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Luni Editrice

Il crisantemo e la spada

Il crisantemo e la spada

Ruth Benedict

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2024

pagine: 352

Nel pieno della seconda guerra mondiale, il governo americano incaricò Ruth Benedict di analizzare i valori e la mentalità dei giapponesi; di fronte a nemici così bellicosi e allo stesso tempo incomprensibili, l’America aveva bisogno di capirli se voleva avere qualche speranza di sconfiggerli. Il Crisantemo e la Spada raccoglie la documentazione che l’antropologa raccolse per la sua ricerca e fu pubblicato nel 1946. Da allora, per molti decenni questo libro ha ispirato l’immaginario occidentale sul Giappone e ha trasmesso in America e in Europa una certa visione della cultura nipponica da cui siamo rimasti influenzati in molti ambiti: cinema, letteratura, arti marziali e cultura popolare. Legato a un periodo storico drammatico per il Giappone, quello della sconfitta e dell’occupazione americana, questo libro è l’analisi di una civiltà che fu sempre costretta, suo malgrado, ad aprirsi al mondo occidentale, mantenendo però un amore inespugnabile per le proprie tradizioni. È anche il tentativo di un’intellettuale americana di creare un ponte fra due culture, la propria e quella del “nemico”, senza pregiudizi e con una tolleranza che ha ancora molto da insegnare.
25,00

L'incoerenza dell'incoerenza dei filosofi

L'incoerenza dell'incoerenza dei filosofi

Averroè

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 76

L’incoerenza dell’incoerenza dei filosofi – Tahâfut at-Tahâfut – qui presentato nella traduzione e cura di Massimo Campanini, composto nel 1179-80, è la risposta di Averroè al celebre attacco che al-Ghazālī (grande teologo persiano) scrisse contro i “filosofi” con il libro Incoerenza dei filosofi (in particolare Avicenna e la tradizione aristotelica). Il bersaglio non è soltanto una disputa fra scuole, ma il problema decisivo del pensiero medievale: quale rapporto lega la verità rivelata alla verità raggiunta dall’intelletto? Averroè sostiene che la filosofia, quando procede per dimostrazione, non è una minaccia per la fede: è piuttosto uno strumento legittimo per comprendere l’ordine del reale e, indirettamente, la sapienza del Creatore. L’opera entra nel vivo delle questioni più controverse: l’eternità del mondo, la natura della conoscenza divina, il nesso fra causa e miracolo, l’immortalità e l’intelletto. Averroè contesta le argomentazioni di al-Ghazālī punto per punto, distinguendo ciò che appartiene alla dialettica e alla retorica da ciò che può essere fondato su prove rigorose. Al tempo stesso, chiarisce che i testi sacri parlano a diversi livelli di comprensione: la lettera guida la comunità, l’interpretazione razionale (quando necessaria) evita contraddizioni apparenti e preserva il senso profondo. Ne emerge un libro di rara lucidità, che non oppone semplicemente “ragione” e “religione”, ma propone una gerarchia dei metodi e un’etica della lettura: pensare esige disciplina, competenza e responsabilità. Ancora oggi queste pagine mostrano come una civiltà possa discutere le proprie fondamenta senza rinunciare né al rigore intellettuale né alla serietà spirituale.
32,00

