso di parlarci. Discutere dei Greci significa infatti discutere di noi, della nostra identità di europei e occidentali, ed è fondamentale farlo adesso, in un mondo che sta cambiando velocemente. Il punto di partenza è colui che più di tutti attaccò il mito ottocentesco della Grecia ideale, perfetta, razionale. L'anno è il 1872, il libro è “La nascita della tragedia”, il protagonista è Friedrich Nietzsche. È lui che per primo svela tutte le mistificazioni del classicismo ottocentesco, conducendo i suoi lettori verso una Grecia completamente diversa, molto più oscura e inebriante, arcaica, di cui la modernità europea è traditrice e non certo erede. Le sirene di questa Grecia attrarranno poi molti altri - siamo a cavallo delle due guerre mondiali - intenzionati a coglierne il potenziale politico. Al centro di tutto è allora Platone, un Platone umano, fin troppo umano, per cui la contemplazione teoretica deve tradursi in un'azione concreta. È appropriandosi di questa Grecia che i nazisti potranno presentarsi come i guardiani della Germania, e dell'Europa tutta, gli unici capaci di proteggere una tradizione che sembrava ormai prossima al collasso. Si tratta solo di un'aberrazione o la storia è più complicata? Nel 1933 discuteranno proprio di questo, in un dialogo a distanza, Martin Heidegger e Edmund Husserl. Per chi dal nazismo scappa invece, come Auerbach, Adorno, Weil e Bespaloff, gli stessi numi tutelari del mondo antico assumono altri connotati, meno monolitici e piú critici. La resistenza passa anche per i libri. Per arrivare ad Arendt e Strauss, convinti che sia necessario tornare alle origini per portare il mondo della modernità fuori dalle secche in cui si è arenato: tornare in Grecia, dove tutto era cominciato, per capire il perché di tutto ciò che sarebbe poi successo. Bonazzi ci guida, con la consapevolezza dello studioso e il passo leggero del narratore, tra i meandri di un intreccio di pensiero e storie che riguarda il nostro rapporto sempre multiforme con il passato, e che può aiutarci a decifrare il tempo caotico che stiamo attraversando.
Umanesimo erotico. Per una filosofia delle relazioni di genere
Julian Nida-Rümelin, Nathalie Weidenfeld
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2025
pagine: 114
“Il pensiero e la pratica dell'umanesimo si contrappongono a modi di vita e pratiche disumane. L'umanesimo erotico che proponiamo in questo libro si contrappone a una concezione disumana dei rapporti tra i sessi che riduce le persone a ruoli e stereotipi. Coltiva una visione umana delle relazioni di genere e dell'erotismo, una possibilità di comunicazione tra donne e uomini, tra donne e donne e tra uomini e uomini senza gli ostacoli o le limitazioni derivanti da pregiudizi sociali o restrizioni imposte, un'idea di comprensione reciproca, di scambio di idee o di unione”. MeToo, catcalling, atteggiamenti sessisti, discriminazioni di genere: pochi altri argomenti stanno suscitando oggi tanta attenzione. Ciò dipende probabilmente dai numerosi, dirompenti cambiamenti in corso nelle relazioni tra i due sessi. Le società occidentali, ma anche una larga parte della popolazione mondiale, si trovano nel pieno di un processo che sta mettendo in discussione le idee tradizionali senza sapere esattamente che cosa debba prenderne il posto. Di qui la diffusa sensazione di confusione e di incertezza che si avverte quando si tenta un confronto su questi temi. In quattordici concisi capitoli, ognuno dei quali dedicato a un argomento specifico, come l'uguaglianza tra uomini e donne, la pornografia, le quote rosa, l'erotismo nell'arte, il libro affronta gli aspetti etici e filosofici delle relazioni di genere nella società contemporanea. Lo fa mettendo in luce le contraddizioni e la problematicità delle varie posizioni spesso presenti nel dibattito pubblico e proponendo un'alternativa fondata su quello che i due autori definiscono “umanesimo erotico”. Una visione benevola e ottimistica dell'umanità, caratterizzata dalla solidarietà, in cui ogni singolo individuo è visto come assoluto artefice della propria vita, in grado di rapportarsi con gli altri senza risentimento e odio, all'insegna del reciproco rispetto, del riconoscimento culturale e dell'attrazione erotica. Nella prospettiva umanista difesa dagli autori il desiderio erotico non è una minaccia alla dignità e alla libertà umana, ma consente un accesso positivo al mondo. L'umanesimo erotico si batte contro la standardizzazione della sessualità, così che ogni soggetto impegnato in una relazione possa sentirsi libero di decidere autonomamente come dare forma alla propria vita erotica.
