Scienze umane
Il prezzo pagato da Moiola alla Grande Guerra
Libro
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2024
pagine: 120
La verità sull'assassinio di Duccio Galimberti ottant'anni dopo
Sergio Costagli
Libro
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2024
pagine: 238
5 dicembre 1984. La grande esplosione nel cielo di Cuneo. Una possibile spiegazione a quarant'anni dal fenomeno
Renzo Dirienzi
Libro
editore: Ass. Primalpe Costanzo Martini
anno edizione: 2024
pagine: 128
Il sigillo segreto dell'universo. Astrologia esoterica, alla luce dell'arte delle corrispondenze e della qabbalah
Nello Rubino Da Panormo
Libro: Libro in brossura
editore: Psiche 2
anno edizione: 2024
pagine: 278
Nella dimensione del Duale, l’Universo esprime la propria Simmetria, per mezzo di una Lingua Universale trasmessaci dagli Antichi, attraverso l’espediente geroglifico del Sigillo, autentica sintesi ierofanica dove il Tutto, come in un immenso e perfetto frattale, disvela e dimostra l’Uno. Queste figure allegoriche e geometriche, a tutta prima impenetrabili, custodiscono un Segreto che è al contempo una autentica Lingua Arcana, e che si presenta come scrigno inviolabile al profano, dove il Codice stesso è racchiuso nella Chiave che lo apre. L’Ermetismo è Lingua Viva, e comunica per la grammatica vitalizzata del Numero e della Simmetria. Queste tabelle e queste consonanze, talune da noi ricavate e per la prima volta dimostrate, oltre a fungere da necessario terreno speculativo e congetturale per l’Astrologo, il Musicista, il Cabbalista Operativo o il Numerologo, diventano materiale prezioso e imprescindibile nelle mani dell’Operatore della Cosa Unica o Magista.
Grande storia dei giubilei. Dalle antiche origini ebraiche a oggi
Anna Maria Foli
Libro: Libro in brossura
editore: TS - Terra Santa
anno edizione: 2024
pagine: 287
Che cos'è il Giubileo? Quando è nato? A che scopo? Dove lo si celebra? Qual è stato il più sfarzoso? E quello più austero? A queste e altre curiosità risponde la ricostruzione storica di Anna Maria Foli, studiosa di religioni e storia della Chiesa, che sulla base di nuove scoperte e documenti racconta una tradizione millenaria, per certi versi ambigua, fatta di trionfalismi, interessi economici, lacerazioni e religiosità popolare. Nella tradizione cattolica il Giubileo è un grande evento religioso. Un libro per conoscere i segreti dell'Anno Santo a partire dalle sue antiche radici ebraiche fino al Giubileo indetto da Papa Francesco che si celebrerà nel 2025.
C'era una volta in Italia. Gli anni Settanta
Enrico Deaglio
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 784
Dove eravamo rimasti? Allo scoppio di quella bomba a Milano che fece finire gli “innocenti” e “favolosi” anni sessanta. Cominciava un nuovo decennio, e il futuro aveva cambiato padroni. Gli anni settanta, secondo volume di una storia italiana che proseguirà fino ai giorni nostri, vivono ancora oggi nella memoria e nel tumulto: accanto a notevoli e veloci cambiamenti politici (l’ascesa del Pci) e sociali (le leggi sull’aborto e sul divorzio, la chiusura dei manicomi e l’obiezione di coscienza), videro una drammatica svolta violenta, passata sotto il nome di “anni di piombo”. L’eversione di destra mette bombe in treni, stazioni, università e prepara numerosi colpi di stato; gruppi criminali – banda della Magliana, Cosa nostra, P2, l’allora sconosciuta ’ndrangheta – si associano al potere e fanno i “lavori sporchi”, e una parte della sinistra rivoluzionaria sceglie la via della lotta armata con risultati imprevisti, sanguinari e irripetuti in Europa. E ancora: in un’inaudita degenerazione del vivere civile, 387 persone vengono rapite e con i soldi dei riscatti l’Anonima sequestri plasma “il modello di sviluppo” del paese. Gli anni settanta ci vedevano manifestare insieme a Berlinguer, Pannella, Franca Rame e Dario Fo, partecipare a troppi funerali civili, marciare per i diritti delle donne e contro la guerra, ballare il Tuca Tuca di Raffaella Carrà, crescere leggendo La storia di Elsa Morante, cantare sulle note di Rino Gaetano, Dalla e De Gregori. Al cinema si rideva amaramente con Fantozzi, Gian Maria Volonté era il volto dell’impegno, Fellini vinceva l’Oscar con Amarcord e gli scherzi grevi di Amici miei erano emulati nelle stazioni. Il lavoro cominciava a mancare, gli studenti iniziavano a pensare al loro futuro e il paese era scosso dal terrore delle stragi, dai sequestri e dalle bombe: il mondo sembrava dividersi tra chi voleva cambiare tutto e chi difendeva con le unghie e con i denti il vecchio ordine. E poi, a poco a poco, la speranza ha lasciato il posto alla disillusione: il sogno della rivoluzione si è scontrato con la violenza nelle strade. Se ne sono andati Pier Paolo Pasolini, Peppino Impastato, tanti giovani sono stati uccisi e Aldo Moro è stato abbandonato e lasciato morire… Gli anni settanta finirono con la sensazione che qualcosa si fosse spezzato, che quel futuro possibile si fosse allontanato per sempre. Eppure, è stato proprio allora che abbiamo imparato cosa significa lottare, amare e credere in un mondo diverso, almeno per un po’. Un grande racconto di storia e di costume, di un’Italia violenta e tragica, allegra, folle e misteriosa. Un’Italia che non sarà più la stessa.
