Libri di Giovanni Giovannetti
Ritorno a Danzica. Vent'anni dopo
Giovanni Giovannetti, Agnieszka Sowa
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2004
pagine: 77
Un racconto dei retroscena degli scioperi nel Baltico che nell'agosto del 1980 cambiarono il volto dell'Est europeo. Una pacifica rivoluzione operaia in un paese socialista che, iniziata in sordina e sottovalutata da tutti, segnò l'inizio del crollo dell'impero sovietico. Questo libro rivisita quei luoghi a distanza di vent'anni, ricostruendo le storie dei protagonisti e gli esiti attuali. Danzica è oggi una città senza fabbriche né navi e la spinta benefica di Solidarnosc si è dissolta col tempo. Cosa sono oggi i polacchi? E come si raccontano gli operai protagonisti di qualla stagione di lotta?
Genti di Po e Ticino. I mestieri della tradizione fluviale
Giovanni Giovannetti
Libro
editore: Effigie
anno edizione: 2023
pagine: 224
Sprofondo Nord
Giovanni Giovannetti
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2011
pagine: 126
In una tranquilla città lombarda, un mattino d'estate scattano le manette per un agiato imprenditore edile, per un defilato avvocato tributarista e per il direttore sanitario Asl. Accusati di associazione a delinquere di stampo mafioso, l'imprenditore Franco Bertucca è indicato come il locale capo della 'ndrangheta; l'avvocato Pino Neri accusato di sedere là in alto ai vertici lombardi dell'organizzazione criminale, e l'odontoiatra Carlo Antonio Chiriaco di mantenere fondamentali entrature nella malapolitica. Emerge così la "mutazione della classe dominante" - per dirla con Pasolini - la contiguità tra il sistema illegale politico-affaristico e quello criminale della moderna borghesia mafiosa al nord. Sorpresi mentre irridono le norme civili: scarti minimi, come il mancato rispetto delle regole, o sotterranei, come la compra del consenso, che incrinano il tessuto democratico fino a dargli progressivamente scacco.
Comprati e venduti. Ladroni a casa nostra. Il «sistema Pavia»
Giovanni Giovannetti
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2013
pagine: 201
Nulla è più antipolitico della corruzione morale e materiale di quella classe dirigente locale e nazionale che, secondo la Corte dei Conti, costa al Paese non meno di 60 miliardi d'euro l'anno - una tassa occulta di 1.000 euro per ogni italiano, neonati inclusi. Una grave malattia, di cui Pavia è eloquente metastasi. Nella ridente cittadina lombarda, qui elevata a paradigma politico-morale del Paese, per anni si è assistito ad un vero e proprio assalto dei beni comuni e ad un'altrettanto sistematica e occulta irrisione delle norme civili, a partire da quelle più elementari. Tutto questo inconsapevolmente suffragato dal laissez-faire dei media e di buona parte della società civile. Scarti minimi, come il mancato rispetto delle regole, o sotterranei, come la compra del consenso di giornali radio e tivù attraverso la pubblicità hanno elevato l'arbitrio a norma, incrinando il tessuto democratico, dandogli progressivamente scacco.
Indagine su Leonardo. Pavia, Vigevano, il Ticino e l'università
Giovanni Giovannetti
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2015
pagine: 275
Chi è davvero Monna Lisa? Quell'enigmatico sorriso potrebbe appartenere a Isabella d'Aragona, a Pavia dal 1488 al 1497; lo comproverebbero i simboli della casata Sforza, ben visibili sull'abito eppure sino ad ora elusi. Leonardo avrebbe dipinto il ritratto ufficiale della duchessa proprio al Castello Visconteo, tra colonne solo abbozzate nell'incompiuto quadro al Louvre ma ben visibili, ad esempio, nella "Vernon Gioconda" (è negli Stati Uniti) e nell'"Isleworth Mona Lisa" (è in Svizzera). Entrambe queste versioni sembrano precedere la Gioconda parigina. Anche il disegno dell'Uomo Vitruviano - simbolo grafico del nostro tempo (è ovunque, anche sulla moneta italiana da un euro) - trova maturazione a Pavia nel 1490, col protrarsi del soggiorno di consulenza sull'erigendo Duomo pavese. A Pavia Leonardo rende migliore la vita all'infelice Isabella (un'intesa forse più che intellettuale). Rimira l'antico monumento equestre del Regisole ("di quel di Pavia si loda più il movimento che nessuna altra cosa. L'imitazione delle cose antiche è più lodevole che le moderne"), prendendolo infine a modello del mai concluso "gran cavallo" in onore di Francesco Sforza. E quando appunta la sua avveniristica "città ideale" prende spunto da una piacevole città "vissino a uno fiume", disegnandola attraversata da canali a convergere nel "Tesino". A Vigevano, tra il 1493 e il 1494 Leonardo prosegue la bonifica dei terreni paludosi presso la cascina Sforzesca...