Il giardino del cielo. Arredo floreale e liturgia
Micaela Soranzo
Libro: Libro in brossura
editore: Ancora
anno edizione: 2025
pagine: 264
I fiori, seppure in modi diversi, sono sempre stati presenti nei luoghi di culto e questo libro propone anzitutto un excursus storico che dalle civiltà antiche porta alla Chiesa delle origini fino alla Chiesa postconciliare. Si parla poi di “arredo floreale e luoghi della celebrazione” (altare, ambone, fonte battesimale, custodia eucaristica) e di “arredo floreale e tempi della celebrazione”, facendo riferimento ai tempi forti di Avvento-Natale e Quaresima-Pasqua. Il libro è arricchito dalla normativa ecclesiastica sull’uso dei fiori nella liturgia e da appendici sul significato simbolico di fiori, frutti e piante, dei colori, dei numeri e delle forme geometriche, che possono aiutare nella composizione dei bouquet floreali per le chiese.
Gesù veramente. Un itinerario attraverso le pagine del Vangelo di Marco
Luigi Maria Epicoco
Libro: Libro in brossura
editore: San Paolo Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 208
Il Vangelo di Marco è sempre stato inteso come il più diretto, semplice, essenziale. Non propone molti insegnamenti di Gesù, ma prende il lettore per mano e lo conduce in un cammino teso a incontrare la persona di Colui che salva. Questo libro è, a sua volta, un viaggio dentro quel racconto: tra miracoli, silenzi, domande scomode e incontri che cambiano la vita, Luigi Maria Epicoco ci conduce, attraverso Marco, a scoprire un Gesù vero, umano, che si commuove, si arrabbia, ama; un Gesù che non cerca il successo ma cuori disposti a seguirlo davvero. In questo modo, il vangelo si mostra per quello che è: un percorso di conversione profondo ma concreto, con personaggi reali, vivi, che cadono e sono però in grado di rialzarsi; di lotta contro il nostro egoismo e scoperta della gioia nel lasciarsi amare. Con lo stile fresco e accessibile, ma ricco di riferimenti ed evocativo, che i suoi lettori gli riconoscono, Epicoco in queste pagine ci invita a leggere Marco come una vera mappa liberatrice per la nostra vita di oggi. Perché dietro ogni parola c’è un invito: vuoi davvero seguire il Signore, o solo l’idea che ti sei fatto di Lui?
I I samurai. Una storia militare
Stephen Turnbull
Libro: Libro in brossura
editore: LEG Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 500
Pubblicato per la prima volta nel 1977, I samurai. Una storia militare ormai da tempo è considerato un grande classico di riferimento per studiosi e appassionati e continua a essere l’opera più autorevole sulla vita e sulle guerre dei samurai pubblicata al di fuori del Giappone. In esso l’Autore tratteggia innanzi tutto il loro codice etico segnato dai più stringenti canoni di fedeltà e dal coraggio che conduce fino al sacrificio estremo, ricostruisce le tecniche di combattimento, delinea gli orientamenti tattici e infine descrive le loro armi e il loro abbigliamento. Il racconto intreccia poi con felicità anche le componenti culturali, religiose e filosofiche della mentalità di questi guerrieri che ancora oggi sopravvivono nell’immaginario collettivo in maniera leggendaria o idealizzata. Tenendo sullo sfondo la storia sociale e politica del paese, Stephen Turnbull ha documentato l’ascesa e l’affermazione di una straordinaria classe militare dai tempi più remoti fino al culmine della loro arte del combattimento che si manifestò nell’ultima grande battaglia da loro combattuta presso il castello di Osaka nel 1615. Un potente affresco della storia del Giappone medievale e moderno, popolato dalle vite solitarie e dalle imprese a volte enigmatiche dei samurai. Prefazione Paul H. Varley.
Storia rapida della velocità
Jeffrey Schnapp
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 280
In "Storia rapida della velocità" Jeffrey Schnapp attraversa millenni, culture e tecnologie per raccontare la relazione profonda tra velocità e civiltà. Non si tratta di una semplice storia della tecnica o dei trasporti, ma di un viaggio affascinante nell’immaginario e nella sensibilità dell’uomo moderno, sempre in bilico tra desiderio di trascendenza e limiti del corpo. Dallo spartano Lada, che correva così veloce da sembrare sospeso nell’aria, alla ruota cosmica che avvolge Dante nel Paradiso; dalla carrozza postale di Thomas de Quincey alle macchine da corsa futuriste di Filippo Tommaso Marinetti; dal treno dipinto da William Turner, fino ai microchip della Nvidia: ogni forma di accelerazione racconta una metamorfosi. E ogni trasformazione porta con sé una promessa – superare l’umano – ma anche un rischio: quello di smarrirsi in un mondo che corre troppo in fretta. Con intelligenza e ironia, Schnapp ricostruisce un’antropologia della velocità fatta di corpi, macchine, estasi, schianti. Un libro che ci invita a interrogarci su ciò che stiamo diventando. Perché nella nostra corsa verso il futuro, la velocità non è solo un mezzo: è la misura stessa di ciò che chiamiamo progresso, potere, esistenza.
