Effigie
Due soldati
Mino Milani
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 100
Da ragazzo, Mino Milani ha sentito parlare della Grande guerra da un uomo che oggi, fosse vivo, avrebbe centovent'anni. Si chiamava Carlo e di guerra non parlava volentieri. A ventidue anni s'era trovato nell'inferno dell'Ortigara (52a divisione alpina, 12.633 tra morti, feriti e dispersi in 18 giorni di battaglia) e in tempo di trincea aveva mangiato pane e terra e respirato puzza di cadavere, prima di poter annotare sul suo diarietto, il 3 novembre 1918: "Dio, com'è grande e bella la vittoria". Cattolico fervente era stato contrario alla guerra, ma quando gli avevano detto che era suo dovere combatterla, l'aveva combattuta, mettendocela tutta. Scrive Mario Silvestri nel suo memorabile Isonzo 1917: "La viltà di pochi non faceva che mettere in risalto il coraggio dei moltissimi". Quell'uomo, classe 1895, padre di Mino, nell'ltalietta buonista d'oggi - che si coccola e si compiace di quei pochi sarebbe un incompreso o forse un emarginato. Suo figlio, oggi noto scrittore, ha scritto questo racconto pensando ai "moltissimi": la storia di un mazziniano interventista e di un "ragazzo del '99".
Le regole del viaggio
Andrea Gibellini
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 45
"'Le regole del viaggio' di Andrea Gibellini sono un passaggio definitivo verso quella consapevolezza poetica d'immagini liriche che aveva caratterizzato i suoi due precedenti libri 'Le ossa di Bering' e 'La felicità improvvisa'. Qui una sfasatura temporale di situazioni poetiche entra nelle regole della vita di ognuno di noi e determina un orizzonte di sguardi che sfuggono, con orgoglio e ironia, dalla stasi dell'ordinario. La lingua della poesia, nel contatto con la natura e con i suoi colori, nella scoperta di un evento poetico, a volte pare ancora di più affilarsi con un incedere metallico: è l'istante, la sua incandescente ed essenziale promessa che dovrebbe resistere ad ogni cosa avversa, la vera sfida di questa poesia. Il paesaggio che sappiamo emiliano, di fiumi e di pianure e di brevi colline all'orizzonte, assume contorni quasi fantastici; gli animali che lo abitano diventano esseri con manifestazioni preveggenti. Si richiamano i nomi di poeti, Brecht, Fortini, Bandini, fino al più giovane Remo Pagnanelli, come fossero i Lari magici di un percorso poetico, di un viaggio che non vuole vedere, con istintiva ostinazione (e chi è la figura-persona che intesse i versi sempre in caccia di una sorgente emotiva...), la propria fine."
Frocio e basta. Pasolini, Cefis, Petrolio
Carla Benedetti, Giovanni Giovannetti
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 455
"Questo libro racconta il doppio depistiggio che si è dispiegato attorno all'omicidio di Pasolini: uno volto a sviare le indagini, l'altro a tenere nascosti alcuni contenuti-chiave di 'Petrolio', il romanzo che Pasolini stava scrivendo quando fu ucciso. Quel brutale massacro resta perciò uno dei buchi neri nella notte repubblicana e una delle vergogne della cultura italiana, che per tanti anni ha accreditato la ricostruzione ufficiale del delitto. Pasolini viene ucciso probabilmente per la medesima ragione del giornalista Mauro De Mauro, fatto sparire nel 1970. Erano andati entrambi troppo vicino alla verità sull'omicidio di Mattei e si preparavano a divulgarla, accusando Eugenio Cefis, successore di Mattei alla presidenza dell'Eni e presunto fondatore della P2. Pasolini fa di Cefis un personaggio centrale di 'Petrolio', che incarna in modo esemplare la 'mutazione antropologica della classe dominante' e l'avvento di quel nuovo Potere finanziario e multinazionale che ci ha condotti alla cattiva società di oggi, corrotta e di ceto. Egli intendeva inserire nel cuore del romanzo alcuni discorsi di Cefis, che avrebbero raccontato con chiarezza ciò che stava accadendo in Italia. Quei discorsi erano tra le carte di 'Petrolio', ma i curatori dell'edizione postuma non hanno ritenuto opportuno inserirveli."