Frocio e basta. Pasolini, Cefis, Petrolio
Carla Benedetti, Giovanni Giovannetti
Libro: Copertina morbida
editore: Effigie
anno edizione: 2016
pagine: 455
"Questo libro racconta il doppio depistiggio che si è dispiegato attorno all'omicidio di Pasolini: uno volto a sviare le indagini, l'altro a tenere nascosti alcuni contenuti-chiave di 'Petrolio', il romanzo che Pasolini stava scrivendo quando fu ucciso. Quel brutale massacro resta perciò uno dei buchi neri nella notte repubblicana e una delle vergogne della cultura italiana, che per tanti anni ha accreditato la ricostruzione ufficiale del delitto. Pasolini viene ucciso probabilmente per la medesima ragione del giornalista Mauro De Mauro, fatto sparire nel 1970. Erano andati entrambi troppo vicino alla verità sull'omicidio di Mattei e si preparavano a divulgarla, accusando Eugenio Cefis, successore di Mattei alla presidenza dell'Eni e presunto fondatore della P2. Pasolini fa di Cefis un personaggio centrale di 'Petrolio', che incarna in modo esemplare la 'mutazione antropologica della classe dominante' e l'avvento di quel nuovo Potere finanziario e multinazionale che ci ha condotti alla cattiva società di oggi, corrotta e di ceto. Egli intendeva inserire nel cuore del romanzo alcuni discorsi di Cefis, che avrebbero raccontato con chiarezza ciò che stava accadendo in Italia. Quei discorsi erano tra le carte di 'Petrolio', ma i curatori dell'edizione postuma non hanno ritenuto opportuno inserirveli."
Pédé, et c’est tout. «Pétrole» ou le dessous cachés du meurtre de Pasolini
Carla Benedetti, Giovanni Giovannetti
Libro: Libro in brossura
editore: Éditions Mimésis
anno edizione: 2017
pagine: 185
Com'è bella l'avventura. Biografia per immagini
Mino Milani
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2018
pagine: XII-672
Con Salgari, Mino Milani è il maggiore narratore d'avventura e di mistero del Novecento italiano. Poliedrico autore di romanzi, libri di storia e sceneggiature per fumetti, i suoi avvincenti racconti hanno corroborato l'immaginario di più d'una generazione, tanto da farne un "classico" della letteratura italiana del nostro tempo. Milani ha sempre mostrato di accettare ogni sfida con professionale rigore. Dal 1953 al 1977, per il "Corriere dei Piccoli", poi ribattezzato "dei Ragazzi", è stato tra i più felici inventori di storie e personaggi, scrivendo un numero impressionante di soggetti, adattamenti, sceneggiature per fumetti (ci sono vere e proprie pietre angolari della graphic novel italiana, come Il "Dottor Oss" e "Il Maestro"), feuilleton, commedie e altre narrazioni a sfondo storico, fantastico o realistico, indifferentemente. Dei suoi anni al "Corrierino" e delle successive collaborazioni ad altre testate - come il "Messaggero dei Ragazzi", articolazione quest'ultima del padovano "Messaggero di Sant'Antonio" - Come è bella l'avventura offre una meditata sintesi, nella parte illustrata di questo volume e negli approfondimenti finali di affermati studiosi come Luigi Casali, Pier Luigi Gaspa, Giorgia Grilli, Franco Piccinini e Fernando Rotondo. Consapevoli, lo ha detto Gianni Rodari, che i protagonisti di Milani non sono e non si presentano mai come compagni di gioco, ma come compagni di vita.
L'uomo e una bestia
Leonardo da Vinci
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2019
pagine: 201
Come ha scritto Carlo Vecce, queste pagine di Leonardo sono una «inesauribile miniera di notizie fantastiche e meravigliose sospese tra scienza e magia, e di considerazioni morali sull'uomo e sul suo rapporto con la natura». Nel primo dei tre quadernetti che compongono il Manoscritto H, Leonardo si dilunga in quello che potremmo definire uno studio di psicologia comparata tra umani ed altri animali, reali o immaginari, presi a simboli morali o limitandosi a una descrizione di carattere morfologico. Sono compilazioni in gran parte attinte dalla "Naturalis historia" di Plinio il vecchio (77-78 dopo Cristo) e rielaborate, scrive ancora Vecce, «con un originale metodo di scrittura che procede simultaneamente con la condensazione delle immagini e la riduzione in una prosa scorciata simile a quella delle favole brevi» dell'altrettanto amato Esopo. Conclude il libro la riproposta del prezioso saggio ottocentesco di Gerolamo Calvi sul Manoscritto H, ormai introvabile. Introduzione di Giovanni Giovannetti.
Bananopoli. Una dimentica memoria civica
Giovanni Giovannetti
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2020
pagine: 160
In una ridente cittadina lombarda, qui elevata a paradigma politico-morale del Paese, per anni si è assistito ad un vero e proprio assalto dei beni comuni e ad un'altrettanto sistematica e occulta irrisione delle norme civili, a partire da quelle più elementari. Tutto questo inconsapevolmente suffragato dal laissez-faire dei media e di buona parte della società civile. Scarti minimi, come il mancato rispetto delle regole, o sotterranei, come la compra del consenso di giornali radio e tivù attraverso la pubblicità hanno elevato l'arbitrio a norma, incrinando il tessuto democratico, dandogli progressivamente scacco.
Il tamburo di lotta. Polonia, la parabola di Solidarnosc
Giovanni Giovannetti
Libro: Libro in brossura
editore: Effigie
anno edizione: 2020
pagine: 288
Ecco alcuni retroscena degli scioperi del Baltico nell'agosto 1980, che cambiano il volto dell'Est europeo. Una pacifica rivoluzione operaia in un Paese socialista: iniziata in sordina via via sfugge di mano un po' a tutti – a Walesa che spinge per un accordo sindacale, al partito che ha sottovalutato la protesta sociale, all'Unione Sovietica, che non può ricorrere a un'altra invasione. Il declino della Russia comunista passa per Danzica: negli anni a seguire, con un effetto a catena, a Ovest dei cantieri Lenin cade un muro, a Est cade un impero. Questo libro rivisita quei luoghi e ricostruisce le storie dei protagonisti e gli esiti attuali.