Politica e governo
Disordine mondiale. Perché viviamo in un'epoca di crescente caos
Manlio Graziano
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 228
Il moltiplicarsi di conflitti a cui assistiamo da tempo sembra sfociato in un tragico disordine globale. Una guerra in piena Europa e il drammatico riacutizzarsi della crisi in Medio Oriente hanno contribuito alla percezione che la realtà che ci circonda sia sempre più caotica e incontrollabile. Ma è mai esistito nella storia un momento di pace, ovvero di totale assenza di conflitti? E un «nuovo ordine mondiale» che porti benessere e stabilità è possibile o è solo un'evocazione con cui si cerca di placare l'ansia e la paura provocate dal pericolo di una possibile terza guerra mondiale? Manlio Graziano, esperto di geopolitica e professore a SciencesPo e alla Sorbona, esplora queste domande tracciando paralleli illuminanti tra l'attualità e alcuni momenti chiave della storia moderna. Dalla Guerra dei trent'anni conclusa con la pace di Westfalia, alle guerre napoleoniche suggellate dal Congresso di Vienna, fino alla Seconda guerra mondiale e al successivo bipolarismo garantito da Stati Uniti e Unione Sovietica, la «pace» non è stata altro che l'ordine imposto dalle potenze vincitrici agli sconfitti. Tra la fine del secolo scorso e l'inizio del ventunesimo secolo, tuttavia, la dissoluzione dell'Unione Sovietica, combinata all'ascesa della Cina e di altri paesi in via di sviluppo, ha spalancato le porte al multipolarismo: un sistema per sua natura instabile, caratterizzato dal costante slittamento dei rapporti di forza tra i vari attori internazionali. Gli Stati Uniti stanno oggi perdendo quel che resta della loro egemonia stabilizzatrice, e nessuno può sperare di prenderne il posto senza alimentare, estendere e approfondire il disordine che ormai dilaga sotto i nostri occhi. Il carattere caotico e conflittuale della politica mondiale è dunque destinato a durare. Solo con questa consapevolezza possiamo affrontare le sfide che ci attendono negli anni a venire.
Miseria e nobiltà d'Italia. Dialoghi sullo stato della nazione
Sabino Cassese
Libro: Libro in brossura
editore: Solferino
anno edizione: 2024
pagine: 336
L’Italia è un Paese nel quale si succedono le crisi, anzi c’è bisogno di crisi per realizzare i cambiamenti, perché le istituzioni si sviluppano grazie a esse. Ed è un Paese prismatico, con molte facce, più contraddittorio degli altri, nobile e misero allo stesso tempo. Il modo migliore per comprenderlo è allora dare voce tanto all’italiano quanto all’antitaliano che convivono in ognuno di noi. Come fa Sabino Cassese in questo saggio dal taglio originale e quasi autobiografico. Ogni capitolo si apre con un dialogo alla Diderot o alla Voltaire tra un riformista e un illuminista, uno statalista e un globalista, un militarista e un pacifista, un aristocratico e un plebeo: di fatto le due anime dello stesso autore che si interrogano a vicenda facendo luce su leggi e deroghe, burocrazia buona e cattiva, passato e futuro della Repubblica, pro e contro dell’Unione Europea, riforme presidenziali e ruolo del capo dello Stato. Due o più voci consentono infatti di confrontare sentimenti opposti, come il pessimismo della ragione e l’ottimismo della volontà, e di affrontare senza pregiudizi temi come il cambiamento di regime in atto, la provvidenza e la tirannia sanitaria, la giustizia e l’ingiustizia, il governo e il sottogoverno, la guerra e la pace, il progresso e il tramonto dell’Occidente. Un saggio lucido e ricco di spunti e citazioni che illustra pregi e difetti dell’Italia e degli italiani consegnandone un ritratto disincantato e rivelatore.
Joe Biden. Tutti i guai del Presidente
Stefano Graziosi
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2024
pagine: 160
«America is back»: era il 4 febbraio 2021 quando Joe Biden pronunciò queste parole, promettendo una rinascita degli Stati Uniti. Eppure, nel giro di alcuni mesi, il neoeletto presidente americano si è trovato a fronteggiare un numero crescente di crisi in politica interna e internazionale, che hanno determinato il crollo della sua popolarità. In questo saggio Stefano Graziosi ricostruisce il percorso di Biden, penalizzato dalle spaccature interne al Partito democratico e alla sua stessa amministrazione, oltre che da una leadership personale incerta: elementi che hanno indebolito la capacità di deterrenza di Washington nei confronti dei nemici dell’Occidente. Cominciato il conto alla rovescia per le Presidenziali del 2024, il libro si interroga anche sui possibili scenari per il futuro.
