Poesia e studi letterari
Leopardi. Operette morali
Libro: Libro in brossura
editore: Le Monnier Università
anno edizione: 2025
pagine: XXVI-510
Il volume intende offrire un’edizione commentata delle Operette morali, andando incontro alle esigenze tanto del lettore esperto, che può orientarsi e apprezzare un’efficace presentazione, non priva di spunti originali, del dibattito critico intorno al testo leopardiano, quanto dello studente, che viene introdotto all'interno della complessità delle Operette. Quella proposta è una lettura plurale, dialogica, aperta, nella quale i maggiori specialisti italiani si sono occupati di realizzare delle ‘guide alla lettura’ per ogni singola operetta. Ciascuno studioso, pur presentando il proprio testo in maniera esaustiva e completa, non rinuncia a riflessioni personali, maturate in anni di approfondimento. Alla sequenza dei testi e degli abbozzi sono stati aggiunti degli interventi trasversali, di taglio filologico e storico-critico, che restituiscono uno sguardo generale sul testo delle Operette e sulla loro collocazione all'interno dell'opera leopardiana.
Filosofia minima del pendolare
Björn Larsson
Libro: Libro in brossura
editore: Iperborea
anno edizione: 2025
pagine: 224
Björn Larsson ha alle spalle un’esistenza nomade e vagabonda a bordo di una barca, ma anche quarant’anni di sfiancante pendolarismo. Pendolare incallito tra Danimarca, Svezia e Italia per lavoro e per amore, durante i suoi numerosi viaggi – in traghetto, treno, bus e qualche aereo – e migliaia di chilometri, ha osservato le abitudini e le nevrosi dei pendolari, incluso se stesso. Il risultato è un libro divertente in cui episodi di vita vissuta sono occasioni di riflessione, e l’elegante lingua della letteratura si mescola al buffo chiacchiericcio quotidiano dei viaggiatori. Si passa da spunti su come scegliere i migliori posti sui mezzi di trasporto agli snervanti imprevisti che spesso tocca affrontare, passando per l’arte di trovare il tragitto più breve a considerazioni profonde sulla decadenza del linguaggio e le trasformazioni della società, con un occhio attento ai cambiamenti nel modo in cui viaggiamo. Tra citazioni dai miti letterari come Martinson e De Beauvoir, Orwell e Beckett, non mancano critiche al capitalismo e riflessioni sull’isolamento durante la pandemia, che ha toccato profondamente chi, come lui, trova nel viaggio una ragione di vita. E c’è spazio anche per l’avventura, naturalmente: quando i venti del Nord soffiano sull’Øresund e i traghetti sono in balia delle onde, è facile ricordare altre burrasche. Con leggerezza e un’ironia che si fa aperta comicità, Larsson trasporta i suoi temi classici, come il viaggio, lo sradicamento e il bisogno di libertà, dal mondo romanzesco dei mari a quello quotidiano e urbano del trasporto pubblico, in un racconto che susciterà immediata simpatia in chiunque abbia vissuto, anche solo per poco, la frustrante esperienza del pendolarismo.
Papà, scriviamo la tua storia. Il libro dei ricordi
Paola Gerevini
Libro: Cartonato
editore: Demetra
anno edizione: 2025
pagine: 64
Questo è un libro speciale, un libro tutto da scrivere. Nelle sue pagine ci sono tante domande da porre al papà, per conoscere la sua vita e tramandarne il racconto. Un libro prezioso, in cui raccogliere e conservare storie e ricordi di famiglia.
