Passigli: Passigli narrativa
La stagione del figlio
Cristina Dotto Viglino
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2025
pagine: 200
“La stagione del figlio” è la storia di un ragazzo di oggi. Intorno a lui ruotano figure di adulti che, lentamente, si defilano dietro quinte di poca significanza. È un adolescente complicato e sofferente, o forse incredibilmente semplice nel suo articolato dolore, nel suo urlo al mondo che si declina in ferite inflitte al suo stesso corpo e in muri di silenzio. Cammina in bilico su precipizi aperti, impigliandosi a rovi continui e fatiche che sfiancano ogni forza. Ha due madri, una madre delle carni e una madre dei pensieri: una madre per partenogenesi, che ne coltiva la mente e lo accompagna nella maturazione emotiva, e una madre biologica, che ne divora ogni respiro con un amore malato. In mezzo a queste due figure c’è Stefano, operaio prossimo alla cassa integrazione, padre amareggiato e stanco. Sul palcoscenico della storia, assieme ai protagonisti, spezzati, alla ricerca di un possibile senso ed equilibrio, si muovono piazze e vicoli genovesi, montagne dell’Alta Via dei Monti Liguri, psicologi, psichiatri, e ragazzi adolescenti. Con “La stagione del figlio”, Cristina Dotto Viglino indaga in profondità la complessa condizione dei nostri adolescenti e del mondo che li e ci circonda, tra pericoli, insuccessi, velleità, separazioni, solitudini… Un romanzo denso e compatto, ad altissima concentrazione emotiva, che si legge tutto d’un fiato.
Fuochi di Lisbona
Paolo Ruffilli
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 176
Arrivato a Lisbona per partecipare a un convegno su Fernando Pessoa, il protagonista si trova a vivere, nell’affascinante città del grande scrittore portoghese, un’intensa passione per Vita, conosciuta al principio del suo soggiorno. L’amore travolge entrambi al di là di ogni considerazione razionale e lentamente va a intrecciarsi, nei ricordi che affiorano anche attraverso citazioni di versi e di scritti, con la relazione che Fernando Pessoa ebbe con la giovane Ophélia Soares Queiroz. Come dice Antonio Tabucchi in una nota di lettura che aveva stilato ancora sul dattiloscritto e che accompagna ora questa prima edizione, “Fuochi di Lisbona” «è un romanzo sull’amore e la passione, oltre che d’amore e di passione, come conoscenza viva delle cose negli universi opposti di un uomo e di una donna». Il libro è anche l’espressione dell’amore che Paolo Ruffilli nutre da sempre per uno degli scrittori più geniali ed enigmatici del Novecento, costantemente rincorso in queste pagine al punto da diventarne uno dei personaggi principali o addirittura il deus ex machina stesso dell’intera vicenda.
Il padiglione cinese
Eduard von Keyserling
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 152
Dopo aver passato la vita fra piaceri e amori illeciti, Günther von Tarniff, giovane aristocratico baltico, sposa l’amica d’infanzia Beate, anch’essa di nobile famiglia, e si stabilisce con lei nel castello di Kaltin, con l’intento di passarvi un’esistenza tranquilla. L’inatteso ritorno di Mareile, la figlia del fattore, vecchia compagna di giochi dei due coniugi e ora divenuta una bellissima e celebre cantante, getta però nello scompiglio Günther, che si innamora ricambiato della donna, iniziando con lei un’ardente relazione che pone fine ai suoi propositi. Primo titolo del fortunato filone delle Schlossgeschichten, le “storie del castello”, “Il padiglione cinese” (“Beate und Mareile”, 1903) è il romanzo che decretò la fama di Eduard von Keyserling, rientrando a buon diritto nel novero dei suoi capolavori. Anche in quest’opera, che riproponiamo nella storica traduzione di Mario Benzi – ora rivista, commentata e introdotta dal nipote Gian Mario Benzing –, von Keyserling, che Thomas Mann, Robert Walser e Hugo von Hoffmanstahl consideravano uno dei massimi scrittori del primo Novecento, riesce a restituire quel senso di decadenza percepito dalla nobiltà baltica, un’aristocrazia che alle soglie della tragedia della Prima guerra mondiale inizia a percepire l’approssimarsi della propria fine.
