Passigli: Passigli narrativa
Il duello
Anton Cechov
Libro
editore: Passigli
anno edizione: 2026
pagine: 160
"Il duello" (1891) è certamente tra i capolavori della narrativa di Anton Cechov (1860-1904), e forse il lungo racconto che pi
I racconti dell'arcolaio
Louisa May Alcott
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 256
Il Natale è alle porte, fuori infuria una bufera di neve, il vento sibila… sembra proprio che i ragazzi dovranno rimanersene a casa e rinunciare ai loro giochi, quando ecco che nella soffitta scoprono un arcolaio, l’apparecchio che un tempo si usava per fare gomitoli; ed ecco che, proprio attorno a questo vecchio strumento, con il fuoco scoppiettante, la nonna e la zia cominciano a incantarli con le loro storie dal sapore antico ma dal fascino intramontabile. Ce n’è per tutti i gusti: partendo dal racconto del fidanzamento dei nonni, la narrazione si snoda in tanti altri racconti tra storie di guerra, storie per bambini, storie d’avventura e storie di fantasmi, e tutti avranno un insegnamento per i giovani ascoltatori, che si fanno silenziosi e seguono rapiti… Pubblicati nel 1884 e qui proposti per la prima volta in traduzione italiana, "I racconti dell’arcolaio" ("Spinning-Wheel Stories") ci offrono un altro esempio della grandezza della scrittrice americana Louisa May Alcott, che tutti ricordano come autrice di un successo intramontabile come "Piccole donne".
La gatta
Colette
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 120
Neuilly-sur-Seine, inizio anni Trenta. Il giovane Alain Amparat, rampollo di una famiglia di commercianti di seta, sta per sposare la moderna e disinibita Camille Malbert, con la quale andrà a vivere nella dimora avita degli Amparat: una bellissima villa immersa nel verde. Tuttavia, Alain sembra provare un’attrazione ancora maggiore per Saha, la sua gatta, con la quale ha un rapporto di vera e propria simbiosi, al punto tale da non poterla lasciare nemmeno quando con la sua giovane sposa si trasferisce provvisoriamente nell’appartamento di un amico, al nono piano di un palazzo di Parigi, in attesa che i lavori di ristrutturazione della villa siano terminati. L’idillio della passionale vita coniugale lascia però presto spazio alla tensione fra i due giovani, esasperata dalla rivalità tra Saha e Camille, rosa dalla gelosia per il rapporto che la gatta ha con Alain… Pubblicato per la prima volta a puntate sulla rivista «Marianne» tra l’aprile e il giugno del 1933, quando ormai Colette (1873-1954) ha già alle sue spalle opere di grande successo come i romanzi del ciclo di Claudine, La vagabonda e Sido, La gatta (La Chatte) è – nelle parole di Edmond Jaloux – «un capolavoro di concisione, di arte, di classica perfezione, con la massima verità, intelligenza e poesia», che unisce alla sottile ironia della grande scrittrice una straordinaria abilità nell’indagine psicologica. Non solo dei protagonisti umani, ma della terza, vera protagonista del romanzo: la gatta, inseparabile compagna di vita della stessa scrittrice.
Gli anni perduti
Vitaliano Brancati
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 248
Nell’immaginaria città di Natàca (anagramma del nome greco di Catania), la noia regna sovrana e tutti sembrano presi da un’indolenza collettiva. I protagonisti della storia, giovanotti borghesi e intellettuali sfaccendati, passano le loro giornate – che si susseguono uguali l’una all’altra – tra scherzi, relazioni ed espedienti per non tornare alle proprie occupazioni. A porre fine a questo torpore arriva il misterioso professor Buscaino, con una proposta tanto bizzarra quanto dirompente: costruire una torre panoramica nel cuore di Natàca. L’impresa, accolta con grande entusiasmo, coinvolge l’intera città per dieci lunghi anni, ma quando l’inaugurazione dell’edificio è ormai prossima, i natachesi si troveranno di fronte a un’amara sorpresa… Vera e propria autobiografia di una generazione, il romanzo "Gli anni perduti" (apparso a puntate su «Omnibus» tra il 1934 e il 1936, poi pubblicato in volume nel 1941) non è solo un affresco della provincia siciliana: al pari di altre opere contemporanee, infatti – si pensi ad esempio a "Gli indifferenti" di Moravia (1929) –, dà voce a una critica più ampia alla società borghese di quegli anni, prendendo di mira anche il vitalismo più apparente che reale del regime fascista con i suoi rituali. Come osservava lo stesso Brancati in una lettera al suo ex professore di liceo Francesco Guglielmino, Gli anni perduti «è stato scritto in un periodo molto nero della mia vita: di crisi, si direbbe con una brutta parola moderna. Era la prima volta che vedevo tutta la stupidità dell’attivismo e di coloro che, non avendo un serio modo di vivere, trovano, negli attivisti, medici o guide miracolosi».
