Società, scienze sociali e politica
La vita anteriore
Raffaele Simone
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 288
“La vita anteriore” è l’autobiografia della generazione nata a cavallo degli anni Quaranta, che ha un tratto che la rende particolare. È l’unica nella storia che si sia trovata a ‘saltare un evo intero’ – o forse più di uno – e a superare in una vita sola tanti radicali capovolgimenti di modi di vivere e di pensare. Nell’intervallo tra allora e ora è infatti cambiata ogni cosa, più volte, fuori e dentro di noi: le case e le famiglie, l’ambiente, i codici di comportamento, i modi di divertirsi, di lavorare, di stare insieme, di amarsi, le relazioni tra le persone e i rituali sociali, l’educazione e la scuola, gli oggetti e i gadget della vita quotidiana, l’abbigliamento e la concezione del corpo, dell’identità personale e del sesso, le pratiche religiose, il modo di guardare e di fotografare, di parlarsi e di telefonare, i mezzi di trasporto e il modo di viaggiare, la cura della salute, il modo di mangiare, l’eros e le passioni, la compassione e la pietà, le forme politiche e la socialità. Questo incessante turbine di cambiamenti, di cui le generazioni successive non sanno nulla, ha bisogno di essere raccontato perché, per una strana deformazione imposta dalla modernità, quanto più sappiamo di quel che accade, tanto meno ci rendiamo conto di quel che scompare e va via. Con una scrittura appassionata, forti zoomate tra passato e presente e continue dissolvenze tra la memoria personale e lo sguardo storico, “La vita anteriore” racconta questo turbine, vividamente restituito dalle molte fotografie di persone, oggetti, ambienti, situazioni sociali e personali.
Il ragionevole dubbio di Garlasco. Un giudice nel labirinto del caso di cronaca più discusso d'Italia
Stefano Vitelli
Libro: Libro rilegato
editore: Piemme
anno edizione: 2026
pagine: 144
Ci sono fatti di cronaca destinati a rimanere per sempre nell'immaginario collettivo, storie capaci di dividere l'opinione pubblica e toccare corde insospettate. Il caso Garlasco è uno di questi: un delitto che ha segnato il Paese, una storia giudiziaria solo apparentemente conclusa e che oggi torna con nuovi interrogativi e nuove ombre. Per anni l'unico indagato è Alberto Stasi, compagno della vittima, il «biondino dagli occhi di ghiaccio». Viene condannato a sedici anni di carcere, eppure manca il movente, le testimonianze vanno in un'altra direzione, il suo alibi viene accertato. Si può dire che sia colpevole oltre ogni ragionevole dubbio? La risposta è no. Da qui parte il racconto di Stefano Vitelli, il magistrato che nel 2009 assolse Stasi in primo grado, in un libro che ripercorre - umanamente e giudiziariamente, con elementi del processo mai raccontati al grande pubblico - tutta la vicenda: dalla telefonata al 118 alle analisi informatiche compromesse, dalle macchie di sangue alle nuove perizie che riscrivono ciò che si credeva acquisito, fino al movente fantasma e all'assunto per cui «meglio un colpevole fuori che un innocente dentro». Dubbi, verifiche, domande senza risposta, ma anche la responsabilità di chi deve giudicare sapendo che non si può scommettere sulla colpevolezza dell'imputato: la posta in gioco è troppo alta, un errore simile potrebbe segnare per sempre la vita di un innocente. Una narrazione immersiva, che dal caso di cronaca più discusso di sempre si apre a una riflessione universale sul potere, la conoscenza e il limite umano.
