Economia
La ricchezza delle nazioni
Adam Smith
Libro: Libro in brossura
editore: UTET
anno edizione: 2017
pagine: 1257
Che cos'è la ricchezza? Che cosa determina le sorti economiche di un individuo, di un'impresa, di una nazione? Molte delle risposte formulate negli ultimi duecento anni, anche quelle tra loro più lontane e confliggenti, sono state espressione di scuole di pensiero scaturite in un modo o nell'altro dalla "Ricchezza delle nazioni". Testo fondante dell'economia politica moderna, intesa come scienza dell'analisi dei fatti economici - via via più formalizzata e autonoma rispetto ai sistemi filosofici -, il capolavoro di Adam Smith è anche considerato alla base del liberismo moderno, l'ideologia che considera il mercato come unico efficiente meccanismo di allocazione delle risorse, motore naturale dell'economia e garanzia del suo benessere. Smith, osservatore attento della rivoluzione industriale, che stava prendendo piede in Gran Bretagna nella seconda metà del Settecento, è il primo e più importante interprete delle forze che in essa si dispiegano; dal loro studio, egli ricava gli elementi fondamentali di una teoria economica capace di interpretare il nascente capitalismo; elementi che verranno mutuati, criticati, rielaborati da tutti i modelli proposti nei secoli successivi per spiegare l'economia, le scelte politiche, la società.
L'austerità fa crescere. Quando il rigore è la soluzione
Veronica De Romanis
Libro: Copertina morbida
editore: Marsilio
anno edizione: 2017
pagine: 160
«Stop all'austerity» è lo slogan da anni sulla bocca di tutti: politici - al governo e all'opposizione -, giornalisti, economisti. L'intento è sempre lo stesso: far passare il messaggio che le misure d'austerità siano fallaci, e addirittura dannose, per conquistare facili consensi. Risolvere la crisi sarebbe a portata di mano, basterebbe tornare a spendere risorse pubbliche, riappropriarsi della sovranità. Ma è davvero così? E, soprattutto, il rigore è stato realmente applicato in questi anni in paesi come l'Italia o la Francia? Veronica De Romanis sgombra il campo dai pregiudizi smontando tutti gli argomenti contro l'austerità, riassumibili nei sei aggettivi che spesso l'accompagnano: eccessiva, recessiva, imposta, ingiusta, inutile e responsabile dell'ascesa di forze populiste. Con esempi concreti e dati alla mano, l'autrice ne mostra i due volti. L'austerità «buona», nelle parole di Mario Draghi, «prevede meno tasse e una spesa concentrata su investimenti e infrastrutture», fa crescere e infatti non ha impedito ai leader che l'hanno praticata di vincere, come in Lettonia e nel Regno Unito, o di ottenere la maggioranza dei voti, in Portogallo e in Spagna. Quella «cattiva», al contrario, privilegia l'aumento delle tasse a scapito di tagli della spesa improduttiva e può alimentare il populismo. Una lettura utile per capire se l'Europa è stata davvero «rovinata dall'austerità», come ebbe a dire Alexis Tsipras, o se questa non rappresenti invece un'occasione per una politica che voglia combinare al meglio responsabilità verso le nuove generazioni e solidarietà verso i soggetti più deboli. Un passaggio necessario, soprattutto per un'economia quale quella italiana, dove il debito dello Stato è percepito come un numero privo di significato, ma è invece una pesante ipoteca sul futuro dei giovani.
