Sociologia e antropologia
Il digiuno. Storia, scienza e filosofia del fare a meno
John Oakes
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2025
pagine: 400
Nella primavera dei suoi sessant’anni, John Oakes ha deciso di fermarsi. In un mondo frenetico e dominato dall’imperativo del consumo, in un’epoca segnata da crisi globali e incertezze, ha scelto di sottrarre invece che aggiungere: per sette giorni ha smesso di mangiare. "Il digiuno" è il racconto di questi giorni di privazione volontaria di cibo, e assieme l'esplorazione di una pratica ancestrale e eterna che non ha mai smesso di affascinare le coscienze umane. Che cosa accade quando scegliamo di non mangiare? Quando decidiamo di interrompere il ritmo quotidiano fatto di alimenti, sapori e rituali per affrontare il vuoto? Per Oakes il digiuno rappresenta una rottura in primo luogo culturale: la routine quotidiana è infatti scandita dai pasti e nutrirsi è in un certo modo quasi una norma, tanto che un atto semplice come l’astensione dal cibo può trasformarsi, per esempio nei casi di Gandhi o Bobby Sands, in una potente forma non violenta di dissenso. Negli ultimi anni il digiuno ha guadagnato popolarità anche per altre ragioni: dalla perdita di peso alla disintossicazione dalle scorie lasciate da alcol, droghe e zuccheri, fino a una migliore conoscenza di sé; ma da tempo immemore è soprattutto uno strumento di purificazione e ascesi religiosa, praticato in confessioni anche molto diverse fra loro – dal cattolicesimo al buddhismo – e quasi universalmente sul pianeta. Più che una semplice rinuncia al cibo, in questo libro il digiuno diventa un mezzo di crescita personale che, se praticato in modo informato e limitato nel tempo, può allontanarci dai modelli di vita consumistici e permetterci di ripensare il nostro posto nel mondo.
Modernità esplosiva. Il disagio della civiltà delle emozioni
Eva Illouz
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 368
Il presente ci spaventa perché appare tanto incomprensibile quanto ansiogeno. Caduti i vecchi modelli di spiegazione del mondo, sembra che l’unico filtro tra noi e la realtà siano le emozioni. Spoiler: non finirà bene. Benvenuti nel tempo della modernità esplosiva. Perché sono così infelice? Perché le app di dating mi creano ansia? Perché la paura di fallire può tenermi chiuso in casa per mesi? Perché, se la sera incrocio delle persone nere, cambio marciapiede? Perché la politica mi fa così arrabbiare? Viviamo nel tempo della modernità esplosiva, un tempo in cui siamo quotidianamente sottoposti a una pressione emotiva così forte da renderci bombe a orologeria sempre sul punto di deflagrare. Le nostre esistenze sono abitate da tensioni e contraddizioni insanabili che nascono dal costante conflitto tra una società che ci promette libertà, autorealizzazione, godimento e un futuro - individuale e collettivo - che invece ha un aspetto tutt'altro che roseo. Tramontato il tempo della «modernità liquida», Eva Illouz ci guida nei meandri del disagio di questa nostra nuova, minacciosa, inquieta «modernità esplosiva», servendosi della letteratura, da Annie Ernaux a Madame Bovary, passando per Ishiguro: le storie come punti nevralgici in cui il sociale e l'individuale s'intersecano. E costruendo così un vero e proprio atlante con cui orientarsi nella confusione di un presente che non riusciamo più a comprendere.
Segreto
Massimo Cerulo
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2025
pagine: 144
Cosa è giusto non sapere o non dire per tutelare noi stessi e le relazioni in cui siamo immersi? Nella società contemporanea c'è ancora spazio per il segreto? "Non dirlo a nessuno". Chi non ha mai pronunciato questa frase? E quali responsabilità implica per chi custodisce un segreto? Accanto alla capacità di parlare, quella di saper tacere ha avuto uguale importanza nella storia delle società umane: il segreto - imponendo un patto, talvolta anche indesiderato - crea e distrugge gruppi, genera inclusione ed esclusione, plasma comportamenti e relazioni. E oggi, nella nostra società digitale, dove la caccia a verità e informazioni nascoste sembra essere una moda e dove con un clic puoi distruggere identità ed equilibri delle persone, che significato può assumere questa parola?
