Poesia e studi letterari
I sonetti di Shakespeare. Testo inglese a fronte
William Shakespeare
Libro: Libro rilegato
editore: Marsilio
anno edizione: 2024
pagine: 480
I Sonetti di Shakespeare sono un’opera unica, fra le vette della letteratura mondiale per ampiezza d’argomenti, varietà di sentimenti e situazioni, intensità e complessità metaforica e immaginifica. Unico esempio di epoca elisabettiana in cui l’autore si fonde con il suo titolo nel frontespizio (artificio qui studiatamente riproposto), i Sonetti spiccano per la partecipazione appassionata e l’organizzazione drammatica del materiale, la mescolanza di manierismo formale, slancio intellettuale e sensualismo. L’accento del tutto personale contribuisce all’eccezionalità di tante singole riuscite, che non sembrano avere rivali fra i canzonieri di tutti i tempi e di tutte le nazioni. Svelerebbero l’enigma Shakespeare facendoci entrare nel suo “privato”, un privato piuttosto osé, di segreti scabrosi, rivelazioni intime, confessioni pruriginose. Eppure questi sonetti, che potevano risultare sconcertanti e scandalosi, passarono inosservati; addirittura, c’è chi sostiene che furono soppressi. Si infittiscono gli enigmi. Sono sonetti dell’ultimo Cinquecento, i «sonetti zuccherati» relativamente giovanili, o del primo Seicento, della piena maturità dello scrittore? Impossibile stabilirlo con certezza. Di certo, sono l’espressione lirica di uno scrittore di teatro, eminentemente drammatico, incline a mascherarsi in diversi, contrastanti personaggi. Non sono di forma petrarchesca, ma di quella detta appunto “shakespeariana”: tre quartine e un distico. Il verso usato – il pentametro giambico – in italiano richiede non l’endecasillabo, troppo breve, ma l’alessandrino o un verso di quattordici sillabe; le volute oscurità, la rima finale e certe rime, gli insistiti giochi di parole vanno mantenuti o suggeriti in una versione che mira a riprodurre le caratteristiche anticonvenzionali dell’originale.
Leggere gli uomini
Sandra Petrignani
Libro: Libro rilegato
editore: Laterza
anno edizione: 2024
pagine: 272
Per secoli, solo gli scrittori maschi hanno potuto disporre di una stanza tutta per sé, di uno ‘studio’ inaccessibile dove indisturbati hanno composto capolavori. E quando ne uscivano, avevano il mondo intero per fare esperienza di cose e persone. Al sesso femminile raramente è stato concesso un analogo privilegio. Il sesso femminile per molto tempo non ha potuto scriverli quei libri meravigliosi: soltanto leggerli. Così intere generazioni di donne hanno esplorato le geografie dell’animo umano, scoperto l’amore, l’amicizia e la propria identità sulle opere scritte dagli uomini. Rispecchiandosi a volte perfettamente, a volte con difficoltà, a volte per niente. Fra esercizi di ammirazione e scatti di rabbia, attraverso memorabili citazioni, Sandra Petrignani ci porta dentro tante pagine indimenticabili, da Dumas a Roth, da Pavese a Proust, da Calvino a Tolstoj, da Gary a Dostoevskij, da Moravia a Mann, da Manganelli a Kundera, da Malerba a Čechov, da Nabokov a Chatwin, da Tabucchi a Kafka e a mille altri. Fino ad alcuni grandi di oggi, Modiano, McEwan, Carrère... Cercando davvero di capirli i maschi, nella scrittura e nella vita, nel coraggio e nella fragilità, nel bisogno di nascondersi e di negarsi, nelle ossessioni di cui sono preda. Una scorribanda molto personale e appassionata che ci fa scoprire, come insegna Virginia Woolf, quanto «nella vita come nell’arte i valori delle donne non sono i valori degli uomini» e che esiste, probabilmente, un modo femminile di essere lettore.
