Economia
EdiTEST. Area economica e giuridica. Teoria ed esercizi commentati per la preparazione ai test di accesso
Libro
editore: Editest
anno edizione: 2026
pagine: 768
Tutte le conoscenze teoriche necessarie e una raccolta di quiz svolti per affrontare la prova di ammissione, oltre a una serie
24 parole per capire l'economia
Mariangela Pira
Libro
editore: Chiarelettere
anno edizione: 2026
pagine: 192
Una guida necessaria per comprendere i meccanismi e le parole della finanza e della geopolitica economica
L'economia della paura. Perché conservando si arretra
Veronica De Romanis
Libro
editore: Mondadori
anno edizione: 2026
pagine: 180
Negli ultimi vent'anni, un crollo finanziario sistemico, una pandemia globale senza precedenti e un inasprimento dei conflitti
Le politiche energetiche in Italia. Dalle crisi petrolifere alla rinuncia al nucleare (1975-1987)
Silvio Labbate
Libro
editore: Carocci
anno edizione: 2026
pagine: 176
Il tema della sicurezza energetica è ormai al centro dell'agenda di governo, soprattutto per l'Italia, da sempre povera di ris
La fine della Silicon Valley. L'architettura del capitalismo digitale
Lina Malfona
Libro
editore: Treccani
pagine: 252
Economia della longevità
Enrico Sassoon, Paolo Iacci
Libro
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2026
La confisca del mondo. Storia del capitalismo della finitudine
Arnaud Orain
Libro: Libro rilegato
editore: Einaudi
anno edizione: 2026
pagine: 288
Il neoliberismo ci ha promesso un mondo di crescita illimitata, progresso condiviso e mercati aperti. Ma ciò a cui stiamo assistendo è l’ascesa di un capitalismo ben diverso: protezionista, dominato da monopoli, altamente militarizzato. È il capitalismo della finitudine: nel XVI e XVII secolo la sua forma era la lotta tra le potenze europee per il controllo di colonie e mercati, poi si è ripresentato con la competizione imperialistica sfociata nei due conflitti mondiali. E oggi ha il volto di Trump e Xi Jinping. Che cosa succede quando un sistema economico fonda il proprio funzionamento sulla consapevolezza che le risorse del pianeta non sono infinite? È da questa domanda che parte Arnaud Orain, economista e storico francese, nel suo nuovo saggio: “La confisca del mondo”. Un libro ambizioso, che attraversa cinque secoli di storia per delineare le forme di un capitalismo che ha sempre saputo – o temuto – che il mondo fosse finito, limitato, chiuso. Orain definisce questo modello «capitalismo della finitudine»: un sistema che non si basa sull’espansione illimitata, ma sulla predazione, sulla corsa all’accaparramento e al controllo delle sempre più scarse risorse del pianeta. Dal colonialismo europeo tra Cinque e Settecento all’imperialismo novecentesco, fino alla competizione globale contemporanea per le materie prime, i corridoi energetici, le infrastrutture digitali e persino lo spazio, il libro ricostruisce come la consapevolezza della «fine» abbia generato dinamiche sempre più aggressive e monopolistiche. Ne esce un affresco inquietante e lucido, in cui il mercato non è mai davvero libero, ma intrecciato a forme di potere politico, militare e tecnologico che mirano alla cattura degli ultimi spazi ancora disponibili. Orain rilegge in chiave storica le trasformazioni del capitalismo attuale, mostrando come la fine dell’abbondanza coincida con una nuova epoca di conflitti per la gestione del limite. “La confisca del mondo” è un saggio dall’orizzonte ampio, che ci rivela le logiche profonde che governano il presente e prefigurano il futuro dell’economia globale.
Libercomunismo. Scienza dell'utopia
Emiliano Brancaccio
Libro: Libro in brossura
editore: Feltrinelli
anno edizione: 2026
pagine: 176
Ormai concentrato nelle mani di pochi barbari, il capitale sta trasformando la libertà, la democrazia e la pace in scorie da eliminare. Contro una tale catastrofe c’è una sola alternativa razionale. E non può venire dal passato.
Il prezzo del «noi». Come le tasse possono cambiare il destino del nostro paese
Claudio Siciliotti
Libro: Libro in brossura
editore: Franco Angeli
anno edizione: 2026
pagine: 126
Le tasse sono un mezzo, uno strumento per garantire a una collettività quei diritti e quei servizi che i suoi componenti ritengono indispensabili per attribuire dignità e valore alla propria esistenza. Ma possono – e devono – essere anche lo strumento per fronteggiare i rischi che ci propone l'attualità internazionale e che minacciano quei valori ai quali abbiamo conformato la nostra vita. Non solo: devono essere il mezzo per permetterci di incidere sui principali problemi che affliggono oggi l'Italia, come la crisi demografica, la crescita delle disuguaglianze e la drammatica condizione dei nostri giovani. Una profonda riforma del sistema fiscale non può quindi che essere vista come parte essenziale di un rinnovato patto sociale con l'intero Paese, fondamento di un progetto di sviluppo dell'Italia del domani in cui il tributo diventa il prezzo consapevole del “noi”, del valore di restare donne e uomini liberi che vogliono un futuro migliore e che si riconoscono parte di una comunità. Un luogo che resta sempre più grande della somma degli esseri viventi che lo abitano. Prefazione di Ernesto Maria Ruffini.
Natura, cultura e disuguaglianze. Una prospettiva comparativa e storica
Thomas Piketty
Libro: Libro in brossura
editore: La nave di Teseo +
anno edizione: 2026
pagine: 112
Cosa genera davvero le disuguaglianze? Sono il frutto di leggi naturali, di tradizioni culturali, o piuttosto il risultato di scelte politiche e rapporti di forza sociali? In questo saggio agile e penetrante, Thomas Piketty – tra i più influenti economisti contemporanei – smonta i miti dell’inevitabilità e propone una lettura storica e comparativa dei “regimi inegualitari” che hanno segnato le società moderne. Partendo da una conferenza tenuta al Musée du Quai Branly di Parigi, Piketty esplora le radici delle disuguaglianze economiche, di genere, ambientali e culturali, mostrando come la loro evoluzione sia sempre legata a dinamiche istituzionali e mobilitazioni collettive. Dalla tassazione progressiva all’accesso universale all’istruzione, dalla governance partecipativa alla giustizia climatica, il libro traccia un percorso concreto verso una società più equa. Un saggio illuminante che ci invita a ripensare il concetto stesso di giustizia sociale, e a riconoscere che l’uguaglianza non è un’utopia, ma una possibilità storica.

