Saggistica
L'orto di un perdigiorno. Confessioni di un apprendista ortolano
Pia Pera
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2026
pagine: 256
Cedendo a un desiderio che aveva da sempre, quello di vivere in campagna, l'autrice di questo libro si trasferisce in un podere. Dove si scopre analfabeta. Nel senso: non sa coltivare assolutamente niente. Ma non si scoraggia, anzi: intuisce che inizia lì l'avventura che la porterà a una terra sconosciuta, o meglio, alla terra. Occupandosi di alberi da frutta e ortaggi, impara a conoscere il mondo naturale, trova maestri che le trasmettono la loro esperienza. Soprattutto scopre una felicità che non aveva mai assaporato, prova il desiderio di raccontarla. Chissà se, avvertiti di questa felicità, ci accorgeremo di avere bisogno di infinitamente meno per sentirci appagati. Che invertire il senso di marcia, smettere di distruggere il nostro pianeta, sarebbe, dopotutto, possibile. Che produrre il cibo che mangiamo, renderci il più possibile autonomi dal mercato, non sprecare, inquinare un po' meno è un modo degno di vivere e lasciar vivere. Cronaca di un apprendistato orticolo, L'orto di un perdigiorno si conclude con la dispensa piena ma soprattutto con un invito alla riconciliazione con la natura.
Sentieri partigiani
Paolo Malaguti
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 160
Il ricordo della Resistenza non è un monumento immobile, è una salita, impegnativa e tenace, verso ciò che siamo diventati. Non è un capitolo polveroso dei manuali, ma un’esperienza da attraversare, vivere e trasmettere. Un saggio che ripercorre la memoria delle lotte partigiane come un sentiero, sulle orme dei grandi maestri della letteratura, da Meneghello a Pavese e Fenoglio. Per imparare ogni giorno, come cittadini, a non perdere la libertà e il pensiero critico. Cosa significa ricordare la Resistenza? Paolo Malaguti prende le mosse da una salita in bicicletta sul Monte Grappa per avviare un viaggio intimo e lucido nei luoghi, nelle tracce, nei silenzi della memoria resistenziale italiana. Ma ben presto il racconto si allarga, intrecciando la riflessione sulla storia con quella, attualissima, sulla memoria e sulla scuola: perché la Resistenza non è (solo) un capitolo da manuale, ma un laboratorio civile e pedagogico in cui misurare il valore della democrazia, della parola, del dissenso. Con l’ironia di chi conosce bene i corridoi di un liceo e la voce solida di chi ha letto i grandi testimoni del Novecento, Malaguti esplora una geografia della memoria che include i monumenti partigiani del Grappa, i cippi dimenticati della Pedemontana veneta, i viali delle impiccagioni a Bassano del Grappa, compiendo un tragitto che dalla montagna scende in pianura, fino a Milano e Piazzale Loreto. E mentre racconta i monumenti invisibili, le lapidi dimenticate, le contraddizioni dei simboli e dei linguaggi pubblici legati alla Resistenza, si interroga, senza sconti, sulla difficoltà di formare oggi cittadini critici e consapevoli. Un libro che è insieme cammino, diario civile e domanda aperta: «Cosa avremmo fatto noi?»
Le parole affilate. Sulle orme di Dante e dei grandi della letteratura alla riscoperta di noi stessi
Giulio Zambon
Libro: Libro rilegato
editore: Piemme
anno edizione: 2026
pagine: 208
Un viaggio attraverso i secoli alla scoperta delle parole più vive della poesia italiana. È difficile scorgere il messaggio della poesia tra parole antiche e complicate; è faticoso riconoscere gli uomini dietro nomi altisonanti come quelli di Dante Alighieri, Ugo Foscolo, Giacomo Leopardi. Eppure, i testi di questi e altri grandi contengono qualcosa di vivo, urgente, che parla a ciascuno di noi perché è fatto della nostra stessa umanità. Guidati dalla voce di Giulio Zambon, impareremo ad ascoltare e a cogliere le parole ancora cristalline che ci arrivano dal passato e che, a volte ferendoci, ci insegnano a scendere nelle profondità più buie di noi stessi. Il primo libro del prof. Poeta da milioni di views che ti farà innamorare della letteratura! Età di lettura: da 12 anni.