Antropologia delle religioni. Temi. Etnografie. Pratiche
Alessandra Brivio, Javier González Díez, Alessandro Gusman
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Hoepli
anno edizione: 2025
pagine: X-310
Questo volume costituisce un'introduzione allo studio antropologico delle religioni che alterna casi etnografici, riflessioni metodologiche, storia della disciplina e i più recenti dibattiti teorici, con l'obiettivo di offrire una panoramica complessiva della materia, che possa anche essere di stimolo per ulteriori percorsi di approfondimento. La prima parte del volume, “Strumenti concettuali per lo studio antropologico delle religioni”, presenta gli strumenti di base della disciplina, definendo in modo critico concetti quali quello di visione del mondo, simbolo, rito, solo per citarne alcuni, attraverso lo studio dei casi etnografici e seguendo le prospettive delle antropologhe e degli antropologi principali che hanno trattato questi temi. La seconda parte, "Intersezioni tematiche", è composta da schede di approfondimento affidate a specialiste e specialisti della tematica trattata e dedicate ad argomenti rilevanti nel dibattito contemporaneo; le schede forniscono una prospettiva antropologica prevalentemente focalizzata sulla pratica dei processi religiosi, sempre in dialogo con i principali approcci e dibattiti contemporanei sul tema. Il volume, frutto del lavoro congiunto dei tre autori e di quello delle collaboratrici e dei collaboratori, intende fornire una visione che sia il più possibile plurale e aperta alla riflessione e alla crescita degli studi in materia di antropologia delle religioni.
Cattivi selvaggi. Come decostruire gli stereotipi sulle popolazioni indigene e perché ci riguarda
Olga Maira Zannoni
Libro: Libro in brossura
editore: Eris
anno edizione: 2025
pagine: 64
Quando si parla di popolazioni indigene, si sente l'argomento come qualcosa di lontano e che non ci tocca. Eppure la questione interessa circa 5 mila popolazioni per un totale di 370 milioni di persone sparse per tutti i continenti del pianeta Terra. Nei loro confronti si usano ancora termini umilianti, razzisti e discriminatori. È invece fondamentale che questa tematica faccia parte dei nostri orizzonti perché ha a che fare con le lotte per la terra, con un serio percorso decoloniale, con l'ecologia, l'estrattivismo e la presa di coscienza delle connessioni che ci sono tra l'esplorazione dei territori indigeni e l'Europa. Il testo si concentra sul continente americano e nello specifico sulle lotte, le rivendicazioni e i temi che girano attorno alla questione indigena brasiliana. Dobbiamo sempre ricordare che quando vediamo il "polmone del mondo che brucia" mettendo in serio rischio il nostro futuro, non siamo noi i soggetti più a rischio, ma coloro che vivono lì, ovvero le popolazioni indigene stesse, che di quel polmone ci vivono. Includere la questione indigena nei nostri discorsi e portare la loro voce nelle nostre lotte è un altro modo per dare supporto e comprendere che, senza di loro, la foresta amazzonica non ci sarebbe più. L'autrice decostruisce l'immaginario stereotipato basato sulle rappresentazioni letterarie coloniali di '500 e '600 e poi cinematografiche, come con il grande cinema Western o classici della Disney come Pocahontas. L'indigeno è il "selvaggio": "buono" quando si arrende al bianco colonizzatore, "cattivo" quando gli resiste. In Brasile dall'inizio del colonialismo si sono estinti migliaia di popoli indigeni, una violenza che si perpetua da secoli senza sosta, un genocidio infinito che ha lasciato segni indelebili nella società. Parliamo di popolazioni sterminate, schiavizzate (il Brasile è stato l'ultimo Stato del continente americano ad abolire la schiavitù nel 1988), cacciate dalle proprie terre per poter accaparrarsi le materie prime presenti nei loro territori, oppure assoggettate tramite forme di assimilazione forzata alla cultura bianca dominante. Oggi la Costituzione brasiliana sancisce che le popolazioni indigene devono essere protette e avere i propri diritti e le proprie culture, che devono essere riconosciute e rispettate dalla nazione. Tuttavia le immagini dei roghi della foresta amazzonica ci dimostrano come la lotta per la terra e contro l'estrattivismo prosegua e quanto sia urgente conoscere e comprendere le loro lotte per diventare persone alleate, anche se ci troviamo dall'altra parte del mondo.
