Società e cultura: argomenti d'interesse generale
Donne, cultura e politica
Angela Davis
Libro
editore: Edizioni Alegre
anno edizione: 2025
pagine: 240
Women, Culture and Politics – qui tradotto per la prima volta in italiano – fu pubblicato negli Stati Uniti nel 1989, nel momento in cui iniziavano a essere evidenti le conseguenze sociali delle politiche liberiste, avviando i processi che avremmo visto nei decenni successivi. Politiche promosse negli Usa dall’amministrazione Reagan, con cui Angela Davis aveva anche un conto personale aperto: era stato infatti Ronald Reagan, quando era governatore della California, ad accusarla di omicidio e a inserirla nella lista dei dieci criminali più ricercati dall’Fbi. I saggi qui raccolti individuano un filo rosso tra le lotte e le riflessioni che negli anni Sessanta e Settanta resero leggendaria la stessa Davis, e quelle degli anni Ottanta, il decennio segnato dal deterioramento delle conquiste precedenti. Dal ruolo politico delle afroamericane della working class nella lotta contro il liberismo a quello dell’attivismo globale del Decennio internazionale delle donne, culminato nel 1985 con il Forum mondiale a Nairobi. Dall’analisi delle idee e della militanza di figure come Winnie Mandela e Clara Zetkin a quelle sul ruolo della musica, della fotografia e dell’arte nera per rompere l’immaginario razzista delle società occidentali. Un filo rosso che attraversa i decenni e illumina il futuro, con l’idea che il femminismo sia il contrario della scalata delle donne verso le posizioni di potere e debba avere al centro le persone che subiscono contemporaneamente l’oppressione di genere, razza e classe. Nella convinzione che ogni conquista di chi si trova alla base della piramide sociale migliori automaticamente le condizioni dell’intera società.
Il paese delle tradizioni
Beppe Convertini
Libro: Libro in brossura
editore: Rai Libri
anno edizione: 2025
pagine: 240
In un mondo che corre sempre più veloce e che rischia di perdere le proprie radici, Beppe Convertini intraprende un viaggio emozionante alla scoperta delle tradizioni popolari che ancora resistono, che sopravvivono tra piazze, feste, riti antichi, artigianato e cucina. Il Paese delle tradizioni è un diario di incontri e racconti che attraversa l’Italia più autentica: quella dei piccoli borghi, in cui i rituali sono tramandati di generazione in generazione, i mestieri di un tempo vengono preservati come tesori e le comunità si stringono ancora intorno ai simboli identitari. Dalle processioni con le grandi macchine a spalla (Patrimonio immateriale dell’umanità dell’unesco) alle feste che celebrano i prodotti del territorio, dalle antiche usanze del Carnevale di Romeno in Val di Non alla spettacolare ’ndocciata di Agnone in Molise, Convertini ascolta, osserva, raccoglie e restituisce un affresco vivente del Paese che resiste. Il racconto è arricchito da fotografie originali e testimonianze dirette di chi si impegna per valorizzare la memoria e le tradizioni. Come Antonino La Spina (presidente dell’Unione Nazionale Pro Loco d’Italia) che accompagna l’autore in questo itinerario, e come i tanti volontari che organizzano e animano le sagre, portando entusiasmo, passione e gioia nella condivisione. Un libro che è un invito a guardare al futuro senza dimenticare la bellezza del passato.
Di sole e di tempesta. Strumenti per educare alle emozioni e sostenere i bambini vittime di violenza assistita
Elena Buccoliero
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni La Meridiana
anno edizione: 2025
pagine: 142
L’attenzione crescente per la violenza familiare non può lasciare in ombra i bambini che ne sono testimoni, spesso depositari di un segreto spaventoso e, per questo, ancora più soli e indifesi. Aprire il dialogo nei luoghi in cui vivono (gli stessi di tutti i bambini: la scuola, i centri pomeridiani, la parrocchia...) è un modo concreto per mostrare che di violenza si può parlare. Un impegno che avvantaggia anche chi non la riceve: per imparare a riconoscerla – così da rifiutarla, domani, nelle proprie relazioni d’amore – e soprattutto per scoprire che la rabbia, la tristezza, la paura sono emozioni difficili da vivere ma sono anche le nostre migliori alleate, se sappiamo tradurle in consapevolezza, ascolto, vicinanza a chi è in difficoltà. Questo libro vuole aiutare educatori, insegnanti, psicologi e operatori sociali a rompere il silenzio, fornendo indicazioni teorico-metodologiche e strumenti concreti per lavorare in gruppo. Lo fa attraverso la favola illustrata "Papà di sole e papà di tempesta", che il lettore trova alla fine del libro, e 18 attività, suddivise in 3 piste di lavoro, di cui una tutta dedicata alla rabbia. Un materiale vivo e trasformabile, da reinterpretare e fare proprio attraverso la scrittura, il disegno e il teatro. Pagine che accompagnano grandi e piccoli in un viaggio di riconoscimento e trasformazione, dove parlare di violenza diventa il primo passo per prevenirla. Un libro per insegnanti, educatori, operatori sociali, adulti che hanno cura dei bambini e delle bambine.
