Sociologia e antropologia
Fino al limite. Il senso della resistenza dal Messico all’Himalaya
Michael Crawley
Libro: Libro in brossura
editore: ADD Editore
anno edizione: 2026
Paternità. Una storia di amore e potere
Augustine Sedgewick
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 320
Paternità è una storia globale e culturale dell’essere padri: un racconto che attraversa i millenni e le nazioni per mostrarci come nel nostro passato l’amore per i figli sia stato costantemente legato alla fondazione di un’autorità; e come, a partire dal modo in cui ridefiniremo questo rapporto, dipenderà il futuro delle nostre società. Mettere al mondo un figlio non ha significato sempre essere «padre», almeno nel senso che attribuiamo noi, ai giorni nostri e in Occidente, a questo concetto. Il concetto di «paternità», secondo Augustine Sedgewick, è dunque qualcosa che si è evoluto nel tempo e come tale è possibile seguirne passo dopo passo la traiettoria: dalla rigida scansione dei ruoli di genere nelle civiltà dell’Età del bronzo ad Aristotele, che ha contribuito a definire la paternità come principio che giustifica e stabilizza le gerarchie; dal pater familias dell’antica Roma, con il suo potere assoluto sulla vita (e sulla morte) dei membri della casa, al «padre padrone», cardine della famiglia patriarcale moderna. Attraverso i ritratti di padri celebri, quali Enrico viii, Charles Darwin, Sigmund Freud e Bob Dylan, in queste pagine Sedgewick esplora i vari modi in cui si è declinata questa figura: strumento per legittimare un potere politico, funzione biologica carica di responsabilità, simbolo da detronizzare. Che cos’è, dunque, la paternità oggi? Questo libro è il tentativo di un padre e di uno studioso di rispondere a questa domanda, invitandoci a ripensarla alla luce di una mascolinità ridimensionata, incerta e in trasformazione: perché solo comprendendo che cosa ha significato essere padri nel passato possiamo provare a costruire modelli migliori per i nostri figli.
Protocollo: uno strumento di potere
Enrico Gargiulo
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2026
pagine: 1452
Elaborati da “esperti”, standardizzati, ripetitivi, uniformi, ma flessibili e capillari nel regolare molti aspetti della vita collettiva, i protocolli sono dispositivi tecnici e in quanto tali sono spesso percepiti come neutri. E tuttavia, afferma Gargiulo, neutri non lo sono affatto. Hanno infatti profonde implicazioni politiche che vanno ben oltre la dimensione amministrativa: pur non essendo norme giuridiche in senso stretto, si comportano come se lo fossero, sono di fatto strumenti di governo mascherati che stabiliscono regole, condizionano i comportamenti e sono in grado di gestire tanto le situazioni di emergenza quanto quelle ordinarie. Il loro ruolo è dunque strategico, adottarli significa spostare l’attenzione dal piano politico delle scelte a quello delle procedure, con il doppio effetto di esonerare gli attori politici dalle proprie responsabilità e permettere che il potere centrale mantenga la sua efficacia anche in contesti caratterizzati da una forte decentralizzazione. Il rischio, ci avverte Gargiulo, è che l’impiego sempre più diffuso dei dispositivi protocollari delinei una vera e propria politica dei protocolli, burocratica, manageriale e con profondi effetti performativi in grado di influenzare la realtà sociale a discapito dell’autonomia e della libertà di azione individuale.
La vita anteriore
Raffaele Simone
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 288
“La vita anteriore” è l’autobiografia della generazione nata a cavallo degli anni Quaranta, che ha un tratto che la rende particolare. È l’unica nella storia che si sia trovata a ‘saltare un evo intero’ – o forse più di uno – e a superare in una vita sola tanti radicali capovolgimenti di modi di vivere e di pensare. Nell’intervallo tra allora e ora è infatti cambiata ogni cosa, più volte, fuori e dentro di noi: le case e le famiglie, l’ambiente, i codici di comportamento, i modi di divertirsi, di lavorare, di stare insieme, di amarsi, le relazioni tra le persone e i rituali sociali, l’educazione e la scuola, gli oggetti e i gadget della vita quotidiana, l’abbigliamento e la concezione del corpo, dell’identità personale e del sesso, le pratiche religiose, il modo di guardare e di fotografare, di parlarsi e di telefonare, i mezzi di trasporto e il modo di viaggiare, la cura della salute, il modo di mangiare, l’eros e le passioni, la compassione e la pietà, le forme politiche e la socialità. Questo incessante turbine di cambiamenti, di cui le generazioni successive non sanno nulla, ha bisogno di essere raccontato perché, per una strana deformazione imposta dalla modernità, quanto più sappiamo di quel che accade, tanto meno ci rendiamo conto di quel che scompare e va via. Con una scrittura appassionata, forti zoomate tra passato e presente e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, “La vita anteriore” racconta questo turbine, vividamente restituito dalle molte fotografie di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali.
