Filosofia
La crisi della narrazione. Informazione, politica e vita quotidiana
Byung-Chul Han
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 120
Sono il tessuto connettivo delle nostre comunità e donano senso al mondo. Ma nella società contemporanea, le narrazioni risultano effimere e inefficaci. La loro onnipresenza non è che un sintomo, e un segnale d'allarme. Le narrazioni sono in crisi da tempo. Da bussole capaci di dare senso all'esistenza collettiva sono ormai diventate una merce come tutte le altre. Ridotte ad ancelle del capitalismo, si trasformano in storytelling e lo storytelling, ormai ubiquo, scade nella pubblicità, nel consumo di informazioni. L'accumulo di notizie ha preso, insomma, il posto delle storie. Dati e informazioni, però, frammentano il tempo, ci isolano e ci bloccano in un eterno presente, vuoto e privo di punti di riferimento. A diventare impossibile è la felicità stessa. Perché la vita, con tutti i suoi imprevisti, inciampi, tentativi ed errori, incontra la pienezza solo quando può essere condivisa e tramandata all'interno di una narrazione collettiva. «Vivere è narrare. L'essere umano, in quanto animal narrans, si distingue dagli altri animali per il fatto che narrando realizza nuove forme di vita. La narrazione ha la forza del nuovo inizio. Lo storytelling, di contro, conosce solo una forma di vita, quella consumistica» (Byung-Chul Han).
Democrazia e anarchia. Il potere nella polis
Donatella Di Cesare
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 288
La democrazia è legata da un nesso indissolubile con l'anarchia. Nel tempo delle svolte autoritarie, in cui si pretende di difendere la democrazia chiudendola e murandola, questo libro muove dal pensiero radicale per guardare al mattino greco della pólis. La storia monumentale viene così decostruita grazie a un'originale rilettura delle fonti: un racconto avvincente che mette in luce le sequenze ribelli, gli scenari rivoluzionari. Pronunciata con trepido entusiasmo o con attonito disprezzo, la parola demokratía, di cui viene ripercorsa sia la storia semantica sia quella politica, indica due eventi collegati: l'ingresso del popolo alla ribalta della storia e la revoca di ogni potere che presume di essere originario. Lo spettro dell'anarchia turba la città. Lo paventano i tragici, lo registrano gli storici, lo denunciano i filosofi. L'arché di padri, proprietari, autoctoni, eredi viene profondamente minata e destituita di legittimità, mentre si inaugura lo spazio della politica. «Né comandare, né essere comandati» è il sigillo della democrazia, lo stendardo della libertà an-archica. Protagoniste di questo racconto sono le donne. È una rivolta di straniere, in fuga da violenza familiare, a far emergere, in un verso di Eschilo, il composto che indica la capacità del popolo di affermarsi. La democrazia nasce con l'accoglienza. E il dêmos non potrà mai né regredire a éthnos, fondandosi su legami di sangue e di suolo, né tanto meno soffocare il conflitto e la divisione. In un confronto serrato tra gli altri con Hannah Arendt, Claude Lefort, Cornelius Castoriadis, Reiner Schürmann, Miguel Abensour, pensatori della democrazia dopo la deriva totalitaria, Donatella Di Cesare riporta alla luce un rimosso di secoli e apre un'inedita prospettiva di ricerca sul nuovo anarchismo.
L'aurora inapparente. «Upanishad», Bruno e Böhme nella metafisica giovanile di Giorgio Colli
Ludovica Boi
Libro: Libro in brossura
editore: Orthotes
anno edizione: 2024
pagine: 226
La filosofia di Giorgio Colli si sviluppa nel profondo dialogo con il misticismo. Quest’ultimo permette di significare l’altrove della ragione moderna, il cui problema è per Colli la perdita del nesso con ciò che la origina. La concezione di un logos sostanziale, infatti, ha oscurato il rapporto tra logico e prelogico, che Colli intende come espressione, ricorrendo, cioè, all’ipotesi di un elemento immediato che precede la ragione e nel quale essa culmina e rifluisce. Nel misticismo il logos torna a essere espressione, in quanto l’unico modo in cui può darsi è come segno di un’esperienza. Questo libro intende ricostruire i punti di contatto storici e tematici tra la genesi della filosofia dell’espressione e alcuni capisaldi del misticismo filosofico occidentale e orientale: l’esperienza della non-dualità di individuo e cosmo nell’antichissima dottrina indiana è posta in continuità con gli insegnamenti dei primi pensatori greci, per i quali l’intuizione è sovraordinata all’orizzonte discorsivo. Il dio desiderante di Böhme, il personaggio del furioso eroico che anima le pagine di Bruno, sono figure che tentano di saldare la cesura tra pensare ed essere. A ciò guarda Colli per restituire al logos la memoria del prelogico e per interpretare le nostre vite individuali come espressione dell’Uno-tutto.