Il «leon d'oro» di Granpère
Anthony Trollope
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 240
1870: il “Leon d’Oro” è un piccolo albergo di provincia nella cittadina immaginaria di Granpère, nella Lorena occupata dai prussiani. Il proprietario, Michel Voss, vi abita con la seconda moglie, il figlio di primo letto George e la nipote acquisita Marie Bromar. Quando tra i due giovani nasce un tenero sentimento, Michel, convinto che per entrambi non sia quella la scelta migliore – e forse anche per l’impressione fastidiosa che si agisca alle sue spalle –, nega il consenso alla relazione e allontana il figlio da casa. George si reca a Colmar, dove prende in gestione l’“Hotel della Posta”, e per un anno non dà più sue notizie; mentre Marie, credendosi ormai dimenticata, cede alle insistenze dello zio perché si fidanzi con Adrian Urmand, un ricco mercante di stoffe di Basilea. Quando però la notizia dell’imminente matrimonio giunge a George, il giovane parte di gran corsa per Granpère alla riconquista della ragazza… Pubblicato nel 1872, quando Anthony Trollope era all’apice della sua popolarità, "Il 'Leon d’Oro' di Granpère" è una delle rare opere del grande autore vittoriano ambientate fuori dalla sua Inghilterra. Hugh Walpole, autore di una celebre biografia di Trollope, la definì «non solo il suo miglior romanzo breve, ma anche uno dei più affascinanti idilli della letteratura inglese», e in effetti il susseguirsi di equivoci amorosi, nonché la pregevole caratterizzazione dei personaggi, rendono quest’opera un piccolo gioiello narrativo.
Una famiglia turca
Irfan Orga
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 368
"Una famiglia turca" (Portrait of a Turkish Family, 1950) permette come poche altre opere di penetrare una cultura tanto affascinante quanto enigmatica come quella turca. Autobiografia che va dal 1913 al 1940, il libro ripercorre la vita familiare e sociale di una famiglia dell’alta borghesia che con la Grande guerra e la caduta dell’impero ottomano perde i privilegi economici e sociali della propria posizione sino a ridursi in uno stato di estrema povertà, e sino alla sua faticosa risalita verso un accettabile tenore di vita. Protagonisti di questo racconto, oltre alla famiglia dello scrittore, sono la stessa Istanbul e tutta la variegata società di notabili, piccoli borghesi e popolani che la abitano, così che il libro presenta vari piani di lettura che vanno dalla vicenda privata del protagonista – con pagine sull’infanzia che sono tra le più belle della letteratura del Novecento – alla cultura e ai costumi di un paese che è sempre stato un ponte tra Oriente e Occidente in un periodo cruciale della sua storia: dalla caduta del sultano e dell’impero ottomano alla rivoluzione di Mustafa Kemal Atatürk.
I racconti dell'arcolaio
Louisa May Alcott
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2022
pagine: 256
Il Natale è alle porte, fuori infuria una bufera di neve, il vento sibila… sembra proprio che i ragazzi dovranno rimanersene a casa e rinunciare ai loro giochi, quando ecco che nella soffitta scoprono un arcolaio, l’apparecchio che un tempo si usava per fare gomitoli; ed ecco che, proprio attorno a questo vecchio strumento, con il fuoco scoppiettante, la nonna e la zia cominciano a incantarli con le loro storie dal sapore antico ma dal fascino intramontabile. Ce n’è per tutti i gusti: partendo dal racconto del fidanzamento dei nonni, la narrazione si snoda in tanti altri racconti tra storie di guerra, storie per bambini, storie d’avventura e storie di fantasmi, e tutti avranno un insegnamento per i giovani ascoltatori, che si fanno silenziosi e seguono rapiti… Pubblicati nel 1884 e qui proposti per la prima volta in traduzione italiana, I racconti dell’arcolaio (Spinning-Wheel Stories) ci offrono un altro esempio della grandezza della scrittrice americana Louisa May Alcott, che tutti ricordano come autrice di un successo intramontabile come Piccole donne.
Fuochi di Lisbona
Paolo Ruffilli
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 176
Arrivato a Lisbona per partecipare a un convegno su Fernando Pessoa, il protagonista si trova a vivere, nell’affascinante città del grande scrittore portoghese, un’intensa passione per Vita, conosciuta al principio del suo soggiorno. L’amore travolge entrambi al di là di ogni considerazione razionale e lentamente va a intrecciarsi, nei ricordi che affiorano anche attraverso citazioni di versi e di scritti, con la relazione che Fernando Pessoa ebbe con la giovane Ophélia Soares Queiroz. Come dice Antonio Tabucchi in una nota di lettura che aveva stilato ancora sul dattiloscritto e che accompagna ora questa prima edizione, “Fuochi di Lisbona” «è un romanzo sull’amore e la passione, oltre che d’amore e di passione, come conoscenza viva delle cose negli universi opposti di un uomo e di una donna». Il libro è anche l’espressione dell’amore che Paolo Ruffilli nutre da sempre per uno degli scrittori più geniali ed enigmatici del Novecento, costantemente rincorso in queste pagine al punto da diventarne uno dei personaggi principali o addirittura il deus ex machina stesso dell’intera vicenda.