Messico. Biografia di una nazione dall'indipendenza a oggi
Massimo De Giuseppe
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2024
pagine: 296
Il Messico, nato dalla disgregazione della monarchia ispano-americana, negli ultimi due secoli si è consolidato attorno al mito di una nazione meticcia e sincretica, grazie anche a una singolare resilienza alle pressioni statunitensi ed europee. Paese della prima grande rivoluzione novecentesca, oggi è un originale laboratorio di sperimentazioni politiche e culturali; inoltre è segnato da complesse dinamiche migratorie e dal narcotraffico, hub globale dell'industria automobilistica ma anche territorio di mobilitazioni sociali e indigeniste e tra le principali economie emergenti. Questo libro racconta la storia di un paese plurale, emblema della contemporaneità e delle tensioni che l'attraversano.
Dioniso. Mito e culto
Walter Friedrich Otto
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2024
pagine: 285
Inaudita e ingannevole è la presenza di Dioniso, il nemico dei tessitori, il dio che scioglie e dissolve, «la cui manifestazione trascina gli umani alla pazzia». Attraverso pagine dense e affascinanti, Otto ci conduce alla scoperta di un dio straordinario, e, come già Nietzsche prima di lui, si fa esegeta della complessità dionisiaca per cristallizzare quell’irriducibile singolarità che è stata la forma greca del divino. Da semplice opposto della ragione, l’irrazionale assume nella lettura di Otto l’aspetto di Dioniso stesso, in cui la contraddizione è duplicità sensibile e piena di senso. E in quella che emerge come tesi portante, fra le più sorprendenti, del libro, Dioniso si rivela un dio genuinamente greco – non proveniente dall’Asia Minore come spesso ipotizzato –, dunque piena espressione di quel «divino grecamente sperimentato» che, secondo Otto, rappresenta «un’eccezione nella storia dell’umanità».
Il libro tibetano dei morti
Padmasambhava
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2024
pagine: 672
Il Libro tibetano dei morti - qui proposto nella prima traduzione integrale italiana del testo approntato con la supervisione del Dalai Lama - è una delle opere più significative della cultura di tutti i tempi. Composto nell'VIII secolo d.C., aiuta chi si accinge a trasmigrare di vita in vita ad affrontare, in piena consapevolezza, il momento cruciale. Dopo oltre mille anni, ancora oggi questo libro presenta una delle descrizioni più intense e vivide dei passaggi che precedono e seguono la morte. Grazie ai suoi versi di commovente bellezza, Il libro tibetano dei morti costituisce un raro messaggio di saggezza, una guida completa all'esistere che insegna a trasformare in profondità la realtà quotidiana.
Occidente. Un racconto lungo 4000 anni
Josephine Quinn
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 576
L’Occidente, così racconta la vulgata, è stato costruito sulle idee e sui valori greco-romani, idee e valori assopiti in Europa durante i lunghi secoli medievali e poi riscoperti nel corso del Rinascimento. Josephine Quinn sostiene invece che la vera storia dell’Occidente sia molto più ampia e complessa di questo paradigma consolidato. Gran parte della nostra memoria comune è andata perduta, oscurata dalla teoria – sviluppata in epoca vittoriana – delle “civiltà separate”. Passando dall’Età del Bronzo all’epoca delle grandi esplorazioni, Occidente ripercorre millenni di incontri e scambi globali, rivelando come le società si siano, da sempre, confrontate e intrecciate. Dall’invenzione dell’alfabeto da parte di lavoratori levantini in Egitto all’arrivo dei numeri indiani in Europa attraverso il mondo arabo, Quinn spiega che il tentativo di studiare – e comprendere – le società antiche come entità isolate è obsoleto e sbagliato. Sono i contatti e le connessioni a guidare il cambiamento, dunque non sono i popoli a fare la storia, ma le persone. In un’opera innovativa e magistrale di immensa portata, ricca di episodi memorabili, Quinn dimostra in modo convincente che la mescolanza di culture, generata dai commerci e dalle migrazioni, è antica quanto la civiltà stessa.
