Poesia
Il fiore-Detto d'amore
Dante Alighieri
Libro: Copertina morbida
editore: Mondadori
anno edizione: 2021
pagine: 336
"Il Fiore" e il "Detto d'Amore" segnano il debutto letterario del giovane Dante Alighieri e provano il talento singolare di un autore capace, da un lato, di rivaleggiare con un recente "classico" francese, il "Roman de la Rose", del quale offre un libero adattamento secondo due chiavi stilistiche diverse (comico-parodistica nel "Fiore, verbalmente preziosa nel "Detto"); e, dall'altro, di omaggiare e insieme superare i maestri riconosciuti della sua generazione, Brunetto Latini, Guittone d'Arezzo e Guido Guinizzelli. "Il Fiore", in particolare, racconta il tentativo dell'Amante/narratore di "cogliere il fiore" della donna amata; con la sua salda architettura compositiva e la grande varietà espressiva, costituisce un precedente necessario per la monumentale costruzione della "Commedia", un vero e proprio "ritratto dell'artista da giovane".
Poesie
Carlo Michelstaedter
Libro: Copertina morbida
editore: Adelphi
anno edizione: 2021
pagine: 137
Le poesie di Michelstaedter ci fanno sentire, in un'altra forma, la stessa vibrazione estrema di La persuasione e la rettorica. Composte fra il 1900 e il 1910, risentono solo superficialmente del clima letterario italiano di quegli anni. Mentre subito vi affiorano quei temi ultimi a cui Michelstaedter dedicò la sua riflessione filosofica: i temi di chi è mosso da un'invincibile vocazione a spingersi al di là del bordo della vita, «amore e morte, l'universo e 'l nulla». All'inizio con timbro adolescenziale, e ancora tenuto alla sudditanza verso temi obbligati, poi con un piglio sempre più sicuro, e distaccandosi rapidamente da ogni dipendenza, Michelstaedter svela anche qui il suo dono specifico, quello dell'immediatezza nel pensiero, e ci guida «onda per onda» attraverso un mare sempre più aperto e pericoloso, il vero «mare dove l'onda non arriva», un mare assente, rispetto al quale si può dire che «tutta è la vita arida e deserta, / finché in un punto si raccolga in porto, / di sé stessa in un punto faccia fiamma».
Le cento più belle poesie d'amore italiane. Da Dante a De André
Libro: Libro in brossura
editore: Interlinea
anno edizione: 2021
pagine: 196
«E tu che con gli occhi di un altro colore / mi dici le stesse parole d'amore» canta De André in "Amore che vieni amore che vai", inserita da Guido Davico Bonino in questa raccolta d'autore sul sentimento più intenso dell'uomo. Dalla donna stilnovista di Dante che «tanto gentile e tanto onesta pare» al «pianger d'amore» di foscoliana memoria, le cento più belle poesie d'amore qui raccolte dalla tradizione italiana cullano «le dolcezze amorose» e danno voce anche al momento dell'addio, come confessa Alda Merini dopo che «tu mi hai tutta predata vorticoso / come un vento selvaggio». Ma resta sempre l'illusione che «amore che fuggi da me tornerai».
La Divina Commedia. Purgatorio
Dante Alighieri
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2021
pagine: 468
Emerso dall'oscurità e dalle sofferenze dell'Inferno, Dante è pronto a proseguire il proprio incredibile cammino nell'Aldilà, entrando nel Purgatorio, “quel secondo regno/dove l'umano spirito si purga/e di salire al ciel diventa degno”. La seconda parte del viaggio del Sommo Poeta viene qui presentata, come era già stato per l'Inferno, da Bianca Garavelli, una delle più apprezzate dantiste e divulgatrici italiane, in una nuova edizione commentata, con preziosi approfondimenti e che mira a sciogliere i passaggi più complessi di un testo cardine della letteratura mondiale. Una rivisitazione moderna e autorevole di un capolavoro senza tempo che, nelle parole della curatrice, è ad un tempo “romanzo d'avventure”, “messaggio di salvezza per l'umanità” e “auspicio di rinnovamento politico”.
Foglie d'erba
Walt Whitman
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2021
pagine: 528
Dopo le prime due edizioni del 1855 e del 1856, "Foglie d'erba" conobbe la sua stesura definitiva nel 1892, arrivando a contenere quasi 400 poesie, suddivise in 14 sezioni. Negli anni compresi tra il 1855 e il 1892 Whitman continuò a rielaborare costantemente la sua raccolta che, perciò, può letteralmente considerarsi il lavoro di una vita, complice anche l'immagine delle foglie e dell'erba, come un seme che è stato piantato e da cui è sorta una pianta costantemente nutrita, annaffiata e potata, fino a raggiungere la sua massima espressione. Una delle caratteristiche più vistose della poesia di Whitman è l'uso di "cataloghi". La sua maestria nell'utilizzo di questi ultimi indica, per molti critici, la sua sterminata forza generatrice, la sua apparente capacità di allineare centinaia di immagini senza mai cadere nella ripetizione, producendo, al contempo, una straordinaria varietà e freschezza.
L'ultima finestra
Maurizio Zanon
Libro: Libro in brossura
editore: Carello
anno edizione: 2021
pagine: 56
Poesie, riflessioni, ricordi, condivisioni.
Messonand... ij mè sonèt
Vittorio Gullino
Libro: Copertina morbida
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2021
pagine: 120
Raccolta di 100 poesie in piemontese.
