Studi teatrali
La tecnica Chubbuck. Il potere dell'attore
Ivana Chubbuck
Libro: Libro in brossura
editore: Audino
anno edizione: 2025
pagine: 360
«Un attore che sulla scena si limita a sentire delle emozioni porta la sua interpretazione verso l'interno, e non riuscirà a trasmettere energia né a se stesso né al pubblico.» Questa frase, forte quanto provocatoria, è alla base della ricerca di Ivana Chubbuck, la pedagoga che ha saputo trovare un sincretismo tra il primo Stanislavskij - quello dell'"immedesimazione" e della "memoria emotiva" - e il secondo - quello dei "compiti" e delle "azioni fisiche". Integrando alla lezione del Maestro i recenti studi di psicoanalisi e psicologia cognitiva, la Chubbuck ha messo in mano agli attori tutti gli strumenti che servono per creare un'esperienza dinamica, l'unica che rende il copione, se stessi, il personaggio interpretato e il pubblico partecipi dello stesso percorso, emozionale e significativo. Negli anni, attraverso il lavoro di coaching, l'autrice ha perfezionato la Tecnica, in un dialogo continuo tra la teoria e la pratica. Il risultato è il libro che presentiamo in cui, l'oramai classico volume Il potere dell'attore viene arricchito di contenuti originali, emersi dalla lunga e feconda esperienza dell'autrice. Il testo si avvale altresì di una nuova traduzione che, nel restituire il pensiero della Chubbuk in tutte le sue sfumature, lo porta a essere la base imprescindibile di qualunque grande performance, attoriale o registica.
Giorgio Gaber, Gaber, Sandro Luporini e la fine del secondo millennio. Gli ultimi spettacoli (1991-2003)
Fabio Barbero
Libro: Libro in brossura
editore: Arcana
anno edizione: 2025
pagine: 432
Questo libro racconta gli ultimi spettacoli di Giorgio Gaber e Sandro Luporini, dal 1991 fino alla morte di Gaber avvenuta nel gennaio 2003. Dal Teatro Canzone (1991-1994) a “E pensare che c’era il pensiero” (1994-1997) e a “Un’idiozia conquistata a fatica” (1997-2000) fino agli ultimi due CD, “La mia generazione ha perso” (2001) e “Io non mi sento italiano” (2003), pubblicato postumo. Si tratta del volume finale di una trilogia cominciata nel 2022, con “Giorgio Gaber, Sandro Luporini e la generazione del 68” e continuata nel 2023 con “Giorgio Gaber, Sandro Luporini e gli anni Ottanta”. Dall’estate 1991 all’aprile 2000 i due autori ritornano a proporre il loro Teatro Canzone, dopo essersi dedicati maggiormente a un teatro di prosa nel decennio che precede. Malgrado restino ancora poco conosciuti dal grande pubblico, si tratta di spettacoli molto densi, marcati da tematiche ancora oggi di grande attualità. Sono stati studiati poco e, sicuramente, sottovalutati. Si ricordano pezzi ormai celebri come “Qualcuno era comunista”, “Destra-Sinistra”, “La mia generazione ha perso” e pochi altri. Tutto il resto è passato al dimenticatoio. Ed è un vero peccato perché il ritratto artistico di Giorgio Gaber e di Sandro Luporini resta necessariamente incompleto senza i loro ultimi spettacoli che si potrebbero chiamare, a giusto titolo, “gli spettacoli della maturità”.
Scritti sul teatro. Articoli e interventi occasionali per una storia del teatro a Firenze
Alessandro Sardelli
Libro: Libro in brossura
editore: Polistampa
anno edizione: 2025
pagine: 248
Una raccolta di saggi che vanno a comporre un unico, affascinante racconto: quello del teatro fiorentino del primo Novecento. Ampio spazio è dedicato al mondo dello spettacolo al tempo del fascismo, con un capitolo riservato ai festeggiamenti per la visita di Hitler a Firenze nel 1938. Ci sono poi approfondimenti su luoghi e rappresentazioni specifiche: il giardino di Boboli come spazio per musica e feste, il teatro e la biblioteca Rinuccini, le grandi commedie fiorentine e l’ideologia del teatro vernacolare. Un saggio è infine dedicato alla vita e alle opere di Edward Gordon Craig, maestro di teatro e grande innovatore dell’arte scenica.