Viaggio nel Liberland
Timothée Demeillers, Grégoire Osoha
Libro: Libro in brossura
editore: Keller
anno edizione: 2026
pagine: 384
Dissotterrare l'amore. Discorso alla gioventù tedesca
Ernst Wiechert
Libro: Cartonato
editore: Bompiani
anno edizione: 2026
pagine: 96
Nel 1933 Ernst Wiechert lascia il suo lavoro al Provveditorato agli studi di Berlino perché come educatore non vuole essere responsabile della diffusione tra i giovani dei dettami del regime nazista; sotto l'occhio vigile della Gestapo non può pubblicare altro che testi apolitici; nel 1938 le sue posizioni antinaziste lo fanno internare per alcuni mesi nel campo di concentramento di Buchenwald. Il discorso alla gioventù tedesca è figlio di queste esperienze: insieme documento e inno, mostra come le uniche risposte alla distruzione devono essere la speranza, il perdono, e tutto ciò che di buono e giusto c'è nell'animo umano. Sono passati oltre ottant'anni, altre guerre sono scoppiate e continuano a imperversare, e oggi più che mai il messaggio di Wiechert deve risuonare ancora più forte.
Gli infiltrati. La vera storia del più riservato programma di spionaggio russo in Occidente
Shaun Walker
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 516
Nel 2010 negli Stati Uniti furono arrestate dieci spie russe che, sotto false identità, si erano infiltrate nella società americana per trasmettere informazioni riservate a Mosca. Nessuno sapeva che fossero russi, nemmeno i loro figli, né tantomeno immaginava che fossero delle spie. Per quanto oggi il confronto tra Mosca e l'Occidente si avvalga di strumenti diversi e sempre più sofisticati, non può prescindere dai vecchi e collaudati metodi dello spionaggio, in particolare da quell'ambizioso programma di intelligence nato all'indomani della rivoluzione d'Ottobre e sopravvissuto, dopo aver attraversato l'intero Novecento, alla dissoluzione dell'impero sovietico. Fu a partire dagli anni Venti del secolo scorso, infatti, che il governo bolscevico iniziò a inviare all'estero cittadini sovietici - uomini e donne - come spie sotto copertura, inventando per questi «infiltrati» un'identità e un passato del tutto nuovi: aristocratici, mercanti, studenti stranieri. Le missioni potevano durare anni, richiedevano un lungo addestramento, una fedeltà assoluta e sacrifici personali spesso impossibili da sopportare. Alcuni furono protagonisti di imprese incredibili - come l'assassinio di Trockij, il principale oppositore di Stalin, o il furto dei piani del Progetto Manhattan -, altri fallirono o crollarono sotto il peso della doppia vita. Le loro storie sembrano uscite da un romanzo o da una serie televisiva, eppure sono vere e toccano ogni angolo del mondo: dall'America alla Germania, dall'Inghilterra e la Cecoslovacchia fino all'Italia. E, specialmente negli anni della guerra fredda, contribuirono ad alimentare il mito della superpotenza sovietica. Attingendo a centinaia di ore di interviste con le ex spie e a materiali d'archivio recentemente desecretati, Shaun Walker illumina per la prima volta la storia oscura degli infiltrati del KGB e al tempo stesso riannoda quel filo invisibile che collega l'Unione Sovietica alla Russia di Vladimir Putin.
Perché NO. Guida al referendum su magistratura e politica in poche e semplici parole
Marco Travaglio
Libro: Libro in brossura
editore: PaperFIRST
anno edizione: 2026
pagine: 194
“Quella che è presentata subdolamente come la riforma della giustizia è tutt’altra cosa: una rivalsa di certa politica contro certa magistratura per spostare gli equilibri costituzionali a favore dell’impunità della prima e a danno dell'autonomia dell’indipendenza della seconda” (Gustavo Zagrebelsky). “Il pm separato dal giudice sarà meno imparziale, più interessato ad accusare che a cercare la verità. Il lavoro del Csm lo faranno tre organismi, con un enorme e inutile aumento delle spese. Il sorteggio vale solo per i magistrati: i politici continueranno a scegliersi chi vogliono. E tutte le ragioni del Sì sono bugie smentite dai dati. Per questo dobbiamo votare No” (Marco Travaglio). “Fino a 24 ore dal referendum, dirò No a questa controriforma che apre la strada al controllo del governo sul pm. Non è una battaglia di categoria, ma di democrazia. Perché per noi magistrati dal lato pratico non cambia nulla: ciò che cambia, e in peggio, è il servizio giustizia per i cittadini” (Nicola Gratteri).