Sulla bibliofilia

Sulla bibliofilia

Léon Duranville de

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 96

Che cos’è, davvero, la bibliofilia? Un semplice collezionismo di rarità, o una forma di conoscenza? In Sulla bibliofilia Léon de Duranville risponde a questa domanda non così banale come può sembrare, con un saggio breve e affilato, che unisce tono brillante e precisione concettuale. Il libro attraversa la “psicologia” del bibliofilo e, insieme, la materia concreta del libro: edizioni, tirature, qualità tipografica, carta, legature, provenienze, annotazioni, esemplari di pregio. Duranville mostra come il valore non sia riducibile al prezzo: nasce dalla storia dell’oggetto, dalla sua integrità, dalla sua rarità documentabile e dal suo posto nella tradizione editoriale. L’autore distingue con finezza il bibliofilo dal semplice accumulatore: non basta possedere, occorre saper riconoscere. Per questo la bibliofilia si avvicina alla bibliografia e alla filologia: richiede criteri, confronto tra stati e varianti, attenzione ai segni materiali che fanno di un volume un testimone unico. Il testo qui tradotto è una piccola teoria della cultura del libro: un invito a considerare il volume come forma, memoria e “presenza” del testo nel tempo. Letto oggi, Duranville aiuta a capire perché la passione per le prime edizioni, per i libri illustrati, per le copie d’autore o di provenienza non sia un vezzo elitario, ma un modo di custodire la storia della lettura. In un’epoca di smaterializzazione digitale, questo classico ricorda che ogni biblioteca è anche un ritratto: del gusto, dell’intelligenza e della cura con cui si sceglie ciò che vale la pena tramandare. Il volume, tradotto da Corrado Vatrella, è impreziosito da una introduzione di Antonio Castronuovo, grande esperto di bibliofilia, che incastona il testo di Duranville nella vastissima produzione francese della seconda metà dell’Ottocento dedicata al mondo del libro.
14,00

Il quaderno rosso

Benjamin Constant

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 64

A quarantacinque anni, Constant progetta di scrivere un’autobiografia, di cui questo Quaderno è il primo nucleo, rimasto però interrotto. Il racconto della sua infanzia e giovinezza termina poco prima della sua partenza per la Germania, nel febbraio 1788, dove il padre lo aveva finalmente sistemato e dove lo aspettavano un impiego a corte e il matrimonio, con tutte le responsabilità della vita adulta. Fino a quel momento, però, il giovane Constant vive un’esistenza agitata e girovaga. Orfano di madre, con un padre che in fondo non sa bene che farsene di lui, sballottato da un precettore all’altro, da un paese all’altro, è un ragazzo geniale e curioso, sprezzante e insofferente, imprevedibile e assetato di libertà. Constant rievoca con l’ironia disincantata del suo stile inconfondibile quel periodo della sua vita così anarchico, senza legami, trasgressivo. Come sempre, è il protagonista e allo stesso tempo l’osservatore divertito della propria esistenza. Le sue imprese giovanili sono folli, a volte tragicomiche, ma mai irrimediabili. I temi e i protagonisti fanno intravedere all’orizzonte le vicende del suo capolavoro, Adolphe, ma non è ancora arrivato il momento della maturità: il giovane e impulsivo Constant sfida le convenzioni, suo padre, l’autorità e si butta a capofitto nella vita, senza rimorsi. Scritti verso il 1812, dopo avere attraversato la Rivoluzione francese e l’avvento di Napoleone, questi ricordi di gioventù sembrano gettare un ultimo sguardo nostalgico a un mondo ormai cambiato per sempre.
12,00

Adolphe

Benjamin Constant

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 112

Pubblicato nel 1816, Adolphe è la storia di un folle amore, un’analisi, in anticipo sui suoi tempi, dei paradossi e delle contraddizioni di una relazione. Il protagonista, Adolphe, è in cerca di emozioni e decide di innamorarsi, soprattutto per sfuggire alla sua noia esistenziale. Ma il rapporto che inizia con Ellénore, forse più per soddisfare la propria vanità che per convinzione, presto si trasforma in un legame ossessivo per entrambi. Constant svela poco a poco, con tocchi rapidi, ma capaci di rivelare tutte le sottigliezze dei giochi psicologici, il destino di una passione assoluta, esclusiva, che finisce, quasi suo malgrado, per sfidare le convenzioni sociali e l’autorità. Ma mentre i suoi protagonisti sono trascinati da un’emotività estrema, lo stile di Constant rimane sempre sobrio, concentrato solo sull’essenziale. È questa lucidità uno dei segreti che rendono il romanzo sempre attuale e ne hanno fatto un punto di riferimento per gli scrittori moderni. Per i suoi personaggi ambigui e inquieti, per il suo individualismo, Constant fu criticato dai suoi contemporanei; il Romanticismo era agli inizi, e il libro andava del tutto controcorrente rispetto al gusto del tempo. Il romanzo fu probabilmente ispirato dalle sue relazioni con diverse donne che furono fondamentali nella sua vita, soprattutto quella con Madame de Staël; ma Adolphe supera qualsiasi autofiction, per comporre un capolavoro di osservazione sociale e psicologica, in cui la protagonista Ellénore, si rivela come uno dei più grandi personaggi femminili della letteratura occidentale.
14,00