Odi ed epodi carme secolare
Quinto Orazio Flacco
Libro
editore: Foschi (Santarcangelo)
anno edizione: 2020
Averno
Louise Glück
Libro: Libro rilegato
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 160
È di nuovo inverno, è di nuovo freddo. Il lago Averno, dove gli antichi credevano si trovasse la porta dell'aldilà, è scuro come il cielo sopra le nostre teste. Ad aguzzare gli occhi, riusciamo appena a distinguere la migrazione notturna di uno stormo di uccelli. All'alba, le colline brillano di fuoco, ma non è più il sole di agosto: i nostri corpi non sono stati salvati, non sono sicuri. In Averno, Louise Glück canta la solitudine e il terrore per l'ignoto, lo splendore della notte e l'amore, il desiderio: perché, sembra dirci, anche quando tutto è muto e spento, capita a volte di sentire musica da una finestra aperta, in una mattina di neve, e allora il mondo ci richiama a sé, e la sua bellezza è un invito. Premio Nobel per la Letteratura 2020.
L'iris selvatico
Louise Glück
Libro: Libro rilegato
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2020
pagine: 158
È il tramonto e noi, a occhi aperti, guardiamo un giardino, verde e rigoglioso. Ascoltiamo il suono del vento che agita un campo di margherite. Osserviamo le foglie rosse di un acero: cadono persino in agosto, nel primo buio. Guardiamo laggiù: un bocciolo di rosa selvatica comincia a schiudersi, come un cuore protetto. Nel New England di Louise Glück, l'estate è breve e ogni fiore ha la sua voce, dolce e discreta; la stessa della poetessa, che qui canta caducità ed eternità, bellezza e morte, cura e indifferenza: il flusso del tempo che scorre, il flusso delle emozioni che scorrono sulla nostra pelle, in ogni giorno, in ogni attimo sfuggente della nostra vita. Premio Nobel per la Letteratura 2020.
Addio. Poesia al tempo del virus
Cees Nooteboom
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2020
pagine: 92
Un uomo in un giardino d'inverno: un fico spoglio, le oche del vicino, i sassi di un muro millenario, i cactus dagli strani nomi musicali con cui tesse da sempre un dialogo di sguardi, una nuvola grigio piombo che incombe come una minaccia, e il sorgere di una domanda: «la fine della fine, cosa poteva essere?» È dalla domanda sulla fine che ha inizio questo Addio, trentatré brevi poesie – un costante ritmo di tre quartine chiuse da un solitario verso finale come un accordo sospeso – quasi a evocare i canti di un'umana commedia che costantemente si ripete, un cammino nelle selve oscure dell'esistenza verso un inevitabile distacco. I ricordi indelebili della guerra – soldati in ritirata, il padre in smoking sul lungomare, la madre accanto a quel futuro morto – si mescolano a creature spettrali che sembrano uscite da sogni malvagi e a persone reali amate e perdute: «l'amico morto senza poter più parlare» e l'altro «che sull'ultimo letto / tracciava con le mani un cerchio, / e voleva dire viaggio». Le immagini spaziano dai bassifondi dell'evoluzione alle immensità del cosmo: «Che rumore fa la Terra / nella casa dello spazio?» La poesia nasce dal silenzio, e al silenzio aspira tornare. Come nella Sinfonia degli addii di Haydn, i suoni uno a uno si spengono, gli orchestrali se ne vanno. «Ho percorso la strada / più lunga, la strada senza un arrivo», scrive Nooteboom. Gli altri che camminavano con lui, amici, fratelli, amanti, sono scomparsi, se ne va l'airone solitario che seguiva la traccia «di ghiaia, di sabbia e / conchiglie in frantumi» che è quanto resta della sua vita, il desiderio lo abbandona, non sente più il suono dei suoi passi: nella grandissima quiete di quel sovrumano silenzio gli è dolce il naufragare. Postfazione di Andrea Bajani.
Odissea
Nikos Kazantzakis
Libro
editore: Crocetti
anno edizione: 2020
pagine: 832
L'Odissea di Nikos Kazantzakis, "il più lungo epos della razza bianca", come lo definì il suo autore, è la prosecuzione fantastica dell'omonimo poema omerico. Fu portato a termine dopo 13 anni e mezzo di lavoro (dal 1925 al 1938) e sette stesure autografe. Nella versione definitiva si compone di 33.333 versi (la penultima redazione contava 42.500 versi) suddivisi in 24 canti, lo stesso numero delle lettere greche e dei canti dei poemi omerici. In quest'opera dall'estensione fluviale – tre volte l'Odissea di Omero – Kazantzakis riversò tutte le sue esperienze intellettuali e spirituali, sviluppando una dottrina ascetica sincretistica, basata sui principi di diverse religioni e di grandi, utopistici ideali politici. La narrazione delle straordinarie avventure di Ulisse dopo il ritorno a Itaca celebra soprattutto la mente libera dell'uomo. Quello di Kazantzakis è anche un avatar dell'Ulisse dantesco assetato di conoscenza, oltre che un alter ego del poeta stesso, alla disperata ricerca di una nuova visione di Dio e della salvezza del mondo. Poema di grande complessità, l'Odissea è anche un'arca di Noè linguistica, in cui Kazantzakis ha imbarcato e salvato dall'estinzione migliaia di termini popolari raccolti dalla bocca di pastori, contadini, pescatori e abitanti spesso analfabeti di isole e villaggi dell'Egeo. Un patrimonio linguistico prezioso destinato a scomparire, ma che Kazantzakis ha salvato tramandandolo ai posteri.

