SE: Testi e documenti
Thomas l'impostore
Jean Cocteau
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 112
«Un ammasso di cavalli di frisia e filo spinato bloccava il passaggio. Per passare a sinistra, bisognava immergersi nell’acqua fino alle cosce. Guillaume scelse la destra. Sbucò su terraferma, rallegrandosi per la totale assenza di razzi illuminanti, ma quando si fermò, di fronte a lui, a una certa distanza, si distingueva la sagoma di una pattuglia nemica. Quella pattuglia vedeva Guillaume ma non si muoveva. Credeva di essere invisibile. Il cuore di Guillaume batteva forte, con colpi sordi, come il martello di un minatore nel fondo di una miniera. L’immobilità divenne intollerabile. Gli parve di sentire un chi-va-là. – Fontenoy! – gridò a squarciagola, trasformando la sua impostura in un grido di battaglia. E aggiunse, per fare uno scherzo, mentre fuggiva a perdifiato: – Guillaume II. Guillaume correva, saltava, scappava come una lepre. Non sentendo nessuno sparo, si fermò, si voltò, senza fiato. In quel momento, sentì un atroce colpo al petto. Cadde. Stava diventando sordo, cieco. “Una pallottola” si disse. “Sono perduto, a meno che non faccia finta di essere morto”».
Dostoevskij dal doppio all'unità
René Girard
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 128
«I critici contemporanei amano dire che uno scrittore crea se stesso creando la propria opera. La formula può essere applicata in modo eccellente a Dostoevskij a patto che non si confonda questo duplice processo creativo con l’acquisizione di una tecnica. [...] Dostoevskij e la sua opera sono esemplari non nel senso in cui lo sarebbero un’opera e un’esistenza senza fratture, ma in senso esattamente opposto. Osservando vivere e scrivere questo artista forse impareremo che la pace dell’animo è la più ardua di tutte le conquiste e che il genio non è un fenomeno naturale. [...] Al di là della differenza superficiale dei temi, le varie opere formano un tutt’uno; è a questa unità che il lettore è sensibile quando riconosce al primo colpo d’occhio, e quale ne sia la data, un testo di Dostoevskij; è questa unità che oggi così tanti critici cercano di descrivere, di cogliere e di circoscrivere. Ma riconoscere la singolarità assoluta dello scrittore che si ammira non è sufficiente. Al di là di questa, bisogna individuare le differenze fra le opere singole, segni di una ricerca che ha un approdo o che non lo ha. In Dostoevskij la ricerca dell’assoluto non è vana: iniziata nell’angoscia, nel dubbio e nella menzogna, essa termina nella certezza e nella gioia. Non è con una qualche essenza immobile che si definisce lo scrittore, ma con quell’itinerario esaltante che forse costituisce il più grande dei suoi capolavori».
Le undicimila verghe
Guillaume Apollinaire
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
Pubblicato clandestinamente nel 1906, scritto da uno dei massimi poeti francesi del Novecento, il romanzo è la storia, scatena