Parole che servono. Lezioni di pubblicità per un mondo nuovo
Paolo Iabichino
Libro: Libro in brossura
editore: Apogeo
anno edizione: 2025
pagine: 176
Cosa significa scrivere pubblicità oggi? In un mondo governato da algoritmi, creatività generative, promozioni sempre più mirate, all’interno di media più frammentati, c’è ancora spazio per le idee, le storie, la relazione con chi sceglie un prodotto in base ai suoi valori e al suo modo di stare sul mercato? Ci troviamo a fare i conti con gli effetti di una rivoluzione sociale, culturale ed economica, ma soprattutto dobbiamo recuperare una relazione fiduciaria con le marche, i servizi e le istituzioni, per contrastare le emergenze che diventano sempre più conclamate e urgenti. In questo contesto, chi scrive pubblicità, chi lavora con i media, chi vuole lasciare un segno con il proprio lavoro deve imparare a usare le parole in modo diverso. Non è solo scrivere, è guardare il mondo con occhi nuovi, come fossimo alla regia di un film con un finale migliore di quello che si prospetta attraverso le storture di un mercato insostenibile. Spoiler: si può fare.
Abbecedario dei proverbi liguri. La saggezza degli antichi detti dalla A alla Z
Alessandro Guasoni
Libro: Libro in brossura
editore: Editoriale Programma
anno edizione: 2025
pagine: 232
In questo tempo di fake news, dove tutti sembrano ossessionati dalla ricerca delle “fonti”, i proverbi, questa “sapienza dei popoli”, sembrano però conservare un certo fascino. Non è facile spiegarne il motivo; essi si ammantano di una enigmatica autorevolezza, forse per il semplice fatto di essere il più delle volte composti da rime, da rudimentali assonanze e da una approssimativa forma metrica. Forse perché sembrano provenire dal passato, da quelli che il poeta genovese Edoardo Firpo chiamava “i tempi de lallette” (i tempi delle ziette), quando il rito borghese del tè (o del caffè) con i biscotti imponeva anche la rievocazione di vicende familiari e paesane, con corredo di commenti che si richiamavano appunto a proverbi e sagge massime. Troverete in questo Abbecedario una scelta abbastanza ampia di sentenze e modi di dire non solo genovesi, ma anche provenienti da tutta la regione.
Abolire l'impossibile. Le forme della violenza, le pratiche della libertà
Valeria Verdolini
Libro: Libro in brossura
editore: ADD Editore
anno edizione: 2025
pagine: 240
Valeria Verdolini analizza la storia della violenza, la parte che ha nelle istituzioni e i modi in cui si può presentare. La violenza fisica è soltanto l’aspetto più evidente del fenomeno, perché c’è un filo rosso che collega la storia della schiavitù alla nascita del capitalismo, il colonialismo alla costruzione dei confini, l’emarginazione degli ultimi alla nascita della cittadinanza. Abolire le prigioni, i confini, le polizie sono gli ambiti da cui Verdolini parte per allargare il discorso a nuove sfide politiche e sociali. Guardando alla storia delle abolizioni riuscite – la schiavitù negli Stati Uniti o i manicomi in Italia – si arriva al concetto di «abolizioni impossibili», ossia quelle strutture che perpetuano i meccanismi di oppressione: patriarcato, razzismo, proprietà, lavoro… Contro queste dinamiche apparentemente incrollabili si può fare qualcosa, ma la risposta chiede un duplice sforzo, culturale e operativo: l’ammissione del privilegio e l’impegno per costruire istituzioni altre. L’abolizionismo che ci racconta Verdolini si fonda sulla speranza e propone trasformazioni radicali, che sono ormai i due orizzonti indispensabili per la sopravvivenza della democrazia.
Fisiologia del gusto o meditazioni di gastronomia trascendente
Jean-Anthelme Brillat Savarin
Libro: Libro rilegato
editore: Slow Food
anno edizione: 2025
pagine: 400
Pubblicata nel 1825 la Fisiologia del gusto di Brillat-Savarin (1775-1826) – magistrato, scrittore e gourmet – rappresenta la prima riflessione moderna su uomo e cibo, il primo tentativo, pienamente riuscito, di dare all'arte della cucina e della tavola lo stato e la dignità di scienza. Scandito da una serie di Meditazioni sui principali temi dell'alimentazione e del convivio, il volume comprende altresì racconti, memorie e aneddoti, in un insieme che ne fanno una lettura piacevole. Un libro pionieristico, le cui tematiche sono divenute patrimonio della cultura occidentale, indispensabile per ogni cultore della tavola.