Primavera e altri scritti

Li Dazhao

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 240

Nei primi decenni del Novecento la Cina vive una crisi profonda: l’impero è crollato, il paese è spezzato dai signori della guerra, l’ingerenza straniera umilia ogni aspirazione di rinascita. In questo scenario, la voce di Li Dazhao si leva come quella di un pensatore che cerca, insieme, una nuova filosofia della storia e una nuova idea di uomo. Primavera e altri scritti raccoglie alcuni dei testi più significativi di questo protagonista del Movimento Nuova Cultura e del Quattro Maggio: saggi in cui l’immagine della “primavera” diventa metafora di una giovinezza che non è solo età anagrafica, ma forza storica capace di spezzare immobilismi millenari. Li riflette sul destino della Cina, sul rapporto tra individuo e collettività, sull’incontro tra tradizione confuciana, democrazia moderna e socialismo, sul dovere di trasformare la sofferenza nazionale in energia creativa. La sua scrittura, intensa e visionaria, tiene insieme il tono del manifesto, del discorso politico e della meditazione morale. In queste pagine si avverte con chiarezza il passaggio dalla nostalgia per un passato perduto all’urgenza di costruire un futuro diverso, in cui libertà, eguaglianza e dignità non siano soltanto parole importate dall’Occidente, ma esperienze vissute. Con la traduzione dal cinese di Claudia Pozzana, Primavera e altri scritti introduce per la prima volta in italiano un grande pensatore che ha segnato in profondità l’immaginario politico e filosofico della Cina contemporanea; Li Dazhao dialoga idealmente con gli altri protagonisti di quel lungo Novecento in cui le idee sono state, nel bene e nel male, una potenza capace di cambiare il mondo.
24,00

Ritratto dell'artista da cucciolo e altri racconti

Dylan Thomas

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 176

In Ritratto dell’autore da cucciolo Dylan Thomas raccoglie una serie di racconti i quali, più che ricostruire “la sua” infanzia, mettono alla prova un’idea di formazione. Swansea e la provincia gallese diventano un laboratorio di voci: compagni di scuola, parenti, bottegai, predicatori, aspiranti poeti. Il protagonista – spesso un alter ego, spesso una maschera – attraversa episodi di educazione sentimentale e linguistica in cui la realtà quotidiana si trasforma, senza sforzo apparente, in teatro dell’immaginazione. Da un punto di vista critico, il libro può essere letto come un “romanzo di formazione a frammenti”: ogni racconto funziona da capitolo autonomo, ma la continuità è garantita dal lavoro sul ritmo, dalla costruzione dei personaggi e da una memoria che non vuole essere documento, bensì invenzione controllata nella quale la sua vena irruente e visionaria trova forme e tempi più distesi e aperti. Thomas mescola comico e crudele, idillio e imbarazzo, e soprattutto porta nella prosa la competenza del poeta: allitterazioni, ritorni fonici, impasti di immagini che fanno sentire la frase prima ancora di capirla. Ritratto dell’autore da cucciolo è un classico “laterale” perfetto: introduce Thomas senza mitologie biografiche, mostrando come nasce una voce. È un libro che parla agli studiosi (per la sua idea di autobiografia come costruzione letteraria) e ai lettori nuovi, perché si legge con piacere immediato: rapido, brillante, eppure carico di risonanze, come un racconto che continua a suonare anche dopo l’ultima pagina. Nell’insieme si avverte la matrice orale dell’autore: ogni scena sembra pensata per essere detta ad alta voce, con cambi di registro e una sapienza teatrale del dettaglio. La “cucciolaggine” del titolo non è nostalgia, ma energia che senza irriverenza alcuna si rifà alla lezione del Ritratto dell’artista da giovane di James Joyce: la fase in cui l’io impara i codici sociali e insieme scopre come disobbedirgli con la scrittura. In controluce, il Galles di Thomas non è folclore, ma un paesaggio mentale dove lingua, classe, desiderio e religione si intrecciano e producono attrito, cioè letteratura.
19,00