Il padiglione cinese
Eduard von Keyserling
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 152
Dopo aver passato la vita fra piaceri e amori illeciti, Günther von Tarniff, giovane aristocratico baltico, sposa l’amica d’infanzia Beate, anch’essa di nobile famiglia, e si stabilisce con lei nel castello di Kaltin, con l’intento di passarvi un’esistenza tranquilla. L’inatteso ritorno di Mareile, la figlia del fattore, vecchia compagna di giochi dei due coniugi e ora divenuta una bellissima e celebre cantante, getta però nello scompiglio Günther, che si innamora ricambiato della donna, iniziando con lei un’ardente relazione che pone fine ai suoi propositi. Primo titolo del fortunato filone delle Schlossgeschichten, le “storie del castello”, “Il padiglione cinese” (“Beate und Mareile”, 1903) è il romanzo che decretò la fama di Eduard von Keyserling, rientrando a buon diritto nel novero dei suoi capolavori. Anche in quest’opera, che riproponiamo nella storica traduzione di Mario Benzi – ora rivista, commentata e introdotta dal nipote Gian Mario Benzing –, von Keyserling, che Thomas Mann, Robert Walser e Hugo von Hoffmanstahl consideravano uno dei massimi scrittori del primo Novecento, riesce a restituire quel senso di decadenza percepito dalla nobiltà baltica, un’aristocrazia che alle soglie della tragedia della Prima guerra mondiale inizia a percepire l’approssimarsi della propria fine.
La lampada rossa. Storie di medici e di medicina
Arthur Conan Doyle
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 176
Non tutti sanno che Sir Arthur Conan Doyle, il grande inventore del moderno romanzo poliziesco e creatore di Sherlock Holmes, uno dei personaggi più amati e longevi della letteratura dell’ultimo secolo, ha studiato medicina e ha praticato la professione per quindici anni come medico di bordo, prima di una baleniera e poi di un piroscafo, e infine con un suo ambulatorio con l’insegna della lampada rossa che in Inghilterra allora identificava gli ambulatori medici. Pubblicati nel 1894, quando oramai la fama di Conan Doyle aveva raggiunto dimensioni ragguardevoli, questi racconti sono prima di tutto un atto di amore non tanto verso la medicina – della quale peraltro, anche dopo aver cessato la professione, Conan Doyle continuò a interessarsi attivamente – quanto verso ciò che la figura del medico rappresenta, e soprattutto rappresentava nei tempi passati. Com’è noto, lo scrittore scozzese ha costruito Sherlock Holmes e il suo ‘metodo’ sulla base di un approccio scientifico ai fatti da interpretare non dissimile dal metodo diagnostico seguito dai medici in un periodo in cui non disponevano dei moderni strumenti di indagine. Ne “La lampada rossa” l’autore privilegia un altro aspetto dell’esperienza medica: le occasioni di incontro con ogni tipo di persona e di problemi che, unite a quelle doti di ‘metodo’, facevano del medico un saggio conoscitore della vita e della varietà dei tipi umani. Questi racconti, sempre incentrati su tematiche riguardanti medici o medicina, si trasformano così nell’affresco sublime e leggero di un intero mondo e di un’intera società, la società vittoriana, descritta in personaggi che vanno dal ministro degli Esteri di Sua Maestà al piccolo borghese, dal grande chirurgo al medico alle prime armi, da un tono elegante e divertito al racconto ‘nero’. “La lampada rossa” è inedita in Italia, e rappresenta quindi una grande occasione per apprezzare un aspetto diverso e certamente non minore di uno scrittore tanto popolare quanto ancora in parte sconosciuto e in grado di riservare al lettore molte piacevoli sorprese.
L'uomo pieno di donne
Pierre Drieu La Rochelle
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 160
“L’uomo pieno di donne” (“L’homme couvert de femmes”, 1925) è un romanzo complesso, anche se apparentemente si presenta come una sorta di variazioni sul tema dell’amore. Il protagonista, Gille, viene invitato nella casa di campagna di una vedova piuttosto “libera”, Finette. Vorrebbe avere una relazione con lei, ma comincia invece a giocare con le sue amiche, tanto da sentire infine come una ripugnanza per l’entourage di Finette e per il modo di vivere da lei rappresentato. Se ne va, dunque, ma dopo un viaggio in cui si immerge ancor più nei piaceri viziosi di Parigi, ritorna e comincia la relazione con la padrona di casa, che diviene però sempre più una meditazione sull’amore, e quasi sulla mistica dell’amore. In questo romanzo, per la prima volta tradotto in italiano, Drieu La Rochelle si conferma scrittore dotato di grande sensibilità e di una sottigliezza davvero non comune nel delineare i tratti di una mondanità che attira e perde gli individui.

