Biografie e storie vere
Senza l'onore delle armi
Vittorio Sereni
Libro: Libro in brossura
editore: Il Saggiatore
anno edizione: 2026
pagine: 118
«Non ho occhi per questo niente scaturito dal niente.» Questa raccolta di testi è la testimonianza di una sconfitta: la ricognizione dolorosa e antieroica della propria esperienza bellica da parte di uno dei massimi poeti del Novecento italiano. Senza l’onore delle armi è figlio del paziente lavoro di selezione, riordino e aggiornamento, svolto da Vittorio Sereni stesso nei suoi ultimi anni di vita, delle proprie memorie relative al secondo conflitto mondiale: dalla cattura in Sicilia del 1943 alla prigionia in Nord Africa, fino al ritorno – con il corpo e con la mente – in quegli stessi luoghi a distanza di anni, Sereni si confronta, con limpida sincerità, con le illusioni perdute e la fatica quotidiana dei giorni trascorsi nei campi lontani. A distanza di decenni lo osserviamo così piegarsi sul se stesso trentenne con uno sguardo allo stesso tempo curioso e coinvolto, raccontando episodi in cui il vissuto privato si mescola alla grande storia; e in cui le immagini quasi liberatorie della resa si alternano a quelle dei viaggi estenuanti, l’incontro timoroso con i soldati stranieri ai momenti di sollievo fra compagni d’armi e alle fantasie di ribellione. Come scrive Luca Lenzini nella sua prefazione, «nell’incapacità di spiegarsela, la tragedia della guerra, si esprimeva per Sereni un nodo doloroso e altrettanto ineludibile»: un nodo in cui il destino collettivo si fondeva con quello personale, sovrapponendo paesaggio, tempo e coscienza. Il tentativo estremo di uno scrittore di offrire un ordine al caos di una infinita stagione di orrori.
L'aurora delle cose invisibili
Martina Massai
Libro: Libro in brossura
editore: Sperling & Kupfer
anno edizione: 2026
Tiranni. I 100 despoti più efferati della storia
Nigel Cawthorne
Libro: Libro in brossura
editore: Giunti Editore
anno edizione: 2026
pagine: 276
Da sempre uomini e donne hanno conquistato il potere con mezzi a dir poco estremi. Questo libro, una rassegna degli autocrati più assetati di sangue che abbiano mai dominato il mondo dall'antichità a oggi, illustra con vividi dettagli la storia delle vite che hanno condotto, la loro spietata scalata verso l'alto, la ferocia unita all'intelligenza strategica, la distruzione che hanno lasciato dietro di sé. In questa cronaca agghiacciante dei despoti e dei loro crimini contro l'umanità attraverseremo ogni epoca e continente incontrando le figure più diverse, da Attila, che uccise il proprio fratello per governare l'impero degli Unni, fino ai dittatori africani del XX secolo passando per Hitler e Mussolini. Fanno loro buona compagnia, in questa bolgia dantesca, Fidone di Argo, Erode il Grande, Riccardo III, Ivan il Terribile, ma anche Napoleone e Caterina II di Russia, Porfirio Díaz e Stalin, Pinochet e Bokassa... Vedremo che la dinamica è sempre la stessa: ambizioni vertiginose, fino al delirio di credersi divini, che provocano forme di opposizione da sopprimere con ogni mezzo, arrogandosi il potere di vita o di morte sui propri sudditi. Con la consueta maestria, Nigel Cawthorne dipana il racconto, che siano fatti acclarati o meticolose ricostruzioni, combinando il dato storico a descrizioni efficaci: tinte forti in cui niente, però, è inventato.