Lettera sulla vera gioia. Testo latino a fronte
Lucio Anneo Seneca
Libro
editore: Il Nuovo Melangolo
anno edizione: 2025
pagine: 80
Seneca e Faust. Dialoghi sulla morale tra origini e decadenza
Andrea Carandini
Libro: Libro in brossura
editore: Rubbettino
anno edizione: 2025
pagine: 340
“È come se al tuo tempo si sia creata un’inversa proporzione tra un avanzamento esteriore enorme e una maturazione interiore piccolissima”. Andrea Carandini, esploratore della terra e dello spirito umano, ci guida in un viaggio filosofico tra passato e futuro, scavando nei significati profondi della morale. In un dialogo immaginario tra Seneca, saggio dell’antichità, e Faust, simbolo della modernità, l’autore traccia un’archeologia e una futurologia della coscienza morale. Seneca introduce Faust alla saggezza del mondo antico, mentre Faust apre a Seneca le scoperte della modernità, dall’inconscio freudiano alla natura del rossore, l’unica espressione che distingue l’uomo dai primati. Ma nel mondo contemporaneo, il desiderio narcisistico e il culto dell’arbitrio hanno oscurato il senso morale, alimentando un’infelicità profonda persino nelle società più avanzate. Carandini riflette sulla necessità di bilanciare vizi e virtù, acceleratori e freni che guidano l’esistenza umana. Con lucidità, denuncia il crollo della cultura umanistica e invita a riscoprire una saggezza antica e universale, capace di sostenere una nuova speranza per l’uomo del XXI secolo. Un’opera intensa, che sfida il lettore a guardare oltre il moralismo per ritrovare la strada della responsabilità e della consapevolezza.
Quaderni. Volume Vol. 2
Giorgio Agamben
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 404
Continua con questo secondo volume l’edizione integrale dei quaderni di Giorgio Agamben. Di questi quaderni, che contengono appunti di pensiero, note di studio e di lettura e annotazioni su persone, incontri ed eventi particolari, l’autore ha scritto che sono forse la parte più viva e preziosa della sua opera. Gli appunti che compongono il volume si situano cronologicamente immediatamente a ridosso della pubblicazione de Il linguaggio e la morte (1982) e fanno da principale laboratorio di ricerca alla preparazione di Idea della prosa (1985). Oltre a temi e motivi inediti, si riconoscono i materiali che hanno accompagnato la stesura di alcuni saggi fondamentali di quegli anni, dai testi sul linguaggio a quelli sulla lingua della poesia, sulla storia, su Kafka, fino alle ricerche e alle scoperte relative all’opera di Walter Benjamin. Le annotazioni di studio si affiancano a quelle, più personali, sugli incontri con, tra gli altri, Elsa Morante, Giorgio Caproni, Carlo Betocchi, Ruggero Savinio e José Bergamín.
L'Ordine nero del Reich
Anthony Tucker-Jones
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2025
pagine: 304
«Un piccolo gruppo composto dai migliori e più determinati è decisamente più prezioso di un gregge di seguaci»: così nacquero nel 1933 le Waffen-SS (letteralmente “SS combattenti”), il braccio armato di Hitler. Volute dal Führer come sua squadra di protezione personale, in pochi anni si moltiplicarono fino a raggiungere le trentotto divisioni temute per la loro tenacia e spietatezza e tristemente note per le atrocità commesse durante la Seconda guerra mondiale. In questo libro il ruolo giocato dalle armate più famose – Das Reich, Totenkopf, Leibstandarte SS Adolf Hitler – e dai loro comandanti – uomini come Dietrich e Hausser – è visto nel contesto più ampio della guerra e della sconfitta del Terzo Reich. Lo storico militare Anthony Tucker-Jones fornisce una ricostruzione avvincente e molto dettagliata della parabola di queste formazioni militari, passando attraverso le principali battaglie sul fronte orientale e in Normandia per arrivare ai combattimenti in difesa della Germania, quando l'esercito regolare tedesco era ormai in ritirata.

