Luni Editrice: Il sogno di Gutenberg
Sulla bibliofilia
Léon Duranville de
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 96
Che cos’è, davvero, la bibliofilia? Un semplice collezionismo di rarità, o una forma di conoscenza? In Sulla bibliofilia Léon de Duranville risponde a questa domanda non così banale come può sembrare, con un saggio breve e affilato, che unisce tono brillante e precisione concettuale. Il libro attraversa la “psicologia” del bibliofilo e, insieme, la materia concreta del libro: edizioni, tirature, qualità tipografica, carta, legature, provenienze, annotazioni, esemplari di pregio. Duranville mostra come il valore non sia riducibile al prezzo: nasce dalla storia dell’oggetto, dalla sua integrità, dalla sua rarità documentabile e dal suo posto nella tradizione editoriale. L’autore distingue con finezza il bibliofilo dal semplice accumulatore: non basta possedere, occorre saper riconoscere. Per questo la bibliofilia si avvicina alla bibliografia e alla filologia: richiede criteri, confronto tra stati e varianti, attenzione ai segni materiali che fanno di un volume un testimone unico. Il testo qui tradotto è una piccola teoria della cultura del libro: un invito a considerare il volume come forma, memoria e “presenza” del testo nel tempo. Letto oggi, Duranville aiuta a capire perché la passione per le prime edizioni, per i libri illustrati, per le copie d’autore o di provenienza non sia un vezzo elitario, ma un modo di custodire la storia della lettura. In un’epoca di smaterializzazione digitale, questo classico ricorda che ogni biblioteca è anche un ritratto: del gusto, dell’intelligenza e della cura con cui si sceglie ciò che vale la pena tramandare. Il volume, tradotto da Corrado Vatrella, è impreziosito da una introduzione di Antonio Castronuovo, grande esperto di bibliofilia, che incastona il testo di Duranville nella vastissima produzione francese della seconda metà dell’Ottocento dedicata al mondo del libro.
Il quaderno rosso
Benjamin Constant
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 64
A quarantacinque anni, Constant progetta di scrivere un’autobiografia, di cui questo Quaderno è il primo nucleo, rimasto però interrotto. Il racconto della sua infanzia e giovinezza termina poco prima della sua partenza per la Germania, nel febbraio 1788, dove il padre lo aveva finalmente sistemato e dove lo aspettavano un impiego a corte e il matrimonio, con tutte le responsabilità della vita adulta. Fino a quel momento, però, il giovane Constant vive un’esistenza agitata e girovaga. Orfano di madre, con un padre che in fondo non sa bene che farsene di lui, sballottato da un precettore all’altro, da un paese all’altro, è un ragazzo geniale e curioso, sprezzante e insofferente, imprevedibile e assetato di libertà. Constant rievoca con l’ironia disincantata del suo stile inconfondibile quel periodo della sua vita così anarchico, senza legami, trasgressivo. Come sempre, è il protagonista e allo stesso tempo l’osservatore divertito della propria esistenza. Le sue imprese giovanili sono folli, a volte tragicomiche, ma mai irrimediabili. I temi e i protagonisti fanno intravedere all’orizzonte le vicende del suo capolavoro, Adolphe, ma non è ancora arrivato il momento della maturità: il giovane e impulsivo Constant sfida le convenzioni, suo padre, l’autorità e si butta a capofitto nella vita, senza rimorsi. Scritti verso il 1812, dopo avere attraversato la Rivoluzione francese e l’avvento di Napoleone, questi ricordi di gioventù sembrano gettare un ultimo sguardo nostalgico a un mondo ormai cambiato per sempre.
