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Libri di Serge Latouche

Il pianeta dei naufraghi. Saggio sul doposviluppo

Il pianeta dei naufraghi. Saggio sul doposviluppo

Serge Latouche

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2017

pagine: 279

Migranti e relitti si inabissano ogni giorno nei nostri mari, con una progressione da ecatombe. I «naufraghi dello sviluppo» di cui Serge Latouche parlava ventisei anni fa, quando uscì la prima edizione del libro, divenuto un classico della decrescita, adesso hanno i volti degli oltre quindicimila esseri umani già risucchiati in cimiteri d'acqua. Non accade spesso che espressioni metaforiche - il naufragio, gli approdi dei sopravvissuti - si inverino tragicamente, sacrificando il possibile che racchiudevano alla realtà peggiore. Un esito tuttavia non imprevisto, quantomeno da parte di Latouche, che nel momento in cui l'Occidente presagiva i trionfi dell'incipiente globalizzazione consegnava a queste pagine un'analisi senza scampo della logica produttivistica e delle sue conseguenze nefaste, e al contempo si congedava dai miti messianici del terzomondismo. Ciascuna osservazione di allora conserva una «terribile attualità» ed è traducibile alla lettera nelle parole-chiave degli odierni obiettori di crescita, se si sostituiscono sviluppo con crescita e doposviluppo con decrescita. Spinti ai margini di tutto dalla tracotanza della modernità, i «naufraghi» raccolgono i Quarti Mondi degli esclusi dei Paesi ricchi e di quelli meno avanzati, e le minoranze autoctone a rischio di deculturazione. La loro forma di resistenza è affidata per intero alla «nebulosa dell'informale», ossia a pratiche economiche atipiche che generano reciprocità in quanto fatti sociali totali, secondo criteri estranei alle categorie del dinamismo industriale. Dai loro fragili laboratori di decrescita non nascono infatti né un capitalismo scalzo né uno sviluppo alternativo, ma prende vita quell'alternativa allo sviluppo che forse sarà in grado di scongiurare la catastrofe.
16,00

Il disastro urbano e la crisi dell’arte contemporanea

Il disastro urbano e la crisi dell’arte contemporanea

Serge Latouche

Libro: Libro in brossura

editore: Elèuthera

anno edizione: 2025

pagine: 104

In questa riflessione a tutto campo che riprende le considerazioni su arte e società di molti precursori della decrescita come Baudrillard o Castoriadis, Latouche analizza in parallelo il disastro urbano e l’insignificanza dell’arte, ripercorrendo le tappe di un declino che ha le medesime origini. Con la cosiddetta globalizzazione si è infatti assistito a una esplosione dell’urbano che è andata di pari passo con una omnimercificazione del mondo. Tutto è diventato commerciabile, persino il corpo umano, il sangue, i geni. Si è passati da una società che ha un mercato a una società di mercato, da una società che ha una crescita a una società di crescita che con la sua pervasiva artificializzazione della vita lacera il territorio, divora lo spazio, rode il senso dei luoghi, disintegra il tessuto sociale. È stata così distrutta ogni capacità di meravigliarsi, a favore di quella replica infinita dello stesso che è il segno distintivo dell’arte contemporanea. Ed è qui che il progetto della decrescita, con i suoi valori etici ed estetici, può fornire gli strumenti – e l’immaginario – per ricostruire non solo il tessuto locale e urbano, ma anche il senso del bello. E re-incantare il mondo.
14,00

Breve trattato sulla decrescita serena

Breve trattato sulla decrescita serena

Serge Latouche

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2008

pagine: 144

La decrescita - sostiene l'autore - non è la crescita negativa. Sarebbe meglio parlare di "acrescita", così come si parla di ateismo. D'altra parte, si tratta proprio dell'abbandono di una fede o di una religione (quella dell'economia, del progresso e dello sviluppo). Se è ormai riconosciuto che il perseguimento indefinito della crescita è incompatibile con un pianeta finito, le conseguenze (produrre meno e consumare meno) sono invece ben lungi dall'essere accettate. Ma se non vi sarà un'inversione di rotta, ci attende una catastrofe ecologica e umana. Siamo ancora in tempo per immaginare, serenamente, un sistema basato su un'altra logica: quella di una "società di decrescita".
13,00

