Contrasto
India dei villaggi 1980-2025
Gianni Berengo Gardin, Lorenzo Zelaschi
Libro: Libro rilegato
editore: Contrasto
anno edizione: 2025
pagine: 192
“India dei villaggi 1980-2025” è un viaggio fotografico nell’anima dell’India: Lorenzo Zelaschi dialoga con lo sguardo di Gianni Berengo Gardin in un nuovo volume che a poche settimane dalla scomparsa del maestro, diventa omaggio, memoria e continuità. Il volume riprende il suo titolo dal celeberrimo libro del maestro della fotografia Gianni Berengo Gardin, edito nel 1980, con testi dello scrittore Antonio Monroy, profondo conoscitore dell’India. L’opera prendeva spunto dalla nota frase del Mahatma Gandhi: “Voialtri avete visto Delhi. Delhi non è India. Andate nei villaggi: quella è India, lì vive l’anima dell’India”. Berengo Gardin scelse di recarsi nei villaggi della regione del Madhya Pradesh, disposti intorno alla città di Indore. Semplici centri rurali a netta maggioranza indù, che vivevano del prodotto della terra e mantenevano antiche tradizioni. Le sue immagini, con la sensibilità partecipe e lo straordinario bianco e nero che hanno contraddistinto tutta la sua carriera, riprendono i cicli stagionali – inverno, estate e monsone – che ritmano il lavoro nei campi e la vita comunitaria dei villaggi. A distanza di quasi mezzo secolo, il giovane fotografo e storyteller Lorenzo Zelaschi, con la collaborazione e il confronto di Berengo Gardin, ha deciso di visitare oggi quegli stessi luoghi, di ripercorrere quelle strade, per rilevare, documentare e testimoniare i cambiamenti provocati dal forte sviluppo economico indiano (l’area di Indore è un importante polo industriale e tecnologico, soprattutto nel settore della produzione di software). Nelle fotografie di entrambi gli autori, particolare attenzione è dedicata alle case, alla vita familiare del le caste dei coltivatori e degli artigiani, come anche all’ambiente collettivo negli spazi comuni e nelle istituzioni locali. Vi sono le fiere, i mercati e i festival religiosi, come anche accenni ai rapporti tra i villaggi e le comunità tribali dei dintorni; i centri sacri e di culto sparsi nella regione e lungo il fiume, e infine come tecnica e tecnologia hanno cambiato le abitudini di vita. Le oltre 120 immagini del volume, a distanza di 45 anni, dialogano tra loro illuminando correlazioni e differenze tra ieri e oggi, in un contesto socioculturale e religioso unico e millenario. Il progetto, nato da un lungo confronto tra generazioni, assume oggi un valore ancora più significativo, diventando una testimonianza condivisa e una celebrazione del contributo culturale e visivo di Gianni Berengo Gardin.
Non mangio niente che abbia gli occhi
Goffredo Fofi
Libro: Libro in brossura
editore: Contrasto
anno edizione: 2025
pagine: 96
"Non mangio niente che abbia gli occhi" è l’ultimo libro di Goffredo Fofi (Contrasto), inserito all’interno della collana Tracce. Si tratta di un’intensa riflessione di Goffredo Fofi sul percorso che l’ha portato, decenni fa, ad abbracciare il vegetarianismo: prima come imitazione dei suoi sodali di allora, Danilo Dolci e Aldo Capitini; poi per profonda convinzione. E non solo come forma di obiezione contro l'orrore dei macelli, ma come protesta contro l'ordine del mondo così come era consegnato dalla tradizione, secondo cui "il pesce grande mangia sempre il pesce piccolo". Una scelta individuale diventa una lezione etica, contro la vergogna del dolore degli animali, ma anche profondamente ecologica e politica, oggi più che mai, se pensiamo alla distruzione e all'inquinamento causati dagli allevamenti intensivi. Il racconto-invettiva di Fofi si arricchisce di citazioni e lunghi brani di vegetariani celebri: dal Lev Tolstoj di Contro la caccia all'Alfred Döblin di Berlin Alexanderplatz; da George Bernhard Shaw, che scelse sin da giovane di diventare vegetariano perché "gli animali sono miei amici... e io non mangio i miei amici", al Nobel J.M. Coetzee di La vita degli animali, in cui compare per la prima volta Elizabeth Costello, che assimila la logica alla base dei macelli a quella dei campi di sterminio. «Non è solo per amore delle creature che si diventa vegetariani, e tanto meno per sentirsi orgogliosamente buoni e migliori, ma per necessità storica, perché la storia lo richiede, lo esige». Fofi ricostruisce le tracce di questo cammino, ricordando le motivazioni che lo hanno spinto e i testi che lo hanno accompagnato: «Pur non essendo un teorico o un esperto della materia ma semplicemente un uomo che si è posto delle domande, ho deciso di raccontare la mia esperienza, di ripercorrere il mio passato e di riandare alle letture che maggiormente mi hanno accompagnato in questo cammino e mi hanno convinto delle scelte da intraprendere, in nome di un bisogno di responsabilità che sento forte e preciso. La responsabilità che tutti dovremmo avere». Un libro che ribadisce le urgenze del nostro presente e la necessità di un cambiamento che, persona dopo persona, può diventare sempre più grande. In appendice, la Dichiarazione universale dei diritti degli animali. A completare il volume, un portfolio di fotografie di Tommaso Ausili, tratte da un suo crudo, ma straordinario, reportage sulla realtà dei mattatoi.