Canità del cane. Un manuale per l’attore
Roberto Latini
Libro: Libro in brossura
editore: Marsilio
anno edizione: 2025
pagine: 96
Il teatro è un codice in mutamento continuo, che basa le sue grammatiche essenziali sul rinnovamento del linguaggio e le conquiste della comunicazione. La velocità delle relazioni detta un tempo sempre nuovo alla reazione tra platea e palco. Nei tanti anni di laboratori, seminari, workshop, incontri, l’autore ha messo a fuoco e selezionato una sorta di manuale, con le regole che reputa imprescindibili nello stare scenico: un “decalogo” pensato, distillato e organizzato per l’attore e per le sue aspirazioni; uno strumento di lavoro che ha lo scopo di trasmettere un sapere in “forma confidenziale”.
I Persiani di Eschilo. Appunti di viaggio e Copione 2025
Libro: Libro in brossura
editore: Città del Sole Edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 104
Vuoi fare il direttore Artistico? Vogliamo rappresentare la tragedia "I Persiani" di Eschilo! ...ho detto di sì. Del resto, ho pensato, lui (Aldo Conforto), il regista è bravo non può che venire fuori un prodotto di qualità. Ma poi ho pensato anche ad Anna Maria Atossa mia moglie che nel periodo pre-covid aveva imparato a memoria la parte e che avrebbe dovuto portare in scena il suo primo spettacolo da protagonista. Come si fa, se puoi, a non far felice la tua compagna di viaggio, di vita? I sogni meritano di essere vissuti e se diventano realtà è ancora meglio! Veniamo quindi al mio ruolo e ai relativi compiti che, in qualità di direttore artistico, dovevo assolvere: chi si occuperà di adattare i testi? Aldo Fiale, e chi altri sennò? Aldo è stato un prezioso maestro di vita per me, un indiscutibile e abile scrittore. Come faccio ad assecondare le sacrosante esigenze del regista? Le musiche devono sottolineare la gravità del tema portante della tragedia, per questo ho pensato ad Amedeo Lobello, indiscusso professionista e grande compositore. La distribuzione delle luci per valorizzare le maschere, i costumi (ideati e realizzati da Aldo Conforto) e le pose degli attori? E allora giù con una serie infinita di bozzetti che ha realizzato il nostro giovane e ambizioso attore Bunty Andrea Giudice. "La location è fondamentale", mi sono detto, e quindi? Il teatro "Zaro Galli', situato all'interno del suggestivo Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro, potrebbe funzionare. Il presidente Amedeo Mormile e la responsabile Paola Fragale hanno aderito e concesso lo spazio. Con l'associazione Gala di Lamezia e il Presidente Roberto Panzarella, siamo riusciti a trovare talenti come Dario e il Messaggero, che hanno pienamente soddisfatto le aspettative. Può uno spettacolo teatrale influire sulle coscienze di chi assiste? Può un tema così attuale dopo 2500 anni far prendere coscienza che non esistono guerre sante, guerre giuste, guerre umanitarie? Io credo di sì! Francesco Mazza
Federico Tiezzi. Storia di un regista di teatro
Lorenzo Mango
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 240
Federico Tiezzi è uno dei registi più rappresentativi della scena europea contemporanea. Il suo percorso artistico copre un cinquantennio in cui ha praticato due diversi approcci alla scrittura scenica: condizione performativa assoluta negli anni Settanta e, da allora, strumento di investigazione della dimensione drammaturgica e attorica. Il volume ne ricostruisce la storia, seguendola nei suoi sviluppi e nelle sue trasformazioni attraverso un'analisi degli spettacoli che illustra l'approccio alla scrittura, le soluzioni formali e la dimensione poetica. In tal modo la parabola personale di un regista diventa un modo per metterne a fuoco, in una maniera concreta e diretta, la visione teatrale ma anche un tramite per accedere ai mutamenti che attraversano il passaggio di secolo disegnando le coordinate di ciò che il teatro è diventato e può essere oggi.