La lampada della conoscenza non-duale

Swami Karapatra

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 144

Composto in forma di dialogo tra un discepolo in ricerca e un maestro realizzato, La lampada della conoscenza non-duale (Advaita Bodha Dipika) è uno dei testi più limpidi dell’Advaita Vedanta moderno, che è la chiave di volta dell’edificio dottrinale della tradizione indù. Shrî Karapatra Swamie vi distilla, in poche pagine essenziali, secoli di commentari ai Veda, alle Upanishad e a Shankara, offrendo al lettore contemporaneo una guida diretta alla scoperta di ciò che, in noi, non nasce e non muore. Il cammino è scandito in tappe chiare: la diagnosi dell’ignoranza che fa identificare l’io con il corpo-mente; il discernimento tra reale e irreale; il distacco dalle false sovrapposizioni; la pratica dell’ascolto (shravanam), della riflessione (mananam) e della meditazione profonda (nididhyasanam), fino alla stabilizzazione nel samadhi non-duale. Ogni passaggio è illuminato da esempi concreti, immagini e metafore che rendono vivi concetti altissimi. Raccomandata da Shri Ramana Maharshi come una delle esposizioni più chiare dell’Advaita, questa "lampada" non è un trattato accademico, ma un testo da tenere accanto alla pratica: un invito a verificare in prima persona che la nostra vera natura è consapevolezza indivisa, oltre ogni differenza tra sé e mondo. La presente edizione restituisce al lettore italiano un classico della non-dualità, corredato da un apparato introduttivo che entra nel discorso senza mai essere accademico ma anzi, ne facilita la lettura anche a chi si accosta per la prima volta alla saggezza vedantica. Capitolo dopo capitolo, il dialogo smonta i principali equivoci della ricerca spirituale – il desiderio di poteri, l’attaccamento alle esperienze interiori, l’idea di un "io" che debba illuminarsi – e riporta l’attenzione al riconoscimento immediato del Sé. Il linguaggio è sobrio, privo di folclore, e proprio per questo capace di parlare tanto al praticante tradizionale quanto al lettore laico che interroga il senso ultimo dell’esistenza.
19,00

