Studi teatrali
Il sistema Stanislavskij. La formazione professionale dell'attore
Sonia Moore
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2025
pagine: 120
Finalmente in italiano, la guida più chiara e fedele al metodo Stanislavskij. Scritto con semplicità e precisione, "Il sistema Stanislavskij" di Sonia Moore è da oltre quarant'anni il compendio di riferimento per chi vuole avvicinarsi al lavoro dell'attore secondo la visione stanislavskiana. Con rigore e semplicità, Moore rende accessibili i concetti chiave del Sistema: l'azione, il sottotesto, la verità emotiva, l'analisi del testo e altro. Lo fa con uno stile pratico e immediato, offrendo uno strumento per approfondire il lavoro sul personaggio, l'immaginazione scenica e la consapevolezza del processo creativo. Tanto fedele alla ricerca di Stanislavskij quanto funzionale al lavoro dell'attore di oggi, questo libro offre uno sguardo essenziale, pratico e profondo su uno dei pilastri della formazione attoriale moderna. Prefazione di John Gielgud. Introduzione di Joshua Logan.
«Voce dal sén fuggita». Percorsi analogico-digitali della voce nel teatro contemporaneo
Angela Zinno
Libro
editore: Serel International
anno edizione: 2025
pagine: 164
Inappropriabili. Relazioni, opere e lotte nelle arti performative in Italia (1959-1979)
Annalisa Sacchi
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 288
Inappropriabili sono le esperienze di chi, negli anni sessanta e settanta del Novecento, trovò nella performance il territorio di sperimentazioni capaci di abbattere i confini disciplinari, di integrare nell’estetica e nella politica il piacere, la materialità della creazione, l’irruenza della critica all’esistente. In questo libro si affollano così biografie, eventi e idee, azioni e opere che ricostruiscono una storia di relazioni: l’Autunno caldo, l’antipsichiatria e la militanza poetica di Giuliano Scabia, la guerra d’Algeria nel teatro musicale di Luigi Nono, le ecopolitiche di John Cage micologo e di Aldo Braibanti mirmecologo, le persecuzioni, i processi, le carcerazioni. E poi la poesia sonora di Patrizia Vicinelli e il cinema-performance di Alberto Grifi, il teatro come “tumore della società” e le lotte meridionaliste di Leo de Berardinis e Perla Peragallo, il femminismo e le alleanze tra soggetti imprevisti, l’opera aperta, gli scandali e le apoteosi di Carmelo Bene, Emilio Villa, Jean-Jacques Lebel. Inappropriabili ricostruisce, attraverso archivi dispersi, minori, dimenticati, in collezioni private e in conversazioni intime, la vita postuma della scena performativa di due decenni che hanno cambiato quello che si credeva possibile per l’arte, e quindi per la vita.
Teatro totale. Scritti e colloqui sul teatro musicale. 1947-1974
Walter Felsenstein
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 232
«Questa è la prima pubblicazione italiana di alcuni scritti di Felsenstein: una raccolta di riflessioni, articoli, interviste che nascono a partire dal suo lavoro sul palcoscenico, a diretto contatto con gli interpreti e i suoi collaboratori. Non sono saggi teorici, quanto piuttosto pezzi di vita, testimonianze del lavoro portato avanti con dedizione e caparbietà a partire dal secondo dopoguerra, negli anni in cui si andava definendo un nuovo linguaggio teatrale che nel campo dell’opera lirica e del teatro musicale in genere sarebbe stato destinato a modificare radicalmente l’interpretazione dei classici, offrendo un diverso approccio estetico e narrativo. La sua attenzione ai dettagli e la cura nella rappresentazione degli ambienti e dei personaggi contribuirono a creare una forte connessione emotiva tra il pubblico e le opere rappresentate: l’opera lirica era intesa non solo come uno spettacolo per gli occhi e per le orecchie, ma anche per la mente e l’anima dello spettatore. Alcune delle sue lettere testimoniano, anche a livello aneddotico, la dedizione inscalfibile che quest’uomo ebbe verso il teatro che dirigeva, e suonano come un monito, per chi rappresenta un’istituzione culturale, a vivere con passione e creatività il proprio compito. Ogni teatro è lo specchio di una città, ed è commovente il rispetto che Felsenstein nutriva verso il pubblico, la passione nel mantenere sempre un dialogo tra il palcoscenico e i cittadini che partecipano. Felsenstein sembra dirci che bisogna investire sul teatro perché rende unica e speciale una città, la rende viva testimoniando la sua collettività.» Damiano Michieletto
