Letteratura teatrale
Drammi borghesi
Henrik Ibsen
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 1800
Composti tra il 1877 e il 1899, i “drammi borghesi” costituiscono una sorta di canone all’interno della produzione teatrale di Ibsen. Per la prima volta i dodici testi vengono pubblicati con un’ampia appendice di abbozzi e altri documenti largamente inediti in italiano, tra i quali spicca la prima stesura completa di "Una casa di bambola", uno dei drammi ibseniani più iconici e rappresentativi. La traduzione e il commento, a cura di Franco Perrelli, si basano sulla più recente edizione degli Skrifter, mentre l’Introduzione costituisce un affondo nella storia della cultura norvegese, ed europea, in cui si colloca la scrittura dell’autore. Degna di nota è inoltre la stretta relazione che già sussiste fra il lavoro di traduzione di Perrelli e la scena: la versione di Spettri fu commissionata, agli inizi degli anni Novanta, da Orazio Costa per Ileana Ghione (che non ebbe occasione di rappresentarla), ma è stata ripresa per la regia di Walter Pagliaro nel 2020; Gabriele Lavia ha invece messo in scena Le colonne della società (col titolo I pilastri della società) nel 2013.
Iliade. Storia di uomini
Corrado D'Elia
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2024
pagine: 120
L'Iliade come non l'avete mai letta prima. Una riscrittura poetica che trasforma gli antichi versi in un racconto avvincente, capace di catturare il cuore e la mente con la potenza della narrazione epica. La rivincita della parola di fronte alla perdita di significato che ogni giorno il nostro tempo ci impone. Nell'Iliade di Corrado d'Elia, ogni verso diventa un invito a riflettere sul nostro tempo, sulla nostra umanità condivisa, riavvolgendo quel legame prezioso e indissolubile che unisce ancora oggi mito, narrazione e presente. Un nuovo modo di comprendere e interpretare le gesta dei grandi uomini celebrati da Omero.
Enrico IV. Parte prima. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 352
Un peccato originale ha macchiato la salita al trono di Enrico IV e la storia della monarchia inglese: la deposizione e la prigionia di Riccardo II e l’usurpazione della corona. In questo testo, fra i più amati dai suoi contemporanei, Shakespeare racconta l’inizio del regno di Enrico e le guerre civili che deve affrontare, dalla battaglia di Homildon Hill a quella di Shrewsbury. Impossibilitato a seguire la propria politica dai dissidi interni che lo minacciano su più fronti, il re si rammarica di avere un figlio scapestrato come Hal – il futuro Enrico V – e vorrebbe poterlo scambiare con Henry Percy “Hotspur”, il valoroso nobile del Nord la cui casata ha contribuito in modo determinante alla sua investitura. Hal sembra infatti aver rinnegato il proprio ruolo per rintanarsi nelle bettole londinesi con amici dissoluti, primo fra tutti il suo straordinario mentore, sir John Falstaff. Ma quando Hotspur abbandona il sovrano e si mette a capo dei ribelli di Northumberland e Worcester, alleati del gallese Owen Glendower e del conte scozzese di Douglas, il re e il suo erede saranno costretti a difendere insieme il regno e affrontare i loro demoni. Opera teatrale unica, che rifugge dagli schemi rigidi delle cronache storiche e dei generi, Enrico IV. Parte prima mescola in modo spregiudicato epos tragico e commedia, facendo convivere figure intensamente drammatiche come quella di Hotspur con altre irresistibilmente comiche come Falstaff, vera sostanza carnale della vicenda: al suo potere, fatto di furberie verbali e battute cialtronesche, perfino il principe dovrà inchinarsi. Supervisione di Nadia Fusini.
Io, Vincent van Gogh
Corrado D'Elia, Silvana Costa, Chiara Salvucci
Libro: Libro in brossura
editore: Skira
anno edizione: 2024
pagine: 64
Un Van Gogh inedito, lontano dai tradizionali approcci biografici, storici o manualistici. Un ritratto avvincente dell'artista olandese che prende vita come davvero fosse la pittura di un quadro. Un'esperienza immersiva. Originariamente concepito come testo teatrale, Io, Vincent Van Gogh restituisce con una scrittura vibrante e vitale, le intense emozioni che hanno caratterizzato la vita del grande pittore olandese. È possibile raccontare i colori? A leggere questo libro parrebbe proprio di sì. In Io, Vincent van Gogh Corrado d'Elia ci restituisce un Van Gogh inedito, lontano dai tradizionali approcci biografici, storici o manualistici. Un ritratto avvincente dell'artista che prende vita come davvero fosse la pittura di un quadro. Un'esperienza immersiva.