Ritratto dell'artista da cucciolo e altri racconti
Dylan Thomas
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 176
In Ritratto dell’autore da cucciolo Dylan Thomas raccoglie una serie di racconti i quali, più che ricostruire “la sua” infanzia, mettono alla prova un’idea di formazione. Swansea e la provincia gallese diventano un laboratorio di voci: compagni di scuola, parenti, bottegai, predicatori, aspiranti poeti. Il protagonista – spesso un alter ego, spesso una maschera – attraversa episodi di educazione sentimentale e linguistica in cui la realtà quotidiana si trasforma, senza sforzo apparente, in teatro dell’immaginazione. Da un punto di vista critico, il libro può essere letto come un “romanzo di formazione a frammenti”: ogni racconto funziona da capitolo autonomo, ma la continuità è garantita dal lavoro sul ritmo, dalla costruzione dei personaggi e da una memoria che non vuole essere documento, bensì invenzione controllata nella quale la sua vena irruente e visionaria trova forme e tempi più distesi e aperti. Thomas mescola comico e crudele, idillio e imbarazzo, e soprattutto porta nella prosa la competenza del poeta: allitterazioni, ritorni fonici, impasti di immagini che fanno sentire la frase prima ancora di capirla. Ritratto dell’autore da cucciolo è un classico “laterale” perfetto: introduce Thomas senza mitologie biografiche, mostrando come nasce una voce. È un libro che parla agli studiosi (per la sua idea di autobiografia come costruzione letteraria) e ai lettori nuovi, perché si legge con piacere immediato: rapido, brillante, eppure carico di risonanze, come un racconto che continua a suonare anche dopo l’ultima pagina. Nell’insieme si avverte la matrice orale dell’autore: ogni scena sembra pensata per essere detta ad alta voce, con cambi di registro e una sapienza teatrale del dettaglio. La “cucciolaggine” del titolo non è nostalgia, ma energia che senza irriverenza alcuna si rifà alla lezione del Ritratto dell’artista da giovane di James Joyce: la fase in cui l’io impara i codici sociali e insieme scopre come disobbedirgli con la scrittura. In controluce, il Galles di Thomas non è folclore, ma un paesaggio mentale dove lingua, classe, desiderio e religione si intrecciano e producono attrito, cioè letteratura.
Viaggio nelle mille e una notte
Jolanda Guardi
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 144
L’influenza che Le Mille e Una Notte hanno destato sin dalla loro prima traduzione in una lingua occidentale in scrittori, artisti e soprattutto, traduttori e traduttrici è innegabile. Non solo: anche studiosi e studiose di ogni nazione e corrente hanno scritto fiumi di inchiostro sulle Notti. Questo volume non si sottrae alla tentazione ma non vuol essere una storia delle Mille e Una Notte, né un trattato relativo ai manoscritti originali, argomenti per i quali esistono già numerose pubblicazioni. Piuttosto vuole concentrarsi sulla traduzione in alcune lingue europee, le prime a giungere anche in Italia, fornendo alcune informazioni sui traduttori e in particolare su quelle in lingua italiana, tanto numerose quanto diverse. Un altro aspetto poco considerato sono le derivazioni del testo in ambiti culturali diversi. Per questo vengono segnalate opere in ambito letterario e musicale che in un modo o nell’altro alle Notti si rifanno. Nel grande magma del materiale a disposizione la scelta è stata ovviamente personale dell’autrice, dettata in parte da interessi personali, in parte dalla disponibilità delle opere citate, in parte ancora dall’essere settori poco esplorati – come a esempio il fumetto e i giochi di ruolo e videogame. Il volume è un lavoro aperto. Per questo, al termine di alcune sezioni vengono riportati i titoli di alcune opere cui chi legge potrà far riferimento per costruire un proprio percorso personale, perché il testo parla a ciascuna e ciascuno di noi in modo diverso.
Vite tempestose
Ambrogio Borsani
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2026
pagine: 160
Anime travolte da violente passioni letterarie, incomprese, marginali, perseguitate da una sorte perversa, evitate dai riflettori, trafitte da un lampo improvviso, ripiombate nel buio. Lotte titaniche contro destini crudeli, derive, smarrimenti. Con la poesia il miliardario Agostino J. Sinadinò precipita nella miseria, il sottoproletario Giovanni Descalzo esce dalla miseria con la poesia. L’avventurosa ribellione di Rosa Cappiello, la tragica esistenza di Pia Rimini. La breve vita felice di Giuseppe Vannicola, la poesia come unica ragione di vita: Emanuel Carnevali, Lorenzo Calogero. Il silenzio di Dante Arfelli, l’irrequietezza geografica di Gino Nibbi, la vita spericolata di Marcello Barlocco, la letteratura come lotta politica: Marcello Gallian, Paolo Valera, Renata Viganò, Antonio Meluschi. La celebrità per una notte dei futuristi Adele Gloria e Ubaldo Serbo. Ambrogio Borsani si è perso nei labirinti della letteratura dove anime smarrite vagano tra le nebbie della storia. Ombre azzannate dalla sfortuna, inadatte alla jungla del darwinismo letterario. Figure sommerse, spaventate dal mondo dei premiati. Autori di alfabeti incompresi, comparsi per un attimo sul traballante palcoscenico delle lettere e ricacciati dietro le quinte. Riportati alla ribalta per una boccata di luce tra queste pagine. Vite tempestose percorre sedici vicende letterarie diventate architetture narrative, storie appassionate e appassionanti, esistenze destinate a vagare in eterno nei giardini paralleli dove non fioriscono gli allori.