La trama vivente
Claudio Borghi
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 92
"Il mondo che ricorda Claudio Borghi è un mondo primario, un'unità originaria che si vede continuamente, dolorosamente frammentata. Esiste una fusione, amniotica o divina. O meglio, preesisteva. E l'esistere, con la propria multiformità, con la sequenza pur gioiosa delle nascite: divide. Diabolicamente, nel senso etimologico ... L'esperienza di una fusione originaria è stata possibile qui, sulla terra, durante il tempo atemporale - e dunque vero - dell'infanzia. Poi, siamo in esilio: la cosa nuda è andata smorendo, sono venuti in luce i particolari, gli istanti, le perdite e la nostalgia, la linea retta delle cronologie, i meri fatti umani. Siamo caduti nello spazio e nel tempo... Ma, nel frattempo che chiamiamo vita, come sistemare il nostro sguardo adulto di fronte al mondo delle cose scisse? Borghi gira intorno il pensiero cercando bagliori dell'unità perduta, intuizioni del bene originario, di quando tutto e tutti fummo uno. Probabilmente senza tempo e luogo. Probabilmente senza pensiero. Che il pensiero è il danno che ci è dato. E che noi agiamo quotidianamente. Poi, per lampi, visioni, intuizioni: ricordiamo. Per momenti improvvisi, non per domande: sappiamo. Spesso chiamiamo Dio questa sapienza, questa memoria, la luce bianca o d'oro che percepiamo. Ma è una convenzione, è per rifarci a una storia nota, già scritta da altri, che ci rende ragione del nostro dolore." (Maria Grazia Calandrone)
Io e tu
Cesare Vitali
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 117
Un'inossidabile storia d'amore. Musica, libri, viaggi e teatri. Una storia forse regolare, forse coraggiosa. Io e Tu sono ragazzi negli anni Settanta. II loro è un meraviglioso colpo di fulmine, e non si attenuano col tempo complicità, affetto e passione. Dopo quasi quarant'anni un altro fulmine di altra e diversa natura: "Loris se ne va con la leggerezza di un soffio di vento". L'impellenza di elaborare il lutto, la necessità di trattenere il ricordo, porta il suo compagno a ripercorrere i tanti avvenimenti a cavallo del secolo. Cesare Vitali racconta in primis a se stesso, la vita di questa forse straordinaria - coppia omosessuale, accompagnando il lettore con aneddoti dal loggione della Scala a da spiagge tropicali, ma anche dal divano di casa. Testimoniando di incontri amicali a di impegno civile, ci porta a nuove e più ampie riflessioni sul significato dell'essere umani.
Oracoli che sbagliano. Un dialogo sugli antichi e sui moderni
Carla Benedetti, Maurizio Bettini
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 194
C'è qualcosa nelle antiche civiltà greca e romana che può avere un valore per noi oggi? Da questa domanda si avvia il dialogo tra Maurizio Bettini, studioso del mondo antico, e Carla Benedetti, studiosa del mondo contemporaneo. Sotto gli alberi del campus dell'università di Berkeley passano in rassegna modi di pensare e di agire che l'evoluzione moderna ha scartato, ritenendoli superati. Eppure potrebbero aiutarci a correggere le nostre mentalità, in apparenza più evolute, o forse soltanto più irrigidite e astratte. Si mettono a confronto gli oracoli e i sondaggi; l'onirocritica e la psicoanalisi, con i loro modi opposti di leggere i sogni; la pluralità degli dèi e il dio esclusivo dei monoteismi, causa di conflitti che gli antichi non conoscevano; cosa sia per noi la depressione e cosa fosse per i romani. Si parla di natura umana, che per noi è immutabile, mentre era molto più fluida per gli antichi, tanto da ammettere la metamorfosi. Queste e tante altre potenze dimenticate si riaffacciano con intatta freschezza, offrendoci prospettive inattese e benefiche.