Dentro lo stesso sogno. Conversazioni
Mircea Cartarescu, Antonio Moresco
Libro: Libro in brossura
editore: Wojtek
anno edizione: 2024
pagine: 140
Dall'incontro di due grandi scrittori contemporanei a un festival di letteratura nasce un libro a tre voci. In pagine dense, generose, affilate, ricche di invenzione e attraversate dalla fede inesorabile nella parola, ecco emergere il punto di vista di Mircea Cărtărescu e Antonio Moresco su chi è lo scrittore, cosa è la letteratura, qual è il destino dell'opera nel mondo di oggi e domani. A provocare le risposte degli autori le domande di Salvatore Toscano, articolate in un prima e un dopo. L'evento che le separa è il FLIP 2023 (Festival della letteratura indipendente di Pomigliano d'Arco). Questo non è solo un libro su letteratura, scrittura, lettura secondo la visione dei due autori. Questo è un libro che trabocca del loro amore per la luce che la scrittura deve emanare a beneficio del mondo e dell'uomo. Il lettore viene fatalmente assorbito da quest'anelito, severo e implacabile, a una conoscenza più profonda attraverso il sogno della letteratura. Con questo libro, Wojtek inaugura la nuova collana “Oasi”.
Raccontare è come ballare
Cesare Pavese
Libro: Libro in brossura
editore: Wudz Edizioni
anno edizione: 2024
pagine: 120
C'è stato un tempo, sulla Terra, in cui l'erba era calpestata dai giganti. Ci sono stati giorni in cui le maghe cucivano i fili del destino, e gli indovini presagivano il futuro. Le strade erano battute dagli dèi, e nei cieli gracidavano uccelli grandi come aeroplani. I miti, in quel mondo, brulicavano come molliche in un formicaio. Giostravano gli eventi della vita, trasferivano i saperi e, più importante di ogni cosa, alimentavano la fiamma che tiene caldo il mondo: quella della letteratura e della poesia. Queste pagine, che raccolgono i saggi di Cesare Pavese sul mito - con una nuova prefazione per avvicinare l'autore anche alle nuove generazioni -, sono un invito alla danza: quella dei boscimani dell'Africa, degli egizi, dei nostri antenati paleolitici, degli stregoni australiani. Ma soprattutto, sono un invito a inventare la nostra coreografia mitica in un mondo che non sa più ballare, presi come siamo dalla velocità supersonica delle nostre giornate, e dalla perdita di senso tutt'intorno. Una vera e propria discoteca, quella di Raccontare è come ballare, che sgrana poesie, romanzi, aneddoti del mondo antico. Un corollario di aforismi per interpretare in modo più profondo i piccoli e grandi avvenimenti della nostra vita. Un vademecum per le scrittrici e gli scrittori del futuro. E una mappa astrologica per lettori che non si accontentano. Oggi più attuale che mai, questo taccuino invaso da fumi greci e zolle primitive è un biglietto d'oro per partecipare, insieme, alla più grande festa che sia mai stata fatta: il nostro futuro.
Una vita di paese
Louise Glück
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2024
pagine: 192
“Una vita di paese” è una raccolta di poesie che ci immerge nella quotidianità di un borgo rurale, tra le vite ordinarie e i paesaggi interiori dei suoi abitanti. Louise Glück ci conduce attraverso le stagioni, i cicli della natura e le emozioni umane: un uomo trova conforto nel crepuscolo, dei giovani amanti esplorano l’intimità, una donna anziana rivendica la libertà della notte, un contadino brucia le foglie morte, un uomo cerca rifugio nel vino e nei ricordi, una coppia riscopre la passione perduta. Desiderio e solitudine, amore e perdita, memoria e oblio, vita e morte si intrecciano nei versi della poetessa. “Una vita di paese” è un invito a rallentare, a osservare il mondo con sguardo poetico, a cogliere il segreto dei gesti abituali e a riflettere sulla nostra esistenza. A ricordarci che la poesia può nascere anche dai gesti più semplici e che la vita, pur nella sua fragilità, è un dono sorprendente.
Il romanzo, il reale e altri saggi
Philippe Forest
Libro: Libro in brossura
editore: Rosenberg & Sellier
anno edizione: 2024
pagine: 256
I saggi qui raccolti hanno tutti in comune la stessa dimostrazione, che ogni volta assume una forma particolare e appare sotto una luce in parte diversa. La tesi secondo cui il romanzo risponde all'appello del reale, l'appello rivolto a chiunque si trovi confrontato all'esperienza dell'«impossibile», allo strazio del desiderio e del lutto. Succede in quel momento qualcosa che deve essere detto e non può esserlo se non nella lingua del romanzo perché è l'unica a restare fedele alla vertigine che si apre allora nel tessuto del senso, nella rete delle apparenze, per lasciar che vi si intraveda lo scintillio di una minuscola rivelazione.