La famiglia naturale non esiste
Chiara Saraceno
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2025
pagine: 192
La famiglia naturale non esiste: è una invenzione culturale. Peccato che l’aggettivo ‘naturale’ venga utilizzato molto spesso in Italia per ostacolare tutte le forme di unione, di amore e di filiazione che vanno al di là del puro dato biologico. Con buona pace delle trasformazioni radicali che hanno coinvolto i nostri modi di vivere. La famiglia è infatti il luogo di osservazione privilegiato per raccontare i cambiamenti profondi della cultura e della società, tanto che il libro – alternando riflessioni teoriche, ricostruzione dei cambiamenti avvenuti e memoria personale di tante ‘battaglie’ intraprese – diventa un ritratto lucidissimo dell’Italia degli ultimi cinquant’anni. Intervista di Maria Novella De Luca.
L'amore in più. Storia dell'amore materno
Élisabeth Badinter
Libro: Libro in brossura
editore: Tlon
anno edizione: 2024
pagine: 384
Ancora si sente ripetere che la donna non è veramente tale se non diventa madre e che è un mostro contronatura se non è mossa dalla dedizione incondizionata verso i figli. Ma l'istinto materno esiste davvero? Quando L'amore in più di Élisabeth Badinter esce per la prima volta nel 1980 è come un terremoto. Attraverso una rigorosa indagine storica e una raffinata analisi psicologica, la filosofa femminista dimostra che l'istinto materno non è un'inclinazione naturale e universale ma una costruzione sociale che ha una storia. Questo saggio rivoluzionario mantiene intatto il suo messaggio di emancipazione. Quante donne soffrono perché non si sentono animate dal cosiddetto istinto materno? Quante si sentono inadeguate di fronte alle enormi aspettative che la maternità sembra comportare? Badinter libera le donne di ieri e di oggi affermando che non c'è nulla di sbagliato in loro. L'amore materno non è innato. Può esserci come non esserci. Quello materno è un amore in più. Con la prefazione di Maura Gancitano e la postfazione di Francesca Fiore e Sarah Malnerich.
La sconfitta dell'Occidente
Emmanuel Todd
Libro: Libro in brossura
editore: Fazi
anno edizione: 2024
pagine: 360
La sconfitta dell'Occidente, a cui fa riferimento il titolo di questo saggio dello storico e sociologo francese Emmanuel Todd – bestseller in Francia con oltre ottantamila copie vendute –, e` duplice. Si tratta infatti di una sconfitta esterna, la guerra in Ucraina, ma soprattutto di una sconfitta interna: il declino demografico, morale ed economico delle societa` occidentali. Todd chiama in causa le classi dirigenti dell'Occidente, in primis quella degli Stati Uniti, con il conflitto russo-ucraino a fare da lente di ingrandimento e a contrapporre, secondo l'autore, una Russia stabilizzata, di nuovo grande potenza, a un Occidente in preda al nichilismo e in crisi irreversibile di egemonia. Utilizzando le risorse della sociologia, dell'antropologia e dell'economia, Todd pone a confronto le “oligarchie liberali occidentali” con la “democrazia autoritaria russa” per spiegare le ragioni profonde dei cambiamenti geopolitici in atto. In particolare, offre una lettura acuta e originale dei punti di forza e di debolezza dei due paesi in guerra (Russia e Ucraina), dei principali paesi occidentali (Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Francia), dei paesi scandinavi e dell'Europa orientale, senza dimenticare il resto del mondo nel suo complesso. I lettori ritroveranno qui gli elementi che hanno sempre reso unici e preziosi gli studi di Todd: l'analisi dei modelli familiari e delle statistiche demografiche ed economiche, la scrittura brillante, un'erudizione non comune e intuizioni geniali.
