Pianificazione regionale e di area
Ri-habitat Roma. Riqualificazione sostenibile per l'edilizia residenziale pubblica degli anni '50 del XX secolo
P. Gregory, R. Belibani, A. Capanna, R. Causarano, G. Turano
Libro: Copertina morbida
editore: Nuova Cultura
pagine: 226
Il presente volume, esito di una ricerca pluriennale sviluppata all'interno della Sapienza Università di Roma, propone attraverso il concetto di Ri-Habitat una riflessione critica sulla questione della rigenerazione urbana dei quartieri di edilizia pubblica costruiti negli anni '50, con particolare riferimento alla città di Roma. Inserendosi in un filone di riflessione che ha prodotto negli ultimi 25 anni esiti progettuali significativi e alimentato un intenso dibattito sulle forme contemporanee dell'azione amministrativa, alimentata spesso da iniziative bottom-up, la scelta del termine Ri-Habitat intende non solo sottolineare l'esigenza di una ri-abilitazione del patrimonio residenziale pubblico esistente, ma anche orientare lo sguardo verso un habitat capace di rigenerarsi secondo una visione olistica, che propria delle scienze bio-eco-logiche e in linea con il concetto di "qualità urbana" espresso dall'Unione Europea, sia in grado di incentivare benefici al sistema nel suo complesso. Di qui il principio di "riqualificazione sostenibile" che, pur prossimo a quello di rigenerazione urbana, intende lasciare sullo sfondo la questione dell'efficienza economica, talvolta scarsamente bilanciata rispetto alle problematiche sociali e culturali di un territorio. Del resto aver lavorato all'interno dell'Università, affiancando all'attività di ricerca workshop, tesi di laurea e corsi didattici, ha dato al team una certa autonomia, mentre la scelta di operare all'interno di quartieri realizzati nei primi anni '50 dall'INA Casa e dall'UNRRA Casas ha inteso approfondire, con uno sguardo attento alle porosità dell'esistente, un periodo particolarmente felice della ricostruzione post-bellica, caratterizzata da una grande sperimentazione e qualità degli insediamenti. La conoscenza storica e attuale di questi contesti, affidata in larga parte ad analisi dirette per comprenderne le dinamiche in atto e dalle quali appare evidente sia l'elevata identità dei luoghi, sia il degrado fisico e sociale legato a processi di marginalizzazione e talvolta di stigmatizzazione, ha costituito la base del lavoro, al quale si sono affiancate tematiche più ampie - sulla sostenibilità degli interventi, sulla qualità del paesaggio urbano inteso come "bene comune", sulle strumentazioni legislative attuali - per indicare il complesso delle problematiche presenti rispetto alle quali poter costruire un orizzonte di possibili strategie critiche e operative.
La provincia aggiunta. La Ciociaria, il Nord del Sud
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 144
«Inizialmente associata all'immagine bucolica di una “campagna felice”, la Ciociaria è stata nel corso del tempo stravolta da dinamiche politiche e di sviluppo economico, soprattutto nel Novecento, attraverso gli investimenti della Cassa per il Mezzogiorno. Gli effetti di queste iniziative, originariamente pensate per riequilibrare il rapporto con la capitale, non hanno fatto altro che esacerbare il sentimento di subalternità e sfruttamento rispetto alla vicina area metropolitana romana e consolidare al contempo l'immagine di questo territorio come quello di un “Nord del Sud”». Una leggenda locale narra della fuga di Saturno, cacciato dall'Olimpo e approdato in Ciociaria, dove avrebbe insegnato agli uomini la tecnica e avviato l'Età dell'oro. Testimonianze di questo lascito sarebbero le sette città dalle mura megalitiche, fondate dallo stesso dio. Questo storico policentrismo, intrecciato a confini amministrativi e rapporti geopolitici complessi, è stato progressivamente sovrapposto da dinamiche esterne. Le riforme borboniche, le industrie belliche e, più tardi, le politiche della Cassa per il Mezzogiorno hanno lasciato segni profondi, operando secondo una logica estrattiva che non ha generato assetti produttivi duraturi, ma una condizione di inerzia, un equilibrio instabile tra innovazione e immobilismo. La Ciociaria rappresenta non solo un caso emblematico delle dinamiche territoriali tipiche dell'Italia di mezzo, ma anche unico, perché prossima a un polo metropolitano così attrattivo come quello di Roma. In questa prospettiva, con un richiamo all'antica denominazione di Latium adiectum, il territorio viene interpretato come una «provincia aggiunta», a cavallo tra frange metropolitane e i contesti urbano-rurali, sempre nell'orbita di Roma, in una tensione continua tra appartenenza e marginalità, tra funzione servente e autonomia mancata. Tutto ciò si riflette in un territorio dagli equilibri fragili, dove antichi nuclei storici convivono con forme disordinate di urbanizzazione, aree industriali dismesse con nuovi poli logistici nati dalla riconversione produttiva. Eppure, accanto a grandi infrastrutture pesanti, permangono trame rurali resistenti, memorie collettive, occasioni di riscatto, mentre il paesaggio alterna condizioni di degrado ambientale e valori naturalistici diffusi. Questa compresenza irrisolta tra modernità incompiuta e tracce storiche fa della Ciociaria un territorio di forti contrasti, dove il passato persiste e il futuro fatica a delinearsi in un'identità concreta.