Natura vicina e lontana. Umanesimo e ambiente dagli antichi greci all'intelligenza artificiale
Giulio Ferroni
Libro: Libro rilegato
editore: La nave di Teseo +
anno edizione: 2024
pagine: 400
“L’umanesimo – che in modi diversi ha dialogato con la natura, ha cercato di interrogarla, di evocarla, di sentirla partecipe o estranea, trovandola muta o piena di voci, indifferente o solidale – in questo nostro confuso presente è chiamato a farsi carico dell’ambiente. Non un umanesimo che pretenda di affermare la preminenza e il potere dell’uomo sulla terra, ma un umanesimo fragile, che sappia confrontarsi con l’alterità della natura e insieme con la fraternità per il vivente, col valore della vita non giustificata: un umanesimo che metta al centro l’uomo perché solo a esso tocca la responsabilità della rovina e della salvezza, di se stesso e del mondo. Del resto, nel suo percorso storico, seguito di scorcio in questo libro, l’umanesimo non è stato quasi mai trionfale padronanza sul mondo, esibizione di virtù conquistatrice. Nei suoi esiti maggiori è stato animato da un determinante senso di contraddizione: non solo in Petrarca, Alberti, Machiavelli, Ariosto, Rabelais, Montaigne, Shakespeare, Cervantes, ma anche negli sviluppi dell’illuminismo, nella sua fervida speranza nel miglioramento dell’umanità. Se poi le speranze della ragione illuministica sono state schiacciate dal dispiegarsi di una ragione strumentale, dalla sua riduzione a tecnica, da un suo esercizio come strumento di dominio, di conquista, di distruzione, quella ragione ha continuato ad animare ogni esperienza di libertà e di autenticità, ogni forma di resistenza umana e culturale, ogni apertura verso la possibilità di una vita migliore, giusta e, se possibile, felice.”
La gloria
Aurelio Picca
Libro: Libro in brossura
editore: Baldini e Castoldi
anno edizione: 2024
pagine: 192
Il rumore ovattato dei guantoni sul sacco in un angolo di palestra, l’afrore del sudore, le braccia toste ed elastiche di Benvenuti, Monzón, Rinaldi, che danzano sul ring, duellano. Il cuoio di un pallone e quello del sellino di una bici da corsa, gambe che macinano chilometri su un campo da calcio e sui pendii di una montagna, grande cuore, polmoni di ferro, fatica e lacrime, eroi di un Paese che sceglieva campioni in cui si riconosceva, stesse facce segnate dalla vita, in un’epoca più semplice ma fatta di emozioni imperiose. Moto e macchine potenti, cavalli motore e cavalli in carne e ossa che mandano l’adrenalina a mille, che scavano l’asfalto e l’erba e, impavidi e incauti, si lasciano cavalcare o disarcionano corpi ora vincitori ora sconfitti. E, alla fine, nella polvere o sull’Olimpo, che cosa resta? Medaglie, campionati persi o agguantati all’ultima giornata, applausi e fischi. Sì, ma poi? Volti tumefatti, tendini strappati, un braccio teso a puntare il cielo, una smorfia esausta davanti al traguardo, un pneumatico solitario che rimbalza contro un guardrail, un uomo che vola legato a un sedile... Quello che resta non è per tutti; quello che resta è per chi ti s’insinua sottopelle, ti schizza di fango e sudore, ti fa sentire i denti stridere e il naso rompersi; è per chi ti stritola il cuore ma rimane con gli occhi asciutti. Quel che resta è la Gloria.