La volpe

D. H. Lawrence

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 96

David Herbert Lawrence mostra – in questo libro magistralmente tradotto da Carlo Linati – un volto diverso da quello del romanziere “scandaloso” fissato dalla leggenda. Qui Lawrence è “la volpe”: rapido, inquieto, ironico, capace di fiutare le ipocrisie del suo tempo e di scartare dalle piste più comode. Tra frammenti narrativi, osservazioni e lampi polemici, la sua prosa mette a nudo il teatro della rispettabilità, la morale che predica misura mentre teme l’energia del desiderio, l’educazione sentimentale che trasforma la vita in buona creanza. Lawrence non costruisce un trattato: sperimenta. Guarda il corpo e la mente come territori in tensione, ascolta la natura non come sfondo ma come forza che chiede verità, e invita il lettore a riconoscere quanto spesso ci adattiamo per paura di sentire. Ne nasce un testo breve e densissimo, da leggere d’un fiato ma destinato a “entrare sotto pelle”: una piccola lezione di libertà interiore contro le convenzioni che addomesticano l’esperienza. Tra humour e ferocia, Lawrence si misura con un tema attualissimo: la distanza tra ciò che siamo e ciò che recitiamo per essere accettati, utilizzando una trama quasi da favola nera per parlare di potere, istinto, identità e fragilità dei patti affettivi; la “volpe” è l’intelligenza che non si lascia addomesticare, è un simbolo mobile: predatore reale, desiderio, minaccia. Un testo che parla di amore, solitudine, lavoro, classi sociali, dell’ambiguità dei rapporti e che, in ultima analisi, ricorda come la letteratura possa ancora essere un esercizio di coraggio. Le due protagoniste sono spesso state definite con l’etichetta storica di “Boston marriage”: una convivenza femminile intensa e stabile, sia affettiva che erotica, ma che resta ambigua sul piano della “prova testuale”, anche per il contesto culturale e censorio dell’epoca. Ma nel sottotesto del romanzo Lawrence le costruisce come una coppia intimamente legata e “alternativa” al modello eteronormativo nel quale insinua, appunto, la volpe come elemento disturbante al fragile rapporto instaurato tra le due donne. La volpe è un “espresso” letterario: concentrato, mordente, sorprendente; è una chiave per chi già conosce D.H. Lawrence dai suoi grandi romanzi e riscopre qui la stessa voce ma più mobile e tagliente, che trasforma l’insofferenza in stile e la lucidità in piacere di lettura.
13,00

Viaggio nelle mille e una notte

Jolanda Guardi

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 144

L’influenza che Le Mille e Una Notte hanno destato sin dalla loro prima traduzione in una lingua occidentale in scrittori, artisti e soprattutto, traduttori e traduttrici è innegabile. Non solo: anche studiosi e studiose di ogni nazione e corrente hanno scritto fiumi di inchiostro sulle Notti. Questo volume non si sottrae alla tentazione ma non vuol essere una storia delle Mille e Una Notte, né un trattato relativo ai manoscritti originali, argomenti per i quali esistono già numerose pubblicazioni. Piuttosto vuole concentrarsi sulla traduzione in alcune lingue europee, le prime a giungere anche in Italia, fornendo alcune informazioni sui traduttori e in particolare su quelle in lingua italiana, tanto numerose quanto diverse. Un altro aspetto poco considerato sono le derivazioni del testo in ambiti culturali diversi. Per questo vengono segnalate opere in ambito letterario e musicale che in un modo o nell’altro alle Notti si rifanno. Nel grande magma del materiale a disposizione la scelta è stata ovviamente personale dell’autrice, dettata in parte da interessi personali, in parte dalla disponibilità delle opere citate, in parte ancora dall’essere settori poco esplorati – come a esempio il fumetto e i giochi di ruolo e videogame. Il volume è un lavoro aperto. Per questo, al termine di alcune sezioni vengono riportati i titoli di alcune opere cui chi legge potrà far riferimento per costruire un proprio percorso personale, perché il testo parla a ciascuna e ciascuno di noi in modo diverso.
17,00