Il vincolo della vergogna. Letture oblique
Carlo Ginzburg
Libro: Libro in brossura
editore: Adelphi
anno edizione: 2026
pagine: 280
«Il paese al quale apparteniamo non è, come vuole la retorica, quello che si ama, ma quello di cui ci si vergogna, o di cui ci si può vergognare»: questa frase, tratta dal saggio che dà il titolo al nuovo libro di Carlo Ginzburg, ha suscitato, dopo un attimo di sconcerto, il consenso delle persone più diverse, anche se il peso della vergogna cambia a seconda dei tempi, e da paese a paese. Ma il vincolo che deriva dalla vergogna ci invita a riflettere sui limiti della nozione stessa di individuo: il filo conduttore dei saggi qui raccolti, che affrontano in maniera obliqua un autore, un libro, un'immagine, una frase, addirittura una parola. L'analisi approfondita di casi particolari apre la strada a una serie di generalizzazioni, a risposte che provocano altre domande. Parlare di microstoria, a proposito di questa strategia cognitiva, sembra legittimo: ma i risultati sono più importanti delle etichette. Chi legge è invitato a condividere la gioia della ricerca, e l'incontro con l'inaspettato.
L'ultimo operaio. Canto finale della grande fabbrica
Niccolò Zancan
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 156
«Lo senti questo silenzio? È la fabbrica che sta morendo». L’ultimo operaio di Mirafiori sta per andare in pensione. L’ultimo che ha indossato la tuta blu, l’ultimo che ha visto l’Avvocato Agnelli e che ha tifato Juventus per riconoscenza. Non è più Cipputi, perché è un operaio ancora più disilluso e solo, essendo ormai uscito persino dalle parole del mondo. Se ne va in dissolvenza, testimone di un passaggio storico. Mirafiori era la più grande fabbrica d’Europa. Oggi restano 4080 operai addetti alla produzione, ma sono quasi sempre in cassa integrazione. Fissano il vuoto dai palazzi costruiti per loro, che si stanno spopolando come la città che li aveva accolti. Niccolò Zancan è dovuto andare via da Torino per mettere a fuoco le cose. Ed è dovuto tornare per trovare l’ultimo operaio e ascoltare la sua storia unica e fiera, prima che tutto questo mondo – novecentesco – svanisca dietro la curva del secolo. Anche in questo libro Zancan riesce a raccontare la cronaca urticante del nostro presente attraverso uno stile poetico suo peculiare, senza venir meno alla critica sociale e civile.
Il silenzio dell'opinione pubblica
Zygmunt Bauman, Ezio Mauro
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 80
Che cosa resta dell’opinione pubblica nell’epoca dei social, delle bolle digitali, dell’informazione infinita e dell’attenzione ridotta a un lampo? In un dialogo serrato, Ezio Mauro e Zygmunt Bauman si confrontano sulla trasformazione dell’agorà in un labirinto di solitudini connesse, dove la politica perde presa sulla realtà e i cittadini scivolano nell’impotenza e nel risentimento. Ne nasce una mappa lucidissima del nostro presente: la crisi dei media, la cultura dell’oblio, la secessione delle élite, la paura dell’altro, la fragilità delle democrazie. Ma, nel cuore di questa epoca senza opinione pubblica, Bauman e Mauro rivendicano l’ostinazione del pensiero critico e della speranza: l’unica forza capace di restituirci parola, responsabilità e futuro.
L'estasi dell'ignoranza. La tradizione occidentale della non conoscenza
Mark Lilla
Libro: Libro in brossura
editore: Luiss University Press
anno edizione: 2026
pagine: 160
Perché inseguiamo l’ignoranza con lo stesso fervore con cui desideriamo conoscere? E cosa ci spinge a coprire le verità più scomode con racconti rassicuranti costruiti ad arte? In L’estasi dell’ignoranza, Mark Lilla esplora una pulsione tanto diffusa quanto raramente confessata: la volontà di non sapere. Contro il mito moderno che celebra trasparenza, informazione e conoscenza come valori indiscutibili, questo saggio mostra come l’ignoranza sia spesso una scelta attiva, emotiva, culturale e politica, profondamente radicata nella tradizione occidentale. Una scelta che risponde al bisogno di sentirci protetti da verità capaci di incrinare la nostra identità, le nostre credenze, la nostra idea di felicità. Muovendosi tra filosofia, letteratura, religione e psicoanalisi, Lilla costruisce un viaggio intellettuale nella “volontà di ignoranza”. Dai miti antichi, come quello di Edipo, alle Confessioni di Sant’Agostino, da Nietzsche a Freud, prende forma una lunga storia di fuga dalla verità: tabù che limitano la curiosità, illusioni di innocenza, nostalgie per un passato immaginario, rifiuti ostinati dell’evidenza. Non semplici errori individuali, ma strategie collettive per rendere il mondo più sopportabile, anche a costo di deformarlo. Questa pulsione assume forme quotidiane: il cittadino che evita notizie scomode, il credente che difende un tabù pur intuendone l’origine, l’individuo che rifiuta una diagnosi o una responsabilità morale per non perdere l’equilibrio. Attualissimo, L’estasi dell’ignoranza illumina le radici profonde del cospirazionismo, del pensiero magico e delle semplificazioni ideologiche contemporanee; un invito a riconoscere quanto la fuga dalla realtà possa essere seducente, e quanto alto sia il prezzo che paghiamo quando scegliamo, consapevolmente, di non sapere.