Il tagliapietre
Cormac McCarthy
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2025
pagine: 144
Sipario. In scena quattro generazioni della famiglia Telfair, scalpellini neri di Louisville, Kentucky. Il protagonista, Ben, ha imparato dal nonno Papaw che «un muro è fatto allo stesso modo in cui è fatto il mondo. Una casa, un tempio». Così, ora che la vocazione del taglio della pietra in famiglia si va esaurendo, Ben dovrà fare come la casa e il tempio, e come quelli resistere e restare. L’ultima opera ancora inedita dell’autore di “Il passeggero” e “La strada”, l’unica nata in forma teatrale, vede la stampa dopo quasi quarant’anni dalla sua stesura, e incastona la tessera finale in un mosaico immaginifico che non cessa di stupirci. Scritto alla fine degli anni Ottanta, poco dopo “Meridiano di sangue”, pubblicato nel 1994, contemporaneamente alla “Trilogia della frontiera”, il dramma in cinque atti “Il tagliapietre” non ha avuto la stessa fortuna dei capolavori suoi coevi e non ha mai visto una rappresentazione scenica se non parziale. Perché? Ben Telfair, protagonista dell’opera nonché suo deus ex machina, chiamato a riflessioni dall’alto peso specifico, è uno scalpellino nero poco più che trentenne che ha abbandonato gli studi in psicologia per dedicarsi alla lavorazione della pietra come suo nonno, l’ultracentenario Papaw. A legare i due uomini non c’è solo l’arte della costruzione muraria – «il mestiere» come Papaw ama definirlo, quasi non ve ne fossero altri. Ciò che Ben ha scelto di abbracciare è un intero sistema di valori, improntato a rettitudine e onestà. Il resto della famiglia ha scelto diversamente: la moglie di Ben, Maven, ambisce alla professione di avvocato; suo padre, Big Ben, alla pietra ha preferito il cemento e le ricchezze che è in grado di produrre, mentre suo nipote, Soldier, ha fatalmente ripudiato un materiale come l’altro. Ben ha radici solide e crede di poter aggiustare tutto. Ma non può. Per quale ragione, dunque, questo quintessenziale paladino mccarthiano non ha mai trovato posto su un palcoscenico? Troppo ricco il linguaggio, è stato detto, dilatato fra il dialetto del Sud e la solenne prosa biblica, troppo metafisico il sottotesto, troppo ardito l’alternarsi dei due Ben sulla scena. Forse, invece, “Il tagliapietre” ha solo scontato un gap temporale. Ora, dopo i dialoghi serrati di Bianco e Nero in “Sunset Limited” e la resilienza testarda del padre in “La strada”; dopo le struggenti peregrinazioni di Bobby Western nel “Passeggero”, è tempo che anche Ben Telfair si unisca alla schiera degli eroi mccarthiani che portano il fuoco e che “Il tagliapietre” vada a occupare il posto che gli compete.
Saggezza greca e paradosso cristiano
Charles Moeller
Libro: Libro in brossura
editore: Morcelliana
anno edizione: 2025
pagine: 288
In quest'opera, cui si riconoscono vere caratteristiche di un «classico» del pensiero cristiano, Charles Moeller, studioso acuto di letteratura in quanto rivelatrice di un mondo di idee e di spiritualità, ha delineato con finezza d'interpretazione gli incontri e le divergenze tra la «novità» del messaggio evangelico e l'umanesimo greco-latino nelle sue più alte espressioni. Sono qui affrontati alcuni grandi nodi problematici: il male in Omero e nei tragici greci, il peccato in Shakespeare, Racine e Dostoiewski, la sofferenza negli stessi ambiti e autori, la morte in Omero, Platone, Cicerone e Virgilio, e il Paradiso in Dante.
Siamo tutti in pericolo. L'ultima intervista
Libro: Libro in brossura
editore: Compagnia Editoriale Aliberti
anno edizione: 2025
pagine: 112
Cinquant'anni dopo la morte di Pier Paolo Pasolini (2 novembre 1975) ci lascia Furio Colombo, ultimo testimone a raccogliere le parole pasoliniane poco prima del suo assassinio. «Pasolini era un protagonista allora ed è un protagonista adesso. La sua presenza letteraria resta grande, ma la sua testimonianza politica, resa allora, si sente risuonare adesso come una cronaca di questi giorni e mentre le peggiori voci della storia italiana vorrebbero avere la meglio, hanno ancora un nemico difficile di cui liberarsi, un nemico che dei fascisti sa tutto e che è stato subito conscio che l’Antifascismo è l’antiveleno, la sola fede e passione che può trattenere l’Italia dal rischio di essere di nuovo sottomessa [...]. Anche adesso, per gli italiani che sanno e che pensano, è Pasolini l’ostacolo. Non solo pensiero ma istruzioni per l’uso, come unica grande arma di difesa dell’Antifascismo».