Guardare ed essere guardati. Lo sguardo, lo spettatore, la vita come teatro
Luigi Allegri
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2025
pagine: 148
Quali sono le condizioni che trasformano un individuo che guarda in uno spettatore, a teatro o nella vita quotidiana? E poi, soprattutto, che cos'è in sé lo sguardo, quali sono i significati e le forme del guardare e dell'essere guardati, come si esprime il potere dello sguardo su chi ne è oggetto? Qual è il linguaggio dello sguardo? Perché un numero sempre maggiore di persone è propenso a mostrare agli sguardi altrui sui social la propria immagine, il proprio privato, i propri affetti? Negli ultimi decenni, con la cosiddetta società dello spettacolo, l'esposizione della propria vita alla visione degli altri si è molto accentuata, ma non si tratta di un fenomeno esclusivamente contemporaneo, come conferma la plurimillenaria metafora della vita come teatro. Questo agile saggio parte dalla teoria e dalla storia dello spettatore teatrale e diventa un percorso antropologico attraverso la spettacolarità della vita, sia nell'epoca odierna sia nella storia della civiltà occidentale. Tra antropologia e spettacolo, il libro è intessuto di esempi che rintracciano i significati dello sguardo nella quotidianità ma soprattutto nei miti greci e romani, nella Bibbia, nella letteratura, nella drammaturgia, nei racconti popolari, nelle fiabe, nella poesia, nei versi delle canzoni.
La parola di Napoli. La drammaturgia del «dopo Eduardo» in Italia
Libro: Libro rilegato
editore: Tab edizioni
anno edizione: 2025
pagine: 172
Nel 1988 un'antologia critica dal titolo Dopo Eduardo documentò gli esordi di Manlio Santanelli, Annibale Ruccello, Enzo Moscato e definì l'area della drammaturgia napoletana degli anni Ottanta, da allora chiamata del “dopo Eduardo”. Un teatro dal forte carattere sperimentale, in rapporto dialettico con la tradizione, in connessione con i drammaturghi europei del Novecento. A quarantacinque anni dagli esordi, un convegno fa il punto sulla “parola” teatrale di Napoli e sul suo straordinario successo in Italia. Il libro accoglie gli scritti di studiosi e artisti e si chiude con un brano di Enzo Moscato, autore recentemente scomparso.
50 anni di... Teatro della Tosse. 1975-2025
Libro: Libro in brossura
editore: SAGEP
anno edizione: 2025
pagine: 64
Questo libro celebra i cinquant’anni del Teatro della Tosse, un anniversario che per Emanuele Conte, che ne firma la prefazione, coincide con il suo commiato e la messa in scena dell’ultimo “Ubù re”, l’irriverente simbolo del Teatro disegnato da Emanuele Luzzati. La storia della Tosse e quella di Ubù sono indissolubili: messo in scena da Tonino Conte nel 1975 per battezzare il neonato teatro, il personaggio è diventato un “santino grottesco e necessario” che ha protetto e ispirato la sua missione. Dal 2006, Conte ha lottato per salvare il teatro dal fallimento, riuscendo a trasformarlo in un “luogo di resistenza poetica, di visione e di libertà” grazie a un pubblico fedele. Il cinquantesimo autunno darà il via a un vasto programma di eventi che accompagnerà la Tosse fino alla primavera 2026, con mostre, nuove produzioni, ospiti internazionali e progetti in collaborazione con Regione Liguria e Comune di Genova. Sarà un viaggio nella storia del teatro, con lo sguardo rivolto al futuro e ai grandi cambiamenti che hanno segnato la vita del Teatro e della città.