Un teatro necessario. Le prime stagioni del Piccolo e una selezione di scritti giovanili
Giorgio Strehler
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 168
«A un nuovo teatro, a un nuovo testo, a una nuova mentalità occorre un nuovo metro di rapporti e di legami tra pubblico e palcoscenico; soltanto accettando le nuove esigenze create dalle nuove conquiste si avvererà un teatro tecnicamente in aderenza con i tempi che stiamo vivendo, senza riserve.» Quando Giorgio Strehler scrive queste parole ha poco più di vent’anni e mancano pochi mesi al suo debutto alla regia; la sua creatura più importante, il Piccolo Teatro, nascerà solo alcuni anni dopo. Eppure in questo intervento ci sono già l’energia e la visione che caratterizzeranno tutta la sua produzione e, più in generale, il suo rapporto con la macchina teatrale: un «fare teatro» sempre legato alla necessità di esprimere opinioni, concetti, pensieri, dentro e fuori dall’arte, sempre con la massima onestà possibile. “Un teatro necessario” raccoglie una lunga riflessione del 1987, in cui il regista ripercorre i primi otto anni di vita del Piccolo Teatro, in dialogo con una selezione di testi e articoli – alcuni dei quali mai pubblicati prima – scritti tra il 1942 e il 1945. Sono testi in cui si sente nitida la sua voce di giovane intellettuale che medita su un paese ferito dalla guerra: spesso ironico, talora sprezzante, lo Strehler ventenne è tanto speranzoso per le innovazioni portate dai movimenti artistici nati nell’immediato dopoguerra, quanto critico nei confronti delle chiuse e reazionarie istituzioni culturali italiane. Questo volume ci offre così un ritratto inedito e doppio di uno dei più grandi registi italiani: del maestro consacrato, che si volge indietro al suo passato, e del giovane idealista, che fissa il domani con lo sguardo carico di possibilità. Perché, come scrive lo stesso Strehler: «Mai nulla cambia nel teatro. E cambia tutto. Mai la vita si ripete pur restando se stessa». Prefazione di Alberto Bentoglio.
La drammaturgia contemporanea in Europa. Una mappatura degli ecosistemi e delle pratiche
Margherita Laera
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2023
pagine: 150
Questo libro, redatto in collaborazione con i partner europei di Fabulamundi, si rivolge a operatori, professionisti del teatro e studiosi della drammaturgia contemporanea alla ricerca di una guida per districarsi tra le prassi teatrali nei vari contesti europei. Come si diventa drammaturghi in Polonia, in Romania e in Spagna? Come si mettono in scena i drammi contemporanei nel Regno Unito, in Germania e nella Repubblica Ceca? Come si fa a promuovere un testo contemporaneo italiano in Austria o in Francia? A che stadio sono le conversazioni sulle diversità e le pari opportunità nei vari contesti nazionali? Attraverso questionari e interviste a figure chiave, l’autrice presenta una mappatura che permette di ricostruire come ciascuna cultura teatrale nazionale sostiene i drammaturghi viventi, quali convenzioni guidano la produzione e la traduzione di opere contemporanee e quali percezioni abbiano gli operatori culturali del sistema teatrale in cui loro stessi operano. Compilato utilizzando metodologie rigorose, arricchito da report su nove paesi, interviste a drammaturghi, traduttori, registi e agenti, e completo di un elenco di buone pratiche, questo volume costituisce una risorsa indispensabile per chi si occupa di teatro e vuole promuovere il dialogo tra le culture e lingue della scena nel nostro continente.