Nella stanza di Emily
Benedetta Centovalli
Libro: Libro in brossura
editore: La Tartaruga
anno edizione: 2025
pagine: 176
C’è chi frequenta i poeti attraverso i versi che ci hanno lasciato, e chi lo fa visitandone le tombe, i giardini o le case, in pellegrinaggi solitari che ricordano i cammini alla ricerca delle reliquie dei santi. Così fa Benedetta Centovalli, che nel settembre del 2019 decide di visitare la Homestead, la casa di Amherst in cui nacque Emily Dickinson il 10 dicembre del 1830 e in cui visse dal 1855 fino alla sua morte. Esiste un viaggio fisico, qui documentato attraverso alcune fotografie scattate dall’autrice che rimandano all’erbario di Dickinson: sono immagini quotidiane messe a seccare come fiori in un quaderno, un riflesso del suo amore per le piante e le piccole persone. Era la stessa Dickinson a invitare a fare un erbario: “Sarà un tesoro prezioso per te; quasi tutte le ragazze lo stanno facendo”, scriveva nel 1845. Nella stanza di Emily va letto e immaginato proprio così: come un tesoro personale messo a disposizione degli altri, a partire da un viaggio che non è più soltanto materiale, ma anche letterario e simbolico. Benedetta Centovalli tornerà molte volte alla Homestead, con il ricordo di quello che ha visto ma anche con l’aspettativa di ciò che non ha scoperto ancora. È il soggetto di questa ricerca e di questo amore a imporre una rifrazione misteriosa, perché “Dickinson ha anticipato le poetiche novecentesche, ma continua a sconfinare nel futuro, come tutti i visionari, gli acrobati del tempo, non appartiene alla sua epoca, sprofondata com’è dentro il senso dell’esistere”.
Il lettore ideale & la biblioteca ideale
Alberto Manguel
Libro: Libro in brossura
editore: Vita e Pensiero
anno edizione: 2025
pagine: 72
Si leggono con grande piacere i pensieri che Alberto Manguel dedica qui alla costruzione delle figure del lettore ideale e della biblioteca ideale. Arguti o commoventi, stranianti o dritti al punto, grandi come il mondo intero o circoscritti all'esperienza personale. E tutti legati dal contrappunto degli acquerelli di Andrea Musso, delicati e ricchi di particolari da scoprire con gusto. Appositamente frammentati perché ognuno possa disegnarvi il proprio cammino, questi aforismi ritagliano un'idea di lettore come costruttore di mondi reali e di biblioteca come luogo accogliente, dove ogni libro è a distanza di braccio e da qualche parte c'è una riga che è stata scritta esclusivamente per noi. Due realtà, alla fine, per niente ‘ideali' nel senso platonico, ma «abbastanza buone». Dove la chiave giusta sta in quell'«abbastanza».
Il canone occidentale. I libri e le scuole letterarie delle diverse età
Harold Bloom
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2025
pagine: 576
Quali sono i testi e gli scrittori su cui la civiltà occidentale ha edificato la sua letteratura? Quali caratteristiche rendono un’opera o un autore “canonici”? E come si può conciliare il gusto personale con il bisogno di condividere un patrimonio comune? Da Dante a Shakespeare, da Molière a Goethe, da Cervantes a Tolstoj, Harold Bloom – forse il più influente critico letterario degli ultimi decenni – individua in questo volume ventisei autori, prosatori e drammaturghi che hanno fondato il nostro modo di leggere, scrivere e pensare. E spiega, con il suo stile unico capace di unire preparazione, passione e ironia, perché “tutti hanno, o dovrebbero avere, un elenco di libri da leggere in vista del giorno in cui, fuggendo dai nemici, faranno naufragio su un’isola deserta”. Opera profondamente personale, controversa, discussa, letta in tutto il mondo, "Il Canone occidentale" è una lettura imperdibile per qualunque appassionato di letteratura, un saggio sui classici diventato, a sua volta, un classico degli studi letterari.