La specie folle
Antonio Moresco
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2024
pagine: 224
“Nell’indifferenza quasi totale delle moltitudini umane, siamo entrati nella sesta estinzione di massa, la nostra.” Questo è l’antropocene, l’era degli umani. È nostro il controllo delle risorse, nostra la capacità di condizionare l’ambiente e le vite di tutti gli abitanti del pianeta. È nostra, quindi, la responsabilità di impedire la paventata estinzione della specie. Contro l’ineluttabilità di questo processo, Antonio Moresco costruisce un pamphlet scritto con l’urgenza di chi tenta di scuotere una massa dormiente, colpevole di indifferenza nei confronti della più grande calamità mai affrontata dagli umani. Complici di tale indifferenza sono i poteri che traggono un vantaggio suicida dall’occultamento dei rischi che stiamo correndo. Per contrastare questa deriva, Moresco – autore e personaggio – attraversa personalmente la notte dell’umanità guerreggiando con i protagonisti dell’epoca contemporanea. È così che, in una serie di dialoghi impossibili, Giacomo Leopardi è chiamato a giustificare la sua visione del mondo e Stephen Hawking a prendere atto dei risvolti sociali delle sue scoperte. Da Emily Dickinson a Michel Houellebecq, passando per Darwin, Marx, Freud, Nietzsche, Severino… l’autore non risparmia nessuno, perché combattere l’indifferenza e smontare i meccanismi culturali e mentali che ci hanno portato al punto in cui siamo è l’unico modo per immaginare un futuro per la nostra specie. Con la sua lucidità rabdomante, La specie folle, già uscito in passato con il titolo Il grido, è a un tempo dichiarazione di guerra e d’amore nei confronti della nostra cultura. Una gemma della produzione di Moresco, che lo conferma come uno degli autori più rilevanti del nostro tempo.
Primavera, estate, autunno, inverno. 100 haiku
Nicola Magrin
Libro: Libro in brossura
editore: Salani
anno edizione: 2024
pagine: 192
La fragranza delicata dei fiori di ciliegio, il sole infuocato che finalmente si placa quando incontra il mare, un frutto di melograno abbandonato a terra tra le foglie gialle e scricchiolanti, il silenzio frastornante della prima neve che luccica sotto un raggio di pallida luna. Cento haiku per quattro stagioni più una, per accompagnarci attraverso lo scorrere di un anno che appare interminabile, e invece basta distrarsi ad ascoltare il passettio di un pettirosso sul tatami per accorgersi che se ne è già andato. Lasciandosi ispirare da una delle forme d'arte più affascinanti di sempre, Nicola Magrin interpreta e immagina con la sensibilità e il tratto inconfondibile che lo contraddistinguono il susseguirsi delle stagioni in un Giappone senza tempo, dando vita a un indimenticabile ritratto del Paese del Sol Levante. Un'armonia perfetta tra testo e immagini, che ci avvolge leggera come il profumo delle prime gocce di pioggia e decisa come il sapore dolce del sake.
Di parlarti non ho coraggio. Poesie inedite per Roberto Volponi
Alda Merini
Libro: Libro in brossura
editore: Interlinea
anno edizione: 2024
pagine: 64
«Di parlarti non ho coraggio, / né nominarti come solo amore» scrive Alda Merini negli ultimi due versi di una raccolta inedita ritrovata a 15 anni dalla scomparsa da Ambrogio Borsani, amico e curatore dell’opera complessiva della poetessa dei Navigli. Sono poesie dedicate a Roberto, figlio dello scrittore Paolo Volponi, amico morto improvvisamente in giovane età e frequentato al Bar Chimera. Qui la poetessa amava fermarsi a scrivere poesie con la sua macchina per scrivere spesso usando carta carbone per supplire all’assenza di nastro inchiostrato. «Anima grande, faccia di usignolo / che un giorno tardò al mondo e ha preso il volo» scrive nell’apprendere la scomparsa dell’amico per un incidente aereo di ritorno da Cuba. La riscoperta di una grande autrice per parlare del rapporto tra generazioni, amore e morte.
Tecniche di nascondimento per adulti
Carmen Gallo
Libro: Libro in brossura
editore: Italo Svevo
anno edizione: 2024
pagine: 96
Se da bambini nascondersi è una cosa normale, a metà tra il gioco e il desiderio di essere trovati, quando si è adulti la faccenda cambia completamente. Tutti noi almeno una volta nella vita abbiamo sognato di scomparire, di lasciarci ogni assillo alle spalle, di stare nascosti da qualche parte a osservare il mondo intorno mentre fa a meno della nostra presenza. Un pensiero che subito scacciamo, disorientati dalla voragine di possibilità che ci si aprirebbero davanti. Per affrontare questo potenziale spaesamento una guida risulta indispensabile: in “Tecniche di nascondimento per adulti”, con una prosa ironica che molto deve alla poesia Carmen Gallo ci svela i segreti dell’arte del nascondersi, offrendoci diverse prospettive e soluzioni per valutare l’eventualità di affrancarci temporaneamente dai nostri nemici, che siano in carne e ossa o immaginari. Tenendo presente un solo avvertimento, però: a un certo punto il gioco finisce e si deve uscire tutti allo scoperto.