Le spie di Stalin. I ragazzi di Cambridge che cambiarono la storia
Giorgio Ferrari
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2024
pagine: 320
Dai primi anni Trenta fino ai momenti cruciali della Guerra Fredda, un folto gruppo di giovani idealisti europei e americani – da Klaus Fuchs a Bruno Pontecorvo ai coniugi Rosenberg – lavorò sotto traccia infiltrandosi per conto dell’Unione Sovietica nei gangli più delicati del potere e della sicurezza nazionale con l’obiettivo di consegnare a Mosca i segreti dell’energia atomica. Tra essi spiccava un quintetto di blasonati studenti di Cambridge, cinque giovani appartenenti all’élite intellettuale e alla upper class inglese – Kim Philby, Donald Maclean, Guy Burgess, Anthony Blunt e John Cairncross, meglio noti come i Cinque di Cambridge – che tradirono la Corona britannica sposando l’ideologia comunista e idealizzando Iosif Stalin come l’unico leader in grado di contrastare l’avanzata dei fascismi e del nazismo. Ma il sospetto che a guidare l’epica barricadera di quella privilegiata jeunesse dorée uscita dal Trinity College di Cambridge sia stato un nonsoché di estetico, una sorta di religione personale ritagliata su misura del proprio ego e del proprio narcisismo, rimane forte: dietro al grande tradimento che questi giovani (insieme a tante altre spie britanniche, molte delle quali rimaste tuttora sconosciute) avevano assunto come compito morale c’era ben altro. Una società, quella post-vittoriana, uscita malconcia dalla Grande Guerra, in cerca di un’identità e che tentava di scrollarsi di dosso un’ipocrisia antica avviandosi verso una scintillante modernità. Una porzione della quale sembra essersi riversata nell’estasi del tradimento praticata da quei caricaturali “esteti armati”. La loro sorte, fra l’alcolismo e un torbido esilio sovietico, ha il sapore acre del finale di un dramma elisabettiano.
Jerusalem suite. Un hotel in prima linea tra Israele e Palestina
Francesco Battistini
Libro: Libro in brossura
editore: Neri Pozza
anno edizione: 2024
pagine: 432
C’è un luogo, l’American Colony di Gerusalemme, che è sempre stato sulla prima linea del conflitto arabo-israeliano. Non è solo un albergo storico e di fascino. Nato quasi 150 anni fa nella vecchia casa di un effendi, culla d’una piccola colonia di presbiteriani americani, il Colony, sul limite fra l’Est e l’Ovest, ha sempre cercato d’essere un luogo di neutralità, di dialogo, d’incontro fra cristiani, ebrei, musulmani. Il libro è la storia di questo albergo. Raccontato attraverso i suoi personaggi, le sue stanze, gli eventi che l’hanno abitato. Fu un lenzuolo del Colony, usato come bandiera bianca, a sancire la fine della dominazione ottomana. Qui venivano Lawrence d’Arabia a rifugiarsi e Churchill a ridisegnare il Medio Oriente, Selma Lagerlöf a scrivere il suo romanzo da Nobel e Mark Twain a riposarsi. Nel 1948 da questi tetti si sparavano la Legione Araba e la Banda Stern. Durante le guerre dei Sei giorni e del Kippur in questa reception bivaccavano i giornalisti di tutto il mondo. In questi giardini giocava un piccolo Rudolf Hess, futura anima nera della Shoah, e nella camera 16 ci furono le prime trattative per gli accordi di Oslo. Qui alloggiava Tony Blair quand’era inviato per la Cisgiordania e Gaza e qui passava John Kerry, dopo gli incontri con Netanyahu. Il Colony è ancora oggi una piccola Palestina nella Gerusalemme occupata, dove molti leader palestinesi non mettono piede, e insieme un pezzo d’Israele che pochi politici israeliani frequentano. Una terra di nessuno e di tutti. Plato Ustinov vi piantò due palme della pace più volte incendiate e poi ripiantate dal nipote Peter. Durante le intifade, il Colony era una fortezza sicura: un rigido statuto fissa le quote “etniche” dei camerieri che vi possono lavorare, e per questo nessuno l’ha mai attaccato.