Il paziente borderline in psicoanalisi. Teoria e clinica
Ciro Elia
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2026
pagine: 134
Il tema centrale del libro è la terapia psicoanalitica con i pazienti borderline basata su un approccio innovativo, che si fonda su determinati sviluppi della teoria intersoggettiva. La linea terapeutica è costituita dall'integrazione di due elementi fondamentali: l'attività interpretativa, che è rivolta soprattutto nei primi anni di terapia alle resistenze e al transfert negativo; la funzione degli interventi a carattere corporeo-affettivo (le “azioni affettive”) che, avendo capacità metaforizzante, tendono a superare le difese scissionistiche e l'asimbolia del paziente. Il libro si muove continuamente sulla relazione reciproca tra teoria e clinica, dando luogo a importanti approfondimenti teorici. In questo senso viene proposto un modello di tipo organizzazionale del Sé, legato all'interazione dei suoi quattro sub-sistemi: Es, Io, Super-io, Io ideale, elementi che nella normalità interagiscono costantemente e in modo variabile tra loro. Il Sé terapeutico nella sua integrazione e flessibilità incontra e si confronta con il Sé scisso e rigido del paziente borderline. Alla base del carattere scissionale del Sé borderline viene posta la simbiosi inconscia con la madre, che dà luogo alla marcata omosessualità inconscia e conscia di questi pazienti. Rispetto all'omosessualità egodistonica vengono trattati i problemi teorici e clinici. Infine, viene proposta una teoria sull'origine e la natura del pensiero riflessivo, che tiene conto dei risultati delle ricerche neuroscientifiche degli ultimi decenni e dell'attività terapeutica con i pazienti gravi. Il libro si rivolge a psichiatri, psicoanalisti, psicologi, operatori sanitari che si relazionino con pazienti bordeline.
Linguaggio e archetipo. Un approccio analitico al senso della comunicazione verbale
Mauro Bozzola
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2026
pagine: 102
Considerando la rilevanza assunta dalla comunicazione verbale nella nostra quotidianità, questo libro ne propone una visione filtrata attraverso il pensiero junghiano. L'analisi prende le mosse familiarizzando il lettore con alcuni concetti atti a riconoscere le qualità archetipiche del linguaggio. L'universalità dell'esperienza verbale viene così esplorata osservando e commentando i caratteri di alcune immagini divine associate alla parola e al discorso. Il confronto critico tra le opinioni proposte da alcuni studiosi di rilievo, quali Chomsky, Hogenson, Kugler, Whorf ed altri ancora, consente poi di osservare il fenomeno della comunicazione verbale da un vertice scientifico che coniuga la prospettiva linguistica e quella filologica. In linea con questi presupposti si pone anche un breve accenno agli sviluppi pragmatistici elaborati da Paul Grice. Un capitolo dedicato al DLD quale entità nosografica esemplifica un approccio alle patologie del linguaggio orientato alla comprensione delle cause psicosociali dei disturbi. Traendo le fila del lavoro, si propone infine una lettura universalistica del fenomeno linguistico. Il libro intende contribuire alla comprensione della comunicazione verbale quale primaria funzione della psiche e quale componente dell'esperienza professionale di psicologi e psichiatri, logopedisti, insegnanti e studiosi delle lingue.
Erbario psicologico. Coltivare il giardino della mente
Matteo Rampin, Valentina Guarino
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2026
pagine: 132
Un testo rivolto a quanti si interessano di comunicazione e di cambiamento. Tratta l'impiego di metafore, analogie, citazioni, espressioni proverbiali e storie attinenti il mondo delle piante, raccolti e commentati con l'idea di proporre letture in chiave “vegetale” di alcuni problemi di comune riscontro nella pratica clinica e più in generale nel problem solving. L'uso calibrato dei molteplici aspetti della comunicazione è imprescindibile in psicoterapia strategica e negli interventi a orientamento strategico in ambito educativo, professionale, sportivo, e nella crescita delle persone e delle organizzazioni. Le metafore sfruttano al massimo la capacità, propria del linguaggio umano, di “fare cose con le parole”; quelle ispirate alla natura e al “verde” hanno un grande potere evocativo, possono convogliare significati che risuonano a più livelli, sono adattabili a molteplici registri espressivi e si imprimono facilmente nella memoria: sono quindi molto versatili e (per restare in tema) assai fertili. Presentazione di Alessandro Bartoletti.
