SE: Testi e documenti
Israele e Palestina
Martin Buber
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 192
«Qualora si interpreti il concetto di Sion semplicemente come una delle tante idee nazionali, non si può comprenderne il vero
Le undicimila verghe
Guillaume Apollinaire
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 144
"Maurice Barrès mi diceva: «Apollinaire? Un momento
Citra
Rabindranath Tagore
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 168
"Citrâ?gadâ di Rabîndranâth Tagore non è un dramma sentimentale nel senso corrente del termine, né una semplice rielaborazione
Eventi
Thomas Bernhard
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 176
Raccolti in volume nel 1969, ma già scritti intorno al 1960, gli "Eventi" costituiscono una tappa essenziale dell'itinerario p
Frammenti orfici
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 128
"Molte figure ci offre la Grecia antica, parole e immagini che la fantasia e l'intelletto stentano a seguire
Il riso. Saggio sul significato del comico
Henri Bergson
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 152
"Mentre ho voluto determinare i procedimenti di produzione del comico, ho cercato anche quale sia l'intenzione della società q
Seneca. Con una antologia di testi
María Zambrano
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 160
«Seneca non avrebbe potuto essere un martire: fu sempre un intellettuale e niente di più
Cemento
Thomas Bernhard
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 192
Per scrivere il suo studio su Mendelssohn Bartholdy, il narratore, Rudolf, ha bisogno di essere a casa propria, in campagna
Saggi su Heidegger
Karl Löwith
Libro
editore: SE
anno edizione: 2026
pagine: 160
«L'autore di questo saggio di valutazione critica può dire forse senza lusingarsi che la sua prima edizione, apparsa nel 1953,
Teoria della natura
Johann Wolfgang Goethe
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2025
pagine: 240
“L’uomo che ha visto schiudersi dinnanzi a sé le porte della vita – Wolfgang Goethe – e ha fatto scostare dinnanzi al suo incedere uomini e cose, è stato infine fermato, nell’autunno della sua esistenza trionfante, da solide barriere. La parte più seria del suo operare, l’indagine della natura, è stata per lui – come vuole la giustizia della vita – la più avara di successo. Uno dei grandi organismi della storia umana, la scienza moderna, aveva preso un’altra direzione, e il suo corpo era ormai troppo poderoso per poter essere sovvertita da un grande individuo. Per Goethe la natura è vivente e divina, per la scienza moderna è morta, o comunque inferiore all’uomo: qui sta la frattura. Nei due casi si guarda ai fenomeni con occhio diverso. Da un lato, l’oggetto cui ci si rivolge è res extensa, pura quantità, o comunque una selvaggina da catturare, uno strumento da forgiare secondo l’utilità dell’uomo, da interpretare secondo un finalismo terreno, un problema per l’intelletto, una catena di cause ed effetti; dall’altro, la natura è – spinozianamente – la divinità, l’oggetto limitato contiene, alla maniera rinascimentale, l’infinito, e ogni cosa è, come già pensavano i greci, un’individualità essenziale.” (Dallo scritto di Giorgio Colli)
L'ingenua libertina
Colette
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2025
pagine: 192
"Quando scrissi Minne avevo l’intenzione di scrivere una novella, e la sola ambizione di poterla firmare. Bisognava dunque, per distogliere da essa un desiderio che si rivolgeva in genere alle dimensioni del romanzo, che si trattasse di una novella piuttosto breve. E lo fu, ma non per molto. Il successo fu la sua rovina: una bocca coniugale pronunciò parole di lode, ed altre parole troppo insistenti perché io possa trovar loro un posto in questa Nota. Dovetti diluire un poco Minne. Coloro i quali non hanno mai desiderato la pace come il bene più grande scaglino la prima pietra: dovetti scrivere Les égarements de Minne, che non riuscii mai a considerare un buon romanzo. Divenne forse migliore quando più tardi, ridiventando di mia proprietà, abbreviato e alleggerito, lo unii a Minne facendone un unico volume intitolato L’ingénue libertine? Mi piacerebbe crederlo, ma temo che nemmeno questa edizione definitiva riesca a darmene la certezza, né a riconciliarmi completamente con i primi aspetti della mia carriera di romanziera." (Colette)
Venere in pelliccia
Leopold von Sacher Masoch
Libro: Libro in brossura
editore: SE
anno edizione: 2025
pagine: 176
«Sia principessa o contadina, sia che indossi l’ermellino o il mantello foderato di pelo d’agnello, sempre questa donna con la pelliccia e la frusta, che rende l’uomo suo schiavo, è una mia creatura». Con queste parole lo scrittore galiziano Leopold von Sacher-Masoch (1836-1895) ha tratteggiato l’ossessivo fantasma della propria esistenza e della propria fantasia artistica, quell’immagine di donna – preludio alle dispotiche e crudeli figure femminili della letteratura fin de siècle – che ha possentemente ispirato la più nota delle sue opere, “Venere in pelliccia”, qui presentata nella seconda e definitiva edizione del 1878. Lungi dal risolversi nella descrizione di una patologia psichica, questo romanzo – entrato ormai tra i «classici» della letteratura – condensa e radicalizza in un complesso eclettismo la critica romantica della civilizzazione europea. Come ha scritto Gilles Deleuze, Masoch è stato un grande antropologo, «nello stile di coloro che sanno investire la loro opera di una completa concezione dell’uomo, della cultura e della natura». Con uno scritto di Gilles Deluze.