Economia comportamentale. Guida alla teoria della scelta
Erik Angner
Libro: Libro in brossura
editore: Hoepli
anno edizione: 2017
pagine: XII-324
Il volume di Erik Angner è un’introduzione rigorosa, ma scritta con uno stile accattivante, all’economia comportamentale, uno degli sviluppi più recenti delle scienze sociali che, avvalendosi anche dei risultati della psicologia cognitiva, approccia in modo innovativo il tema fondamentale del decision making. Partendo dalle basi della scuola economica neoclassica, Angner spiega chiaramente i concetti fondamentali di questa disciplina e ne illustra le intuizioni che vi stanno dietro. Numerose applicazioni tratte dal mondo del management e della politica pubblica, come pure dalla vita di tutti i giorni, mostrano in un’ottica multidisciplinare quanto l’economia comportamentale possa essere uno strumento fondamentale per le persone e per il decisore pubblico. Strutturato in 6 parti, il testo si articola in 12 capitoli: ogni coppia di capitoli affronta uno specifico argomento di teoria della scelta, il primo rimanendo nell’alveo dell’economia neoclassica e il secondo con i principali risultati dell’economia comportamentale, in una sorta di percorso parallelo che supera la visione conflittuale tra le due scuole di pensiero, i modelli tradizionali da un lato e le teorie dell’economia comportamentale dall’altro. La trattazione è intervallata dalla presenza costante di esercizi ed esempi che aiutano a seguire gradualmente lo sviluppo e la descrizione delle teorie. Il volume, rivolto agli studenti dei corsi di economia comportamentale e di microeconomia, è adatto anche a chiunque sia interessato a saperne di più sulla Behavioral Economics.
Il pianeta dei naufraghi. Saggio sul doposviluppo
Serge Latouche
Libro: Libro in brossura
editore: Bollati Boringhieri
anno edizione: 2017
pagine: 279
Migranti e relitti si inabissano ogni giorno nei nostri mari, con una progressione da ecatombe. I «naufraghi dello sviluppo» di cui Serge Latouche parlava ventisei anni fa, quando uscì la prima edizione del libro, divenuto un classico della decrescita, adesso hanno i volti degli oltre quindicimila esseri umani già risucchiati in cimiteri d'acqua. Non accade spesso che espressioni metaforiche - il naufragio, gli approdi dei sopravvissuti - si inverino tragicamente, sacrificando il possibile che racchiudevano alla realtà peggiore. Un esito tuttavia non imprevisto, quantomeno da parte di Latouche, che nel momento in cui l'Occidente presagiva i trionfi dell'incipiente globalizzazione consegnava a queste pagine un'analisi senza scampo della logica produttivistica e delle sue conseguenze nefaste, e al contempo si congedava dai miti messianici del terzomondismo. Ciascuna osservazione di allora conserva una «terribile attualità» ed è traducibile alla lettera nelle parole-chiave degli odierni obiettori di crescita, se si sostituiscono sviluppo con crescita e doposviluppo con decrescita. Spinti ai margini di tutto dalla tracotanza della modernità, i «naufraghi» raccolgono i Quarti Mondi degli esclusi dei Paesi ricchi e di quelli meno avanzati, e le minoranze autoctone a rischio di deculturazione. La loro forma di resistenza è affidata per intero alla «nebulosa dell'informale», ossia a pratiche economiche atipiche che generano reciprocità in quanto fatti sociali totali, secondo criteri estranei alle categorie del dinamismo industriale. Dai loro fragili laboratori di decrescita non nascono infatti né un capitalismo scalzo né uno sviluppo alternativo, ma prende vita quell'alternativa allo sviluppo che forse sarà in grado di scongiurare la catastrofe.
La grande scommessa
Michael Lewis
Libro: Copertina morbida
editore: Rizzoli
anno edizione: 2017
pagine: 332
Scommettere contro il sistema e guadagnarci. È quello che ha fatto un piccolo gruppo di speculatori visionari dopo aver intuito cosa stava succedendo sul mercato, ben prima dello scoppio della crisi mondiale nel 2008. Ne hanno approfittato, facendo a volte precipitare gli eventi e uscendone vincenti. "La grande scommessa" è la storia della crisi dal loro punto di vista. Personaggi fuori dagli schemi, "eroi" dai caratteri difficili, sconosciuti ai più ma fondamentali per capire che cosa è successo veramente. Una coppia di ragazzi partita con 100 mila dollari da un garage; un medico che gioca a investire a tempo perso nelle (pochissime) ore libere e divulga consigli finanziari in un forum; il trader arrogante che pensava di saperne una più degli altri, e che scoprirà di aver ragione. In comune, una certa "eccentricità" che li ha portati a non ascoltare il senso comune, la droga collettiva che spingeva tutto il resto del mercato a pensare che i rendimenti sui mutui e sui derivati non sarebbero mai finiti.