Ritrovare Pinocchio
Daniela Marcheschi
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 192
Carlo Collodi (pseudonimo di Carlo Lorenzini, Firenze 1826-1890), padre del più famoso burattino del mondo, fu giornalista e scrittore comico-umoristico, tra i primi a creare una letteratura capace d’interagire con la nuova realtà comunicativa del suo tempo. Famoso per l’incisività e lo stile frizzante degli articoli di politica e costume, schernì vizi e ipocrisie della classe borghese, come nel romanzo I Ragazzi grandi (1873). Per non dire poi della vivacità delle sue critiche letterarie, teatrali, musicali e d’arte. Questo Collodi “per gli adulti”, colto e attento alla vita moderna in ogni aspetto e potenzialità, in parte confluì in Macchiette (1880) e Occhi e nasi (1881), e la sua penna, non sempre gradita, alimentò la nascita de Le Avventure di Pinocchio (1881-1883): con l’estro satirico, la parodia vorticosa di cultura colta e popolare, l’autonomia curiosa dell’eroe burattino-ciuchino-bambino, riuscì a unire la complessità dei significati che mirano orizzonti del nostro futuro come la robotica, il transumano e il futuro delle nuove tecnologie virtuali. Daniela Marcheschi, tra i maggiori studiosi di Carlo Collodi, ci parla dell’estetica di Pinocchio, del suo essere uno, mille e centomila e soprattutto ci introduce alla comprensione dei testi antecedenti Le Avventure, illustrando come essi stessi siano parte del processo creativo; analizzando la cultura popolare, così presente nel “Pinocchio”, quasi in bilico tra letteratura, teatro delle marionette e dei burattini, porta il lettore a scoprire che Pinocchio non morirà mai “perbene”, se solo capirà la “trappola” etico-conoscitiva celata nel suo diventare bambino in carne e ossa.
Storia illustrata dei tascabili
Aldo Lo Presti
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 240
In questa "Storia illustrata dei Tascabili" appaiono, per la prima volta squadernati in forma antologica, tutti i testi editoriali che hanno accompagnato la nascita e l’uscita nelle librerie e nelle edicole delle molte collane economiche, varate dalle più svariate case editrici, per divulgare i capolavori della letteratura universale. Questa “ricognizione” permette di affermare con ragionevole certezza che la storia dei tascabili coincide con quella della stampa tout court, cioè dal torchio di Gutenberg a Magonza in poi, e che proprio il piccolo formato, per lo più in brossura ne ha qualificato il genere, per descrivere il quale si è fatto ricorso di volta in volta al vocabolario che si è avuto a disposizione, passando da “maneggevole” a “portatile”, da “paperback” a “tascabile” e, in quest’ultimo caso, grazie all’invenzione, per l’appunto, delle tasche. Sono qui rappresentate le case editrici che hanno inteso proporre i propri tascabili a un prezzo che va dal “tenuissimo” (1828) al “supereconomico” (1995), tutto in costanza di buoni propositi, solleticando l’amor proprio dei lettori, bramandone l’“incremento dei lumi” (1819), “diffondendo la generale cultura” (1882), permettendo la formazione di ben fornite e auspicabili “biblioteche di classici casalinghe” (1995), facendo così gustare in formato tascabile libri “tutt’altro che cari” (1948) tra quelli già pubblicati in altre collane di più alto prezzo. Attraverso questi volumi si può comprendere come il vero divulgatore di cultura (tipografo o editore che sia) abbia, fin dagli albori della stampa, cercato di diffondere la propria produzione editoriale. Se a far nascere i tascabili sia stata la ricerca affannosa del guadagno oppure il nobile intento di portare a tutti e in ogni dove i testi stampati, poco importa: il libro tascabile ha spostato completamente l’asse della cultura dall’essere appannaggio di pochi eletti a divenire disponibile per tutti, quindi uno degli esempi più chiari e lampanti della libertà di pensiero.