Qualcosa per sé. Teatro 2006-2023
Cristina Comencini
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 272
Madri, mogli, figlie, sorelle. Le donne che Cristina Comencini mette in scena in questa raccolta sono tutte parte di reti di relazioni che le definiscono ma in cui si sentono talvolta soffocare. È da questa limitazione che tutte cercano una via d’uscita: tragica o comica, temporanea o definitiva, la strada che ognuna trova è diversa e unica, e interroga il lettore. Scritti nell’arco di vent’anni e riuniti qui per la prima volta, questi cinque testi teatrali si saldano perfettamente a comporre un mondo dentro cui sbirciare per studiare i grandi temi dell’amore, del dolore e dei rapporti umani. Il confronto fra generazioni in Due partite; le incomprensioni fra parenti e fra persone di diverse nazionalità in Est-Ovest; le divergenze e gli inaspettati punti di contatto fra sessi ed età differenti sui temi dell’amore e delle relazioni in La scena; il radicale cambiamento delle abitudini quotidiane, fra rivoluzione tecnologica e inedite modalità di vivere i legami, in Tempi nuovi; la riflessione sui ruoli che fin dall’infanzia ci vengono attribuiti in famiglia, e sul modo in cui plasmano la nostra vita, nell’inedito I turni. Ogni donna porta con sé il suo particolare dolore, il suo specifico rovello, ma in ciascuna, a prescindere dall’età, arde una passione mai sopita, uno slancio a realizzare la visione di cui parla Rilke in una sua poesia: “Un giorno esisterà la fanciulla e la donna, / il cui nome non significherà più soltanto un contrapposto al maschile, / ma qualcosa per sé, / qualcosa per cui non si penserà a completamento e confine, / ma solo a vita reale: l’umanità femminile”.
Omobono e gli incendiari-Andorra
Max Frisch
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 276
"Omobono e gli incendiari", scritto per la radio nel 1953 e adattato per la tv e il teatro cinque anni dopo, è una dark comedy che mette in scena un mondo distorto, nel quale folli piromani si presentano nelle case fingendosi venditori porta a porta e chiedono ospitalità, per poi dare tutto alle fiamme. Con la complicità inconsapevole dell'ingenuo – ma non del tutto innocente – proprietario. "Andorra" (1961) è incentrato sulle vicende del bambino adottato dal "maestro", il giovane Andri che tutti credono ebreo, ed è perciò vittima del diffuso sentimento antisemita in un immaginario stato di Andorra, minacciato dall'invasione dei Neri. Tra le opere teatrali più popolari di Frisch, i due testi riecheggiano da un lato le modalità tipiche della tragedia antica, immergendole in un contesto storico tipicamente novecentesco, dall'altro sono debitori a maestri quali Ionesco e Brecht. Muovendosi tra "teatro epico" e "teatro dell'assurdo", infatti, Frisch chiama direttamente in causa lo spettatore spingendolo a riflettere sul pregiudizio e l'ipocrisia delle nostre società e sull'ineludibile responsabilità dei singoli.
