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Passigli: LE OCCASIONI

Paesaggi d'amore. Poesie per Leonor e altre poesie. Testo spagnolo a fronte

Paesaggi d'amore. Poesie per Leonor e altre poesie. Testo spagnolo a fronte

Antonio Machado

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2010

pagine: 185

Una scelta delle più belle poesie d'amore di Antonio Machado non può che proporsi in tutta la sua varietà. Infatti, l'ambito in cui si esercita la tematica amorosa nella produzione poetica di questo grande scrittore è estremamente ricco e insieme complesso. Comprende, naturalmente, le poesie scritte per la moglie, Leonor Izquierdo Cuevas, morta giovanissima, e le poesie nate invece da un amore maturo e clandestino per una donna sposata Pilar de Valderrama, cantata con il nome di Guiomar -, ma non si esaurisce in esse. "L'amore è amore, qualunque sia l'oggetto su cui si indirizza il sentimento, persona o cosa", scrive Giovanni Battista De Cesare nella prefazione al volume. E certamente questo vale ancora di più per un poeta come Machado, così legato al suo Paese e alla sua storia, e che amò profondamente il paesaggio di Soria, in un tempo in cui la Castiglia assurgeva a simbolo e somma degli ideali di una grande generazione di intellettuali spagnoli. E dunque accanto alle poesie per Leonor e per Guiomar, questa antologia riunisce anche alcune delle poesie più rappresentative del Machado cantore della sua terra, in un insieme di paesaggi d'amore che rappresentano una delle più alte esperienze poetiche del Novecento.
18,00

Finzioni d'amore. Lettere con Ofelia Queiroz

Finzioni d'amore. Lettere con Ofelia Queiroz

Fernando Pessoa

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2010

pagine: 90

Sotto il titolo "Finzioni d'amore" si trova qui riunita una scelta delle lettere tra Fernando Pessoa e Ofelia Queiroz. Lettere d'amore, certo, e come tali destinate - secondo l'eteronimo pessoano Alvaro de Campos - ad "essere ridicole"; ma anche lettere che ancora una volta rivelano la difficoltà, o meglio l'impossibilità, per Pessoa di vivere in piena aderenza una propria univoca e credibile vita personale. Ci si può infatti chiedere - come fa Paolo Collo nella prefazione - quale Pessoa avesse di fronte Ofelia mentre gli scriveva le sue lettere d'amore. Lei era una e ben riconoscibile, una giovane donna innamorata che ai tempi del loro incontro non aveva ancora vent'anni; ma lui si chiamava già, allora, oltre a Fernando Pessoa, A.A. Crosse, Ricardo Reis, Alvaro de Campos... L'eteronimia per Pessoa è alla fine un sollievo e una condanna, e anche queste lettere d'amore sembrano darne conto, fino alla bellissima lettera del 29 novembre 1920, la lettera di un primo addio (il carteggio riprenderà infatti nove anni più tardi): "Il Tempo, che invecchia volti e capelli, invecchia anche, ma ancora più in fretta, gli affetti più coinvolgenti. La maggior parte delle persone, perché è stupida, non se ne rende conto, e crede di continuare ad amare perché ha l'abitudine di sentire se stessa che ama. Se così non fosse, al mondo non ci sarebbero persone felici".
10,00

