Contrasto
Vivian Maier a colori
Colin Westerbeck
Libro
editore: Contrasto
anno edizione: 2026
Il fascino della figura di Vivian Maier continua a suscitare grande interesse nonostante molti dettagli della sua vita rimangano ancora misteriosi. La sua vicenda, la riservata tata di Chicago il cui lavoro fu rinvenuto all'interno di scatole lasciate in due depositi e messe all'asta per il mancato pagamento dell'affitto, è stata ricostruita solo attraverso le migliaia d'immagini da lei realizzate e dai pochi elementi che si conoscono della sua vita. Vivian Maier. A colori presenta ora la più grande raccolta di fotografie esclusivamente a colori realizzata dall'enigmatica autrice. Con una prefazione di Joel Meyerowitz e un'introduzione di Colin Westerbeck, il libro contribuisce a far luce sulla natura delle immagini a colori di Vivian Maier, esaminandole all'interno del più ampio contesto della sua produzione e comparandole con quelle di altri street photographers a lei affini per sensibilità, come Eugène Atget e Lee Friedlander. Con oltre 150 fotografie a colori, la maggior parte delle quali mai pubblicate finora, il volume ci aiuta a comprendere meglio l'opera e la storia di Vivian Maier, dimostrando in questa serie di splendide immagini, quale fosse la sua visione del mondo osservata attraverso la sua macchina fotografica. Premessa di Joel Meyerowitz.
Marco Gualazzini. Resilient. Ediz. italiana e inglese
Libro
editore: Contrasto
anno edizione: 2026
Quello sguardo così innocente, e al tempo stesso così lontano, sembra interrogare ognuno di noi, mettendoci di fronte alla nostra indifferenza. Un'immagine silenziosa che si tramuta in urlo, che diventa monito.
La materia dei sogni
Nino Migliori
Libro
editore: Contrasto
anno edizione: 2026
Nino Migliori sorprende chiunque decida di conoscere il suo lavoro. Sorprende per la sua produzione, per la diversità dei progetti realizzati, per gli scarti continui di linguaggio che ha saputo imprimere alle sue ricerche. Ma la vera sorpresa risiede nell'assoluta coerenza che in tanti anni ha sempre mantenuto dalle sperimentazioni alle immagini figurative, alle installazioni più ardite e nuove, tutto il suo lavoro si fonda su un unico, solo linguaggio da esplorare: la fotografia, materia prima essenziale per creare i suoi sogni visivi. In questo libro si riunisce, in una sorta di esteso e fantastico catalogo impossibile, il frutto di tanti anni di lavoro fotografico: dalle immagini di un realismo quasi magico degli anni Cinquanta alle celebri ossidazioni, ai Muri, alle sperimentazioni con la polaroid, alle installazioni con cui ancora oggi l'autore continua a sorprenderci. Fotografare, ha affermato, significa scegliere e trasformare. Nei suoi lavori la materia si trasforma sempre in qualcosa d'altro. In un brandello di memoria per i posteri, in un interrogativo per i contemporanei. In una strada nuova da percorrere. Come le tante che Migliori ha percorso, e continua ancora a percorrere, nella sua ricerca.
Istanti di luoghi
Ferdinando Scianna
Libro
editore: Contrasto
anno edizione: 2026
“Non mi considero un fotografo paesaggista. Nemmeno un fotografo ritrattista, o un fotografo di moda. Nemmeno soltanto un fotogiornalista. Anche se a queste pratiche artigianali ho dedicato per cinquanta anni, e quasi altrettanti libri, il mestiere della mia vita. Meno che mai mi considero un fotografo artista. Ho cercato di essere un fotografo, un reporter, e spero che come tale mi si consideri. Negli ultimi anni ho soprattutto fatto libri in cui ho accompagnato le mie fotografie con testi e memorie. Ho voluto con questo, senza che cambiasse in nulla il senso e l'obiettivo, proporre un racconto di sole immagini. In definitiva, per mezzo secolo, ho fatto il fotografo. Fotografo è per me uno che usando lo strumento della fotografia guarda il mondo, lo incontra, e cerca di vederlo e raccontarlo. Anche questo libro si definisce per quello che indica il titolo: Istanti di luoghi. Nella mia vita ho incrociato uomini, storie, luoghi, animali, bellezze, dolori, che mi hanno suscitato, come persona e come fotografo, emozioni, pensieri, reazioni formali che mi hanno imposto di fotografarli, di conservarne una traccia. Ho sempre pensato che io faccio fotografie perché il mondo è lì, non che il mondo è lì perché io ne faccia fotografie. Anche questi luoghi non mi sembra di averli cercati, li ho incontrati vivendo, e poi ho scelto alcune delle tante fotografie che in questi incontri mi sono state regalate per comporne un libro nel quale riconoscermi. Fare libri è stato, mi sembra, l'obiettivo principale di tutto il mio fotografare. Tentativi di sintesi, questi libri, nei quali cerco di consegnare e comunicare la passione per la realtà e per la vita.” (Ferdinando Scianna)
Radici
Josef Koudelka
Libro
editore: Contrasto
anno edizione: 2026
Uno viaggio nel nostro mare, il Mediterraneo, nel nostro passato, l’archeologia, e nel presente, il nostro essere oggi alla continua ricerca delle nostre radici per poter andare avanti. Josef Koudelka ha deciso di compiere un viaggio lungo e unico che in 30 anni che lo ha portato a fotografare in diciannove diversi paesi del Mediterraneo e a visitare più di cento siti archeologici della storia Romana e Greca. La sua esplorazione non ha precedenti; Alain Schnapp, il famoso archeologo, lo ha definito un viaggio unico perché nessuno prima di lui aveva provato con tale ostinazione a fornire una rappresentazione tanto completa di quel che rimane, vestigia, rovine, opere d’arte e resti del passato, della nostra storia antica. E tutto, usando in modo magistrale la fotografia. Se nel Diciannovesimo secolo i pittori romantici amavano le rovine, le dipingevano nella gloria della nostalgia più profonda. Josef Koudelka, invece, non coltiva la nostalgia e per lui le rovine sono resti emozionanti di quello che sta per morire; segni di ciò che succede ora, di cui l’arte dovrebbe recuperare il valore e il significato nel nostro presente. Perché è di fronte a questo “mare comune” che è nata l’Europa e i suoi valori fondanti. Questo lavoro non intende solo documentare la Storia ma vuole è recuperare il significato di un mondo che rischiamo di perdere; un mondo “che noi portiamo dentro di noi come macerie accatastate con instancabile speranza”.

