Rusconi Libri
Il grande libro di Gibran: Il profeta-Il giardino del profeta-Sabbia e spuma-La voce del cuore
Kahlil Gibran
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2018
pagine: XX-268
Questo volume contiene la versione integrale delle principali opere di Gibran: «Il Profeta», « Il giardino del Profeta», «Sabbia e spuma». Nella sezione «La voce del cuore» vengono invece proposti i brani, le citazioni e gli aforismi più belli e suggestivi tratti dalla sua intera produzione letteraria e filosofica. Un'opera imperdibile per gli appassionati del grande poeta e filosofo libanese.
Elisabetta I. Regina d'Inghilterra
Mariangela Melotti
Libro: Libro rilegato
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2018
pagine: 176
Elisabetta I (1533-1603), figlia di Enrico VIII e della sua seconda moglie Anna Bolena, fu l’ultima regnante della dinastia Tudor; sotto il suo regno l’Inghilterra conobbe un periodo di grande splendore, affermandosi come potenza navale, sviluppando l’economia e i commerci e vivendo il Secolo d’Oro per l’arte e la scultura. Elisabetta venne nominata erede al trono dopo la morte dei fratelli Edoardo VI e Maria I, anche se una legge del 1536 (che consentì a Enrico VIII di sposare la terza moglie, Jane Seymour) aveva annullato il matrimonio fra i suoi genitori e l’aveva resa figlia illegittima. Quando Elisabetta salì al trono, l’Inghilterra era un paese lacerato dalle lotte religiose e coinvolto in una guerra contro la Francia. L’abilità con cui la regina fu in grado di risollevare le sorti della nazione e la sua forte personalità la resero una figura amata e rispettata dai sudditi. Uno dei suoi principali meriti fu quello di sapersi circondare di valenti consiglieri, tra cui Francis Walsingham e William Cecil.
Antica cucina romana. Testo latino a fronte
Marco Apicio
Libro: Copertina morbida
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2018
pagine: 304
Il De re coquinaria è un corpus di ricette in dieci libri attribuiti a Marco Gavio Apicio, grande cultore della tavola raffinata, contemporaneo di Tiberio. In realtà il centone, in base alla lingua in cui è compilato, si può datare nel complesso intorno alla fine del IV secolo d. C., di sicuro è stata ricopiato molte volte e alcune parti sono andate perdute. Potrebbe darsi che il nucleo originario di tale raccolta sia effettivamente un trattato apiciano, magari trasmesso a lungo solo per via orale, su cui poi nel tempo si sono innestati gli altri manuali. Il ricettario, nato con finalità pratiche e redatto in uno stile semplice ma ricco di termini tecnici, rappresenta la documentazione più antica che possediamo a riguardo degli usi alimentari, delle modalità di preparazione e delle combinazioni di sapori dei Romani.
La provvidenza. Testo latino a fronte
Lucio Anneo Seneca
Libro
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2017
pagine: 128
"Il De providentia" appartiene a quella raccolta di opere che Quintiliano raccolse e identificò con il nome di Dialogi e in cui figura come primo. Dedicato all'amico e discepolo Lucilio, non affronta il tema della provvidenza sul piano della metafisica, ma l'autore precisa che in esso si limiterà a "difendere la causa degli dei", in quanto Lucilio non dubita della provvidenza divina ma ha solo delle perplessità a riguardo. Si tratta quindi di una teodicea, o giustificazione del comportamento della divinità, dal momento che il credo nella provvidenza divina è messo in crisi dai "mali" che capitano ai buoni. Seneca affronta il problema, capovolgendo il concetto in semplici "malanni", e investendo di responsabilità del male, che consiste nel solo "male morale", unicamente l'uomo e assolvendo pertanto la divinità da ogni responsabilità.
I Malavoglia
Giovanni Verga
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
anno edizione: 2020
pagine: 304
Ne I Malavoglia, romanzo verista, Verga sperimenta canoni stilistici radicalmente innovativi. L'estrema durezza della vita quotidiana delle popolazioni meridionali e la loro condizione di "vinti", in balia di un fato cieco e incomprensibile, sono senz'altro fra gli aspetti più incisivi di questa narrazione.
De oratore. Testo latino a fronte
Marco Tullio Cicerone
Libro: Libro in brossura
editore: Rusconi Libri
pagine: 740
Il de oratore simula il resoconto di una discussione sulla figura dell’oratore tenutasi nella villa di Crasso a Tusculum tra il padrone di casa e i suoi ospiti durante i Ludi Romani del 91 a.C. alla vigilia della guerra sociale: vi partecipano Marco Antonio, Scevola l’Augure e i due giovani Sulpicio e Cotta, ai quali si aggiungeranno Lutazio Catulo e Cesare Strabone in apertura del II libro. Distinto in due momenti, il dibattito mette a fuoco nel I libro il profilo dell’oratore e la natura dell’eloquenza rispetto al sistema dei saperi e alla funzione sociale. Si oppongono due visioni incarnate dai due protagonisti: l’una più idealistica, incline ad assegnare all’oratore una conoscenza universale e a intendere l’eloquenza come la scienza del parlare bene di ogni argomento (Crasso), l’altra più pragmatica, sensibile agli aspetti tecnici e a considerare l’oratoria come una mera arte della persuasione (Antonio). Sotto l’incalzare delle domande dei più giovani, Crasso e Antonio illustrano la dottrina retorica dopo essersi ripartiti i ruoli in base alle proprie attitudini e ai compiti dell’oratore.