Cibaria. Curiosità, stranezze, riti intorno al cibo
Luigi Ferrando, Gabriele Pino
Libro: Libro rilegato
editore: Slow Food
anno edizione: 2025
pagine: 256
Le fantastiche illustrazioni di Gabriele Pino ci guidano in un percorso che tocca gli angoli più remoti del mondo così come le lande o città più note. Luoghi dove si producono o raccolgono alimenti dalle storie incredibili, che sembrano inventate ma che raccontano immaginifiche realtà. Un catalogo di stranezze che sono abitudini per alcuni, un repertorio di prodotti che vorrete assolutamente provare o che mai e poi mai vorreste trovarvi davanti. Si va dal fugu giapponese al rito del coprirsi il capo per mangiare gli uccellini ortolani; dal miele con proprietà psicotrope del Nepal all'Akutak dell'Alaska a base di balena, caribou, mirtilli e foglie; dal dolce Karidaki glyko a Cipro ai pregiati nidi di salangana della Thailnadia. Le 40 storie narrate da Ferrando con uno stile molto personale sono veri racconti, evocativi e coinvolgenti, si intrecciano con le immagini, fanno sognare esotismi lontanissimi o incredibilmente vicini. Un viaggio quasi psichedelico, che confonde e affascina, e del quale sarete orgogliosi di possedere una copia, da conservare gelosamente nella vostra libreria o in bella mostra in salotto.
Cose spiegate bene. Sono solo parole
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 272
Gli italiani non sono un popolo di allenatori della Nazionale (in questo numero di COSE Spiegate bene parliamo anche di frasi fatte e luoghi comuni) ma di linguisti: d’altronde non c’è niente che venga insegnato loro a scuola così a lungo quanto l’italiano, e non c’è niente che venga esercitato quotidianamente con tanta intensità. Si può capire che tendiamo a essere presuntuosi, sulla conoscenza dell’italiano e dei suoi usi. I social network, poi, hanno dato spazio a ricchi dibattiti, confronti, riflessioni, anche sulle stesse parole di cui li affolliamo. C’erano insomma ottime ragioni per dedicare COSE Spiegate bene a storie e spiegazioni che riguardano il linguaggio, con approcci prudenti e indulgenti e con molta carne al fuoco (espressione figurata: anche di queste ne abbiamo tante). Parliamo della lingua delle intelligenze artificiali, di quella dei tribunali, di quelle inventate dal cinema e dalla letteratura. Ma anche del vituperato schwa, del latino che usiamo e dei suoi equivoci, e di parole ed espressioni come «movida», «piuttosto che», «cringe», e di certe che non si possono dire. Di come mai diciamo «pronto?» quando rispondiamo al telefono, e di quando smettere di dire «buongiorno» e iniziare a dire «buonasera». Ricordando che «le parole sono importanti», ma anche che «sono solo parole». Con testi di Stefano Bartezzaghi, Marco Cassini, Chiara Galeazzi, Ilaria Padovan e della redazione del Post. A cura del Post e di Nicola Sofri. Illustrazioni di Luca Cannizzo.
L'invenzione del cuoco. Contro le bugie degli chef
Alberto Grandi
Libro: Libro rilegato
editore: Mondadori
anno edizione: 2025
pagine: 192
"Per molti secoli l'alimentazione degli italiani è stata segnata dalla scarsità e da una fortissima frammentazione territoriale. Il concetto stesso di 'cucina italiana' è, a ben vedere, un prodotto del Novecento. E lo è non solo per ragioni economiche e sociali, ma anche - e soprattutto - mediatiche. Alla fine delle mie ricerche posso dire che la cucina italiana è stata inventata dalla televisione a partire dagli anni Sessanta." Alberto Grandi, che insegna Storia dell'alimentazione all'Università di Parma, con questo saggio afferma due intuizioni storico-scientifiche, è la cucina che ha fatto gli italiani (e non viceversa) ed è la televisione che l'ha inventata e raccontata corredandola dei suoi archetipi: ricette, forchettate in diretta, nutrizionisti, chef con pose da star. Come è accaduto? Nell'Italia degli anni Sessanta, mentre è in via di esaurimento il boom economico, il cibo inizia a essere narrato, rappresentato, spettacolarizzato dai media, acquisendo una dimensione simbolica e pian piano un ruolo identitario: in breve gli italiani diventano anche quello che cucinano. In questa narrazione è la televisione a svolgere un ruolo decisivo, allevando schiere di consumatori secondo la leggenda che succulenti piatti regionali costituiscano da sempre il desinare quotidiano nelle poverissime mense dei contadini fino al dopoguerra, addirittura perfezionati e tramandati di madre in figlia. A partire dal mitico "Carosello", e poi attraverso trasmissioni e personaggi di variegata competenza, da Ave Ninchi a Luigi Veronelli fino ad Antonella Clerici o a Benedetta Parodi, la televisione contribuisce a creare un immaginario gastronomico condiviso e identitario, con la codificazione popolare di ricette, riti, regole e figure archetipiche che oggi noi consideriamo giustamente un patrimonio nazionale. Ciò che noi chiamiamo con orgoglio "cucina italiana", spiega Grandi, non è altro che la narrazione partecipata di un intero paese che verso la fine degli anni Sessanta si trova di fronte a una notevole disponibilità e varietà di prodotti alimentari e che, grazie a un innato talento per i fornelli e per la soddisfazione del gusto, la costruisce prima per il consumo interno, usando la tv, e poi la racconta in tutto il mondo con straordinaria efficacia e un pizzico di gastro-spocchia.