Mal di fuoco
Jonny Costantino
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 187
"Il cuore umano è una stella di sangue". Cosa accadrà alla Terra quando il Sole sarà morto? Come ci difenderemo dal freddo e dal buio? Dove attingeremo senso e risorse per continuare a vivere? Mal di fuoco prefigura questo scenario e cerca risposte nel fuoco. Il fuoco che arde nel cuore del pianeta e dei corpi. Tra fantascienza e sottosuolo, questo libro scorticato ci proietta nel futuro per calarci nel profondo della condizione umana. Tra romanzo e aforisma, questo libro sui generis si frantuma in una pluralità di voci dalle quali affiora, per rifrazione, la singolarità della visione dell'autore. Tra visionarietà presocratica e parabola eretica dell'avvenire, "Mal di fuoco" è un viaggio nella tenebra che dobbiamo attraversare. "Siamo fatti a somiglianza della notte". "Mal di fuoco" ha ispirato le immagini di Nicola Samorì contenute nel libro.
Nel nosocomio
Rosaria Lo Russo
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 90
Allegoria svelatamente scoperta dell'Italia contemporanea, Nel nosocomio restituisce, non troppo metabolizzata, l'allucinazione kafkiana di un Paese per vecchi, la protervia disgustosa della volgarità e dell'ignoranza al potere, dove l'amore per la bellezza è svanito nei vapori goduriosi di quei centri di wellness teledipendenti che hanno sostituito ogni forma civile di aggregazione sociale, dove l'eterna giovinezza apparente del vecchiume imperante uccide ogni giorno i giovani, con lo scippo e lo stillicidio del loro e nostro non futuro. "Nel nosocomio" è una tragedia classica negata, mira dritto ad una catarsi impossibile, ogni suo pezzetto è un gesto verbale apotropaico contro un orrore privo di ogni sia pur minimo fascino konradiano, l'orrore della vita affogata nel trash, parodia del kafkismo novecentesco decaduto a ridicolo. Nella terza parte, "Dal dormitorio", si alzano sparute voci di strazio, l'esaltazione disperata che tenta un parziale riscatto nelle repliche di una antologia di Spoon River glocalizzata e alla portata di una audience da successi pop. "Nel nosocomio" è il frutto atroce del lutto, del lutto per tutto, e anche del rutto per tutto.
Altrove
Paolo Mastroianni
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 106
Sei storie dallo scenario del mondo "globale", ambientate qua e là, nel Casertano, o a Budapest, o a Londra. Ne sono precari protagonisti tipi umani di ogni razza ed età (anche bambini) che, soffocati dallo squallore di una vita senza speranze, a malapena riescono a domandarsi come sarebbe vivere altrove. E le storie si intrecciano, i personaggi - come per una capricciosa regia del destino - si sfiorano e si incontrano in un quadro animato e policromo. Dalle collocazioni e dalle date accertate degli "aggiornamenti biografici" che chiudono (e insieme dilatano) il libro, tutto induce a pensare che le storie siano vere, che l'autore le abbia raccolte dal vivo, con affetto partecipe, fossero tragiche o malinconiche, grottesche o malavitose. In questa sua prima opera narrativa, Paolo Mastroianni si dimostra capace di penetrare e raccontare la realtà polimorfa dei nostri tempi, annodandone le fila con saggezza, in assenza di ogni giudizio.
