Libri di Ernst Wiechert
Novella pastorale
Ernst Wiechert
Libro: Libro in brossura
editore: La nave di Teseo
anno edizione: 2025
pagine: 128
In un villaggio dell’Est Europa immerso nella natura, il piccolo Michele cresce in silenzio, osservando il mondo con lo sguardo limpido e interrogativo di chi è stato segnato troppo presto dalla perdita. Suo padre è morto colpito da un albero in caduta e da quel momento la sua vita è scandita da gesti semplici, fortemente spirituali. Accudito dalla comunità e accompagnato dalla figura paterna del pastore, Michele trova rifugio tra gli animali, in particolare nel gregge che gli viene affidato. Ma il suo rapporto con la natura non è idilliaco, piuttosto è intimo, essenziale, talvolta drammatico. Quando la guerra arriva a spezzare l’equilibrio, sarà proprio un gesto di compassione verso un agnello, l’elemento più misero del gregge, a mettere Michele di fronte al destino. Con rara potenza simbolica, capace di toccare corde profonde e senza tempo, Ernst Wiechert scrive in Novella pastorale – uscito per la prima volta in Italia nel 1942, con la traduzione di Massimo Mila – un racconto di formazione e sacrificio, narrato nella forma essenziale di una parabola. Una storia densa di silenzi, dove ogni gesto ha un significato e ogni parola è scelta con la cura che si presta a ciò che non è solo importante, ma quasi sacro.
La vita semplice
Ernst Wiechert
Libro: Copertina morbida
editore: Servitium Editrice
anno edizione: 2019
pagine: 256
La selva dei morti
Ernst Wiechert
Libro: Copertina morbida
editore: Skira
anno edizione: 2015
pagine: 128
Prigioniero politico a Buchenwald, Johannes assiste all'annientamento di ogni forma di umanità, alle torture fisiche e mentali, alla degradazione di cui sono vittime principali gli ebrei, e si rende conto di quale terribile strada abbiano intrapreso il suo Paese e la sua gente. Il crollo psicofisico causatogli dai lavori forzati, congiunto agli sforzi di familiari e amici, ne consentiranno il rilascio: Johannes dovrà tuttavia promettere il silenzio su quello che ha visto. Ernst Wiechert, scrittore già assai noto all'epoca, fu internato a Buchenwald nel 1938 dopo essersi pronunciato in difesa di un pastore luterano che si era esposto contro il regime, e fu rilasciato dopo alcuni mesi a condizione di non fare più opposizione. Il carattere fortemente autobiografico del romanzo, filtrato dalla narrazione in terza persona, lascia emergere con grande efficacia l'angoscia e la disperazione, alleviate soltanto dall'aiuto inatteso e dall'amichevole compassione dei compagni di sventura, in pagine comunque capaci di liberarsi dall'odio e dal risentimento.
Missa sine nomine
Ernst Wiechert
Libro: Copertina morbida
editore: Ancora
anno edizione: 2011
pagine: 360
Terminato l'incubo della seconda guerra mondiale, l'Europa si risveglia profondamente ferita non solo dalle devastazioni materiali, ma molto di più da quelle interiori e spirituali. Tre fratelli, di nobile famiglia, ritornano a casa e ritrovano quella "chiarezza della sera", dopo che la terra ha cessato di essere in collera con i suoi abitanti e la vita torna a fiorire nel grembo di una giovane donna, in cui ella riscatta, insieme al proprio passato, la dannazione della guerra e della morte dipinta nella figura del parroco del villaggio Senzanome (sine nomine) che ha consumato la sua "Missa" crocifisso sulla porta della sua chiesa.
Dissotterrare l'amore. Discorso alla gioventù tedesca
Ernst Wiechert
Libro: Cartonato
editore: Bompiani
anno edizione: 2026
pagine: 96
Nel 1933 Ernst Wiechert lascia il suo lavoro al Provveditorato agli studi di Berlino perché come educatore non vuole essere responsabile della diffusione tra i giovani dei dettami del regime nazista; sotto l'occhio vigile della Gestapo non può pubblicare altro che testi apolitici; nel 1938 le sue posizioni antinaziste lo fanno internare per alcuni mesi nel campo di concentramento di Buchenwald. Il discorso alla gioventù tedesca è figlio di queste esperienze: insieme documento e inno, mostra come le uniche risposte alla distruzione devono essere la speranza, il perdono, e tutto ciò che di buono e giusto c'è nell'animo umano. Sono passati oltre ottant'anni, altre guerre sono scoppiate e continuano a imperversare, e oggi più che mai il messaggio di Wiechert deve risuonare ancora più forte.

