Quodlibet
Il grande mantenuto
Alberto Ravasio
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
Il grande mantenuto è un giovane laureato che vuole fare lo scrittore ma è nato in una famiglia dove nessuno sa leggere. La sua catastrofica vocazione non è fame di fama o creatività molesta: è la volontà di sbarazzarsi dei troppi padri, il desiderio di nascere direttamente dal proprio cervello e deludere tutti, dai parenti cattocontadini al dio sordomuto. Dopo aver lasciato Bergamo, sua zolla natale, mentre prova a scrivere come fosse un lavoro vero, il grande mantenuto è costretto a farsi mantenere da chi capita andando su e giù lungo le fasce di reddito: vive con una coppia di lesbiche lecchesi, scrive nello spogliatoio di una prostituta bresciana, visita il buco domestico del più grande scrittore europeo nullatenente, frequenta l’ambiente malaeditoriale nel ruolo di spacciatore di manoscritti fino a quando, innamoratosi di una filosofessa dei Navigli, entra nell’immondo mondo altoborghese che si rivelerà essere ancora più mantenuto di lui. Il grande mantenuto del titolo assume così tanti significati quanti sono i personaggi del romanzo. Grande mantenuto è l’aspirante scrittore ma è anche lo scrittore letterario che non può vivere di scrittura perché adesso scrivono tutti, grandi mantenuti sono i professionisti della cultura nati ricchi, grandi mantenuti sono i trentenni intrappolati in un’adolescenza perenne, sempre al verde. Sorta di Martin Eden aggiornato e ormai impossibile, ambientato negli anni dal 2008 al 2020, dalla crisi finanziaria al covid, Il grande mantenuto è dunque il sintomo di una società che, abolito il Novecento con le sue famigerate lotte, torna a una fissità economica quasi ottocentesca: i ricchi sono ricchi, i poveri sono poveri e la cultura è dichiarazione dei redditi per i primi e vertiginoso discensore sociale per i nuovi ultimi.
Storia di un'amicizia
Ermanno Cavazzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 252
Questo è un libro di avventure successe davvero, a me e a Gianni Celati, un libro di passioni letterarie, di personaggi un po’ svitati incontrati o transitati nei pressi, un libro sulla vita, la morte, l’eternità; ed è la storia della nostra amicizia, con tutta l’allegria delle vicende più memorabili, e il triste, inevitabile, fatale finale che aspetta tutti, laggiù, quando è scaduto il tempo della sua vita. Gianni Celati (1937-2022), oltre che amico, è stato un magistrale scrittore del secondo Novecento, che senza appartenere a nessuna corrente classificabile, ha però suggestionato tanti altri più giovani autori, me compreso, che infatti qui compaiono coi loro tic, le loro manie, le loro benemerenze. È la descrizione di un’epoca, passata come un sogno, già volato via, che ha fatto in tempo a posarsi su queste pagine, con la delicatezza dei ricordi. Dunque niente critica, niente canonica biografia, è un libro di fantasie narrate, una favola, la favola di un’amicizia, autentica, vissuta, con tutto ciò che ne è scaturito di bello. Buona lettura, spero che anche commuova.
Lezioni di fotografia
Luigi Ghirri
Libro: Libro rilegato
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 320
«Il lavoro di Ghirri sembra avere un effetto quasi universale su chiunque s’imbatta in lui. Si guarda una mezza dozzina di sue foto e si cade subito sotto il suo incantesimo. L’iniziale reazione entusiastica – “Che grande fotografo!” – produce, sulla base di pochi altri esempi della sua arte, la convinzione: “È un grande fotografo!”. In realtà, questa potrebbe essere una minimizzazione. Con una più avanzata capacità di valutazione fotografica non si diventa semplicemente ammiratori di Ghirri; ci si converte». Geoff Dyer «Tutti i tipi di foto costituivano per Luigi un alfabeto, da Walker Evans (il suo fotografo preferito), al fantastico Eugène Atget, ad André Kertész, ai personaggi di Nadar, agli innovatori Moholy-Nagy e Muybridge. A Reggio Emilia Luigi non insegnava la foto come arte separata dal resto, ma come appartenente a un alfabeto dove si collegano varie abitudini del vedere, e in cui riconosciamo un mondo abitabile». Gianni Celati Il volume presenta la trascrizione integrale delle lezioni tenute da Luigi Ghirri all’Università del Progetto di Reggio Emilia tra il 1989 e il 1990.