Da noi non può succedere
Sinclair Lewis
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 448
"Da noi non può succedere" (“It Can’t Happen Here”) è forse l’unico altro romanzo di Sinclair Lewis che ha la profondità dei suoi capolavori Main Street e Babbitt. È una grande narrazione sulla fragilità della democrazia e, allo stesso tempo, una previsione allarmante, sinistra, di come il fascismo, mascherato da populismo, possa prendere piede anche negli Stati Uniti. Scritto a metà degli anni Trenta, durante la “Grande Depressione”, quando il Paese poco si curava dell’aggressività di Hitler ed era addirittura presente un movimento filonazista, Da noi non può succedere unisce una visione satirica della politica allo spaventoso e possibile avvento di un presidente che si fa dittatore per “salvare” la nazione dai “nemici”, poco importa che si tratti di criminalità o di stampa libera. Un romanzo preveggente e scioccante, che mostra la forza della migliore narrativa americana e che oggi pare essere forse ancora più attuale di allora, non solo per gli Stati Uniti, ma per l’intero Occidente, dove il populismo sta pericolosamente avanzando, mettendo a repentaglio i valori costitutivi delle nostre democrazie, primo fra tutti la separazione tra i poteri dello Stato. Completa questa edizione uno scritto di Federico Rampini in cui si delinea la figura di Donald Trump, nei cui tratti e nella cui politica si possono ravvisare non pochi elementi che ricordano pericolosamente il presidente dittatore descritto in questo romanzo. Prefazione di Federico Rampini.
L'impero in provincia. Cronache italiane dei tempi moderni
Francesco Jovine
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 136
Pubblicato nel 1945, a ridosso della fine della guerra, "L’impero in provincia" è una raccolta di sei racconti in cui Francesco Jovine, con grande maestria, affianca al consueto realismo una sferzante satira del regime fascista, che con la sua violenza e la sua illusoria propaganda di un “impero italiano” era stato tra i principali responsabili delle orrende ferite che ancora laceravano il paese. Nei racconti, fra loro intrecciati fino a formare una sorta di grande affresco del mondo contadino dagli esordi del fascismo alla Liberazione, vediamo sfilare un’intera galleria di personaggi: ecco allora il gruppo di camicie nere che si organizza (La vigilia) e va alla disperata ricerca di un qualunque catafalco cui rendere omaggio secondo le direttive del Partito (Il monumento storico); e il barbiere-soldato che si lascia convincere ad arruolarsi per la guerra di Spagna con l’illusione di facili guadagni per poi tornare con un braccio in meno e un figlio in più, nato in sua assenza (Michele a Guadalajara); e ancora la vecchia contadina che, dalle fronde di un albero, ingaggia una strenua lotta con chi cerca di sottrarle il suo maiale, unico tesoro che le è rimasto dopo il celebrato dono dell’“oro alla patria” (Martina sull’albero). Il tratto comune con le opere precedenti è l’emarginazione di un mondo – il suo Molise – e della sua gente, che sta all’origine dell’atavica diffidenza verso uno Stato che, dopo aver abbandonato un intero popolo all’efferata violenza dell’occupazione tedesca (La casa delle tre vedove), si prepara ora di nuovo a imporre la propria presenza con l’estraneità delle sue leggi: «Ritorna la legge […] a che serve la legge? Ecco tu zappi e mangi e viene Cialanga dalla Puglia e ti porta il vino e bevi. Invece arriva la legge e ti spoglia…» (La rivolta).
La signora Berta Garlan
Arthur Schnitzler
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 160
Pubblicato nel 1901, "La signora Berta Garlan" narra la vicenda amorosa di un’insegnante di pianoforte. Sposata a un uomo che non ama, Berta resta ben presto vedova e continua a vivere da sola con il suo bambino in una piccola città danubiana. Nulla sembra poter ormai cambiare un destino già segnato da rinunce e privazioni, quando una gita a Vienna la farà incontrare di nuovo l’unico uomo che abbia davvero amato, un compagno di conservatorio divenuto nel frattempo un famoso virtuoso di violino… In questo romanzo Schnitzler ci regala una bellissima figura femminile, della quale sonda l’anima con grande sensibilità e modernità, descrivendo la difficile condizione sia economica che sociale di una donna di quei tempi e l’impossibilità di sfuggire a un’esistenza infelice. Ma la profondità di Schnitzler va al di là delle contingenze dell’epoca storica: come fece notare il padre della psicoanalisi Sigmund Freud, la sua arte, con il suo scetticismo, la sua penetrazione nella verità dell’inconscio e nella natura delle pulsioni umane, la demolizione delle certezze convenzionali della società e la polarità di amore e morte, attinge a un valore universale.