La quarta rivoluzione industriale
Klaus Schwab
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2016
pagine: 216
"Dal modo di lavorare e di condividere le informazioni al modo di affrontare crisi globali come la gestione delle risorse idriche e il cambiamento climatico, sarà la tecnologia a definire il futuro dell'umanità. Con "La quarta rivoluzione industriale" Klaus Schwab ci offre un eccellente quadro di riferimento per pensare a una tecnologia che sappia modellare una società futura in linea con i nostri più profondi valori umani". (L. Rafael Reif, Presidente del Massachusetts Institute of Technology). Supercomputer portatili e disponibili ovunque. Robot intelligenti. Veicoli autonomi. Aumento delle capacità cerebrali grazie alla neuro-tecnologia. Scrittura del codice genetico. Le innovazioni frutto di scoperte e ricerche scientifiche permeano già le nostre vite e sono al centro della vita pubblica. Klaus Schwab, fondatore e presidente esecutivo del World Economic Forum, è convinto che siamo tuttavia solo all'inizio di una trasformazione che modificherà radicalmente il modo in cui viviamo, lavoriamo e comunichiamo. Una trasformazione che Schwab non esita a definire quarta rivoluzione industriale. Le rivoluzioni industriali hanno in passato permesso all'uomo di non dover più dipendere dalla propria forza e da quella degli animali, rendendo possibile la produzione di massa e dotando milioni di persone di competenze digitali. La quarta rivoluzione industriale sarà invece caratterizzata dalla presenza di nuove tecnologie che, combinando sfera fisica, digitale e biologica, genereranno conseguenze in tutte le discipline e in tutti i settori economici e produttivi, arrivando a mettere in discussione persino il significato di "essere umano". I cambiamenti e le trasformazioni di questa nuova rivoluzione industriale produrranno grandi opportunità, ma anche, inevitabilmente, enormi rischi: l'incapacità di adattamento delle organizzazioni; le difficoltà da parte delle istituzioni ad adottare e regolamentare le nuove tecnologie; le criticità in termini di sicurezza generate da nuovi poteri; il possibile aumento delle diseguaglianze; la frammentazione della società. Schwab esamina e discute le principali conseguenze che la quarta rivoluzione avrà su governi, aziende, società civile e singoli individui, avanzando proposte per contenerne gli effetti negativi. L'analisi dell'autore si fonda sulla convinzione che la quarta rivoluzione industriale possa essere gestita nella misura in cui si svilupperanno forme di collaborazione capaci di superare i confini geografici e le delimitazioni settoriali e disciplinari. Prefazione di John Elkann.
Breve storia del pensiero economico
Alessandro Roncaglia
Libro
editore: Laterza
anno edizione: 2016
pagine: 336
Una ricostruzione del pensiero economico, dall'antichità classica ai giorni nostri. L'autore presenta con rigore e senza inutili tecnicismi tanto le opere dei grandi classici come Smith, Ricardo, Marx, Keynes, Schumpeter, Sraffa, quanto i contributi delle varie scuole, come i fisiocrati, i ricardiani, la scuola austriaca. Particolare attenzione è dedicata agli sviluppi più recenti, dal secondo dopoguerra all'inizio del terzo millennio. Un libro per tutti coloro che vogliono comprendere le radici dei dibattiti economici dei nostri giorni. Dietro le divergenze sulle scelte di politica economica, infatti, vi sono contrasti tra concezioni diverse dell'economia; gli stessi concetti-base, come valore, mercato, prezzo, equilibrio, assumono significati diversi nel contesto della concezione classica, marginalista, keynesiana.
Storia economica del mondo. Dalla preistoria a oggi
Larry Neal, Rondo Cameron
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2016
pagine: 540
Presentato in una nuova edizione profondamente rivista e aggiornata, il manuale delinea un panorama complessivo dello sviluppo economico mondiale, mettendo in relazione il progresso economico con un insieme di fattori relativi alla demografia, alle risorse, alle scoperte, alle istituzioni sociali.