Sebastião Salgado. Genesi. Guida alla mostra
Libro: Opuscolo
editore: Contrasto
anno edizione: 2025
pagine: 32
Genesi è la ricerca del mondo delle origini, come ha preso forma, si è evoluto, è esistito per millenni prima che la vita moderna accelerasse i propri ritmi e iniziasse ad allontanarci dall’essenza della nostra natura. È un viaggio attraverso paesaggi terrestri e marini, alla scoperta di popolazioni e animali scampati all’abbraccio del mondo contemporaneo. La prova che il nostro pianeta include tuttora vaste regioni remote, dove la natura regna nel silenzio della sua magnificenza immacolata; autentiche meraviglie nei Poli, nelle foreste pluviali tropicali, nelle vastità delle savane e dei deserti roventi, tra montagne coperte dai ghiacciai e nelle isole solitarie. Regioni troppo fredde o aride per qualsiasi cosa salvo per le forme di vita più resistenti, aree che ospitano specie animali e antiche tribù la cui sopravvivenza si fonda proprio sull’isolamento. Frutto di otto anni di lavoro e oltre trenta reportage, le fotografie di Genesi aspirano a rivelare tale incanto; un tributo visivo a un pianeta fragile che tutti abbiamo il dovere di proteggere. Il materiale è suddiviso in 5 sezioni: si comincia con il sud del pianeta, l’Argentina, l’Antartico e le sue isole, per poi proseguire con l’Africa, un continente complesso e diversificato. La terza sezione è dedicata a isole che potrebbero essere definite “i santuari del pianeta” perché custodiscono una biodiversità particolarissima, come il Madagascar, la Papua Nuova Guinea e i territori degli Irian Jaya. Si passa poi all’emisfero nord del mondo, che comprende le regioni fredde come la Siberia e il Colorado, e infine alla quinta e ultima sezione, riservata all’Amazzonia, il polmone del mondo e il luogo dove abitano un’immensità di specie, di flora e di fauna. Genesi. Guida alla mostra è l’agile album che ha accompagnato l’iconica mostra omonima che dopo la sua prima apparizione all’Ara Pacis di Roma nel 2013 ha poi girato il mondo in oltre trenta paesi nelle più prestigiose sedi espositive.
All'imperfetto dell'obiettivo. Ricordi e ritratti
Robert Doisneau
Libro: Libro in brossura
editore: Contrasto
anno edizione: 2025
pagine: 192
“Quando ci saltai sopra a piè pari, la fotografia era di legno. Ora è quasi elettronica. Ma ho ancora il naso incollato al vetro, con la stessa curiosità del primo giorno”. Autore di immagini immortali, Robert Doisneau (1912-1994) è stato un grande fotografo della vita quotidiana, fatta di piccoli gesti, di gente comune, di scolari diligenti, di coppie che si amano, di amici che si ritrovano al bar per un bicchiere in compagnia. Soprattutto, questo “pescatore d’immagini”, come amava definirsi, fece di Parigi il centro del suo mondo, del suo lavoro, e seppe restituire attraverso le sue fotografe l’immagine della “pariginità”, quella che i turisti ancora cercano per le sue strade. All’imperfetto dell’obiettivo, scritto nel 1989 e ancora inedito in Italia, è la sua autobiografia, scritta con la stessa poetica allegria con cui realizzava le sue immagini. Con sottile umorismo e profonda tenerezza, il testo ripercorre ricordi, aneddoti e ritratti che si susseguono tra le immagini di Doisneau, dove accanto alla vita minuta delle persone comuni, incontriamo personaggi come Georges Braque, Constantin Brâncuși, Sabine Azéma, Pablo Picasso, Jacques Prévert e Raymond Queneau, tra gli altri. La vita di Robert Doisneau si può riassumere in un solo verbo, coniugato nel più dolce dei tempi. Gli scrisse un giorno il suo amico poeta Jacques Prévert: “È sempre all’imperfetto dell’obiettivo / che coniughi il verbo fotografare”. L’imperfetto è il tempo del gioco dei bambini, della nostalgia dei vecchi; un tempo non perfetto, cioè sempre un po’ inferiore a quel che promette. E che proprio per questo, ti lascia il desiderio di vedere di più. Con 35 fotografie e un’introduzione di Michele Smargiassi.