Fuoco fatuo
Pierre Drieu La Rochelle
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2024
pagine: 128
Agli inizi di novembre del 1929, a poco più di trent’anni, si suicidava Jacques Rigaut. Lo scrittore stava ancora tentando di disintossicarsi dall’alcool e dagli stupefacenti, ma il suo suicidio era un destino cui pareva impossibile sottrarsi. In altri tempi aveva ancora potuto scrivere: «Non ci sono ragioni per vivere, ma neppure per morire. La sola maniera che ci resta per testimoniare il nostro sdegno verso la vita è accettarla». Ma il tempo per lui era ormai venuto, e il suo suicidio venne eseguito con estrema cura, dalla scelta dei vestiti, alla cravatta intonata e ben annodata, allo scrupolo di non commettere errori prendendo le misure con un righello per essere sicuro che la pallottola centrasse il cuore. Drieu La Rochelle era amico di Rigaut e quella morte fu per lui un colpo molto profondo. Rigaut era già entrato nelle opere di Drieu quando ancora era vivo, nel racconto “La valigia vuota” del 1921; dopo la sua morte, divenne il protagonista dell’abbozzo narrativo “Adieu à Gonzague”, ma, soprattutto, costituì il modello del romanzo “Fuoco fatuo” (1931), che resta probabilmente il suo capolavoro. Rigaut torna qui nei panni di Alain, drogato, scrittore fallito, dandy perennemente squattrinato; il romanzo ne segue l’ultima parabola, nell’arco di un giorno e di una notte, un breve, intensissimo pellegrinaggio per le vie di una città sempre più deserta, alla ricerca disperata di un appiglio per continuare a vivere; così quest’ultimo atto della vita di Alain si apre ad altri personaggi, alle donne, agli amici, nei quali Alain vede ciò che a lui manca o forse non è mai stato dato, la sua analisi è impietosa quanto lucida, e il senso di diversità si trasforma sempre più in un senso di separazione cui ormai è inutile tentare di opporre un rimedio: «Il suicidio è la risorsa degli uomini la cui molla è stata corrosa dalla ruggine, la ruggine dell’esistenza quotidiana… Il suicidio è un atto, l’atto di chi non è riuscito a compierne altri». Quattordici anni più tardi sarebbe toccato allo stesso Drieu di compiere quello stesso tragico tragitto.
Onde
Eduard von Keyserling
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 184
Doralice, moglie di un nobile baltico, abbandona il marito per fuggire assieme al pittore incaricato di farle un ritratto. Gli amanti viaggiano attraverso l’Europa destando grande scandalo, ma presto la bruciante passione che li ha spinti alla fuga inizia a spegnersi di fronte alla realtà della vita quotidiana. Ma mentre il pittore pare adattarsi a questa realtà fatta di un’esistenza semplice ma tutto sommato felice, nella donna inizia a manifestarsi un senso di crescente inquietudine… Capolavoro nascosto della letteratura tedesca del primo Novecento, “Onde” (“Wellen”, 1911) è certamente tra le migliori opere “tarde” di Eduard von Keyserling, in cui ancora una volta traspare quel senso di decadenza percepito dalla nobiltà baltica – un’aristocrazia stanca e prossima alla propria fine – in quei decenni a cavallo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento che hanno segnato la fine dell’”Europa Felix” e l’inizio delle grandi inquietudini del nostro tempo.