Nessuno contro tutti
Carmelo Bene, Maurizio Costanzo
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 288
Si può far saltare in aria la televisione con la televisione stessa e producendo, allo stesso tempo, il più memorabile degli eventi televisivi mai realizzati in Italia? Sì, se la dinamite si chiama Carmelo Bene, genio indiscusso del Novecento, variabile impazzita per eccellenza. A Roma, il 27 giugno 1994 e il 23 ottobre 1995, dal Teatro Parioli, cornice del popolarissimo show di Maurizio Costanzo, si mandano in onda due esplosivi talk destinati agli allori della storia: Uno contro tutti, ovvero Carmelo Bene, indomita tigre da palco, versus giornalisti e detrattori lì chiamati a piegare, vanamente, l’incontenibile belva. Beffardo, «politicamente scorretto» ed eccedente ogni misura, CB, «macchina tritalinguaggio» nel midollo, in quattro ore di irrefrenabile mitraglia, lavora impunemente al cortocircuito dialettico, alla demolizione dei codici condivisi, allo scardinamento di ogni geometria possibile: ogni parola è oltre, è fuori, inconcepibile all’orecchio del pubblico che ascolta di morte alla democrazia, alla morale, alla famiglia, alla coscienza civile e all’intero pacchetto del «buon senso comune» tutelato, storicamente, dalla televisione stessa, questo braccio armato della «rappresentazione di Stato». Sfondare l’uno per sfondare l’altra. A trent’anni esatti da quelle due puntate, si pubblica, per la prima volta autorizzati, il testo integrale dei dialoghi corredato di un commentario analitico e capitoli d’approfondimento, perché si dia testimonianza completa di quella che Cristante, nella postfazione, definisce «una battaglia» vera e propria – contro tutta la televisione – «dall’esito impossibile, come in ogni guerra totale tra gli esseri umani e le loro estensioni, e il cui scopo è viverla e riviverla ancora, mentre intorno a noi le estensioni stesse cambiano e si ri-mediano incessantemente».
Dazai Osamu. La vita e le opere
Mario Scalise
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 192
Il messaggio universale ed eterno di Dazai Osamu – vero alfiere del rinnovamento della società contro i mali che l’affliggono – è ancora oggi attualissimo, perché parla al lettore contemporaneo trasformando la sofferenza in arte, testimone egli stesso di un’epoca di crisi che risuona oggi più che mai nelle nostre incertezze, e colpisce soprattutto i giovani lettori, che trovano le proprie ansie molto simili a quelle che ha avuto lui stesso: egoismo, insensibilità, prepotenza, insofferenza verso l’autorità. Mario Scalise compone non una semplice biografia, ma un intreccio serrato tra vita e letteratura: racconta l’infanzia inquieta, la fragilità fisica e psicologica, le fughe e i tentativi di suicidio, le passioni e i fallimenti, intrecciandoli ai romanzi e ai racconti di Dazai. Emerge un’opera che affronta con disarmante sincerità i temi universali della solitudine, della colpa, della ricerca di autenticità, ricostruendo con rara precisione il percorso umano e creativo di questo straordinario narratore, restituendone le contraddizioni, i chiaroscuri, l’intima grandezza: canto spezzato che attraversa il Novecento, che ha trasformato la propria esistenza tormentata in materia letteraria, facendo della scrittura un diario disperato e lucido insieme. Sul piano letterario lo scrittore ha raggiunto i massimi livelli artistici nel racconto apertamente autobiografico, presente in quasi tutte le sue opere, al quale aggiunge il suo famoso umorismo, a volte di tono nichilistico, unito alla grande arte di saper trasformare quanto è oggettivamente ignobile o depravato al punto da commuovere il lettore invece di disgustarlo, utilizzando con rara maestria le risorse della sua lingua. Scalise ci invita a scoprire un autore che ha segnato la letteratura giapponese del Novecento, una vera guida per comprendere come, attraverso le sue parole, la fragilità umana possa diventare memoria condivisa, poesia indimenticabile, verità che ci riguarda.
Le avventure straordinarie di un cacciatore di libri
Simone Berni
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 240
"Avventure di un cacciatore di libri" è un saggio narrativo in cui Simone Berni, uno dei più noti “cacciatori di libri” italiani, esperto di edizioni rare e bibliofilia, racconta con tono ironico e coinvolgente alcune delle sue esperienze più incredibili nella ricerca di volumi introvabili, misteriosi o leggendari. Attraverso una struttura a episodi, l’autore conduce il lettore in un viaggio che tocca l’Egitto a caccia di un’edizione pirata de "Il nome della rosa", la West Virginia dell’uomo falena, l’Antartide per un libro rarissimo, ma anche Budapest, Asti, la Maremma, il Kazakistan, la Transilvania e tanti altri luoghi reali e letterari. Il libro è arricchito da incontri con personaggi famosi (Umberto Eco, Oliviero Diliberto, Alfredo Castelli, Giampiero Mughini), aneddoti personali, riflessioni sul mestiere e sulla memoria, e incursioni nel mondo delle edizioni fantasma, dei falsi letterari, delle leggende editoriali. Berni ci racconta cosa spinge una persona a inseguire libri introvabili, a viaggiare tra mercatini polverosi, biblioteche segrete e siti oscuri del web, svelando i segreti e le follie del collezionismo librario. Avventure di un cacciatore di libri si legge d’un fiato, quasi come un poliziesco, perché mescola cultura, suspense e autoironia, ed è in grado di appassionare sia il bibliofilo esperto sia il lettore curioso. Un viaggio irresistibile tra storie vere, aneddoti sbalorditivi, e una sola certezza: la prossima avventura è sempre la più bella.