I duellanti

I duellanti

Joseph Conrad

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 133

«Ho cercato di infondergli un po' dello spirito dell'epoca. Fra i miei antenati, ho avuto due ufficiali di Napoleone: un mio prozio materno e il nonno paterno. Si tratta dunque quasi di un affare di famiglia»: così scriveva Joseph Conrad ad un amico a proposito di questo lungo racconto, raccolto insieme ad altri cinque nel 1908 sotto il titolo di A Set of Six (Un gruppo di sei); 'un racconto militare' - come recita il sottotitolo - che prese spunto da una serie di conversazioni che lo scrittore ebbe a Montpellier con un ufficiale di artiglieria. Se, come è stato osservato, si tratta del racconto forse meno conradiano fra quelli del grande scrittore, è pure vero che anche in quest'opera la grande arte di Conrad si svela in tutta la sua potenza, e proprio nel reiterarsi quasi imponderabile del conflitto che mette di fronte i due protagonisti della vicenda, l'aristocratico D'Hubert e l'impetuoso Feraud, nell'ambito del ben più vasto conflitto delle guerre napoleoniche. Si è giustamente sottolineato come il senso dell'onore sia al centro della vicenda; e tuttavia c'è un aspetto non meno importante, e forse preponderante, da richiamare, e cioè l'assoluta inconsistenza dei fatti da cui tutto trae origine, ma che non vale a scongiurare l'ineluttabilità della sorte che i due contendenti si trovano ad affrontare. Ed è forse questo l'aspetto più conradiano dell'intera narrazione.
10,00

Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke. Testo tedesco a fronte

Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke. Testo tedesco a fronte

Rainer Maria Rilke

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 93

Scritto di getto "in una notte di nuvole e luna", come ebbe a scrivere il poeta stesso, il "Canto d'amore e morte dell'alfiere Christoph Rilke" appartiene alla leggenda non meno che alla storia dell'opera e della figura di Rainer Maria Rilke. In questo testo in prosa ritmica, vero e proprio poème en prose, l'autore giovanissimo ripercorre un viaggio immaginario di un presunto antenato morto al seguito dell'esercito imperiale nella campagna contro i Turchi del 1664. Ma il pretesto si trasforma subito in una sorta di amalgama entro il quale Rilke fonde - all'indomani del primo, importantissimo viaggio in Russia compiuto insieme a Lou Salomé - tutti i temi e le intuizioni della sua poetica giovanile. Il motivo della morte precoce, l'iniziazione alla morte attraverso l'amore, la figura dell'eroe come emblema della comunità delle stirpi, l'eros come forza ancestrale, insomma tutti quelli che saranno gli elementi costitutivi della poetica rilkiana nell'arco del primo ventennio del secolo, sono qui per la prima volta armonizzati in una tensione ininterrotta cui fa da sostegno una mirabile perizia linguistica e compositiva.
10,00

Ode alla notte e altre odi elementari. Testo spagnolo a fronte

Ode alla notte e altre odi elementari. Testo spagnolo a fronte

Pablo Neruda

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 172

Con "Ode alla notte" prosegue la serie di volumi dedicati alle "odi elementari" di Fabio Neruda, un capitolo che resta fra i più alti della sua poesia, e certamente fra i più popolari. La poesia delle odi nerudiane elegge infatti a suo tema anche le cose più umili, e insieme i grandi fenomeni naturali, le persone e i sentimenti, ricreandoli in un'atmosfera quasi fanciullesca di "primo incontro" con essi, e riflettendo sulla magia delle loro presenze nella vita dell'uomo. Questa quarta selezione di "odi" si rivolge al tempo, a quello atmosferico non meno che al suo fluire nelle nostre vite: e dunque l'alternarsi di notte e giorno, delle stagioni e dei mesi, ma anche la pioggia - presenza costante nella poesia di Neruda -, il vento, la tormenta. Ne scaturisce una straordinaria serie di poesie che sono fra le più intense del grande poeta cileno, una nuova esemplare testimonianza di un canzoniere poetico che non smette mai di affascinarci e stupirci.
14,00