Lettere sulla luce
Paolo Roversi, Emanuele Coccia
Libro: Libro in brossura
editore: Contrasto
anno edizione: 2024
pagine: 200
“Lettere sulla luce” raccoglie le riflessioni di Paolo Roversi ed Emanuele Coccia, che si interrogano e discutono sul fascino della luce, sul suo potere rivelatore e come tutto questo pervade le loro e le nostre vite. Per condividere i loro pensieri hanno scelto il genere epistolare: il carteggio ruota attorno alle considerazioni del fotografo, talvolta tecniche e sempre poetiche, alle quali il filosofo risponde ampliando il campo di applicazione della propria disciplina. Nel corso di questi scambi, scanditi da emblematiche fotografie di Paolo Roversi, gli autori si confrontano, rivelando due personalità singolari. “La fotografia non è una riproduzione, bensì una rivelazione”, precisa Paolo Roversi, riconosciuto a livello internazionale come uno dei più raffinati fotografia di moda, e che porta avanti da oltre cinquant’anni un’opera che sembra ossessionata dalla fragilità della bellezza in ogni sua forma. Nel 1980 scopre la pellicola Polaroid utilizzata su un banco ottico a grande formato: questo “colpo di fulmine” svela al fotografo nuovi orizzonti di ricerca estetica, dà nuova vita alla sua relazione con il soggetto fotografato e definisce magistralmente la quintessenza del suo stile, particolarmente attento all’uso della luce. Un’attenzione che condivide con il filosofo Emanuele Coccia, nome sempre più di peso nel panorama internazionale e ormai noto per la sua meta sica vegetale e le sue riflessioni sulla luce come energia solare che le piante immettono nella carne minerale del pianeta. Da un lato, un filosofo che ha fatto della metafisica della mescolanza il suo marchio di fabbrica, che riesce a mettere insieme moda, pubblicità, religione e biologia in modo naturale, lavorando sulle loro corrispondenze. Dall’altro, un fotografo che, in un’impresa acrobatica apparentemente impossibile, ha fatto dell’inattualità e della sospensione il soggetto delle sue immagini, imponendo il suo sguardo in un genere, la fotografia di moda. Il volume, che presenta una selezione delle immagini più iconiche del fotografo, è arricchito da un testo di Erri De Luca e da una prefazione di Chiara Bardelli-Nonino, photoeditor, curatrice e contributor per Vogue Italia.
Writers. Literary lives in focus
Libro: Libro rilegato
editore: Contrasto
anno edizione: 2024
pagine: 512
So present, so invisible. Conversations on photography
David Campany
Libro: Libro rilegato
editore: Contrasto
anno edizione: 2024
pagine: 264
Vivian Maier
Libro: Libro in brossura
editore: Contrasto
anno edizione: 2024
pagine: 144
Una vita da governante, silenziosa e nell’ombra dei ragazzi che accudiva. Un destino da fotografa, ora che sono state trovare, catalogate, studiate e ammirate le sue tante immagini, molte neanche sviluppate quando lei era in vita. La storia di Vivian Maier è unica e affascinante come lo sono le sue fotografie, che la pongono ora, indiscutibilmente, accanto ad autori come Helen Levitt, Robert Frank, Henri Cartier-Bresson, Robert Doisneau e altri grandi. Nata a New York nel 1926, alla fine degli anni Quaranta inizia a interessarsi alla fotografia e scatta le prime foto. Non smetterà più. È un’autodidatta e il suo status di fotografa amatoriale le dà la libertà di inventare il proprio stile visivo, che svilupperà con costanza e assiduità portando sempre con sé l’immancabile Rolleiflex. Nel cuore degli Stati Uniti, Maier osserva minuziosamente il tessuto metropolitano, che già riflette i grandi cambiamenti sociali e politici della sua storia. La strada è un luogo di osservazione ideale, in particolare i quartieri popolari, che la fotografa osserva senza sosta. A metà strada tra la fotografia umanista francese e la street photography americana, Maier cattura con semplicità, rigore ed efficacia scene di strada, ritratti, gesti e dettagli fugaci, offrendoci uno spaccato di quella società americana che la relega ai margini, ma di cui è un’attenta osservatrice. Finché sarà in vita, il mondo non conoscerà il suo sguardo e la sua incredibile capacità di penetrazione della realtà. Poco prima della sua morte, avvenuta nel 2009, l’archivio di Vivian Maier sarà scoperto per caso nel corso di una vendita all’asta. Il suo lavoro inizia così la sua lenta ascesa verso la superficie del visibile, rendendola una delle fotografe più affascinanti del la storia del XX secolo. Questa edizione del FotoNote dedicata a Vivian Maier, inedita in Italia, presenta oltre 70 fotografi e, introdotte da un testo della curatrice Anne Morin e accompagnate da note biografi che e bibliografi che aggiornate.