Mi rifiuto di obbedire. Preferisco vivere e uccidere la guerra
Jean Giono
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 128
«Attorno a noi troppi ex pacifisti hanno obbedito, obbediscono, seguono pian piano i grandi movimenti, con stendardi strepitanti e fumo, camminano sui sentieri che portano agli eserciti e alle battaglie. Mi rifiuto di seguirli. Mi rifiuto di obbedire». Un inno contro il militarismo, la guerra, l’asservimento allo Stato, contro le efferate strategie di chi manda al massacro giovani in divisa. Un classico imprescindibile del pacifismo. «Quella di Giono è una prosa violenta, irriducibile, da esteta armato dei gloriosi anni Trenta, ma armato solo della sua rivolta» (Dalla postfazione di Giuliano Ferrara). Questo pamphlet del 1937 è composto da due testi esemplari del pacifismo radicale di Giono. Il primo, “Non posso dimenticare” – in parte appassionata e lucida invettiva contro le presunte ragioni che stanno dietro i conflitti tra gli Stati, in parte viscerale difesa della renitenza alla leva e del rifiuto di usare le armi – si conclude con un accorato ricordo dei tanti compagni perduti dallo scrittore nel corso del massacro del ’14-18. Il secondo raccoglie quattro capitoli inediti del romanzo “Le grand troupeau”. Qui il grande scrittore francese mette in scena, con il suo stile epico e popolare, le paure, i drammi, le crisi di coscienza di un gruppo di soldati trascinati nella spirale della Grande Guerra.
L'ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica
Niccolò Zancan
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 156
«Lo senti questo silenzio? È la fabbrica che sta morendo». L’ultimo operaio di Mirafiori sta per andare in pensione. L’ultimo che ha indossato la tuta blu, l’ultimo che ha visto l’Avvocato Agnelli e che ha tifato Juventus per riconoscenza. Non è più Cipputi, perché è un operaio ancora più disilluso e solo, essendo ormai uscito persino dalle parole del mondo. Se ne va in dissolvenza, testimone di un passaggio storico. Mirafiori era la più grande fabbrica d’Europa. Oggi restano 4080 operai addetti alla produzione, ma sono quasi sempre in cassa integrazione. Fissano il vuoto dai palazzi costruiti per loro, che si stanno spopolando come la città che li aveva accolti. Niccolò Zancan è dovuto andare via da Torino per mettere a fuoco le cose. Ed è dovuto tornare per trovare l’ultimo operaio e ascoltare la sua storia unica e fiera, prima che tutto questo mondo – novecentesco – svanisca dietro la curva del secolo. Anche in questo libro Zancan riesce a raccontare la cronaca urticante del nostro presente attraverso uno stile poetico suo peculiare, senza venir meno alla critica sociale e civile.
Tassare i milionari. Prendere ai ricchi per dare ai poveri
Riccardo Staglianò
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 176
Diffidate di chi propone soluzioni facili. Per i problemi seri ne esistono poche e la disuguaglianza economica alle stelle è senz’altro un problema serissimo. Eppure, se non soluzioni, almeno strade giuste da percorrere se ne intravedono rispetto a quelle sbagliate imboccate sin qui. Tra le più ovvie ci sarebbe quella di ripensare il sistema fiscale in modo che torni, come prevede la nostra Costituzione, a chiedere di più a chi ha di più per alleggerire il carico di chi ha di meno. Oggi le cose stanno all’opposto. Il 7 per cento più ricco degli italiani paga meno tasse di quanto faccia un onesto rappresentante del ceto medio. Per correggere la rotta si potrebbe iniziare da una misura semplice, dagli effetti rapidi e – guardando ai sondaggi – anche estremamente popolare: una patrimoniale sui multimilionari. Una tassa sin qui considerata radioattiva solo perché spiegata malissimo. Questo libro prova a raccontarla meglio per far capire che sarebbe nell’interesse di tutti, ricchi compresi.