La scelta
Alberto Ravagnani
Libro: Libro in brossura
editore: SEM
anno edizione: 2026
pagine: 304
Per gran parte della sua esistenza, l’unica preoccupazione di Alberto è stata quella di essere bravo. Prima un bravo bambino, poi un bravo adolescente, quindi un bravo seminarista, e infine un bravo prete. E se l’esigenza di risultare così impeccabile avesse finito per schiacciarlo? Dalle primissime ferite dell’infanzia alle estati trascorse nella casa contadina dei nonni, Alberto cresce imparando prestissimo a adattarsi. A intuire l’umore degli altri e comportarsi di conseguenza, mettendo al secondo posto le emozioni. E quando entra in seminario, la buona condotta si fa corazza: preghiere interminabili all’alba, totale aderenza alle regole, quaderni pieni di appunti alla ricerca di una perfezione ascetica. Finché nella corteccia cominciano ad aprirsi le crepe. Ci sono le serate in cui un prete altrettanto giovane gli chiede a bruciapelo se è felice. C’è un’amica dai capelli ramati e un bacio dato d’istinto. Ci sono le porte della Chiesa che a volte si aprono e a volte si chiudono in faccia. Ci sono gli incontri con le persone, tante e diverse: dai detenuti del carcere ai ragazzi dell’oratorio, passando per i pazienti dell’ospedale e un fratello – il suo – che trova la fede, la perde e la rincorre ancora, mostrando ad Alberto che la via per il sacro raramente procede in linea retta. Mentre tutto scorre, Alberto sperimenta modi nuovi per parlare di Dio e soprattutto inizia a farsi delle domande: sul suo ruolo, sulla libertà, su tanto altro. Anche se queste domande rischiano di mettere in discussione ogni cosa e porgli il dilemma più grande della sua vita. In quest’appassionante autobiografia che si legge con il ritmo di un romanzo di formazione e la profondità di un diario spirituale, don Alberto Ravagnani affronta temi e solleva quesiti universali, capaci di toccare ognuno di noi. Come si riconosce un desiderio rimasto troppo a lungo nascosto? E che succede se scopri che Dio non ti vuole perfetto ma intero, comprese le debolezze e contraddizioni? È da queste fenditure, molto più che dalle regole, che prende forma La scelta. “Quando ho messo un piede fuori dal sentiero, non l’ho fatto per ribellione, l’ho fatto per respirare. E per capire che Dio non abita nei tabernacoli d’oro, ma nelle pieghe storte della vita vera.”
Cara Istanbul
Serra Yilmaz
Libro: Libro in brossura
editore: Rizzoli
anno edizione: 2026
pagine: 208
«Chissà se è la sorte di chi nasce in una città come Istanbul quella di sentirsi a casa in due luoghi diversi. Chissà se è stata la mia città a ispirarmi questa via. O forse doveva solo capitare così nel mio destino. Lo chiederò la prossima volta in cui mi leggeranno i tarocchi. O magari la risposta spunterà fuori dai fondi del mio prossimo caffè.» Come si racconta la città dell'infanzia, soprattutto quando quella città è Istanbul, luogo leggendario e carico di storia? Serra Yilmaz sceglie di farlo affiancando, come in un album di ricordi, i quartieri, le strade, le case in cui ha vissuto, quando Istanbul già enorme aveva solo un milione di abitanti, e non venti come oggi. Leggendo queste pagine sembra di ascoltare una voce che, accanto alla stufa di maiolica in un inverno rigido o affacciata in una calda serata a una terrazza sul Bosforo, ricostruisce e fa rivivere le voci e gli odori di un angolo di mondo che come pochi altri è stato travolto e mutato dal progresso e dal turismo. La voce, inconfondibile, è quella di Serra, attrice turca tra le più celebri, amatissima dal pubblico italiano, che l'ha conosciuta sul grande schermo nei film di Ferzan Özpetek. In questa sorta di «autobiografia attraverso persone, case e quartieri» scopriamo così le lunghe estati dalla nonna nella sponda asiatica della città, tra spiagge e giardini; il rapporto coi genitori, le amicizie e gli amori di gioventù, le prime esperienze di lavoro, l'emergere della passione per la Francia, per l'Italia, per il teatro, e ancora le partenze e i ritorni da un luogo «il cui ricordo è inscindibile dalla possibilità di qualunque racconto». Il tutto ben condito da un'ironia caustica, da aneddoti picareschi, anelli smarriti e ritrovati, donne senza ombelico, da una certa superstizione levantina contro il malocchio, da un ritmo magmatico e incalzante e, perché no, da qualche ricetta tipica (la cucina è per Serra una passione antica...).