Mitologia del complottismo. Il Behemoth delle storie
Gregorio Magini
Libro: Libro in brossura
editore: Tlon
anno edizione: 2024
pagine: 104
L’analisi del complottismo come fenomeno contemporaneo tende a concentrarsi sui suoi usi politici ed effetti sociali, o sulle spiegazioni psicologiche e cognitive della sua diffusione, di solito con l’obiettivo ideale di un suo superamento. Passa spesso in secondo piano che questo fenomeno si manifesta come pratica di generazione e diffusione di “narrazioni complottistiche”. Questo saggio pone al centro la questione narrativa, inquadrandola in un più ampio contesto culturale di crisi dell’efficacia della narrazione. Gregorio Magini mostra che le narrazioni complottistiche sono uno dei casi più eclatanti di una generale disgregazione del sistema dei generi narrativi.
Hagakure. Il libro segreto dei samurai
Yamamoto Tsunetomo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Theoria
anno edizione: 2024
pagine: 176
Quest’opera, che nel corso dei secoli ha avuto svariate interpretazioni, fu pubblicata per la prima volta nel 1906 con il titolo Hagakure. Il libro giapponese più celebre e controverso di tutti i tempi, ci restituisce il codice dei guerrieri giapponesi, così come l’ideale di vita di Yamamoto Tsunetomo. Hagakure significa letteralmente “nascosto dalle foglie” e si riferisce alla natura segreta e privata delle riflessioni di Tsunetomo raccontate e ascoltate appunto “all’ombra delle foglie”. Evoca inoltre, in qualche modo, l’animo stesso del samurai che, simbolo di grandi valori etici e morali, non ama mostrarsi e resta giusto nell’ombra. Uno dei principi basilari dell’etica del samurai è di essere sempre pronto a morire per il proprio daimio, anche se questo significa talvolta agire contro i propri interessi. La morte, secondo Tsunetomo, non deve essere temuta, ma accettata come una parte inevitabile della vita. Morte non significa soltanto morte fisica, quanto piuttosto mettere da parte il proprio ego e tornaconto personale anche da vivi. Lo stesso seppuku viene inteso in modo totalmente differente rispetto alla cultura occidentale e si traduce nella prova estrema di fedeltà che il samurai compie nei confronti del suo signore. Più in generale, il messaggio che ci restituisce Hagakure è decisamente articolato e assume uno sguardo positivo nei confronti della vita. Tsunetomo invita a cogliere i singoli momenti che compongono un’intera esistenza, sempre però consapevoli della fine che ci attende. Gli insegnamenti di Tsunetomo sono espressi con immediatezza, affidati a brevi riflessioni, aforismi e aneddoti.
L'etica nei conflitti della modernità: Desideri, ragionamento pratico e narrative
Alasdair MacIntyre
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2024
pagine: 448
Questo volume si presenta come una summa del pensiero di Alasdair MacIntyre. Il punto di partenza della riflessione etica è la situazione pratica del soggetto agente, nella quale si rivela la direzionalità verso un fine ultimo, un telos che si incarna parzialmente nell’esercizio delle virtù morali e razionali ed è comprensibile solo narrativamente. A un’analisi fenomenologica più approfondita l’esercizio delle virtù appare come attuazione della legge naturale. Tale esercizio tuttavia si rivela impossibile senza il possesso di un bene comune fondamentale, quello dell’amicizia, la quale fornisce all’agente quella distanza dai propri desideri necessaria per ordinare i beni nelle situazioni particolari. Il desiderio, in altri termini, non è un dato positivo immodificabile ma, in quanto proprium del soggetto, ne rivela l’intima natura appetitiva (e quindi teleologica) e razionale. Un proprium paradossale in quanto necessita dell’altro per potersi determinare in modo non reificante.