La sfida della descrescita. Il sistema economico sotto inchiesta
10,00

Il ritorno dell'etnocentrismo. Purificazione etnica «versus» universalismo cannibale. Mauss. Volume Vol. 1

Il ritorno dell'etnocentrismo. Purificazione etnica «versus» universalismo cannibale. Mauss. Volume Vol. 1

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2003

pagine: 217

Questo volume è il primo di una serie che, a cadenza semestrale, proporrà in Italia, opportunamente scelti e integrati, i contenuti dei numeri monografici della « Revue du MAUSS » (Mouvement anzi-utilitariste dans les science, sociale,). Grazie all'impostazione che ha saputo dar loro il direttore Alain Caillé, i densi fascicoli della rivista uniscono la tempestività della pubblicazione periodica alla consistenza del libro, formula che si è pensato di riprodurre nel nostro paese, dove il movimento antiutilitarista si è appena costituito in associazione. In questo primo volume dell'edizione italiana della «Revue du MAUSS» viene affrontato il problema del ritorno dell'etnocentrismo che, soprattutto a partire dal 1989 (caduta del Muro di Berlino), si è tradotto nei paesi dell'Est e del Sud del mondo in episodi spesso sanguinosi di purificazione etnica. In questa situazione la tendenza al relativismo culturale ben presente alle origini del MAUSS anche attraverso il riferimento all'antropologia di Karl Polanyi e di Marshall Sahlins, deve prendere le distanze dal multiculturalismo euforico e irresponsabile che accompagna la mondializzazione. Senza per questo ricadere in un universalismo cieco che in definitiva imporrebbe la norma occidentale, apparentemente neutra - il mercato, i diritti dell'uomo - al resto del mondo, rivelandosi per quello che è: un paradossale etnocentrismo occidentale.
22,00

Giustizia senza limiti. La sfida dell'etica in una economia globalizzata

Giustizia senza limiti. La sfida dell'etica in una economia globalizzata

Serge Latouche

Libro: Libro rilegato

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2003

pagine: 281

Nelle prime due parti del libro Serge Latouche mette a confronto l'apologetica della società di mercato realizzata dalla scienza economica con l'ingiustizia del mondo che evidentemente svuota di contenuto ogni pretesa morale dell'economia. In quanto condividono il medesimo immaginario economico liberismo e marxismo sono oggetto della stessa critica radicale, che si estende alla degenerazione dello stato sociale di matrice socialdemocratica. Nella terza parte del libro Latouche abbozza i tratti di quel che potrebbe significare una società giusta nel contesto di un mondo devastato dall'economia, insieme unificato e diviso dal mercato.
22,00

L'altra Africa. Tra dono e mercato

L'altra Africa. Tra dono e mercato

Serge Latouche

Libro

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2000

pagine: 240

24,00

La sfida di Minerva. Razionalità occidentale e ragione mediterranea

La sfida di Minerva. Razionalità occidentale e ragione mediterranea

Serge Latouche

Libro: Libro rilegato

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2000

pagine: 183

Di fronte al rischio cui è costantemente esposta la nostra civiltà, a causa della proliferazione tecnologica e scientifica, l'autore si chiede se il comportamento razionale dell'uomo moderno che manipola la natura oltre ogni limite, sia veramente ragionevole. Chi conosce il pensiero dell'autore non può avere dubbi sul tenore della risposta; ma nuova è l'argomentazione che, rifacendosi alla tradizione greca, realizza un ritorno dalle rive oceaniche della grande avventura della modernità a quelle del Mediterraneo che di tale tradizione non solo è la culla ma anche la sede tuttora vitale.
14,00