Vincere la pace. Sogno e sfida per l'Europa
Adriana Longoni, Franco Chittolina, Denise Arneodo
Libro: Libro in brossura
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2024
pagine: 88
In un mondo senza pace l'Unione Europea vive da oltre settant'anni una tregua, oggi minacciata da due guerre ai suoi confini. È ora di riaprire il cantiere comunitario e affrontare le nuove sfide che la storia impone. Senza dimenticare il sogno dalla quale la Comunità europea è nata, all'indomani della guerra, ma anche tenendo gli occhi bene aperti sui rischi che corre e sulle occasioni che ha mancato per proteggere i suoi cittadini, accogliere chi da noi cerca lavoro e dignità e promuovere la pace nel mondo. La nuova legislatura europea 2024- 2029 che nascerà con le elezioni europee del giugno prossimo potrebbe essere "l'ultima chiamata" per mettere al sicuro il continente e rifondare su nuove basi l'Unione di domani, prima che spinte nazional-populiste la condannino al declino. È l'ora dei cittadini, di quelli che hanno memoria delle tragedie europee del '900 e dei più giovani, che dovranno rimettere mano a un progetto straordinario di convivenza civile a servizio della pace nel mondo e della salvaguardia del pianeta.
Caos e governo del mondo. Come cambiano le egemonie e gli equilibri planetari
Giovanni Arrighi, Beverly J. Silver
Libro: Libro in brossura
editore: Mimesis
anno edizione: 2024
pagine: 430
Il nuovo secolo ha messo in crisi l’ordine politico, economico e sociale che si era imposto durante il Novecento, facendo entrare il mondo in un periodo di “transizione egemonica”. Queste incerte finestre temporali, in cui si assiste al passaggio di egemonia tra stati e imperi, sono note da tempo all’umanità, fin da quando la “classe capitalistica genovese” aveva inaugurato nel XVI secolo una storia moderna del capitale nella quale, in alcune circostanze specifiche, classi capitalistiche – nello specifico quella olandese, quella britannica e infine quella statunitense – avevano stretto alleanze con i loro stati imponendo la propria egemonia all’interno di nuovi “cicli sistemici di accumulazione”. Attraverso un approccio comparato Arrighi e Silver combinano l’analisi storica e lo studio delle dinamiche economiche, finanziarie e sociali dei processi globali offrendo al lettore gli strumenti necessari per comprendere il presente e le sue modificazioni. Un presente, il nostro, nel quale l’Occidente reagisce arroccandosi attorno agli Stati Uniti e alla Nato, mentre nel resto del mondo si sperimentano prove di convergenza e cooperazione a guida cinese, e che oscilla incerto in uno scenario che ricorda il caos e la disorganizzazione sistemica che per gli autori costituiscono il “punto di svolta decisivo” in ogni transi¬zione egemonica.
Identità ucraina. Storia del movimento nazionale dal 1800 a oggi
Simone Attilio Bellezza
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 248
L’Ucraina è stata a lungo un territorio conteso tra imperi potenti e in concorrenza tra loro. Eppure, a partire dall’Ottocento si è sviluppata una coscienza nazionale che, dopo il 1989, ha dato senso e identità al nuovo stato indipendente. Dopo le prime teorizzazioni, sarà il fallimento della rivoluzione nazionale del 1917 ad aprire le porte da un lato al patriottismo sovietico elaborato dai bolscevichi e dall’altro a un nazionalismo ucraino della diaspora che nel periodo tra la due guerre si avvicina progressivamente al fascismo e al nazismo. Dopo la Seconda guerra mondiale, l’emigrazione negli Stati Uniti e in Canada costituirà una comunità coesa e influente, capace di svolgere un ruolo significativo quando, con la caduta dell’URSS, nascerà per la prima volta uno stato ucraino indipendente. Proprio a partire da allora, nel 1991, il debole senso di appartenenza nazionale si rafforzerà in parallelo al processo di democratizzazione ed europeizzazione, accentuato dal crescente antagonismo con la Russia putiniana. Ripercorrendo la storia della nascita di una nazione, questo libro propone una chiave di lettura degli eventi più recenti e dell’attuale conflitto con la Russia.