Il libro dei piaceri
Raoul Vaneigem
Libro: Libro in brossura
editore: Ortica Editrice
anno edizione: 2024
pagine: 160
La società dei consumi, pienamente sdoganata dopo il fallimento dei sogni rivoluzionari del Sessantotto ed estesasi a macchia d’olio sulla superficie del pianeta, ha inevitabilmente piegato la natura dei desideri degli esseri umani verso forme di dominio su persone e cose, alla spasmodica ricerca del profitto e dell’accumulazione di capitale. Alla pura volontà di vivere è subentrata la volontà di potenza, che nella sua accezione capitalistica non è che feroce competizione in cui solo il più adatto alla lotta fratricida ha la meglio a scapito degli altri. È in risposta a questa catastrofe che Raoul Vaneigem diede alle stampe Il libro dei piaceri nel 1979, lucida analisi della condizione umana e al contempo manifesto per una nuova vita, radicalmente opposta a quella che ancora oggi stiamo vivendo: una società dei piaceri, senza lavoro, obbedienza, rinunce, vergogna e paure, una società finalmente libera da subdole repressioni, dove a regnare torni la volontà di vivere, amare, creare.
La filosofia politica
Salvatore Veca
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 160
Uno dei problemi principali affrontati nel corso dei secoli dai filosofi politici è la differenza tra l’agire politico e l’agire in modo moralmente giusto. Per la filosofia politica contemporanea la giustizia globale è il principale rompicapo da risolvere, e il compito dei filosofi politici coincide con l’elaborazione di una teoria che tenga insieme le diverse esigenze. È un dovere tanto ineludibile quanto difficile. Serve una teoria che risponda alla domanda a proposito del ‘mondo giusto’ e che si misuri con l’ingiustizia della terra. Salvatore Veca, che è stato uno dei maggiori filosofi politici contemporanei, con questo libro ci offre una guida alla filosofia politica contemporanea.
Maurice Merleau Ponty. L’apparire del senso
Luca Taddio
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 192
Il corpo a corpo che Luca Taddio intrattiene con Merleau-Ponty e la sua eredità ci conduce verso una filosofia della relazione: il visibile viene letto come una virtualità dell’Essere, ovvero come una dinamica continua e non esauribile che sul piano epistemologico dà forma ai due poli comunemente noti come “realtà” e “apparenza”, ma che sul livello ontologico svanisce sino a scomparire. L’Essere non può che darsi in tutte le proprie relazioni. È da questa specifica angolazione che ci viene restituita l’opera di Merleau-Ponty, attraverso una lettura che rappresenta un punto di ingresso nella filosofia allo scopo di risvegliare il senso che ci orienta e lega alle cose stesse. L’analisi della percezione, epicentro su cui gravitano le principali questioni qui affrontate, si interseca con il piano dell’Essere, mentre il senso dell’apparire viene fatto scaturire dalla nostra inscindibile relazione con il mondo. Tali questioni teoriche vengono discusse attraverso alcuni esempi – tratti principalmente dalla psicologia della Gestalt – dai quali emergono le implicazioni teoriche che regolano il rapporto apparenza-realtà. È da questo metodo di lavoro, vicino a quello di Merleau-Ponty e al suo incessante scavo critico all’interno delle scienze, che Taddio intende restituirci tutta l’attualità del suo pensiero. Una fenomenologia da cui possiamo ricavare alcuni strumenti per interrogare il mondo odierno e le sue trasformazioni. Cosa significa cogliere il senso dell’apparire come una virtualità dell’Essere? Possiamo rileggere le opere di Merleau-Ponty muovendo da questa prospettiva teorica? Luca Taddio dialoga con Merleau-Ponty attraverso lo studio della percezione a partire da un certo modo di intendere la fenomenologia come punto di ingresso nella filosofia e strumento d’analisi del sapere scientifico contemporaneo.