L'invenzione dell'economia

L'invenzione dell'economia

Serge Latouche

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2010

pagine: XIX-279

Dall'autore del "Breve trattato sulla decrescita serena", ecco un saggio di interrogazione radicale sul terreno di una delle "invenzioni" cruciali della modernità. Come si è formato il nostro "immaginario economico", la nostra visione economica del mondo? Perché oggi vediamo il mondo attraverso i prismi dell'utilità, del lavoro, della concorrenza, della crescita illimitata? Che cosa ha portato l'Occidente a inventare il valore produttività, il valore denaro, il valore competizione, e a costruire un mondo in cui nulla ha più valore, e tutto ha un prezzo? Serge Latouche ritorna qui alle origini di questa economia che i primi economisti definivano la "scienza sinistra", e articolando la sua argomentazione in prospettiva storico-filosofica, mostra come si è plasmata la nostra ossessione utilitarista e quantitativa, e ci permette così non solo di gettare uno sguardo nuovo sul nostro mondo, ma soprattutto di affrontarne la sfida sul piano di valori davvero fondamentali come libertà, giustizia, equità.
18,00

L'invenzione dell'economia. L'artificio culturale della naturalità del mercato

L'invenzione dell'economia. L'artificio culturale della naturalità del mercato

Serge Latouche

Libro: Libro in brossura

editore: Arianna Editrice

anno edizione: 2009

pagine: 168

I saggi pubblicati in questo volume indagano l'origine delle categorie e delle rappresentazioni economiche moderne tra XVII e XVIII secolo. Con questa ricerca storica si chiarisce come l'umanità contemporanea sia ossessionata dalla produttività, dal consumismo e dal concetto di crescita illimitata. Serge Latouche dimostra il carattere artificiale e innaturale dell'economia. L'economia viene "inventata" solo da un certo punto in poi della storia e si impone attraverso l'immaginario economico, l'utilitarismo e il mercato. Latouche pensa che nel pensiero dell'Occidente moderno, la ragione sostituisca del tutto la saggezza e diventi "razionalità calcolante" ovvero calcolo economico. Quando ci si occupa di esseri umani, osserva Latouche, la razionalità strumentale e calcolante (che può funzionare per acquistare in borsa), non basta più, perché si ha a che fare con dei valori: libertà, giustizia, equità. Un libro fondamentale per capire la modernità e affrontare la postmodernità.
12,95

Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita

Come si esce dalla società dei consumi. Corsi e percorsi della decrescita

Serge Latouche

Libro: Libro in brossura

editore: Bollati Boringhieri

anno edizione: 2011

pagine: 205

Latouche riprende qui tutti i principali temi e le argomentazioni della sua riflessione sulla necessità di abbandonare la via della crescita illimitata in un pianeta dalle risorse limitate. Non si tratta, a suo giudizio, di contrapporre uno sviluppo buono a uno cattivo, ma di uscire dallo sviluppo stesso, dalla sua logica e dalla sua ideologia. Per questo è anzitutto necessario "decolonizzare l'immaginario", un compito di portata storica in cui si rivela essenziale il dialogo con i maestri della tradizione "libertaria", da Ivan lllich ad André Gorz e Cornelius Castoriadis. La stessa crisi attuale può essere vista, secondo Latouche, come una "buona notizia", se servirà ad aprire gli occhi sulla insostenibilità del "progresso" che l'Occidente ha realizzato fin qui. Per Latouche, infatti, la via della decrescita serena passa in primo luogo per una presa di coscienza del fatto che lo sviluppo è un'invenzione dell'uomo, e che il rapporto tra uomo e natura può essere rimodellato in una dimensione "conviviale", nel rispetto della legge dell'entropia e all'insegna di quella che egli chiama "opulenza frugale": meno consumi materiali e più ricchezza interiore, meno "ben essere" e più "ben vivere".
16,00

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