In comunità la bellezza. Quando dalle piccole nascono le grandi cose
Silvia Brena, Massimiliano Colombi, Marco Marcatili
Libro: Libro in brossura
editore: Touring
pagine: 200
A partire da Peccioli è possibile elaborare un modello alternativo e contemporaneo, la “via micropolitana”, per produrre cultura e attrarre flussi, generare prodotti e servizi distintivi, rilanciare la trasformazione eno-agro-alimentare nei territori, superando la nostalgia del Belpaese e la retorica strumentale delle città metropolitane. Il saggio si compone di tre parti, la prima più prettamente saggistica che inquadra il contesto e teorizza il concetto di Italia micropolitana, a cura di Silvia Brena, Massimiliano Colombi e Marco Marcatili; la seconda che racconta l’esperienza di comunità vissuta dai pecciolesi nell’elezione a Borgo dei Borghi e attraverso il viaggio a New York in occasione della mostra "Trash to Beauty"; la terza parte racconta visivamente l’allestimento, la mostra e il viaggio attraverso un nutrito apparato fotografico.
La città-lago. L'arcipelago urbano del Cusio
Arturo Lanzani, Cristina Renzoni
Libro: Libro in brossura
editore: Donzelli
pagine: 160
«In questo libro, con un esercizio di immaginazione che interpreta i più recenti mutamenti e si interroga sui futuri possibili, proponiamo la “città lago” come una potenziale rappresentazione geografica per parlare dei territori del Cusio: una città media estesa e policentrica, con oltre 70000 abitanti, che integra le attrezzature e infrastrutture sociali, culturali e ambientali, offrendo ambienti di vita quotidiana, opportunità di lavoro e scelte residenziali diversificate. La città lago richiama un'immagine sovralocale di integrazione urbana e di connessione multipolare e rimanda a una possibile città paesaggio, in una visione che introduce un modo di pensare relazionale: non una scena davanti ai nostri occhi, ma un ambiente che ci avvolge e che costituisce un tutt'uno con il nostro vivere. Una metafora per immaginare diversamente le traiettorie economiche e territoriali della provincia italiana, mettendo tutti gli agenti in campo in stretto rapporto con l'ambiente fisico, sociale e culturale entro cui operano». Il Lago d'Orta, il più occidentale dei grandi laghi prealpini, è stato a lungo simbolo di trasformazione produttiva e insieme fragilità ambientale. Nel corso del Novecento, il distretto del casalingo a Nord, quello della rubinetteria e un'importante industria tessile a Sud hanno scritto una storia di innovazione e riscatto socioeconomico, ma anche di contaminazione e costi ambientali. Un lago morto, come lo descriveva negli anni settanta Gianni Rodari in C'era due volte il barone Lamberto, percorrendo i luoghi della sua infanzia. Cinquant'anni dopo, il paesaggio del Cusio è attraversato da dinamiche contrastanti. Accanto alle manifatture dismesse, convivono aziende internazionalizzate e altamente specializzate, ora in armonia con il paesaggio, ora in un contrasto irrisolto. Nel frattempo, il lago è stato bonificato, dando vita a una nuova stagione turistica fatta di percorsi lenti ed esperienziali, eventi culturali e sportivi, con un'urbanità che non si limita più alla villeggiatura o al pendolarismo, ma conosce una residenzialità diffusa e multi-locale, tra città, lago e montagna. Il libro offre un'esplorazione dei territori del Cusio, ridefinendone l'identità al di là delle categorie convenzionali di urbano e rurale. Al centro di questo ritratto si pone il concetto di «città lago»: un'entità territoriale non definita da un nucleo urbano tradizionale, ma da un paesaggio che funge da fulcro per un articolato sistema di insediamenti, forme dell'abitare e del lavoro, modi di muoversi nel territorio. È una città media estesa, nelle forme e nei funzionamenti, dove gli elementi naturali – il lago, i fiumi, i boschi e le montagne – assumono il ruolo di protagonisti, osservati attraverso una lente relazionale che ne coglie i legami e le interazioni. Per consolidare questa nuova urbanità è necessario uno sguardo e una capacità di azione sovra-municipale e a lungo termine in grado di confrontarsi con un territorio post-distrettuale, progettando la convivenza tra manifattura, turismo e nuove residenzialità.