La lobby ebraica. Mito e realtà di un «potere forte» in Italia e nel mondo
Ferruccio Pinotti
Libro: Libro in brossura
editore: Ponte alle Grazie
anno edizione: 2025
pagine: 480
«Lobby ebraica» è un'espressione che ancora risuona di echi sinistri. Affrontiamo oggi una crescita dell'antisemitismo e di narrazioni complottiste, eppure vediamo l'enorme peso politico di Israele: proprio perciò la questione va indagata in modo rigoroso e documentato. È quanto si propone Ferruccio Pinotti nel suo nuovo libro, partendo dall'odio secolare verso gli ebrei per arrivare alle attuali condotte dello Stato di Israele. Sempre distinguendo tra fatti e mistificazioni, vengono analizzati i contributi e i rapporti della comunità ebraica nello scenario italiano, dal punto di vista finanziario, politico e culturale, per poi allargare la visuale fino alla politica globale di Israele: le ramificazioni delle sue agenzie di intelligence, le relazioni con gli Stati Uniti, il ruolo dell'intelligenza artificiale e delle criptovalute nel successo della sua economia, per finire con la penetrazione occulta dell'influenza ebraico-israeliana nei media di tutto il mondo. Per la prima volta, si traccia qui una mappa storica e contemporanea della presenza ebraica nei centri decisionali. Non ne emerge un complotto né un potere monolitico, semmai la capacità di una diaspora antica di costruire reti, di non disperdere il proprio capitale simbolico e materiale. Una confraternita non segreta ma discreta, che esercita un influsso spesso decisivo senza mai ostentare il proprio potere.
Influencer, creator e social media
Maria Angela Polesana
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2025
pagine: 216
È possibile spiegare la relazione tra follower e influencer alla luce di alcuni concetti quali comunità, celebrità, credibilità, influenza e autenticità. Il rapporto tra follower e influencer avviene in particolare all'insegna di quella ludicità che è un tratto caratterizzante delle comunità postmoderne. “Nonostante effettivamente, per alcuni aspetti, le figure dei creator e degli influencer tendano a sovrapporsi, è comunque utile e possibile operare delle distinzioni, tra cui la principale è che i creator creano contenuti. Gli influencer possono anch'essi crearne, ma fanno anche largo uso di contenuti prodotti da altri. Si cercherà dunque in questo libro di ragionare criticamente sui social media come luoghi di produzione di contenuti, di relazioni, di identità alla luce della ricca letteratura sul tema” (dall'introduzione dell'autrice). Con questa nuova edizione si aggiorna l'analisi approfondita e puntuale, già iniziata con la prima edizione, delle principali trasformazioni del fenomeno influencer, considerandone l'articolazione interna e le relazioni con la cultura partecipativa, il lavoro creativo e l'economia dell'attenzione. Il termine “influencer” è oggi largamente utilizzato nel discorso pubblico e mediatico, ma spesso in modo generico e stereotipato. Dietro questa etichetta si cela infatti una molteplicità di figure che, attraverso i social media, costruiscono visibilità e riconoscimento simbolico, influenzano consumi e comportamenti, e partecipano attivamente all'economia della cultura digitale. Tali figure agiscono come nodi strategici in un ecosistema ibrido, fatto di media tradizionali e piattaforme digitali, dove si mescolano visibilità, reputazione, contenuti, affettività e algoritmi. Accanto agli influencer tradizionali, si affermano oggi nuovi protagonisti della comunicazione online: icontent creator, che valorizzano competenze creative e progettuali, e ivirtual influencer, entità digitali che mettono in discussione le nozioni di autenticità, corporeità e presenza nei media. Esaminando con lucidità le caratteristiche di tutte queste figure, il volume ne identifica la centralità sociale, palesando anche la capacità dei media di riarticolare, come già diceva Joshua Meyrowitz, gli spazi della vita quotidiana, fondendo tra loro la dimensione pubblica e quella privata.