Roma ChilometroZero
Libro: Libro in brossura
editore: Contrasto
anno edizione: 2024
pagine: 240
Roma ChilometroZero è un progetto fotografico dedicato alla città di Roma che offre una visione intima, a volte sofferta o ironica, del territorio e dei suoi ritmi. Il progetto è nato come una campagna fotografica lanciata da Leica Camera Italia in collaborazione con Contrasto nel 2022, diretta ai fotografi che vivono nella capitale per verificare quali possano essere, oggi e in una città da sempre ritratta, fotografata, rappresentata ed evocata, i confini reali e immaginari del suo spazio urbano in continua trasformazione. Una commissione di cinque esperti – Simona Antonacci, Maurizio Beucci, Simona Ghizzoni, Francesca Marani e Alessandra Mauro – ha selezionato 15 autori tra oltre 200 candidati. I vincitori, muniti ognuno di una fotocamera Leica selezionata secondo le proprie esigenze e accompagnati dai cinque “tutor” che li hanno seguiti nei loro percorsi, hanno scelto un tema, un itinerario particolare, una visione di Roma. La loro città è quella che presentiamo in queste pagine. Uno spazio lontano dall’immaginario consueto e condiviso, come dai percorsi più usuali. Un territorio che si percorre quotidianamente e che sottopone l’identità di ognuno a una continua verifica. Un luogo vissuto, dove si incontrano suggestioni estetiche, rimandi visivi e nuove aspirazioni, personali e sociali. Roma ChilometroZero è diventato così un metodo di indagine alternativa della capitale, una raccolta di punti di vista differenti e una ricognizione originale e a suo modo unica. Non tutta la città è rappresentata ma una sua buona parte sì. E nelle pagine che seguono, i 15 lavori disegnano, uno dopo l’altro, un lungo itinerario alla scoperta di una Roma nuova e insieme antica, sempre sorprendente. Il libro accompagna la mostra omonima presso il Museo di Roma in Trastevere dal 16 ottobre 2024 al 9 marzo 2025.
Black Basket Castel Volturno
Simone Carolei
Libro: Libro in brossura
editore: Contrasto
anno edizione: 2024
pagine: 256
Black Basket Castel Volturno, il denso e toccante reportage del giornalista e fotografo Simone Carolei, racconta un esperimento riuscito e vincente di educazione allo sport. Massimo Antonelli, ex cestita della Virtus di Bologna diventato allenatore, ha creato a Castel Volturno Tam Tam Basketball, un'associazione sportiva dedicata soprattutto ai ragazzi di origine nigeriana che vivono in zona per strapparli a un destino di solo degrado e permettere loro di scoprire il senso della comunità e dell'appartenenza attraverso il basket. Tam Tam Basketball non è dunque solo un'associazione ma un progetto sociale, un sogno, un'esperienza straordinaria: invece che mafia e droga, tra i calcinacci e il mare di Castel Volturno questo gruppo di ragazzi sorridenti, abili sportivi, trova il proprio posto. Il racconto fotografico, intenso e dinamico, ci fa conoscere da vicino questa esperienza, ci fa incontrare i protagonisti e ci permette di vivere con loro, la quotidianità e l'amore per lo sport. Come scrive Sabrina Efionayi, afrodiscendente originaria di Castel Volturno, “In un territorio in cui nessuno più crede, le passioni trovano terra fertile. […] I sogni e le speranze si intrecciano con la realtà di tutti i giorni e la rabbia muta forma, diventa energia pulita. […] A Castel Volturno la luce è diversa.”: il suo testo introduce il racconto visivo di Carolei, accompagnato poi dalle testimonianze dei ragazzi protagonisti delle foto.