Vite tempestose

Ambrogio Borsani

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2026

pagine: 160

Anime travolte da violente passioni letterarie, incomprese, marginali, perseguitate da una sorte perversa, evitate dai riflettori, trafitte da un lampo improvviso, ripiombate nel buio. Lotte titaniche contro destini crudeli, derive, smarrimenti. Con la poesia il miliardario Agostino J. Sinadinò precipita nella miseria, il sottoproletario Giovanni Descalzo esce dalla miseria con la poesia. L’avventurosa ribellione di Rosa Cappiello, la tragica esistenza di Pia Rimini. La breve vita felice di Giuseppe Vannicola, la poesia come unica ragione di vita: Emanuel Carnevali, Lorenzo Calogero. Il silenzio di Dante Arfelli, l’irrequietezza geografica di Gino Nibbi, la vita spericolata di Marcello Barlocco, la letteratura come lotta politica: Marcello Gallian, Paolo Valera, Renata Viganò, Antonio Meluschi. La celebrità per una notte dei futuristi Adele Gloria e Ubaldo Serbo. Ambrogio Borsani si è perso nei labirinti della letteratura dove anime smarrite vagano tra le nebbie della storia. Ombre azzannate dalla sfortuna, inadatte alla jungla del darwinismo letterario. Figure sommerse, spaventate dal mondo dei premiati. Autori di alfabeti incompresi, comparsi per un attimo sul traballante palcoscenico delle lettere e ricacciati dietro le quinte. Riportati alla ribalta per una boccata di luce tra queste pagine. Vite tempestose percorre sedici vicende letterarie diventate architetture narrative, storie appassionate e appassionanti, esistenze destinate a vagare in eterno nei giardini paralleli dove non fioriscono gli allori.
20,00

Lo zen e l'arte del tiro con l'arco

Lo zen e l'arte del tiro con l'arco

Eugen Herrigel

Libro: Libro in brossura

editore: Luni Editrice

anno edizione: 2025

pagine: 112

Nessun altro libro ha permesso la comprensione dello Zen e ha fatto conoscere l’essenza stessa delle discipline marziali giapponesi a noi Occidentali, favorendone di fatto la diffusione, come Lo Zen e l’Arte del tiro con l’arco. Herrigel, filosofo tedesco invitato negli anni Venti del secolo scorso a insegnare filosofia in Giappone, volendo conoscere chi avrebbe potuto guidarlo alla “scoperta” dello Zen, viene indirizzato al Grande Maestro Awa. Studiando i gesti del Maestro – la postura, il controllo del respiro, la tensione della corda, il “lasciar andare” – Herrigel apprende come “il gesto tecnico” perde efficacia quando . guidato da un soggetto intenzionale: l’“io che vuole colpire” rappresenta l’ostacolo principale, e l’abilità emerge solo quando l’arciere si svuota di scopo, permettendo al tiro di compiersi senza intervento dell’ego, scoprendo che non si tratta di una semplice tecnica, ma di un percorso di trasformazione interiore fondato sull’esperienza diretta, sull’annullamento dell’ego e sulla piena adesione al momento presente. Questa nuova edizione, tradotta con attenzione filologica ma soprattutto con grande conoscenza dello Zen e dell’arte del tiro con l’arco, restituisce la voce originale di Herrigel con maggiore precisione e profondità, mantenendo la struttura argomentativa del testo, mettendo in luce il movimento circolare con cui l’autore descrive la dissoluzione della volontù: dalla ripetizione estenuante degli esercizi, all’attesa silenziosa in cui il maestro richiede un abbandono radicale, fino alla comprensione finale che “l’arciere, l’arco e il bersaglio sono uno”. A impreziosire il volume viene presentato al lettore italiano per la prima volta in traduzione l’inedito lungo articolo del 1936 pubblicato da Herrigel sulla rivista Nippon. Zeitschrift für Japanologie con il titolo Lo Zen e l’arte cavalleresca del tiro con l’arco; in questo notevolissimo documento, che illumina ulteriormente il percorso intellettuale dell’autore e la genesi delle sue intuizioni più celebri, Herrigel approfondisce il nesso tra disciplina marziale e formazione etico-spirituale, chiarendo la dimensione “cavalleresca” del kyūdō come educazione dell’intenzione e del carattere ed è, a tutti gli effetti, il vero precursore del volume pubblicato successivamente. Ne emerge un Herrigel più complesso, attento tanto alla pratica quanto alla sua interpretazione simbolica, capace di trasformare un’arte marziale in una meditazione sul rapporto tra gesto, consapevolezza e trascendenza.
12,00

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