Studi teatrali
Verdi, Nabucco e il teatro Concordia
Roberto Fiorentini
Libro
editore: Ronca Editore
anno edizione: 2026
pagine: 120
Giuseppe Verdi non era il monumento che oggi immaginiamo, ma un uomo che si muoveva spesso in punta di piedi, diviso tra affar
Backstage. Dietro le quinte della Compagnia teatrale CaRpiscout (1990-2025)
Saverio Catellani
Libro
editore: Youcanprint
anno edizione: 2026
pagine: 114
La storia della Compagnia teatrale CaRpiscout di Carpi dal 1990 al 2025
Mimesis journal. Volume Vol. 14/1
Libro: Libro in brossura
editore: Accademia University Press
anno edizione: 2026
pagine: 214
«Mimesis Journal» riunisce autori di diversi paesi e generazioni interessati all'oggi del teatro e delle arti sceniche – ovvero un plesso che comprende tutto il XX secolo, oltre alle ricerche e alle teoresi più avanzate del presente – in una prospettiva transdisciplinare, ovvero non esclusivamente storiografica ma piuttosto fenomenologica. Queste le sezioni principali in cui si articola: Riflessioni e ricerche, Letture e visioni, Traduzioni. I testi redatti in lingua italiana, francese o inglese non sono tradotti, mentre quelli redatti in altre lingue sono accompagnati da una traduzione in inglese.
Eduardo. Via opere altro
Lucio Mercogliano
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni Il Saggio
anno edizione: 2026
pagine: 256
Il teatro Luigi Pirandello di Agrigento
Fabio Zarbo
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2026
pagine: 240
Con questo libro, la Fondazione Teatro “Luigi Pirandello” – Valle dei Templi di Agrigento vuole celebrare un anno speciale per il Teatro agrigentino: il 2025. Vi ricorrono tre importanti anniversari: il 30° anno dalla sua definitiva riapertura, il 145° anniversario della sua inaugurazione e l'anno in cui la città di Agrigento è Capitale italiana della Cultura. Il volume, redatto con rigore scientifico e corredato da una vasta e dettagliata documentazione archivistica, narra la storia del Teatro, ripercorrendo le tappe salienti della sua esistenza: dal concorso per il progetto alla posa della prima pietra, dalle accese polemiche contro alcune scelte progettuali dell'ingegner Dionisio Sciascia all'intervento del celebre architetto Giovan Battista Filippo Basile, autore del progetto della decorazione della sala e di alcune significative modifiche strutturali al palcoscenico e all'arco armonico. Il racconto prosegue con la narrazione della ricca e variegata attività culturale del Teatro e dei restauri della seconda metà del Novecento, che nel 1995 hanno consentito alla struttura di tornare ad avere un ruolo fondamentale nella vita culturale della città di Agrigento. Nella parte finale del libro viene illustrata la vita del Teatro negli ultimi trent'anni, fino al 2025.
Il corpo di Truffaldino. Studi e documenti sull'arte attorica nell'Italia del Settecento
Anna Scannapieco
Libro
editore: Bulzoni
anno edizione: 2026
pagine: 166
L'archivio delle «Varietà». Il Fondo Galli-Grazia di Lecce
Annalucia Cudazzo
Libro: Libro in brossura
editore: Musicaos Editore
anno edizione: 2025
pagine: 184
Il volume si propone l’obiettivo di presentare un fondo archivistico appartenente alla società bolognese Galli-Grazia, due impresari teatrali e cinematografici, che tra gli anni Dieci e Venti del Novecento, gestirono diversi cine-teatri, operando nel contesto del teatro di varietà. L’archivio – composto da lettere, locandine, ritagli di stampa, disegni, manifesti e altra documentazione – che è custodito all’interno del Fondo Silvio D’Amico, acquisito nel 1971 dall’allora Università di Lecce (oggi Università del Salento), al momento della pubblicazione di questa ricerca, non è mai stato oggetto di segnalazione o studio da parte della comunità scientifica.