Il tempo dei padri. L'istinto maschile nella cura dei figli
Sarah Blaffer Hrdy
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2024
pagine: 448
Sembra ovvio che le donne si occupino dei bambini e gli uomini di altre cose. Ovvio e naturale: è sempre stato così. Anche in biologia, per decenni, le cose si sono raccontate in questo modo: i maschi dei mammiferi si sono evoluti per competere tra loro per lo status e per l'accoppiamento, mentre le femmine si sono evolute per la gestazione, l'allattamento e la cura della prole. Per molto tempo si è sostenuto questo punto di vista senza neppure sentire l'esigenza di indagare oltre. Ma il mondo è cambiato e siamo entrati nel ventunesimo secolo. Oggi un numero crescente di uomini si occupa dei bambini fin dalla nascita e mostra di saperlo fare benissimo. Com'è possibile? Stupita dalla tenera competenza dei nuovi padri in tutto il mondo – anche nella sua stessa famiglia – la decana dell'antropologia statunitense Sarah Blaffer Hrdy ha deciso di indagare le radici profonde dell'accudimento maschile per spiegare questo sorprendente allontanamento da tutto ciò che veniva ritenuto acquisito e «normale». Hrdy attinge a una vasta gamma di ricerche recentissime per sostenere che questa trasformazione negli uomini non è solo culturale, ma ha anche fondamenti biologici. Gli uomini a contatto intimo e prolungato con i bambini cambiano profondamente e mostrano risposte quasi identiche a quelle delle madri, sviluppando un potenziale di cura che pochi sapevano di possedere. Per spiegare questi comportamenti in maniera coerente con la storia della nostra specie, dal Pleistocene a oggi, "Il tempo dei padri" ripercorre milioni di anni di evoluzione, dai primati ai mammiferi, risalendo a ritroso nel tempo fino agli anfibi e ai pesci, allargando continuamente la ricerca alle nuove incredibili scoperte delle neuroscienze, della genetica, dell'antropologia e dell'endocrinologia. Il risultato è un libro che cambia radicalmente le prospettive e amplia la nostra comprensione di cosa significhi essere un uomo. Con tutte le implicazioni che questo comporta per la nostra società.
Lavorare è da boomer. Dal culto alla cultura del lavoro
Riccardo Maggiolo
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni FiordiRisorse
anno edizione: 2024
pagine: 137
In Italia meno di una persona su dodici è soddisfatta e coinvolta nel proprio lavoro: un fenomeno che gran parte delle organizzazioni sta sottovalutando in modo pericoloso. Usando un titolo provocatorio, il libro fa incontrare indistintamente più generazioni intorno a una necessità comune: i giovani, sempre meno affezionati al lavoro e gli adulti, che chiedono un ripensamento di modelli e abitudini. "Lavorare è da boomer" prende le distanze da un sistema ormai inattuale: lo fa offrendo indicazioni e metodi pratici per attrarre, motivare e coinvolgere le persone a qualsiasi età. E per dare nuova vita al lavoro.
Nexus. Breve storia delle reti di informazione dall'età della pietra all'IA
Yuval Noah Harari
Libro: Libro rilegato
editore: Bompiani
anno edizione: 2024
pagine: 612
La storia di come le reti di informazione hanno fatto e disfatto il nostro mondo, dall'autore del bestseller mondiale Sapiens
Il pensiero dei nativi americani. La via lakota all'equilibrio
Alessandro Martire
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2024
pagine: 288
Fra tutte le creature dell'universo, solo l'uomo, smarrendo la connessione con la natura e di conseguenza con se stesso, si è condannato a vivere in una società indifferente e competitiva, insensibile all'armonia della creazione: è questo uno dei pensieri principali dei Lakota Sioux. Alessandro Martire intraprende all'inizio degli anni Ottanta un viaggio in America del Nord: attraverso un percorso che, partendo dalla Riserva di Rosebud e da Buffalo Jump, passa per Bear Butte, le Badlands, Zuni Heaven e le Black Hills fino a Pipe Stone Quarry e a Mato Tipila (erroneamente definita “Torre del diavolo”), imparerà a vivere e a pensare come i nativi americani. Accompagnato da una guida d'eccezione, Nonna Leola One Feather, membro del Consiglio della società lakota femminile, l'autore scopre e fa scoprire ai lettori i segreti di una cultura che affonda le proprie radici nell'unione con la natura, nello spirito di fratellanza tra tutti gli esseri viventi e nell'importanza di prendersi il tempo giusto per ogni cosa. Come i nativi americani, anche noi dobbiamo imparare a non preoccuparci dello scorrere naturale delle ore e a restituire alla terra tutto ciò che abbiamo ricevuto ma che continuiamo a saccheggiare. Solo così saremo in grado di apprendere l'insegnamento più importante: ritrovare finalmente un equilibrio con tutte le forme della creazione. Perché, come insegna Leola, «il primo passo è imparare a donare».