Stefano Cerio. Brenva. Ediz. italiana e inglese
Libro: Libro rilegato
editore: Quodlibet
anno edizione: 2025
pagine: 148
Il lavoro di Cerio si spinge oltre la ricerca degli effetti del cambiamento climatico, perché interroga la condizione stessa della visibilità e della permanenza nell’epoca che vede consumarsi ogni residua illusione di stabilità. I ghiacciai hanno registrato per millenni le dinamiche atmosferiche, il depositarsi delle polveri, le variazioni minime del clima. La loro progressiva sparizione diviene in definitiva la prefigurazione di ogni oblio, di ogni sparizione. La sua tragedia è la tragedia di tutti. La fotografia diventa così un’azione minima ma necessaria: un tentativo di salvataggio del senso nel momento stesso in cui assiste alla sua dissoluzione.
Grand Tour. Ediz. italiana e inglese
Manfredi Gioacchini
Libro: Libro rilegato
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 184
Oggi cosa significa misurarsi con l’esperienza leggendaria del Grand Tour finanche a intitolare un progetto con questo nome? Certamente gli itinerari del Grand Tour stanno alle spalle del lavoro di Manfredi Gioacchini. Tuttavia, scorrendo le pagine di questo libro, viene da chiedersi: è un viaggio fisico, realmente percorso nei luoghi, o è soprattutto un viaggio della mente, nella consapevolezza e nella memoria degli spazi? Intorno a questa sottile ambiguità prende forma l’affascinante racconto per immagini di Gioacchini, nel paesaggio fisico, ma anche nell’immaginario dei luoghi che attraversa e abita. Con uno sguardo partecipe alle cose, pronto alla stupefazione, alla meraviglia della scoperta, questo autore invita l’osservatore alla contemplazione, e proprio per questo le sue immagini assumono il valore di un vero e proprio ‘stile’, più vicino all’idea ghirriana di paesaggio che a quella degli Alinari o della pittura sette-ottocentesca. D’altronde, come ha scritto il maestro emiliano: ‘la fotografia non è pura duplicazione o cronometro dell’occhio che ferma il mondo fisico, ma un linguaggio nel quale la differenza fra riproduzione e interpretazione, per quanto sottile, esiste e dà luogo a un’infinità di mondi immaginari’. Da Napoli e la Costiera Amalfitana alle ville palladiane e a Venezia, dalla Puglia a Roma e Gaeta, fino ai colli bolognesi, passando per Mantova, Milano e Torino, nel suo personale Grand Tour Gioacchini coglie la stratificazione di culture e civiltà che caratterizzano l’Italia facendone un punto d’osservazione privilegiato capace di raccontare in un colpo d’occhio la storia dell’intero Occidente; uno ‘spazio contemporaneo’, come qualcuno ha osservato, perché accoglie in sé epoche diverse che sono visibili simultaneamente. Così il paesaggio che ci mostra non è più solo una realtà visiva, ma soprattutto la rappresentazione di ciò che una cultura può offrire»
Giù la piazza non c'è nessuno
Dolores Prato
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2024
pagine: 888
"Giù la piazza non c’è nessuno" è il libro che Dolores Prato dedica alla sua infanzia di «bastarda integrale» – figlia di padre ignoto e di una madre che la affida a due vecchi zii all’età di tre anni – e a Treja, la piccola città delle Marche che fu «bambina con lei» tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. L’autrice compose questo lavoro quasi novantenne, «con la libertà estrema di chi gioca l’ultima carta», ricucendo e dettando appunti e brogliacci in parte già predisposti sin dagli anni Quaranta. Con piglio spericolato e perentorio, dalle pagine del testo sorgono davanti agli occhi del lettore, come se accadessero per la prima volta, il tappeto dai