La biblioteca infinita. Raccontare i libri degli altri
Libro: Libro in brossura
editore: Nova Delphi Libri
anno edizione: 2025
pagine: 459
"Io penso a volte che la letteratura è come una biblioteca infinita, La biblioteca di Babele di un mio racconto, e che di tale vasta biblioteca ogni individuo può leggere solo alcune pagine: ma forse in quelle pagine è l’essenziale…” Le parole di Jorge Luis Borges possono fungere da immaginario incipit a questo volume, un’opera multiforme composta da tanti libri diversi, da scrittrici e scrittori che in tempi e modi differenti hanno voluto raccontare e tramandare storie che non erano le loro. A volte in modo originale, funambolico, presi dal loro daimon incontrastabile, altre nei panni di compìti professionisti delle lettere, recensori implacabili; in ogni caso pronti, ancora una volta, a rispondere alla domanda di sempre: “Che cos’è la letteratura?". Testi di Chesterton, Conrad, James, Joyce, Lawrence, London, Mansfield, Maupassant, Melville, Orwell, Pavese, Pirandello, Poe, Proust, Salinas, Shelley, Svevo, Tolstoj, Woolf, Jiménez.
Giovannino Guareschi. Una vita controcorrente
Alessandro Gnocchi
Libro: Libro in brossura
editore: Ares
anno edizione: 2025
pagine: 160
Formidabili quei sessant'anni vissuti controcorrente seguendo sempre e soltanto le eterne leggi del buon Dio e la propria coscienza. Sessanta tumultuosi, irrequieti, generosi, intelligenti, formidabili anni impreziositi da un inequivocabile genio letterario, giornalistico e grafico. Ciò ha fatto di Giovannino Guareschi lo scrittore italiano forse più conosciuto e amato nel mondo, ma anche il più detestato dal potere politico e culturale. Quando morì nel 1968 i suoi lettori lo piansero, gli intellettuali e i politici poterono finalmente ignorarlo. Eppure, i censori passano mentre il vecchio Giovannino, i suoi personaggi (soprattutto Don Camillo e Peppone) e i suoi lettori, restano. Grazie alla lunga frequentazione della sua opera e di documenti di archivio spesso inediti, Alessandro Gnocchi, uno dei suoi maggiori studiosi, ne spiega il motivo cogliendolo tanto nel valore intellettuale dello scrittore e del giornalista, quanto nell'integrità dell'uomo capace di inimicarsi proprio tutti, comunisti e anticomunisti, fascisti e antifascisti, clericali e anticlericali.
Cura
Mauro Sambi
Libro: Libro in brossura
editore: Ronzani Editore
anno edizione: 2025
pagine: 112
«Mettere in versi la vita» era il programma poetico di Giovanni Giudici, uno degli autori senz’altro più amati e frequentati da Mauro Sambi. Il quale può «trascrivere fedelmente, senza tacere / particolare alcuno l’evidenza» della propria condizione umana, e può come in questo nuovo libro, intenso e necessario, mettere in versi l’inciampo inatteso e spiazzante della malattia. Una malattia che chiama immediatamente in causa il bisogno e la responsabilità della cura, termine che ha molte sfaccettature ma che per Sambi è soprattutto legato all’esistenza stessa della poesia, alla possibilità che la poesia ha – con le parole dell’autore – di «tentare una forma di salvezza non effimera e non fallace di tutto ciò che abbiamo perduto, di tutto ciò che ha patito l’ingiustizia della fine e della morte, [e] farlo risuonare in una piccola durata che persiste quanto il presente della nostra eternità». La poesia è una cura, in questo senso, che va al di là del soggetto stesso e si offre con generosità e naturalezza al tu, ossia a tutti noi. Naturalezza è una parola chiave per la poesia di Sambi: anche il colpo più duro può trovare una intonazione, una vibrazione musicale che si modella con leggerezza, senza sforzo alcuno, dentro lo spartito del sonetto, la forma più amata. Da qui nasce una voce poetica che sa essere intimamente personale e insieme farsi attraversare e irrorare dalle voci del «grande stile» novecentesco.

