Libri di Epicuro
Lettera sulla felicità
Epicuro
Libro
editore: ROI edizioni
anno edizione: 2026
pagine: 80
La felicità non è un lusso per chi ogni giorno riserva uno spazio alla cura della propria anima
Lettera sulla felicità. Ediz. Integrale Garzanti
Epicuro
Libro
editore: Garzanti
anno edizione: 2026
pagine: 80
Non temere la morte, non avere paura degli dei, il bene è facile da conquistare, il male è lieve da sopportare: è questa, per
Lettera sulla felicità-La vita felice
Epicuro, Lucio Anneo Seneca
Libro
editore: Demetra
anno edizione: 2026
pagine: 208
Per Epicuro come per Seneca la felicità nasce dal togliere, non dall'accumulare
Lettera sulla felicità. Testo greco a fronte
Epicuro
Libro: Libro rilegato
editore: Newton Compton Editori
anno edizione: 2024
pagine: 128
«Non si può vivere felici senza saggezza, onestà e giustizia, né vivere saggiamente, onestamente e con giustizia senza vivere felici; chi non possiede tutto ciò non può vivere felice». In queste pagine sono state sapientemente raccolte, oltre alla celebre lettera a Meneceo sulla felicità, le massime e i pensieri di uno dei più raffinati filosofi dell'antichità. Le sue parole compongono un teorema morale di sorprendente modernità, un vero e proprio breviario di saggezza. Nonostante siano passati più di duemila anni, Epicuro parla ancora con la stessa forza all'uomo del nostro tempo: insegna a non avere timori e pregiudizi, a non temere il male e la morte, a non sorprendersi mai e a vivere seguendo soltanto gli insegnamenti dettati dalla propria coscienza.
Lettera sulla felicità
Epicuro
Libro
editore: Einaudi
anno edizione: 2014
pagine: 88
L'uomo che vive con l'animo sereno è paragonato da Epicuro a colui che, al sicuro sulla terraferma, osserva con distacco il mare in tempesta. Questa è l'immagine epicurea della felicità, che ben rappresenta quale sia lo scopo ultimo della filosofia: procurare piacere all'uomo, allontanandolo dal "mare in tempesta" delle false ansie, dei timori e dei cattivi pensieri e, soprattutto, distogliendolo dalle acque agitate dei desideri irrealizzabili. Per afferrare il vero piacere, quello che porta alla felicità, non servono infatti chissà quali ricchezze: basta imparare ad allontanare la sofferenza e vivere del necessario. Saremo così liberi dai falsi bisogni, felici di ciò che abbiamo, capaci di affrontare la sorte e, nel caso arrivi di più, pronti ad apprezzarlo. La traduzione di Angelo Pellegrino, condotta con rigore filologico, è accompagnata da una puntuale introduzione - che ricostruisce la figura di Epicuro e il significato della sua opera - e da altri celebri testi epicurei, che sono stati sovente ripresi anche dalla mistica cristiana: le "Massime Capitali", il "Gnomologium Vaticanum Epicureum" e la "Vita di Epicuro".
Lettera sulla felicità
Epicuro
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2007
pagine: 90
Un giardino aperto alle donne e agli schiavi, dove domina il vincolo dell'amicizia e la filosofia ha il compito di alleviare le sofferenze umane: questa la scuola retta da Epicuro per trentacinque anni e vissuta nella venerazione del maestro fino al IV secolo d.C. L'etica epicurea, il tetrafarmaco che libera l'uomo dalle paure e dai pregiudizi, ha affascinato i discepoli del maestro e ancora oggi è in grado di consolare e di indicare la via della saggezza: il saggio, come Epicuro, non teme la morte, non è afflitto dalle incertezze e vive "come un dio fra gli uomini".
Lettera sulla felicità
Epicuro
Libro: Opuscolo
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2024
pagine: 64
La vita è come un banchetto al quale si è invitati, ma si può esserne cacciati in ogni istante. Il saggio quindi non si getta avidamente sulle prime portate che ha a disposizione, né rifiuta il cibo in attesa di una pietanza migliore, ma consuma con moderazione ciò che viene servito, consapevole che il suo pasto potrà essere interrotto in maniera inattesa. Dal pensiero antico, consigli per una reale felicità nella vita.