Dall'azione alla recitazione. Linee guida di Jan Fabre per il performer del XXI secolo
Jan Fabre, Luk Van den Dries
Libro: Copertina morbida
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2023
pagine: 342
Con "Dall'azione alla recitazione. Linee guida" di Jan Fabre per il performer del XXI secolo il mondo del teatro si arricchisce di un notevolissimo e imperdibile manuale, ricco di stimoli per chiunque voglia immergersi nella preparazione del performer contemporaneo. Jan Fabre - performer, disegnatore, scultore, autore e creatore teatrale - è una delle figure più affascinanti, complete e complesse della ricerca artistica contemporanea. Frutto della grande esperienza di Jan Fabre come registra e coreografo, questo libro è insieme un saggio, un manifesto ed un manuale per i performer. Spiega non solo il training fisico, mentale e vocale del performer - training che passa attraverso la trasfigurazione del corpo, l'interazione tra l'essere umano e il mondo animale, tra la ragione e l'istinto, tra il caos e la disciplina - ma entra anche nel profondo dei pensieri rivoluzionari di Fabre sul teatro contemporaneo. "Questo libro raccoglie molta della saggezza di Jan Fabre, per quanto possa essere tradotta in parole e distribuita come intuizioni, esercizi e improvvisazioni. Arrivato a 60 anni, Fabre è indiscusso maestro del teatro e della performance" (Richard Schechner).
Tutto su Mariangela. Biografia di una donna
Michele Sancisi
Libro: Libro in brossura
editore: Bompiani
anno edizione: 2023
pagine: 414
Maniacale, solitaria, stakanovista, idealista, mossa da un impulso di trasformazione perenne, nel lavoro come nella vita. Sullo schermo è la signora bene con la erre moscia, la prostituta, la rivoluzionaria, la sottoproletaria stressata. In teatro dà corpo alle visioni di grandi maestri, da Strehler a Ronconi, Visconti e Fo: diventa uomo, bambina, vecchia di trecento anni, centaura. Nella vita è un sex symbol, punk e diva, o una creatura androgina, icona gay. Capelli biondo platino o nero pece, taglio lungo, medio, corto, con sfumature verdi. Quando vuole uscire dai ruoli si rapa a zero. Non è una star, ma un caleidoscopio: Mariangela Melato è tutto questo e molto altro, un'attrice sempre pronta a reinventarsi, “una donna con un progetto”, come l'ha definita Pupi Avati. Ma come ha fatto una bambina piena di problemi, figlia di gente modesta e senza una vera istruzione scolastica a diventare, con le sue sole forze, uno dei simboli del teatro e del cinema italiani? Come è riuscita a non scendere a compromessi e a tutelare la propria libertà? Lo raccontano gli amici, i colleghi, gli amori, i suoi stessi pensieri dai giornali dell'epoca: fili sparsi di memorie individuali e documenti inediti che l'autore intesse in un ritratto corale sospeso tra pubblico e privato, in cerca della vera Mariangela. Una parabola unica la sua, che attraversa settant'anni di storia italiana, riflettendone stagioni e gusti in una raffinata sintesi di arte e vita.
Il teatro ragazzi in Italia. Un percorso possibile dal 2008 ad oggi
Mario Bianchi
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2022
pagine: 224
Un atlante del Teatro-ragazzi italiano degli ultimi dieci anni. Una ricognizione che non vuole essere oggettiva, ma uno sguardo privilegiato di chi ha seguito in lungo e in largo per il Paese il teatro destinato all’infanzia e alla gioventù. Un’opera utile sia per il genitore che vuole portare il proprio figlio a teatro, sia per l’operatore che organizza, sia per chi lo produce e lo crea, sia per gli insegnanti che lo propongono a scuola. Lo sforzo maggiore è stato quello di rendere visibile e documentato un teatro che viene ancora considerato minore. Il nuovo Atlante vuole invece testimoniare come questo teatro possiede in sé una forza immaginifica straordinaria che esplora in modo profondo tutte le varietà che il mondo e la vita possiedono. E vuole essere uno strumento imprescindibile per chi volesse approfondire, anche criticamente il teatro rivolto all'infanzia per poter continuare la nostra opera.