Il concetto dell'angoscia
Søren Kierkegaard
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2024
pagine: 184
«È difficile qualificare con esattezza il metodo seguito da Kierkegaard nel Concetto dell'angoscia: la sua dichiarazione di voler fare unicamente un'indagine "psicologica" sulla natura del peccato originale va presa con cautela. La trattazione in realtà tocca di volta in volta i vari campi interessati all'arduo problema: la teologia dogmatica, la metafisica, la fenomenologia o psicologia in senso proprio...: ma se si deve dichiarare una dominanza, essa a nostro parere va attribuita alla metafisica tenendo presente all'inizio l'origine teologica del problema (il dogma del peccato originale) e gli spunti biblici della sua potente analisi fenomenologica (la tentazione, il demoniaco...) che operano continuamente in ogni punto del trattato. L'idea centrale è quindi che l'angoscia è il presupposto del peccato originale rispetto alla caduta di Adamo ed Eva, come lo è per la caduta nel peccato di ogni loro discendente. Il suo oggetto è pertanto il nulla ed è l'avvertenza di questo nulla che rivela all'uomo di essere una sintesi di anima e corpo nello spirito: quando questa sintesi vien tolta, con la caduta, l'uomo si accorge di essere un peccatore davanti a Dio. […] Ma, se l'angoscia può essere occasione di caduta e di perdizione, può anche e deve essere – con la sua scoperta degli orrori del peccato – una tappa per incamminarsi verso il bene e la salvezza: il più spaventoso e pericoloso di questi orrori – a cui son esposte le nature in particolare più spirituali – è la tentazione del suicidio, ma l'uomo ha in sua mano un punto solido a cui ancorarsi, ed è precisamente la «fede» che mette in fuga ogni angoscia e rende possibile il dispiegamento positivo delle energie dello spirito per accostarsi a Dio.» (Dallo scritto di Cornelio Fabro). Prefazione di Vigilius Haufniensis.
Argomentare, Watson! Come smascherare i cattivi ragionamenti e sopravvivere al dibattito pubblico
Eugenio Radin
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2024
pagine: 208
Come facciamo a distinguere un ragionamento corretto da uno scorretto? Esiste un modo di ragionare giusto, che conduca a conclusioni valide? Sì, esiste e si può imparare. È un'arte antica, risale alla Grecia di Pericle, l'ha codificata Aristotele: è l'arte dell'argomentazione. Questo libro ci insegna a riconoscere i falsi argomenti, ossia le fallacie: lo fa attraverso le storie di uno dei più grandi ragionatori di tutti i tempi, l'amatissimo Sherlock Holmes che guida noi e l'esterrefatto Watson a disvelare gli inganni che si annidano nei ragionamenti. Attraverso dieci veri e propri racconti polizieschi, siamo chiamati a trovare la fallacia che sta in agguato nell'ombra e a vederci chiaro. È dal sonno della ragione che nascono i mostri, ma possedere la spada affilata dell'argomentazione e saperla usare può aiutarci a tenerli lontani, di qualsiasi tipo essi siano: reali, immaginari, politici, etici, comunicativi.
Il pensiero postnazista. Controstoria della filosofia. Volume Vol. 10
Michel Onfray
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2024
pagine: 384
Onfray affronta il pensiero filosofico europeo dopo la catastrofe nazista. Nel 1945, l'apertura dei campi di sterminio nazisti determina la fine di gran parte del pensiero occidentale, dalla sua prima formulazione greca fino all'Illuminismo. Una fine che consiste fondamentalmente nell'impossibilità di rispondere alla domanda fatale: come si è arrivati al rogo dell'Europa per mano nazista? Giunto al decimo volume della sua monumentale Controstoria della filosofia, Michel Onfray esamina i pensatori che forse più di tutti si sono interrogati sulla condizione umana dopo la catastrofe: Hannah Arendt, Hans Jonas e Günther Anders. Arendt, allieva e amante di Heidegger (nazionalsocialista e compiutamente nichilista), indaga il totalitarismo in tutta la sua ampiezza, insieme ad altri aspetti che hanno accompagnato la crisi della cultura europea: l'infantilizzazione degli adulti, la scienza senza coscienza e la crisi dell'educazione. Per Jonas, il mondo postnazista è messo in pericolo dallo sviluppo tecnologico, da cui - ante litteram - la necessità di una militanza ecologista per risvegliare le coscienze. Ad Anders appartengono molte delle più profonde riflessioni sull'uomo nell'età della tecnica – dalla bomba atomica allo strapotere dei media, dalla tecnologia applicata ai corpi all'ideologia capitalista: ne concluderà che «l'uomo è antiquato». Con la consueta libertà d'analisi, Onfray mette a confronto tre sistemi di pensiero nati all'ombra di Heidegger, che finiscono per convergere su quello stesso nichilismo sorto dalle macerie della propaganda nazista: senza mai però abbandonare un principio di speranza anche nel pieno dell'apocalisse.