Lettera sulla felicità-Gnomologio vaticano-Massime capitali-La vita di Epicuro. Testo greco a fronte
Epicuro, Diogene Laerzio
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Crescere
anno edizione: 2023
pagine: 128
La lettera a Meneceo è conosciuta come la lettera sulla felicità ed è il testamento che Epicuro lascia all'uomo: il più grande valore che si può riconoscere nell'opera è aver voluto sottrarre la vita dell'uomo alle incertezze della sorte, affidando l'esistenza all'uomo stesso, rendendolo responsabile della propria felicità e ponendolo al centro della riflessione filosofica. Nell'opera si legge la necessità di liberare l'uomo dalla paura della morte, dalla schiavitù rispetto alle convenzioni sociali, dalla fatica della vita pubblica, dal timore degli dei. Lo stesso tenore ritroviamo nelle Massime Capitali e nello Gnomologio Vaticano: sono attribuite a Epicuro, o più probabilmente all'ambiente epicureo ed entrambe sono raccolte di massime a carattere filosofico e morale. In esse il filosofo da prova del suo famoso stile chiaro e immediatamente comprensibile, che proprio per questo rende le massime incisive e dirette, allo scopo di rendere l'uomo in grado di raggiungere la felicità: qui, come in tutta la sua opera, Epicuro lancia un richiamo all'immanenza della vita umana e alla sua importanza, mai svincolandola dalla ragione, dal rispetto della legge, dalla conoscenza, e fondandola sul valore immortale dell'amicizia. Completa il volume la Vita di Epicuro, scritta dallo storico Diogene Laerzio: nel testo si ripercorre la vita del filosofo in relazione alla sua infanzia e alla sua formazione. Si racconta inoltre della fondazione della scuola e dei rapporti con i contemporanei.
Scritti morali. Testo greco a fronte
Epicuro
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2021
pagine: 240
Epicuro è considerato il “filosofo del piacere”, ma il piacere – egli insegna – consiste nell'assenza di dolore nel corpo e di turbamento nell'anima e chi vuole vivere nel piacere deve vivere come un asceta. Perché allora utilizzare questa parola tanto equivoca per indicare il fine dell'uomo? Perché è proprio quando il corpo soffre o ha requie che l'io e l'anima emergono e si svelano a sé e agli altri. E proprio all'anima e all'io Epicuro si rivolge, in un mondo in cui l'uomo si trova solo con se stesso, faccia a faccia con il mistero dell'esistenza. Lo studio dell'opera condotto da Carlo Diano, il cui contributo all'interpretazione del filosofo greco è universalmente considerato fondamentale, illustra con esemplare chiarezza i caratteri principali del pensiero epicureo ed è reso in questa edizione ancora più dirimente grazie alla nuova presenza delle Lettere di Epicuro e dei suoi in appendice.
Lettera sulla felicità. Massime capitali. Testo greco a fronte
Epicuro
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2010
pagine: 61
Che cos'è la felicità? In una "Lettera sulla felicità" a Meneceo Epicuro sostiene che non c'è età per conoscere la felicità: non si è mai né troppo vecchi né troppo giovani per occuparsi del benessere dell'anima. Nella sua vita naturale l'uomo allontana da sé il dolore sia fisico che psichico e l'assenza di queste due cause porta al raggiungimento della felicità. Ma non è sufficiente: Epicuro sostiene che si deve provare piacere e quindi classifica i piaceri dividendoli in tre grandi categorie: i piaceri naturali e necessari; i piaceri naturali ma non del tutto necessari; i piaceri del tutto accessori. L'uomo ha anche delle necessità sovra-strutturate come l'ambizione a migliorarsi, a crescere intellettualmente, a primeggiare sugli altri. Per raggiungere questi obiettivi mette in campo tutta la sua passione e la sua anima e quando raggiunge l'obiettivo trova un appagamento di felicità proprio dell'intelletto. In questa breve lettera, Epicuro ci insegna cosa serve per essere felici, e cosa invece ostacola il raggiungimento della felicità.