La mia Africa. Ediz. italiana e inglese
Antonio Scolari
Libro: Copertina rigida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 349
Il titolo "La mia Africa" - come appare evidente non appena si inizia a sfogliare il libro - non ha nulla a che vedere con il famoso romanzo autobiografico della scrittrice danese Karen Blixen reso ancora più famoso dall'omonimo film di Sydney Pollack del 1985. Questo libro non è un'autobiografia per immagini delle esperienze africane dell'autore. Vuole essere, invece, una professione di umiltà. Vuole significare l'impossibilità per chiunque (anche per chi, come lui, è stato in Africa 22 volte) di comprendere la realtà di un continente così vasto, multiforme e, per di più, in continua evoluzione. Queste fotografie, perciò, non sono l'Africa, sono solo infinitesimi frammenti di Africa, impressioni di viaggio, intuizioni emotive, momenti irripetibili e simbolici come sono stati vissute dall'autore - in quel momento e in quel luogo - espressi attraverso lo strumento fotografico. Istanti congelati di una realtà esterna che entra in risonanza con la realtà interna di colui che li coglie. Sono insomma, l'Africa "sua" e di nessun altro, ma anche, insieme - e questo è il mistero della fotografia che attinge a certi livelli - paradossalmente, anche la "nostra" Africa, l'Africa di noi che vediamo queste immagini e riviviamo, a nostra volta, attraverso la mediazione delle immagini, le emozioni che l'autore ha vissute.
Un dialogo infinito. Note in margine a un massacro
Massimo Rizzante
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2015
pagine: 258
Octavio Paz ha detto una volta: "Ho scritto e scrivo perché intendo la letteratura come un dialogo con il mondo, con il lettore e con me stesso - e il dialogo è tutto il contrario del rumore che ci nega e del silenzio che ci ignora. Ho sempre pensato che il poeta non è solo colui che parla, ma colui che ascolta". La parola scritta, infatti, è un bambino che dorme e soltanto quando si dialoga il bambino riapre gli occhi. Che cosa può fare la critica letteraria se non aprire gli occhi sul mondo e dialogare con le opere? Negli ultimi vent'anni Massimo Rizzante è stato in molti luoghi e ha scritto su autori di molti paesi, dall'Islanda al Maghreb, dall'America Latina all'Europa centrale, dal Giappone alla Grecia. Nel libro il lettore potrà vagabondare liberamente tra le opere di Saramago, Fuentes, Kundera, Oe, Goytisolo, Bergsson - che l'autore ha incontrato e con cui ha dialogato -, o fermarsi ad ascoltare le voci più lontane ma sempre presenti di Kafka, Nabokov, Eliade, Andric, o di poeti tanto dimenticati quanto essenziali come Oscar V. de Lubicz Milosz, Lamborghini, Crnjanski, Kachtitsis... Oggi, secondo l'autore, non basta concepire la storia della letteratura in modo sovranazionale: bisogna tener conto dell'albero genealogico che ogni artista fa crescere e ramificare dalla sua opera e dalla sua immaginazione. Soltanto così la Storia e la storia della letteratura ci saranno restituite in modo non solo più legittimo, ma più profondo.
Storia ingrata
Mino Milani
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2015
pagine: 108
Uno studente in Farmaceutica con molte assenze, "sighnorine belle ciccione" e una vedova gentile che gestisce una pensione... Tra cortili fioriti e acciottolati lindi Melchiorre Ferrari si misura con questi e altri ben più inquietanti personaggi, durante un'insolita indagine, in cui si trova a leggere lettere profumate e sgrammaticate, ma anche altre lettere senza profumo e molto ben scritte. L'Imperial Regio Commissario, frastornato anche da altri odori assai più sgradevoli, svolge il suo compito e scopre verità scomode. Con i suoi metodi poco ortodossi - che "dovrebbero insegnarli anche a Vienna" - riuscirà Melchiorre a mettere il punto finale a questa storia, per lui troppo ingrata? Riuscirà il Commissario ad assicurare alla giustizia i responsabili dei terribili e incomprensibili accadimenti?