Capitalismo di sangue. A chi conviene la guerra
Fabio Armao
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 128
Dopo il 1989, con il superamento del mondo diviso in blocchi, ci si aspettava il trionfo della democrazia. E invece assistiamo al trionfo di un capitalismo in pieno delirio di onnipotenza, cui fa da contraltare la ritirata dello stato democratico: graduale distruzione del welfare, abbandono delle lotte per i diritti, crescita esponenziale delle diseguaglianze. A un secolo dalle guerre mondiali, l’attacco scatenato da Putin il 24 febbraio 2022 sembra aver riportato il mondo sull’orlo di un nuovo conflitto globale. E altre tragedie si stanno consumando intorno al nodo irrisolto tra Israele e Palestina. Poco o nulla del contesto odierno, tuttavia, ha a che vedere con il mondo del passato; e non si possono interpretare gli eventi odierni appellandosi a vecchie categorie. L’invasione dell’Ucraina, ad esempio, va considerata come una conseguenza della globalizzazione fuori controllo e si inserisce nel filone delle ‘nuove guerre’, che vedono protagonisti – insieme alle forze armate tradizionali – mercenari, terroristi, mafiosi e nelle quali la logica privatistica del mercato si fa gioco delle ideologie. Il tempo è quasi scaduto: le democrazie devono riprendere terreno sul ‘capitalismo di sangue’, consapevoli del fatto che una guerra globale renderebbe inutile il capitalismo stesso.
Aspenia. Volume Vol. 3
Libro: Libro in brossura
editore: Il Sole 24 Ore
anno edizione: 2024
Aspenia, la rivista trimestrale di Aspen Institute Italia diretta da Marta Dassù, esce in ottobre con il numero “L’Europa più sola” cui hanno contribuito tra gli altri Lorenzo Pregliasco, Sven Biscop, Gilles Gressani, Michele Valensise, Paolo Guerrieri, Daniel Gros, Davide Tabarelli, Hal Brands, Erik Jones e Camille Grand. Come si presenta l’Europa all’avvio della nuova legislatura e della nuova Commissione? Esiste un parziale disallineamento tra le spinte elettorali che attraversano vari Paesi-chiave e l’assetto politico delle istituzioni di Bruxelles. Mentre crescono i segni di una protesta contro l’establishment a diversi livelli, il vertice della Commissione è stato confermato per il prossimo quinquennio, e il decimo Parlamento europeo - con la riconferma anche della Presidente uscente - non ha visto modificate le sue maggioranze. La ripresa prepotente di conflitti violenti e di grave instabilità non lontano dai confini comuni – Medio Oriente, Sahel, e naturalmente Russia-Ucraina – avviene mentre mostra tutti i suoi limiti il modello su cui si è basata la competitività europea – al cuore, un modello tedesco-francese. E tutto ciò coincide con un riorientamento complessivo, per alcuni aspetti incerto, delle priorità strategiche americane: è per questo che per Aspenia avanza lo scenario di un’Europa “più sola”. Si tratta di assumersi maggiori responsabilità dirette: la delega non è più possibile. Gli europei sono chiamati a costruire un assetto che sommi al nucleo federale dell’Unione economica e monetaria, completato da una politica fiscale degna di questo nome, uno spazio confederale allargato ai Balcani occidentali e all’Ucraina. È l’Unione necessaria per salvare il futuro. Non l’Europa pur che sia; ma l’Europa che serve.
Aspenia. Volume Vol. 4
Libro: Libro in brossura
editore: Il Sole 24 Ore
anno edizione: 2024
pagine: 236
Aspenia, la rivista trimestrale di Aspen Institute Italia diretta da Marta Dassù, esce in dicembre con il numero “Il volto dell’America “cui hanno contribuito tra gli altri Stephen Kotkin, Parag Khanna, Arrigo Sadun, Martin Wolf, Thomas J. Duesterberg Erik Jones, Charles A. Kupchan, Julian Lindley-French, Andrew Spannaus, Massimo Gaggi, Jason Bordoff e Jared Dunnmon. Donald Trump ha vinto le elezioni di novembre con un margine ridotto, ma decisivo e ha ottenuto la maggioranza al Congresso. Il secondo “term” è, in partenza, assai più solido del primo e prevede una forte riduzione del ruolo del governo federale e delle varie agenzie, compresa l’FBI, una sostanziosa espansione della Presidenza rispetto al Congresso e una crescente autonomia per gli stati. Sullo sfondo di questa dinamica di riallocazione del potere si staglia un’alleanza di convenienza con il neocapitalismo americano delle Big Tech, un pezzo di Silicon Valley, una parte della grande finanza - soprattutto il settore cripto - una componente del vecchio establishment dell’energia e una parte della manifattura. I mercati scommettono che riduzione delle tasse e deregulation spingeranno la crescita americana, almeno per una prima fase. Mentre dazi ed espulsioni, con il loro impatto inflattivo, verranno applicati solo gradualmente e solo in parte. Aumentano le differenze tra Stati Uniti ed Europa. Sulle relazioni tra le due aree peserà in modo rafforzato il problema Cina: la Casa Bianca condizionerà i rapporti con l’UE a restrizioni all’export verso Pechino - con sanzioni secondarie - e la Cina riverserà sui mercati europei la propria “sovracapacità” produttiva. Un futuro, quindi, con meno America, o con un’America dal volto duro: l’Europa non potrà più pensare che qualcuno venga dall’Atlantico a salvarla da se stessa e dai tanti pericoli incombenti.