Precauzione inutile

Precauzione inutile

Marcel Proust

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 149

Consegnato dallo stesso Proust nell'autunno del 1922 alle "Oeuvres libres" di Fayard e presentato dall'autore come "un romanzo inedito e completo", "Precauzione inutile" è sì una versione abbreviata de "La prigioniera" (quinto volume della Recherche), ma è anche opera in sé compiuta e perfetta, tale da non dare niente affatto l'impressione di risultare mutilata o impoverita. Se lo scopo dello scrittore, e soprattutto dell'editore, era infatti quello di pubblicare una parte della "Recherche" come intento promozionale per tutta l'opera, è però anche vero che tale 'riduzione' consente all'autore di concentrare la storia narrata sul serrato confronto tra i due amanti, Marcel e Albertine, lasciando fuori quegli scorci di vita sociale - il lungo ricevimento dei Verdurin, il pomeriggio della duchessa di Guermantes - che ne "La prigioniera" servivano a bilanciare il "corpo a corpo" fra i due personaggi, così differenti per condizione e carattere. Ne risulta non solo un bellissimo romanzo a sé, ma anche uno straordinario studio della gelosia, "una di quelle malattie intermittenti la cui causa è capricciosa, imperativa, sempre identica nello stesso malato, talvolta completamente diversa in un altro".
12,00

Storia della mia morte

Storia della mia morte

Lauro De Bosis

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 133

Verso le 8 di sera del 3 ottobre 1931, un piccolo aeroplano sorvolò il cielo di Roma lasciando cadere centinaia di migliaia di manifesti che invitavano gli italiani, e in particolare il Re, a ribellarsi contro la dittatura fascista. Alla guida di quell'aereo c'era un giovane intellettuale che da qualche anno aveva costituito un'associazione clandestina dal titolo 'Alleanza Nazionale': Lauro De Bosis. Nato nel 1901, figlio del celebre Adolfo fondatore della rivista "II Convito", Lauro apparteneva a quella gioventù 'moderata' che dapprincipio aveva mostrato una certa simpatia per il movimento fascista, sentito come una sorta di prolungamento del Risorgimento e, come scrive Gaetano Salvemini, "un risveglio del sentimento nazionale offeso". Ma l'illusione durò poco, e in breve Lauro ne divenne un fiero avversario. Il volo su Roma era un'impresa con scarse possibilità di sopravvivenza, e Lauro ne era ben consapevole. Così, prima di partire aveva redatto, in francese, perché fosse diffusa nei giornali dell'Europa libera nel caso non fosse riuscito a salvarsi (come fu in effetti) la "Storia della mia morte", suo straordinario testamento spirituale. L'aereo di Lauro non fu mai trovato; con ogni probabilità, dopo aver effettuato il volo su Roma, si trovò a corto di carburante e precipitò in mare. Con la prefazione di Gaetano Salvemini e la testimonianza di Sibilla Aleramo.
12,00

Mozart. In viaggio verso Praga

Mozart. In viaggio verso Praga

Eduard Mörike

Libro: Libro in brossura

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 127

Scritto nel 1856, "Mozart in viaggio verso Praga" è forse la migliore, certo la più famosa, delle opere di Eduard Mòrike (Ludwisburg, 1804 - Stoccarda, 1875). Lo spunto del racconto è già tutto nel titolo: vi si narra, infatti, il viaggio che Mozart intraprese in compagnia della moglie Costanza alla volta di Praga, nell'autunno del 1787, in occasione della prima rappresentazione del Don Giovanni. Siamo ben lontani, tuttavia, dal racconto storico; a Mòrike non interessa la realtà di quel viaggio ed anche nella ricostruzione dei personaggi non c'è alcun intento documentaristico. Quel che importa qui a Mòrike è invece di rivivere e far rivivere la sensibilità gaia e tragica insieme del grande musicista, in un idillio settecentesco pieno di malinconia e di grazia. E forse è proprio questa la ragione della fortuna e, se si vuole, della modernità di questo racconto: la capacità dello scrittore di calarsi interamente nella personalità che ritrae, suggerendole modi e discorsi che, se non sono mai esistiti nella realtà del personaggio storico, appartengono comunque al suo mondo, all'eco non meno reale che l'opera di Mozart ha saputo trasmetterci.
9,00