Dalle ceneri. Lutto e rivoluzione in un mondo in fiamme
Sarah Jaffe
Libro: Libro in brossura
editore: Minimum Fax
anno edizione: 2026
pagine: 500
La pandemia di Covid, i disastri ambientali e il cambiamento climatico, la crisi economica, le guerre e le violenze razziste e politiche a cui assistiamo continuamente hanno strappato la morte e la perdita alla dimensione privata e personale per riportarle prepotentemente a quella pubblica e collettiva. Eppure il lutto continua a costituire uno dei grandi rimossi della nostra epoca. Ma se la società tardocapitalista ci impone di continuare a produrre e consumare persino quando il dolore ci annichilisce, forse invece è il caso di fermarci, e prenderci tutto il tempo che ci serve per elaborare i nostri lutti. Partendo dalla propria esperienza personale e allargando il campo attraverso ricerche approfondite e interviste, in questo libro Sarah Jaffe affronta il lutto da diverse angolazioni: grazie a lei ascoltiamo la voce degli attivisti e attiviste di Black Lives Matter e di altri movimenti per la tutela dei diritti, dei sindacalisti, delle persone che hanno perso il lavoro o si sono trovate a lavorare in condizioni inaccettabili, delle vittime di quel capitalismo che lascia dietro di sé una scia di distruzione e morte.
Un calcio al potere. Gioco e lotta sociale
Gabriel Kuhn
Libro: Libro in brossura
editore: Elèuthera
anno edizione: 2026
pagine: 248
Il calcio è un’industria dal fatturato multimiliardario. Professionalizzazione e commercializzazione sono la cifra della sua immagine nel mondo. Eppure, questo gioco conserva un’anima ribelle, forse più di qualsiasi altro sport il cui destino è stato quello di essere cooptato da affaristi e politici corrotti. In questa indagine a tutto campo sui nessi fra calcio e politica, Kuhn non solo ne ripercorre la storia facendone emergere luci e ombre, ma si confronta con quegli aspetti combattuti da chi aspira a un cambiamento radicale della società, come il nazionalismo, l’intolleranza o la commistione con ambienti di destra. Al tempo stesso racconta di un altro calcio – quel «gioco del popolo» mantenuto vivo da molti calciatori, squadre e intere comunità – ed esplora gli approcci e le prospettive alternative di un calcio egualitario e autorganizzato. Un omaggio a tutti coloro che ai mega stadi e alle dirette televisive preferiscono ancora la gioia di giocare assieme nei vicoli e nei campi fangosi.
Il lato selvatico del tempo. Un anno tra i montanari delle valli cuneesi sulle tracce delle streghe
Marco Aime
Libro: Libro in brossura
editore: Meltemi
anno edizione: 2026
pagine: 144
Durante le veglie invernali, nel cuore della Val Grana, prendevano vita racconti popolati di figure ambigue e affascinanti: le “masche”, crudeli streghe vendicatrici – secondo la credenza popolare – o, più probabilmente, donne ribelli che osavano sottrarsi al controllo sociale, incarnando paure collettive. Soggiornando per un anno nella piccola borgata della Chalancho, Marco Aime ha indagato questo sistema simbolico, dando voce a una comunità per la quale l’oralità non era semplice intrattenimento, ma uno spazio in cui si riflettevano i ruoli di genere, i rapporti di potere e la memoria condivisa. Il risultato è una ricostruzione etnografica che parla del passato – e che interroga anche il presente – su temi sempre più sbiaditi: l’identità, la cura della terra, il senso del limite e della comunità. A distanza di anni, l’autore torna a quel microcosmo con uno sguardo più intimo, intrecciando rigore antropologico e nostalgia per un mondo ormai scomparso… un mondo in cui raccontare era anche un atto di resistenza, un modo per custodire legami profondi con la natura e trovare, attraverso la parola condivisa, forza e conforto.