Mein Kampf. Da Adolf Hitler
Stefano Massini
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 72
Scriveva Primo Levi che niente è più necessario della conoscenza per evitare il ripetersi della tragedia, soprattutto se essa prende forma lentamente nella progressiva seduzione delle masse. A un secolo di distanza da quando Adolf Hitler dettava il suo manifesto politico in una cella di Landsberg am Lech, quelle pagine sono diventate uno dei simboli del male assoluto, e come tali sottoposte all’anatema laico che ne ha fatto un libro proibito. Ma questo cono d’ombra, figlio di una freudiana rimozione, ha contribuito ad accrescerne la mitologia fino a quando, nel 2016, la Germania ha deciso di consentirne nuovamente la distribuzione in libreria proprio per smontarne la leggenda e percepirne gli echi nel presente, con la consapevolezza che niente può distruggere l’orrore più del senso critico, e dunque la riconversione del mostro nei perimetri della realtà. Sì, perché “Mein Kampf” è in fondo solo l’autobiografia di un trentacinquenne delirante alla ricerca di capri espiatori e di sfoghi esistenziali, con l’aggravante però di una spiccata propensione all’empatia, agli albori di un Novecento che nel carisma avrebbe eletto la propria apoteosi. Da questa formula, ripetibile e tuttora emulata a ogni latitudine, discende l’urgenza di confrontarci ora più che mai con un testo mai morto, capace di riproporsi sotto marchi e colori diversi soprattutto in un’epoca in cui la propaganda si è ramificata online, e ci raggiunge ormai capillarmente. Dopo molti anni di ricerca e di scrittura, notomizzando parola per parola del testo originario, con l’innesto di centinaia di discorsi e dichiarazioni dello stesso Hitler, Stefano Massini ci consegna la sua biopsia del testo maledetto, un feroce distillato in cui la religione nazista di rabbia e paura, il culto dell’io e l’esaltazione della massa ci appaiono in tutta la loro forza di potentissimo déjà-vu.
Alberto Manzi: storia di un maestro
Daniela Nicosia
Libro: Libro in brossura
editore: Titivillus
anno edizione: 2024
pagine: 64
«Insegnare ed Educare! Insegnare: comunicare il sapere, guidare nell'apprendimento di una disciplina, di un'arte, di una scienza, o di parti di esse, esponendone metodicamente gli elementi… lasciare dunque dei segni indelebili nella mente e nel cuore di qualcun altro, per permettergli di comunicare meglio con chi gli sta vicino, consentendogli di comprendere più in profondità la realtà che lo circonda. Educare: guidare, condurre a un conveniente livello di maturità sul piano intellettuale e morale. Insegnare ed Educare sono due termini inscindibili tra loro. […] E chi meglio di Alberto Manzi ha messo insieme meravigliosamente queste due preziose parole: Insegnare ed Educare?» (dall'introduzione di Mario Bianchi) La storia del maestro Alberto Manzi è declinata, nello spettacolo, attraverso la relazione con un ragazzo del carcere minorile "Aristide Gabelli" di Roma, dal primo dopoguerra fino agli anni '70 in Sud America con gli Indios, passando dall'insegnamento per adulti in Tv con la celebre trasmissione "Non è mai troppo tardi", tutte esperienze mosse dalla convinzione che alfabetizzare sia emancipare, sia espressione di un futuro che include, sia aiutare ad evadere dal carcere dell'ignoranza che genera violenza, modelli autoritari, emarginazione sociale.
Agamennone. Testo greco a fronte
Eschilo
Libro: Libro in brossura
editore: La Vita Felice
anno edizione: 2024
pagine: 268
Con l’"Orestea", l’unica trilogia tragica a noi pervenuta per intero, Eschilo ottenne la vittoria nel 458 a.C., durante le Grandi Dionisie. La trilogia, costituita da Agamennone, Coefore ed Eumenidi, è incentrata sulla storia degli Atridi, i discendenti di Atreo (il padre di Agamennone e di Menelao) e sui tre momenti cruciali della successione di delitti che insanguinano la casa di Agamennone ad Argo. Nell’Agamennone il poeta mette in scena l’assassinio del conquistatore di Troia che, appena tornato in patria, viene ucciso a tradimento dalla moglie Clitennestra, con la complicità dell’amante Egisto, per vendicare la morte della figlia Ifigenia, sacrificata da Agamennone per placare l’ira di Artemide, che impediva la partenza della spedizione. Anche la morte di Agamennone richiederà di essere vendicata e questo compito spetterà al figlio Oreste, che riceve da Apollo l’incarico di fare a sua volta giustizia, uccidendo Egisto e Clitennestra. Il matricidio è quindi il nucleo della seconda tragedia, Coefore, ma continua a proiettare la sua ombra angosciosa anche sulla terza, Eumenidi, in cui Oreste viene perseguitato dai dèmoni della vendetta, le Erinni.