Le regole del gioco. Guida ai primi segreti della recitazione
Anna Laura Messeri
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2022
pagine: 172
Da dove si comincia se si vuole recitare? Si deve studiare? E come? Lo studio vincola la fantasia? Come vivere il rapporto con l’insegnante? Come trovare il materiale su cui lavorare? Cambia qualcosa quando si recita in uno spettacolo? Per dire i versi occorre conoscere la metrica? A queste e molte altre domande risponde qui Anna Laura Messeri con tutta la sapienza che le viene da un pluridecennale lavoro con giovani aspiranti attori: centinaia di allievi ne riconoscono il magistero unico e inconfondibile. Il libro che ha scritto restituisce l’essenza di un insegnamento nutrito di un confronto critico con la tradizione unito a un ripensamento costante e rigoroso sulle pratiche emergenti dalla sperimentazione di ogni giorno. Si propone come guida a partire dai primi tentativi fino alla conclusione di un ciclo di studio e fornisce quegli strumenti di base che restano inesauribile stimolo di riflessione nel tempo. Criterio fondante è il principio di “azione teatrale” che ha il suo punto focale in un originale e personalissimo esercizio dall’autrice chiamato “palleggio”, da tutti i suoi allievi ricordato come illuminante e liberatorio. E altrettanto inaspettata e feconda è la scoperta della valenza storica ed estetica delle mode metriche nell’evoluzione della nostra letteratura così come viene vista dall’autrice. Che ci congeda con questo pensiero: “Ecco, qualcosa del genere mi sarebbe stata utile quando ero agl’inizi”.
Io sono il mago
Ezio Frigerio
Libro: Libro rilegato
editore: Baldini e Castoldi
anno edizione: 2021
pagine: 368
Rapidi, pastosi, materici come le pennellate di un pittore informale, i capitoli che compongono questa autobiografia, attraversano il Novecento più colto e avventuroso. Fra una risata irriverente e qualche nostalgia, Ezio Frigerio ricorda la sua lunga esistenza con una sorprendente lucidità sentimentale. Nato da famiglia benestante comasca durante il fascismo, l’autore non esita a sorridere malignamente della buona borghesia locale. Il suo tratto corrosivo ricorda il miglior Piero Chiara, ma è Salgari che lo induce a essere curioso della vita, e a non risparmiarsi le più funamboliche avventure. Dopo la guerra, i bombardamenti, i tedeschi e la Liberazione, il giovane Frigerio scopre la pittura fiorentina, il mondo artistico che impregnerà anche il suo futuro mestiere di scenografo. E, ancora molto giovane, affronta l’impegno del teatro con Strehler come mentore – un sodalizio intenso e tempestoso che durerà decenni – quello del cinema con De Sica, la Loren e Mastroianni, il balletto con Rudolf Nureev. E, in seguito, gli allestimenti storici per il Piccolo Teatro di Milano, la Scala, l’Opéra di Parigi. Ma per Frigerio l’avventura è anche lontano dalle mille luci dei palcoscenici: nel silenzio immobile del deserto, nell’Africa più profonda, nella Russia più sconosciuta. Pagina dopo pagina il lettore incontra ricordi, sorrisi e qualche commozione non ancora sopita. Sberleffi e carezze, dedicati alla vita e alla sua magia. La stessa magia che il grande scenografo ha offerto agli spettatori per molte, moltissime sere. Giocando, come in queste pagine, su quel confine sottile e illusorio che sta fra verità e menzogna.
Breve storia del teatro sociale in Italia
Giulia Innocenti Malini
Libro: Libro in brossura
editore: Cue Press
anno edizione: 2021
pagine: 126
Il teatro sociale in Italia raccoglie molteplici esperienze sviluppate e diffuse negli ultimi quarant’anni. La fenomenologia di queste pratiche artistiche e culturali, finalizzate a obiettivi sociali, risulta estremamente varia. Tutto ciò che compone l’esperienza teatrale e performativa trova espressioni plurali nell’ampio spettro del teatro sociale, mantenendo però uno stretto riferimento a tre dimensioni trasversali: la partecipazione diretta al fatto teatrale, l’evoluzione dei soggetti (da singoli individui a piccoli gruppi, fino a comunità e sistemi organizzati) e la produzione artistica e culturale. Il volume propone alcuni snodi storici che analizzano lo sviluppo del teatro sociale in Italia: dalle esperienze di rinnovamento degli anni Cinquanta e Sessanta, passando per una fase ‘carsica’, in cui tali attività si mescolano con forme di teatro applicato e di intervento educativo e sociale, fino agli anni Novanta e Duemila, quando il teatro sociale viene ricondotto all’applied theatre, configurandosi a pieno titolo tra le forme della teatralità contemporanea.