L'orrore soprannaturale nella letteratura
Howard P. Lovecraft
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 112
"L'orrore soprannaturale nella letteratura" è il testo teorico più importante di Howard Phillips Lovecraft, scritto tra il 1925 e il 1927 e poi rivisto fino agli ultimi anni della sua vita. Si tratta di una monumentale indagine critica sullo sviluppo del fantastico e dell'orrore nella tradizione occidentale, dalle radici classiche e gotiche fino agli autori suoi contemporanei, un itinerario che attraversa i secoli. Con uno stile lucido e un rigore quasi filologico, Lovecraft traccia un percorso che va da Omero e dai romanzi gotici del Settecento, fino a Edgar Allan Poe, M. R. James, Algernon Blackwood, Lord Dunsany e altri protagonisti del weird, nel tentativo di afferrare l'essenza del terrore. Il valore dell'opera non è solo storico-letterario, ma teorico: Lovecraft definisce l'orrore autentico come l'esperienza del "cosmico" – la consapevolezza che l'uomo non è al centro dell'universo ma ne è un esile frammento – ben distinto dal semplice macabro o dal gusto per il grottesco, e individua la radice del vero orrore non nel sangue o nel raccapricciante, ma nello scarto improvviso tra la fragile percezione umana e l'immensità dell'ignoto. Il saggio elabora una vera poetica dell'inquietudine: l'orrore più alto nasce quando l'immaginazione tocca il senso del limite umano e la vertigine dell'infinito. L'orrore soprannaturale nella letteratura è un documento essenziale per comprendere la genesi della narrativa weird e la stessa opera di Lovecraft. La sua capacità di sistematizzare autori disparati in una visione unitaria ne fa un classico imprescindibile della teoria letteraria e per questo motivo il saggio è al tempo stesso un manuale critico e una confessione poetica: dietro l'analisi degli scrittori del passato, vibra la voce di un autore che stava costruendo il proprio universo letterario, il Mito di Cthulhu. Lovecraft parlando con forza al nostro bisogno di capire il lato oscuro della cultura, illumina il nostro stesso rapporto con la paura e con il mistero.
Il romanzo sperimentale
Émile Zola
Libro: Libro in brossura
editore: Luni Editrice
anno edizione: 2025
pagine: 352
Il romanzo sperimentale di Émile Zola, pubblicato in Francia nel 1880, rappresenta il Manifesto teorico del Naturalismo e uno dei manifesti più influenti della letteratura europea: non un semplice saggio critico, ma un testo fondativo che intende stabilire i princìpi di una nuova concezione del romanzo. Zola, influenzato dalle teorie positiviste e dal metodo scientifico di Claude Bernard, definisce il romanzo non più esercizio di fantasia o evasione estetica, ma come uno strumento di conoscenza, capace di applicare alla realtà sociale e psicologica gli stessi princìpi osservativi ed empirici delle scienze naturali. Per Zola lo scrittore deve osservare, registrare e riprodurre i fenomeni della vita con lo stesso rigore dello scienziato. Il romanzo diventa in questo modo, laboratorio: i personaggi non sono figure astratte, ma “casi” inseriti in condizioni precise attraverso cui verificare le leggi che regolano passioni, comportamenti, rapporti economici e sociali. La letteratura si trasforma in strumento di conoscenza, capace di illuminare le dinamiche più profonde dell’individuo e della società, attribuendo a essa una funzione conoscitiva e al tempo stesso etica, in grado di contribuire alla comprensione e al miglioramento della società. Il romanzo sperimentale è un testo centrale per la storia del pensiero letterario moderno: da un lato documento della cultura ottocentesca, dall’altro riflessione che continua a sollecitare il dibattito sul ruolo e sulle finalità della scrittura narrativa. In questa dimensione, l’opera di Zola diventa progetto per un’arte fondata sull’osservazione rigorosa e sull’impegno civile che continua a interrogare gli scrittori e i lettori contemporanei per comprendere il rapporto fra scienza e letteratura, e per valutare le radici storiche delle moderne teorie del romanzo.