Tutto è bene quel che finisce bene. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro in brossura
editore: Garzanti
anno edizione: 2024
pagine: 256
Elena, figlia del famoso medico Gerardo di Narbona, guarisce il re di Francia, gravemente malato, con una pozione lasciatale dal padre. Come ricompensa, il re la dà in moglie all'altezzoso conte di Rossiglione, di cui la fanciulla è innamorata senza essere ricambiata. Istigato dal ribaldo Parolles, Bertram parte per la guerra, ammonendo Elena che potrà considerarsi sua moglie solo se riuscirà a impadronirsi di un anello che egli non sfila mai dal dito e se potrà dimostrare di aspettare un figlio da lui. Ispirata a una novella del Decameron di Boccaccio, Tutto è bene quel che finisce bene (1601-02) viene annoverata tra le dark comedies di Shakespeare, commedie che, pur senza approdare a conclusioni tragiche, presentano una visione pessimistica e amara della vita. A dispetto del titolo, che rassicura sul lieto fine, a trionfare in questa favola non sono il merito, l'onore e l'onestà bensì il sotterfugio, l'intrigo e la corruzione: se l'eroe rifiuta di stare al gioco, anche l'eroina è costretta a barare per vincere. E alla fine persino l'amore fra il riluttante sposo e l'intraprendente consorte nascerà dall'inganno, frutto di rassegnata acquiescenza più che di genuina passione.
Guerra ed estate
Luca Ronconi
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 160
Scritta nel 1956, "Guerra ed estate" è la sola prova drammaturgica di Luca Ronconi, destinato a diventare di lì a qualche anno uno dei maggiori registi del Novecento e a sovvertire le regole della comunicazione teatrale. Il dramma inizia in una villa sui colli del Garda nell’estate del 1944, mentre l’Italia è devastata dalla guerra. I protagonisti sono dei ragazzi. Dino è innamorato di Clara, che non lo ricambia perché legata a Pietro, un giovane ebreo in cerca di scampo dalle persecuzioni razziali. La sorella di Clara, Luisa, è sposata con Gastone, che traffica con i gerarchi fascisti del posto. In una serata che sembra non finire mai si intrecciano approcci amorosi, ambizioni, slanci idealistici e fucilazioni di partigiani. Il tempo trascorre, la scena si sposta a Venezia, in un contesto mondano, percorso dalla volontà di dimenticare le tragedie della guerra, mentre gli ideali della Resistenza sfumano ogni giorno di più. E il perseguitato diventa complice dei persecutori. La vicenda si conclude là dove era cominciata, in un’altra calda serata d’estate, quando si consumano definitivamente le ambizioni perdute di questo gruppo di giovani che ha ormai raggiunto la maturità, tra le ombre lunghe di Anton Čechov.
La ragazza sul divano
Jon Fosse
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2024
pagine: 88
Al centro della scena una donna di mezza età cerca di dipingere il ritratto di una ragazza seduta su un divano, lei stessa in anni passati. A poco a poco le si affiancano la stessa ragazza e altre figure della sua famiglia: la madre con la quale ha sempre avuto un pessimo rapporto, la sorella sessualmente disinibita che tanto ha invidiato, il padre marinaio che tanto ha amato, lo zio che ne ha preso il posto accanto alla madre in una situazione amletica. Al centro c'è una scena primaria: «Succede. Perché si vede una cosa e poi non si riesce più a scordarla» dice la donna a un certo punto. Ma davvero la questione del tradimento della madre è il motore di tutto, o è un alibi che spiega solo parzialmente il fatto di non essere «molto brava a vivere»? La forza di questa pièce sta nei tempi mescolati: tutto sulla scena accade in modo simultaneo creando una serie di cortocircuiti esistenziali e rappresentativi molto spiazzanti. Le battute tra i personaggi del presente e quelli del passato non dialogano ma si richiamano per echi. «In un certo senso anche la vita è un'eternità» dice ancora la donna. Il tempo è il vero protagonista, ma è rappresentato come una gabbia paralizzante da cui non si esce. Tutto è fissato una volta per sempre e le opzioni per lacerare questo teatro di ripetizioni (accettare le proposte di un uomo innamorato, andare a vedere la madre morente) vengono sistematicamente e coerentemente rifiutate. Questo testo teatrale del Premio Nobel, scritto nel 2002 per il Festival di Edimburgo, viene messo in scena da Valerio Binasco, debutto al Carignano di Torino nel marzo 2024. Un'occasione per conoscere la drammaturgia dello scrittore norvegese attraverso uno dei suoi testi più acclamati e più rappresentati nel mondo.