Amleto va alla Kalsa
Matteo Bavera
Libro: Libro in brossura
editore: Minimum Fax
anno edizione: 2025
pagine: 185
Inaugurato nel 1861 da Giuseppe Garibaldi, il teatro che ancora oggi porta il suo nome sorge al centro della Kalsa, uno dei quartieri più difficili e violenti di Palermo. Rimasto a lungo chiuso, trasformato per un periodo in cinema porno e vandalizzato dagli abitanti del quartiere, è stato riaperto negli anni Novanta grazie a una serie di progetti geniali, primo fra tutti la trilogia shakespeariana composta da Amleto, Sogno di una notte di mezza estate e Misura per misura, diretta da Carlo Cecchi, che ha saputo sfruttare le condizioni di degrado strutturale del teatro per trasformarlo in uno spazio pienamente condiviso dagli attori e dal loro pubblico, generando un’esperienza immersiva senza precedenti. Artefice della rinascita del Garibaldi e suo direttore artistico, Matteo Bavera racconta dall’interno e con dovizia di dettagli e aneddoti una delle storie più affascinanti della scorsa fine secolo, soffermandosi non solo sulle produzioni artistiche ma sul rapporto tra il teatro e gli abitanti del quartiere, sul dialogo – condito di alti e bassi – con l’amministrazione cittadina ma anche con la società civile, decisa a liberarsi, subito dopo le stragi di Capaci e di via d’Amelio, dalla cappa soffocante della mafia, sulle polemiche, le liti, i trionfi, le tournée internazionali. E ci regala una storia di grande intensità e fascino, a metà tra il reportage, il memoir più intimo e il romanzo.
Gian Antonio Cibotto. Il gusto del racconto
Libro: Cartonato
editore: Antiga Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 144
Carlo Goldoni. Ideologia borghese e popolo
Antonio Catalfamo
Libro
editore: Solfanelli
anno edizione: 2025
pagine: 164
Il circo degli anziani. Storie di un teatro senza età
Emmanuel Gallot-Lavallée
Libro: Libro in brossura
editore: Cartman
anno edizione: 2025
pagine: 144
Le cose belle succedono perché succedono e basta. Un giorno Camilla, ottant’anni più o meno, si fa coraggio, prende un ombrello e sale sul palco. All’inizio usa l’ombrello come se fosse un pennello e finge di dipingere un quadro. Poi Camilla si pettina perché l’oggetto nel frattempo si è trasformato in un pettine, poi in uno spazzolino da denti, in una saponetta e poi nell’archetto di un violino. Infine, l’ombrello torna a essere un ombrello e il pubblico scoppia a ridere. A un certo punto leggerete che Angela e Margherita, anche loro non proprio ragazzine, chiedono se possono ballare sul palcoscenico e, senza aspettare alcun sì e senza dirlo a nessuno – nemmeno al tempo – cambiano età: sono giovani per sempre. Pagina dopo pagina, la vecchiaia prende una nuova sembianza che si sveste di ogni significato di tristezza e deterioramento: lontano da ogni meccanismo che parla bene dell’anziano come risorsa per poi nei fatti rinchiuderlo, emarginarlo o scartarlo, qui l’Autore dispiega le ali alla libertà, alla creatività e alla rinascita, perché talvolta, come succede in ogni fase della vita, quando tutto sembra finito, invece è proprio lì che tutto può ricominciare. Quella che qui propone Emmanuel Gallot-Lavallée è una pedagogia rivolta alla vecchiaia, un teatro che ribalta gli schemi, un circo che questa volta scrittura quegli attori che la società, ancora, non ha capito.
La presenza e il fare. Teatro e liturgia
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2025
pagine: 224
Nell’aprile del ’79, a Pontedera e in uno sperduto eremo immerso nelle campagne del Chianti, San Pietro alle Stinche, si svolse un seminario a cui furono invitati teologi, artisti della scena e accademici da tutta Italia. Fra Silvano Maggiani, nel suo intervento inaugurale, indicò un sentiero possibile, ma l’incantesimo si ruppe subito, con le parole di Ferdinando Taviani, che tracciò un solco netto fra i due ambiti. L’auspicato scambio di consigli e pratiche si trasformò, insomma, in un confronto fra “bande”, liturgisti da una parte e teatranti dall’altra. L’evento fu però un vero e proprio laboratorio vivente, in cui alla riflessione si intrecciò l’esperienza pratica. Nacquero amicizie feconde – come quella tra Maggiani e Giuliano Scabia – e si compì una sorta di viaggio collettivo attraverso le contraddizioni e le speranze di due mondi in crisi: la liturgia in cerca di autenticità in un’epoca di smarrimento del sacro; il teatro in cerca di un “nome” per dare un’identità al proprio continuo rigenerarsi. Fu nel silenzio delle Stinche che le due “bande” entrarono finalmente in sintonia, grazie all’intervento di Giovanni Vannucci, fondatore dell’eremo ed esperto di Esicasmo. Quel tipo di preghiera praticata dai monaci del monte Athos, che coinvolge il corpo e il respiro in un esercizio di consapevolezza e auto-trascendenza, offrì il punto di contatto più ravvicinato tra religione e pratica teatrale, grazie alle consonanze con l’addestramento dell’attore, ad esempio nell’esperienza di Grotowski.