Allenamento emotivo. Programma di auto-aiuto per la regolazione delle emozioni
Sara Salzano, Massimiliano Conson
Libro: Prodotto composito per la vendita al dettaglio
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2026
pagine: 128
"Allenamento emotivo" è un programma di auto-aiuto pensato per chi desidera migliorare le proprie capacità di regolazione emotiva. Le emozioni arricchiscono la vita quotidiana, ma quando diventano troppo intense o durano troppo a lungo possono influire negativamente sul nostro benessere. Imparare a gestirle in modo efficace è una competenza fondamentale per affrontare ogni situazione con maggiore serenità. Il programma propone un allenamento graduale e sistematico che, in modo simile a quello fisico, permette di rafforzare la capacità di regolazione emotiva attraverso la pratica quotidiana. Il percorso proposto integra l'approccio neuropsicologico e quello cognitivo-comportamentale, trasformando i concetti teorici in esperienze concrete. Le sessioni si concentrano su obiettivi chiave della regolazione emotiva e offrono esercizi pratici per raggiungerli. Attraverso "Allenamento emotivo" è possibile imparare a riconoscere le emozioni e il modo in cui vengono affrontate, a scegliere e gestire le situazioni, a concentrarsi sul presente e su ciò che è rilevante, a valutare gli eventi da diverse prospettive, a valorizzare gli aspetti positivi e a condividere le esperienze in modo costruttivo. Il libro fornisce strumenti concreti e materiali di supporto, disponibili online come allegato multimediale (area Biblioteca multimediale su www.francoangeli.it), per rendere la pratica più semplice e immediata. Il programma consente di raggiungere una maggiore padronanza delle reazioni emotive e la capacità di affrontare la vita con più equilibrio, sicurezza e fiducia in sé stessi.
L'uomo che sfidò Mussolini. Giovanni Amendola, antifascista liberale
Antonio Carioti
Libro: Libro in brossura
editore: Laterza
anno edizione: 2026
pagine: 220
Siamo nel luglio del 1925. Giovanni Amendola è in viaggio verso Pistoia da Montecatini, che ha dovuto lasciare perché una folla di camicie nere ha posto sotto assedio il suo albergo. Per Amendola, questi attacchi non sono una novità. Ha già subito nel 1923 un pestaggio a Roma, dove ora è il leader principale dell’Aventino, la coalizione dei deputati antifascisti sorta dopo il delitto Matteotti. Improvvisamente, a una svolta, l’auto è costretta a fermarsi e Amendola viene assalito dai fascisti che, dopo avergli garantito l’incolumità, avevano preparato l’agguato. Lo picchiano brutalmente a colpi di bastone. Le ferite sono gravi e lo condurranno alla morte pochi mesi dopo, nell’aprile del 1926. A cento anni dalla scomparsa, Antonio Carioti parte da questo drammatico episodio per ricostruire la biografia del più acuto e coraggioso oppositore liberal-democratico del Duce. Autodidatta di origini modeste, Amendola si afferma ai primi del Novecento nell’ambiente delle riviste fiorentine, per poi passare al “Corriere della Sera” di Luigi Albertini. Eletto deputato nel 1919, figlio del Mezzogiorno di cui reclama il riscatto, è uno spirito religioso, animato da una fede profonda nella libertà. Ostile al fascismo e al comunismo, si batte per trasformare l’Italia in una democrazia moderna e capisce in anticipo su molti altri il pericolo costituito dal sorgere di un partito armato agli ordini di Mussolini. Denuncia per primo nel 1923 lo «spirito totalitario» del regime nascente e avanza la proposta di creare una Corte costituzionale per tutelare le regole del gioco dagli abusi del potere. Un nemico troppo pericoloso perché il fascismo potesse tollerarlo.