Limes. Rivista italiana di geopolitica. Volume Vol. 12
Libro: Libro in brossura
editore: Gedi (Gruppo Editoriale)
anno edizione: 2023
La Svizzera non è ciò che sembra. A partire da questo assunto Limes dedica l'ultimo volume del 2023 alla Confederazione elvetica. Svizzera, la potenza nascosta - in edicola e in libreria dal 30 dicembre - guarda sotto l'apparenza di un paese a noi prossimo, la cui visione stereotipata ci porta a trascurarne storia, peculiarità e risorse. Queste ultime vanno molto oltre la macchiettistica triade "banche-orologi-cioccolato", estendendosi ad ambiti cruciali del soft e dello hard power contemporanei: turismo, industria, servizi avanzati, formazione, forze armate. Paese unico per origine storica, sistema istituzionale e composizione culturale, la Svizzera concentra pregi e difetti dell'Europa che la circonda e a cui resta inscindibilmente legata. Pur rivendicando un'alterità tangibile e gelosamente serbata, malgrado i problemi e le stridenti contraddizioni. Questo insolito viaggio si articola, come di consueto per Limes, in tre parti. La prima dedicata alla vicenda storica e alle peculiarità interne della federazione, caleidoscopio di lingue e culture per genesi e forte afflusso di popolazione immigrata. La seconda incentrata sui vari aspetti della notevole proiezione esterna del paese, in Europa e oltre. La terza focalizzata sul rapporto tra Svizzera e Italia, che non si risolve nella pur dominante relazione Ticino-Lombardia, ma soprattutto che serba notevoli potenzialità inespresse. Chiude il volume la consueta rubrica "La storia in carte".
La pace possibile. Riflessioni, critiche e prospettive sui rapporti israelo-palestinesi
Edward W. Said
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2023
pagine: 352
"La pace possibile" raccoglie gli ultimi testi scritti da Edward W. Said attorno al conflitto arabo-israeliano: un invito al confronto, alla verità e all’equità per trovare una soluzione pacifica ai contrasti fra i due popoli. Said era convinto che un intellettuale si scredita quando si mostra troppo comprensivo nel giudicare la propria parte, ed è a questa convinzione che si è dedicato nelle sue ultime riflessioni. In questi scritti Said affronta infatti l’intrico storico-politico della questione palestinese da una prospettiva ampia, analizzando senza sconti gli errori commessi da Israele, dal governo dell’ANP e dai paesi arabi assieme alle responsabilità degli attori esterni – dagli Stati Uniti all'Egitto e alla Giordania. Una disamina che nel suo avanzare ripercorre i passaggi fondamentali del conflitto, le colpe e le ipocrisie di popoli e leader: la Naqba del 1948 e l’annessione israeliana di Gerusalemme Est nel 1967, ma anche la prima e la seconda Intifada e la nascita di Hamas. Uno sguardo critico e al tempo stesso appassionato nel quale trovano spazio ipotesi, suggerimenti, tentativi di immaginare una via d'uscita da quella che appare come una guerra senza fine: una via che deve passare, illustra Said, dall’ammissione della verità da parte della comunità internazionale sul disumano trattamento subito dai palestinesi nel passato e nel presente, dall’accettazione da parte del mondo arabo dell’esistenza di Israele e dal confronto tra le forze politiche dei diversi territori per isolare il terrorismo e la violenza nazionalista. Un cammino difficile ma inevitabile per non vedere soffocata nel sangue ogni speranza di convivenza e coabitazione.