Omicidi col Santo
Mauro Brazzo
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 224
La confessione in punto di morte di un’anziana donna ricoverata in una casa di riposo scatena una serie di efferati omicidi. Le vittime sembrano non avere nulla in comune, ma la firma che l’assassino lascia accanto ai loro corpi è sempre la stessa: una medaglietta d’argento che raffigura San Giuseppe. Le indagini vengono affidate al commissario Raul Bevilacqua, gay dichiarato, che muovendosi tra false piste, curiosi personaggi della nobiltà fiorentina e agenti segreti vaticani, si ritrova coinvolto in una storia che riporta le lancette dell’orologio indietro di quarant’anni, in un mondo che ormai non esiste più. Almeno in apparenza...
E il mio corpo rispose. Romanzo psicosomatico
Cristina Dotto Viglino
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 160
Il protagonista di questo romanzo è il Corpo. Lisa, donna di mezz’età, snoda il racconto febbrile di un breve arco della sua vita segnato da eventi potenti e traumi tali da alterare gli equilibri chimici e psichici del suo corpo: la madre che la rifiuta, un uomo magico che si innamora di lei e la traghetta su un tappeto volante fatto di giornali, una passione antica che ricompare all’improvviso con la prepotenza delle forze dell’inconscio… Sarà proprio il corpo di Lisa a scegliere la strada, fra dirupi e pianure, laceranti perdite e certezze nuove, in un ribaltamento filosofico del pensiero cartesiano.
Cavallo azzurro vestito rosso. Undici racconti di amore e disamore
Maria Pia Simonetti
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 224
Quando la realtà non è all’altezza della situazione è possibile prenderne atto e andare a dormire sperando che i sogni siano migliori. Oppure si può provare a rimodellarla raccontandola, andando oltre con lo sguardo, al di qua o al di là del presente. Non in altri mondi, ma in questo nostro, trasfigurato dai desideri, dal bisogno di ritrovare cose perdute, di imparare da occasioni mancate. Si può immaginare. E immaginando si ridisegna la nostra vita. Con ironia, con tenerezza, con verità. Ecco cosa fanno le undici storie di questo libro. Qualche esempio: cosa può fare una nonna allontanata dalla nipotina se non raccontare per lei i suoi straordinari incontri con la Madonna in manto azzurro e scarpe col tacco? E chi potrebbe, senza le canzoni di Lucio Dalla, raccontare una storia come quella di Dani e del bellissimo cuciniere moldavo Artiom incontrato per caso sulla spiaggia? E non è forse vero che solo una bambina piena di ingegno può scoprire chi è l’uomo che dorme nei giardini pubblici? E ancora, può una storia d’amore inventata per noia produrre una storia d’amore vissuta con gioia? Undici racconti che sono altrettante riflessioni sul senso perduto delle cose, come a riscoprirne e rilanciarne il significato nelle nostre esistenze. Perché un senso c’è sempre, come nel lungo e bellissimo “Cari saluti da Salimbù”, dove sarà proprio tra le righe del racconto che una figlia e una madre riusciranno finalmente a ricomporre la loro difficile storia.
Vita di Chopin
Franz Liszt
Libro: Libro in brossura
editore: Passigli
anno edizione: 2023
pagine: 250
Franz Liszt sentì suonare per la prima volta Chopin il 26 febbraio 1832 a Parigi, nel primo concerto tenuto dal musicista polacco nella capitale francese e, con la straordinaria generosità e curiosità intellettuale che gli era propria, gli aprì le porte della Parigi colta, divenendone il più grande amico e protettore. Nel 1851, a meno di due anni di distanza dalla morte di Chopin, uscì questo libro che, più che come una biografia, si presenta piuttosto come un eccezionale ritratto dal vero. Nessuno, del resto, meglio di Liszt avrebbe potuto conoscere e capire Chopin: e non solo dal punto di vista musicale, entrambi essendo tra i principali innovatori dell'arte concertistica e gli indubbi creatori della figura del moderno concertista; ma anche dal punto di vista strettamente umano, e in questo senso la vita di Chopin è uno degli esempi più alti di quella identificazione romantica tra arte e vita che segnerà intere generazioni. Liszt si rivela così non solo, com'è naturale, eccellente critico musicale, ma anche finissimo e attento testimone della straordinaria storia d'amore che legò Chopin a George Sand, offrendo un ritratto a tutto tondo anche di questa splendida figura di donna e del suo tormentato rapporto con il grande musicista. Prefazione di Piero Rattalino.