Dissotterrare l'amore. Discorso alla gioventù tedesca
Ernst Wiechert
Libro: Cartonato
editore: Bompiani
anno edizione: 2026
pagine: 96
Nel 1933 Ernst Wiechert lascia il suo lavoro al Provveditorato agli studi di Berlino perché come educatore non vuole essere responsabile della diffusione tra i giovani dei dettami del regime nazista; sotto l'occhio vigile della Gestapo non può pubblicare altro che testi apolitici; nel 1938 le sue posizioni antinaziste lo fanno internare per alcuni mesi nel campo di concentramento di Buchenwald. Il discorso alla gioventù tedesca è figlio di queste esperienze: insieme documento e inno, mostra come le uniche risposte alla distruzione devono essere la speranza, il perdono, e tutto ciò che di buono e giusto c'è nell'animo umano. Sono passati oltre ottant'anni, altre guerre sono scoppiate e continuano a imperversare, e oggi più che mai il messaggio di Wiechert deve risuonare ancora più forte.
Il primo fascista. Storia e leggenda di un precursore
Sergio Luzzatto
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 528
Certi personaggi del passato – anche quelli oggi più dimenticati – sembrano fatti apposta per essere riscoperti, e per invadere la scena del nostro presente. Nel picaresco racconto di Sergio Luzzatto, a rivivere è un avventuriero francese del tardo Ottocento. Risoluto e infido, carismatico e violento, il marchese di Morès percorre le strade della modernità, dall’Europa all’America, dall’Asia all’Africa, con la baldanzosa energia e l’insidioso bagaglio di un crociato medievale. A conti fatti, la sua breve esistenza si rivelerà quella di un fallito seriale: le visionarie sue iniziative di imprenditore capitalista e di esploratore colonialista, di agitatore antisemita e di leader populista verranno tutte accomunate dal destino dell’insuccesso. Ma morire da perdenti è spesso la sorte dei pionieri. Nel caso di Morès, un pioniere del fascismo. Storia inquietante di una vita inquieta, “Il primo fascista” illustra di quante tessere sia composto il mosaico delle pulsioni reazionarie che a tutt’oggi ci circondano. Le radici teoriche e pratiche del fascismo affondano nella Francia di fine Ottocento. Senza attendere il Novecento, né l’Italia di Benito Mussolini, già nella Parigi fin de siècle gli uomini della «destra rivoluzionaria» perseguirono l’obiettivo di compiere una rivoluzione politica, intellettuale, morale, ma non sociale ed economica; di conservare il liberismo, l’economia di mercato, rigettando il liberalismo, i valori della democrazia. Risalendo lungo queste radici, Sergio Luzzatto incontra il marchese di Morès e riconosce in lui – sotto le vesti ora pittoresche, ora grottesche di un eroe da cappa e spada – colui che per primo provò a maneggiare la peculiare miscela di odio razziale, di presunta solidarietà interclassista, e di violenza paramilitare organizzata, cui Mussolini avrebbe dato il nome di «fascismo». Morès si fece le ossa da suprematista bianco lontano dalla Francia, nelle praterie del Far West e nella giungla d’Indocina, inseguendo il mito moderno e muscolare della ferrovia. Poi, come uno strano «marchese socialista » si impose sulla ribalta politica di Parigi con l’arte del circuire e dell’intimidire, del prevaricare e del falsificare, sino a divenire l’anima occulta della macchinazione antisemita passata alla storia come l’«affaire Dreyfus». La sua avventura si concluse nelle sabbie del Sahara: massacrato dai tuareg, che aveva sperato di coinvolgere in un’alleanza cristiano-islamica contro i perfidi giudei. Allora prese corpo la leggenda di Morès, fino alla sua rivincita postuma nella Francia dell’occupazione nazista.