Favole erudite per bravi vecchi bambini

Favole erudite per bravi vecchi bambini

Mark Twain

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2009

pagine: 60

Scritto nel 1874 per la celebre rivista "The Atlantic Monthly", queste "Favole erudite per bravi vecchi bambini" di Mark Twain (1835-1910) sono in realtà un'unica favola che permette al grande scrittore americano di fornire uno spaccato dei luoghi comuni dell'"americanismo" del tempo: la fiducia nell'avvenire grazie alla scienza e al progresso, lo strenuo ottimismo, la ricchezza come unico valore... Così la spedizione scientifica degli animali della foresta, dal dottor Ranocchio al signor Cavalletta, dal professor Lumaca all'Esercito dei vermi, e fino all'umile, più ragionevole e continuamente zittito Scarabeo, serve a mettere a fuoco la mai tramontata e sempre attuale cecità e vanagloria umana, con 'scoperte' che vanno dall'individuazione del solstizio invernale nelle rotaie del treno al misterioso "ritrovamento lamellibranchiforme" sul quale il Re viene portato in processione e che non è altro che stereo di vacca.
7,50

Il ballo di Sceaux

Il ballo di Sceaux

Honoré de Balzac

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2008

pagine: 93

Apparso per la prima volta nel 1830, "Il ballo di Sceaux" appartiene alla produzione giovanile di Balzac, e possiede l'impareggiabile freschezza di altri suoi racconti dell'epoca, prime importanti tessere del gigantesco mosaico della Commedia umana. "Il ballo di Sceaux o Il pari di Francia", così recita il suo titolo per esteso, ma potrebbe forse chiamarsi piuttosto "come non sposare un pari di Francia", perchè proprio questo è in realtà il motivo conduttore di questo racconto: una storia d'amore e vanità.
8,50

L'arte di persuadere

L'arte di persuadere

Blaise Pascal

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2008

pagine: 76

"Odio le parole enfatiche": questa l'ultima frase de "L'arte di persuadere", che si conclude con una lacuna dovuta a un copista o allo stesso Pascal, ma che comunque suona come un'adesione al pensiero di Montaigne, il grande critico dell'amor proprio e della vanità delle cose mondane. Ma là dove lo scettico Montaigne si ferma dopo aver fatto tabula rasa, l'apologeta cristiano, che non può essere indifferente al risultato di una disputa, deve fare un passo avanti, sostenere che, stabilite le buone regole del ragionamento, sia possibile convincere e convertire l'interlocutore. Scritto verso il 1660, "L'arte di persuadere" si riallaccia alla polemica fra giansenisti e gesuiti, importante disputa teologica che stava molto a cuore a Pascal; ma è al tempo stesso una sorta di essenziale e limpido "discours de la méthode" di Pascal stesso, che troviamo poi applicato nell'altro testo qui riunito, la prima delle famose "Lettere provinciali" scritte in quello stesso periodo.
8,00

Il povero musicante

Il povero musicante

Franz Grillparzer

Libro: Copertina morbida

editore: Passigli

anno edizione: 2008

pagine: 155

A distanza di dieci anni (1828-1838) Franz Grillparzer scrisse due racconti che restano come gli unici esempi narrativi di uno dei maggiori drammaturghi dell'Ottocento, "Il povero musicante" e "II convento presso Sendomir". "Il convento presso Sendomir" è un racconto di impianto romantico, la storia di una passione travolgente che porta il protagonista a punire delitto con delitto e a vivere per espiare la propria colpa. Ma si deve soprattutto all'altro racconto, "II povero musicante", di spunto più chiaramente autobiografico, la grande fortuna di Grillparzer anche presso i lettori di narrativa, tanto che la vicenda del suonatore che vive mendicando qualche fiorino in cambio di un po' di musica grattata con fatica dal suo violino è divenuta ben presto una delle storie più amate dai lettori tedeschi, anche ai nostri giorni.
10,00

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