Abitare sospeso. Etnografia nel post-terremoto del 2016-17 in Appennino Centrale
Enrico Mariani
Libro: Libro in brossura
editore: Rosenberg & Sellier
pagine: 244
A distanza di ormai nove anni, nell’Appennino centrale colpito dai terremoti del 2016/17 si continua a fare esperienza di profondi cambiamenti socio-territoriali. Nel quadro di un’emergenza permanente mai davvero conclusa, il paesaggio quotidiano è de-strutturato e in continua trasformazione, composto da Zone Rosse ancora inaccessibili e strutture emergenziali, più o meno temporanee. Mentre l’incertezza sui tempi della ricostruzione mina la stessa possibilità di pensare un dopo-terremoto, nel quotidiano gli abitanti articolano nuove e originali forme di appropriazione dell’urbanistica emergenziale. Questa ricerca etnografica adotta una prospettiva specifica sulle complesse questioni suscitate dalla scelta di continuare ad abitare in un’area interna già marginale e spopolata, dopo un terremoto di questa portata. Da un lato tramite l’etnografia è possibile approssimarsi ai processi di adattamento originale e discontinuo legati ai cambiamenti degli ambienti di vita quotidiana, dall’altro l’abitare costituisce un concetto chiave nel campo discorsivo del post-disastro, sovraccarico di problemi e questioni intrecciate che riguardano il presente e il futuro dei territori. Lo studio si concentra sui tre Comuni dell’Alto Nera, Visso, Ussita e Castelsantangelo sul Nera, situati al confine tra Umbria e Marche ed epicentro della sequenza sismica di ottobre 2016.
Architetture per la distribuzione dei carburanti nella transizione ecologica. Un approccio transdisciplinare per la gestione, il recupero sostenibile e la trasformazione
Emanuele Leporelli
Libro: Libro in brossura
editore: Edizioni ETS
pagine: 156
In un'epoca segnata dalla transizione ecologica e dall'evoluzione delle fonti energetiche, questo volume offre una lettura transdisciplinare delle architetture degli impianti di distribuzione carburanti, esplorandone il passato, l'identità attuale e le prospettive future. Dall'evoluzione storica della distribuzione dei carburanti - dalle latte dei pionieri automobilistici fino all'affermarsi delle moderne stazioni di servizio - alla classificazione tipologica e tecnologica dei manufatti esistenti, il testo propone un'analisi delle principali caratteristiche architettoniche, costruttive, tecnologiche ed ambientali. Ampio spazio è dedicato alla conservazione, alla manutenzione e all'ammodernamento funzionale, con riferimenti ai materiali ed alle tecnologie impiegate, alle problematiche di degrado ed alla bonifica dei siti dismessi. Lo studio si estende poi al contesto attuale della rete carburanti in Italia e in Europa, affrontando le sfide legate alla decarbonizzazione, alla diversificazione energetica ed all'integrazione con i nuovi modelli urbani. Attraverso l'analisi di scenari emergenti, il libro indaga il possibile futuro delle stazioni di servizio come hub multifunzionali, pensati non solo per il rifornimento ma come spazi ibridi tra infrastruttura, servizio e architettura urbana. Il volume propone strumenti per una lettura critica della tematica, nonché primi elementi di strategia per la progettazione, la gestione e la trasformazione delle stazioni di rifornimento nel quadro della transizione ecologica ed energetica.