Gli infiltrati. La vera storia del più riservato programma di spionaggio russo in Occidente
Shaun Walker
Libro: Libro in brossura
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 516
Nel 2010 negli Stati Uniti furono arrestate dieci spie russe che, sotto false identità, si erano infiltrate nella società americana per trasmettere informazioni riservate a Mosca. Nessuno sapeva che fossero russi, nemmeno i loro figli, né tantomeno immaginava che fossero delle spie. Per quanto oggi il confronto tra Mosca e l'Occidente si avvalga di strumenti diversi e sempre più sofisticati, non può prescindere dai vecchi e collaudati metodi dello spionaggio, in particolare da quell'ambizioso programma di intelligence nato all'indomani della rivoluzione d'Ottobre e sopravvissuto, dopo aver attraversato l'intero Novecento, alla dissoluzione dell'impero sovietico. Fu a partire dagli anni Venti del secolo scorso, infatti, che il governo bolscevico iniziò a inviare all'estero cittadini sovietici - uomini e donne - come spie sotto copertura, inventando per questi «infiltrati» un'identità e un passato del tutto nuovi: aristocratici, mercanti, studenti stranieri. Le missioni potevano durare anni, richiedevano un lungo addestramento, una fedeltà assoluta e sacrifici personali spesso impossibili da sopportare. Alcuni furono protagonisti di imprese incredibili - come l'assassinio di Trockij, il principale oppositore di Stalin, o il furto dei piani del Progetto Manhattan -, altri fallirono o crollarono sotto il peso della doppia vita. Le loro storie sembrano uscite da un romanzo o da una serie televisiva, eppure sono vere e toccano ogni angolo del mondo: dall'America alla Germania, dall'Inghilterra e la Cecoslovacchia fino all'Italia. E, specialmente negli anni della guerra fredda, contribuirono ad alimentare il mito della superpotenza sovietica. Attingendo a centinaia di ore di interviste con le ex spie e a materiali d'archivio recentemente desecretati, Shaun Walker illumina per la prima volta la storia oscura degli infiltrati del KGB e al tempo stesso riannoda quel filo invisibile che collega l'Unione Sovietica alla Russia di Vladimir Putin.
Il diavolo in tasca. Genitori e figli prigionieri del telefonino
Carlo Verdelli
Libro: Libro in brossura
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 160
Un magistrale reportage narrativo, in forma di pamphlet, che lancia un grido d’allarme sulla dipendenza da cellulare e sulle conseguenze del capitalismo digitale. Una dodicenne partecipa a una sfida lanciata sui social, va a scuola con una borraccia piena di vodka e finisce in coma etilico. Un bambino, scrollando TikTok, si imbatte in un gioco che consiste nel prendere più pastiglie di paracetamolo possibile e finisce in ospedale. La maestra di una scuola elementare muore in un incidente stradale causato dall’autista del pullman su cui viaggiava: l’uomo, invece di guardare la strada, digitava sul cellulare. Attraverso storie come queste a tratti scioccanti, Carlo Verdelli racconta una rivoluzione, quella dei telefonini e delle loro applicazioni, che sta modificando nel profondo tanto gli adolescenti quanto gli adulti. E della cui pericolosa enormità – anche per le ingerenze della tecnologia nella politica – nessuno sembra volersi occupare. «La realtà è che il cellulare inteso come smartphone è un carcere senza sbarre e noi ci siamo dentro. Prendere consapevolezza che il problema esiste è già un buon punto di partenza».
Il viaggio di Elena. Donne, potere e devozione nell'età di Costantino
Tessa Canella
Libro: Libro in brossura
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 280
Imperatrice, locandiera, santa: il profilo storico di Elena sfugge a una definizione univoca. Le fonti non ci consentono di dare risposte sicure ai tanti interrogativi che riguardano la sua figura, primo tra tutti se si debba attribuire realmente a lei il ritrovamento della vera Croce. Ripercorrendo i pochi dati certi, il volume definisce i contorni di un mito, mostrando come la vicenda storica di Elena sia stata plasmata dai modelli di femminilità, santità ed esercizio del potere costruitisi nel tempo e fatti propri dai suoi contemporanei.