Ripensare la sostenibilità. Le conseguenze economiche della democrazia
Roberto Mancini
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2015
pagine: 176
"Sviluppo sostenibile": è una formula in cui il sostantivo e l'aggettivo sono in lotta tra loro. Lo sviluppo infatti è inteso come figlio di una crescita illimitata, però questa diventa sostenibile solo se viene limitata per rispettare i vincoli posti dalla natura. La contraddizione tra economia ed ecologia resta irrisolta. Per sciogliere il nodo non bastano rimedi tecnici, occorre che siano ripensati il modello di economia e la forma della convivenza sociale. In tale ottica questo libro propone un'idea integrale di sostenibilità e la correla con quella di democrazia. Si delinea così il progetto di una società sostenibile, che è tale quando il suo ordinamento non offende la natura e non stravolge gli esseri umani. Per giungere a questa meta è imprescindibile l'impegno a costruire un'economia differente, concepita non più secondo il paradigma della produzione e del consumo in vista dell'accumulazione di capitale, bensì secondo il paradigma della cura del bene comune. Un'economia è davvero sostenibile quando sostiene equamente l'umanità intera e tutela gli equilibri naturali. La sostenibilità integrale riunisce il versante ambientale e quello antropologico, il quale si attua allestendo condizioni di vita che non disumanizzano persone e comunità. Il percorso del testo si apre evidenziando come l'economia vigente risulti insostenibile non solo sul piano ecologico, ma già agli occhi del giudizio etico.
Finalmente ho capito l'economia
Maurizio De Pra
Libro: Libro in brossura
editore: Vallardi A.
anno edizione: 2015
pagine: 280
Tutti abbiamo sentito parlare di macroeconomia, microeconomia, reddito, prezzi di mercato, inflazione, PIL... Ma come funziona esattamente l'economia? È inutile negarlo: ai non addetti ai lavori appare come una materia "misteriosa", piena di concetti astratti e di complesse formule matematiche. Grazie a questo volume, però, anche i meno esperti acquisiranno le basi teoriche, il linguaggio essenziale e gli strumenti indispensabili per poter ragionare sui principali fatti economici che influenzano la nostra vita e prendere le giuste decisioni per la gestione del bilancio familiare.
L'economia civile
Luigino Bruni, Stefano Zamagni
Libro: Libro in brossura
editore: Il Mulino
anno edizione: 2015
pagine: 135
Un bimbo che oggi nasce in Congo, o una bambina che nascerà in Europa tra vent'anni, hanno il diritto di porre domande sul nostro modello di sviluppo e sui nostri stili di vita, perché le nostre scelte di oggi stanno già modificando la loro vita, a volte in meglio ma altre in peggio. L'economia civile, di cui il libro illustra genesi e campi di applicazione, cerca risposte non fuori dall'economia di mercato ma all'insegna di un mercato diverso, "civile" dove le parole felicità, onore, virtù, bene comune, possono essere riscoperte proprio in chiave economica, lasciando spazio ad una prospettiva etica e non puramente individualistica.
Piccola enciclopedia precaria dai «Quaderni di San Precario»
Libro: Copertina morbida
editore: Agenzia X
anno edizione: 2015
pagine: 236
Venti anni di processi di precarizzazione del lavoro hanno raggiunto oggi l'apice con l'approvazione del Jobs Act del governo Renzi. In concomitanza con l'inizio di questo processo, Gilles Deleuze aveva detto che di fronte alle società di controllo, di cui questa Europa rappresenta il compimento, "non si tratta di piangere, né di sperare, bisogna solo trovare nuove armi". È quello che San Precario ha tentato di fare, dalle folgoranti rappresentazioni della soggettività precaria della Mayday, la parade del precariato europeo, alle piccole e grandi lotte sul territorio. Le nostre armi si costruiscono e si affilano con la parola dei precari e precarie, l'unica che può aiutarci a vivere - che non è sopravvivere - nella giungla del lavoro contemporaneo. È così che la rivista "I Quaderni di San Precario" ha inaugurato una Piccola enciclopedia precaria, di cui questo libro raccoglie i lemmi (da bioeconomia a trappola della precarietà) e invita a scriverne di nuovi. Insieme a una serie di analisi scelte, i testi qui presentati sono un condensato del punto di vista precario, che si propone di setacciare e utilizzare tutti gli strumenti, giuridici, teorici e conflittuali che conferiscano un posizionamento critico nei confronti dell'economia politica dominante, del mercato del lavoro e dell'espropriazione di tutto ciò che è (in) comune, dal sapere all'ambiente, dagli affetti alla creatività, dalla rete all'intelligenza.