La scena coreutica e teatrale italiana fra Sette e Ottocento. Fermenti, sperimentazioni e incontri
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni di Pagina
anno edizione: 2025
pagine: 272
Tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento le scene coreutiche e teatrali italiane vivono periodi di grande fermento, evoluzioni e rivoluzioni. Si tratta di anni cruciali e densi di sperimentazioni che, da un lato, affondano le radici nell'epoca di Goldoni e del ballo pantomimo, dall'altro, si proiettano verso il nuovo, avviando forme e tecniche che troveranno pieno sviluppo nell'Ottocento. Il convegno svoltosi a Verona il 19 e 20 aprile 2023 (di cui il volume propone gli Atti) si proponeva di esplorare “l'eredità” che i grandi avvenimenti del XVIII secolo lasciano al XIX. Interesse di quell'occasione di dialogo e ricerca era di sondare in quali modi gli eventi coreici e teatrali si fossero sviluppati singolarmente, ma anche, a volte, di come si fossero intrecciati contaminandosi, sia sul fronte pratico, materiale e tecnico, che su quello teorico, critico e manualistico. Mantenendo la penisola italiana come area geografica di riferimento, i contributi pubblicati in questo volume intersecano le diverse piste di ricerca che avevamo proposto ai nostri relatori.
I nidi della voce. 111 esercizi per attori, cantanti, drammaturghi, insegnanti, e tanti altri
Francesca Della Monica
Libro: Libro in brossura
editore: La Casa Usher
anno edizione: 2025
pagine: 300
Dopo "A voce spiegata", Francesca Della Monica presenta il suo libro di esercizi. Affronta così in modo pratico i temi fondamentali della vocalità: le dinamiche della respirazione; l’esplorazione dell’azione vocale riferita agli spazi relazionali, spazio fisico, relazionali e immaginativi; le prossemiche del gesto vocale; lo studio dei parametri dell’azione vocale; la funzione e la peculiarità di vocali e consonanti; l’articolazione; lo studio dell’estensione; la gestione dei differenti linguaggi nel gesto vocale; la drammaturgia vocale nel linguaggio verbale e musicale Gli esercizi riguardano la respirazione, l’estensione, la spazializzazione, il rapporto tra le parti costituenti la parola, la drammaturgia vocale, trattati teoricamente in A voce Spiegata, che qui vengono verificati e sperimentati con attività pratiche affinché il corpo ne diventi testimone. Queste lezioni sono il frutto di quarant’anni di corsi rivolti ad attori, cantanti e a chiunque voglia avere un rapporto profondo con la vocalità, come gli insegnanti e i comunicatori. Il libro presenta, dunque, un percorso di crescita alla scoperta delle possibilità della voce.
Piccolo almanacco dell'attore
Fabrizio Bentivoglio
Libro: Libro in brossura
editore: Baldini + Castoldi
anno edizione: 2025
pagine: 144
Fabrizio Bentivoglio, uno dei più grandi e amati interpreti italiani di cinema e teatro, raccoglie in questo libro poetico una serie di insegnamenti pratici e morali dedicati a coloro che decidono di intraprendere la professione attoriale. Bentivoglio si avvale costantemente di episodi della propria vita, riuscendo a imprimere all’opera anche un racconto a suo modo autobiografico: dagli studi alla Civica Scuola d’Arte Drammatica, attraverso gli anni di lavoro a teatro, fino all’approdo al cinema, ricordando colleghi che sono stati per lui fonte di insegnamento e ammirazione – come Gian Maria Volonté e Diego Abatantuono – e registi che sono riusciti a creare, insieme ai loro interpreti, delle vere e proprie famiglie allargate – Gabriele Salvatores e Carlo Mazzacurati tra tutti. Tante sono le gemme di questo almanacco, pietre fondanti di un mestiere tanto ineffabile quanto concreto, come, per esempio, l’invisibilità dell’attore (che deve sparire nel suo personaggio), la pazienza e la perseveranza, il rifiuto dell’improvvisazione, l’importanza di interiorizzare la propria arte, la conoscenza delle lingue e dei dialetti e quella degli altri saperi artistici. Un manuale prezioso e dal forte impatto didattico, eppure umile, sensibile, quasi confessionale, testimonianza di vita e al contempo omaggio alla sacralità della scena e di chi ha saputo calcarla, con uno sguardo impavido e generoso sulla nudità dell’uomo che sta dietro l’attore.