colori cangianti su cui la bambina s’incanta dopo aver temuto un nuovo abbandono; la sua inappetenza corretta forse dal consiglio di un medico, forse da una grazia estorta alla Madonna di Loreto; lo zio prete che verosimilmente ha strani commerci col diavolo e aggiusta senza chiedere compenso le pignatte rotte dei poveri; il chiacchiericcio del paese per gli sguardi d’amore alla finestra tra la figlia del macellaio e la sarta; Treja che è «una canestra enorme di persone, di paure, di meraviglie, di parole in movimento», dentro la quale la bambina non sa «d’essere infelice» e tuttavia impara, e crea i suoi saperi. Sovranamente musicale nell’attingere alle risorse dell’oralità, gioiosa nel labor limae, conscia dei toni e dei modi della satira antica, Dolores Prato regala alla letteratura del Novecento una miriade di immagini di un mondo scomparso, con descrizioni e accenni che compendiano e superano molti libri d’antropologia. Nello stesso tempo, crea un leggerissimo e ipnotico nastro narrativo, un caleidoscopio di visioni denso di humour e candore, di meraviglie e misteri, che catturano e avvincono, fanno sorridere e rabbrividire, perché accadono contemporaneamente negli occhi della bambina, dentro la città (e le case, le botteghe, la campagna) e nel presente magico e incandescente della sua scrittura.
Horkos. Il sacramento del linguaggio Archeologia del giuramento
Giorgio Agamben
Libro: Libro in brossura
editore: Quodlibet
anno edizione: 2023
pagine: 102
Che cos'è il giuramento, qual è la sua origine e quale il suo scopo, se esso sembra mettere in questione l'uomo stesso come animale politico? L'«archeologia» del giuramento che questo libro propone cerca di rispondere a queste domande, in una prospettiva in cui il problema del giuramento e il problema del linguaggio appaiono inseparabili. Attraverso un'indagine di prima mano sulle fonti greche e romane, che ne mette in luce il nesso con la legislazione arcaica, la maledizione, i nomi degli dei e la bestemmia, Agamben situa, infatti, l'origine del giuramento in una dimensione nuova, in cui esso appare come l'evento decisivo nell'antropogenesi, nel diventar umano dell'uomo. Il giuramento ha potuto costituirsi come «sacramento del potere» perché esso è innanzitutto il «sacramento del linguaggio», in cui l'uomo, che si è scoperto parlante, decide di legarsi alla sua parola e di mettere in gioco in essa la sua vita e il suo destino.
Tivoli. Progetti per la città e il territorio
Luca Reale
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 180
Tivoli è una città complessa, stratificata, potente e fragile al tempo stesso
Landshape. Nuove forme e azioni nei paesaggi contemporanei
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 256
Landshape è una riflessione sul tema dello spazio a grande scala, della sua forma, o delle forme che lo popolano, che nel cors
Rassegna di architettura e urbanistica
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 112
In questo numero contributi di: Maria Argenti, Luca Reale, Jacopo Gresleri, Stefano Guidarini, Luca Reale, Giordana Ferri, Mar
Edificio alto e città. «Tipi, variazioni, ripetizioni, ...» nei progetti urbani di Gianugo Polesello
Alessandro Perego
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 160
In un momento storico nel quale il raggiungimento dell'altezza e la definizione tipologica dell'edificio alto sono affidate pr
Dentro a la selva antica
Pier Franco Uliana
Libro
editore: Quodlibet
anno edizione: 2026
pagine: 272
La viza, la selva sul cui limitare Uliana si è perso e ritrovato, è la selva del Cansiglio, ma, come in Dante, è anche la selv

